La Corte d’appello di Milano ha accolto la richiesta del procuratore generale Laura Bertolè Viale e ha determinato in due anni di interdizione dai pubblici uffici il ricalcolo della pena accessoria per l’interdizione dai pubblici uffici nei confronti di Silvio Berlusconi. Il suo legale, Nicolò Ghedini, ha annunciato ricorso in Cassazione contro l’attuale decisione. Il ricalcolo era stato chiesto dalla Cassazione, quando aveva emesso la sentenza definitiva a quattro anni di carcere (di cui tre condonati per indulto) a carico dell’ex premier per il caso dei fondi neri Mediaset. CASSAZIONE - Il 1° agosto la Cassazione, nel condannare Berlusconi per frode fiscale, aveva però annullato la pena accessoria a cinque anni di interdizione dai pubblici uffici stabilita in appello, chiedendo alla stessa Corte d’appello del capoluogo lombardo di ridefinirla tra uno e tre anni.

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Roma, 17 ott. - Mario Monti si e' dimesso da Scelta Civica per dissapori con Mario Mauro e Pier Ferdinando Casini. 'Rassegno le dimissioni da presidente di Scelta Civica. La presidenza verra' assicurata dal vicepresidente vicario Alberto Bombassei, fino all'attivazione delle procedure previste dallo Statuto per la nomina del nuovo presidente. Domani lascero' il gruppo SC del Senato e chiedero' l'iscrizione al gruppo misto', fa sapere Monti in un lungo comunicato.

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Milano 15 Ottobre 2013 Corsera.it Da Il Giornale di Alessandro Sallusti Basta che il ministro per le Riforme Gaetano Quagliariello citi Berlusconi in merito all'amnistia e scoppia il putiferio: parte della sinistra insorge e i grillini sbraitano; fuori dal coro l'ex ministro Sandro Bondi che fa spallucce: «Quanta ipocrisia! È un discutere a vuoto». Attorno a Berlusconi ci si continua a scannare e proprio oggi la giunta del Senato (che ieri sera ha approvato la relazione del presidente-relatore Dario Stefàno con i sì di Pd, M5S, Scelta civica e del Psi Buemi, il Pdl ha votato contro) affronterà il nodo del voto in Aula: palese o segreto? Pentastellati, Sel e pezzi di Pd vorrebbero modificare il regolamento e votare la decadenza del Cavaliere alla luce del sole, per paura di franchi tiratori. A infiammare subito la giornata è Quagliariello che ha risposto al Guardasigilli, Anna Maria Cancellieri. La quale, di recente, aveva giurato: «Le ipotesi di amnistia e indulto non influiranno sul destino giudiziario di Berlusconi». Quagliariello torna sul tema: «Le parole della Cancellieri su Berlusconi sono state male interpretate. Penso che nessuno possa ritenere che una legge possa non essere applicata soltanto a un cittadino. Se le forze politiche e il Parlamento decidono un provvedimento di amnistia, come richiesto dall'Europa,

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Lo hanno accusato di tutto. Ovviamente. I bersaniani mandano anche sms a giornalisti amici e ai fedelissimi per invitarli a scavare nella vita del superfavorito alle primarie dell’otto dicembre. Roba che in un partito come il Pd, finora, non si era mai fatta. Ma, come si dice a Roma, lì dove il potere centrale guarda storto il fiorentino, bizzarro, «la guerra è guerra». Tra i capi d’imputazione che pesano sul collo di Matteo Renzi quello di aver lisciato il pelo al Movimento 5 Stelle con il suo «no» all’amnistia. Anzi, peggio, quello di essersi mosso in base ai sondaggi che davano per sgraditissima una proposta del genere tra i grillini. Ecco perché l’ultrà bersaniano Flavio Zanonato si è scagliato subito contro il primo cittadino del capoluogo toscano accusandolo di intelligenza con il nemico, ovverosia con il comico genovese. Una tirata che ha lasciato esterrefatto persino il solitamente flemmatico Walter Veltroni, che in genere è portato a evitare i conflitti e stemperare le tensioni: «I ministri dovrebbero avere più misura quando parlano: si debbono evitare queste polemiche continue».

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«Se ci sarà una legge su amnistia e indulto dovrà essere applicata a tutti i cittadini, Berlusconi compreso». Lo ha detto il ministro delle Riforme, Gaetano Quagliariello, ospite di Faccia a Faccia, su Radio 24, commentando le parole del ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri, secondo la quale eventuali provvedimenti di clemenza non saranno applicati al leader del Pdl. «Credo che Cancellieri sia stata fraintesa, le sue parole sono state male interpretate», ha sottolineato. «Penso che nessuno possa ritenere che una legge possa non essere applicata a un solo cittadino».

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Roma, 14 ott. - Non si chiamera' Tares, ma Trise, il nuovo tributo sui servizi comunali, e si articolera' in due parti. La prima riguardera' la gestione dei rifuti urbani (Tari), la seconda coprira' i costi relativi ai 'servizi indivisibili' dei comuni (Tasi) che sara' dovuta 'da chiunque possieda, occupi o detenga a qualsiasi titolo le unita' immobiliari, con vincolo di solidarieta' tra i componenti del nucleo familiare o tra coloro che usano in comune le unita' stesse'. E' quanto si legge nella bozza della legge di stabilita' .

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Roma, 14 ott. - L'aliquota sulla tassazione delle rendite finanziarie passa dal 20 al 22%. E' quanto emerge dalla bozza della legge di stabilita', anticipata dall'Agi

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Roma, 14 ott. -2013 Corsera.it Governo Enrico Letta arriva la Trise con la Legge di stabilita'.Uccidono il paese questi Letta Alfano Fassina. Non si chiamera' Tares, ma Trise, il nuovo tributo sui servizi comunali, e si articolera' in due parti. La prima riguardera' la gestione dei rifuti urbani (Tari), la seconda coprira' i costi relativi ai 'servizi indivisibili' dei comuni (Tasi) che sara' dovuta 'da chiunque possieda, occupi o detenga a qualsiasi titolo le unita' immobiliari, con vincolo di solidarieta' tra i componenti del nucleo familiare o tra coloro che usano in comune le unita' stesse'. E' quanto si legge nella bozza della legge di stabilita' .

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Roma 13 ottobre 2013 Corsera.it Sul tema dell’amnistia e dell’ indulto Matteo Renzi «ragiona in termini puramente propagandistici stile Grillo». L’attacco al sindaco di Firenze arrivata dal ministro per lo sviluppo Flavio Zanonato. Il ministro ha parlato a margine de “La Repubblica delle Idee” a Mestre. «Le carceri -ha detto-, così come sono, oltre a produrre effetti drammatici sulla popolazione carceraria che è costretta vivere in una situazione assolutamente inaccettabile, produce l’effetto terribile che rimette alla fine del ciclo della pena in circolo persone che non possono avere altre alternative che continuare a delinquere, quindi con una recidiva altissima». «Vogliamo affrontare il problemi in modo propagandistico o vogliamo prendere in mano con serietà come ha fatto il presidente della Repubblica? -si interroga- Non ho dubbi su questo: l’atteggiamento propagandistico di chi non vuole l’indulto perché pensa che così prende qualche consenso in più non mi convince se è un interesse generale che va difeso». BONINO - Il sindaco di Firenze finisce anche nel mirino del ministro degli esteri Emma Bonio. Se Matteo Renzi «è il nuovo che avanza, fatemi il favore di ridarmi l’antico» afferma parlando al comitato nazionale dei Radicali italiani. «Legga bene il messaggio di Napolitano, prima di rottamarlo» afferma ancora il ministro.

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Roma 13 ottobre 2013 Corsera.it Italia rischio default parziale o totale.Il Governo di Enrico Letta sta tacendo sulla reale situazione dei conti italiani,e sul grave rischio che corriamo di un potenziale default parziale o totale del nostro debito pubblico.Enrico Letta sta colpevolmente tacendo sulla drammatica fase della nostra economia,portando il paese allo sbaraglio.Quanti saranno i dipendenti pubblici che verranno licenziati in caso di default? Sono milioni le persone che andranno a casa,dopo che il paese vivra' ore drammatiche per l'esasperazione del conflitto sociale.Il rapporto interno del Ministro Saccomanni parla chiaro:siamo sull'orlo del disastro finanziario.Inutili le manovre sulle vendite straordinarie di spiagge e immobili,500 milioni sono una goccia in un mare tempestoso.Quali sono le riforme reali che dovrebbe intraprendere il Governo continuando a lasciare campo alla Germania? Il Governo di Enrico Letta e' subalterno agli interessi del sistema e struttura bancaria europea,non c'e' dubbio.Il rapporto Saccomanni parla chiaro Italia e' in default.Tutto il resto sono chiacchiere,che tendono a trascinare innanzi una situazione ingovernabile.Prima o poi scoppiera' la bomba e saranno dolori per tutti.Rapporto Saccomanni come il rapporto Pelikan,le falde acquifere sono inquinate,la gente muore per avvelenamento,nessuno ne parla,tutti tacciono.

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(ASCA) - Firenze, 12 ott - Una ''rivoluzione radicale'' nel Paese, con il Pd protagonista, ma che, per primo, deve ''cambiare verso''. Matteo Renzi lancia cosi' da Bari la sua candidatura al congresso del partito. Per Renzi bisogna ''cambiare verso al Pd per cambiare l'Italia'' e quindi l'Europa. Renzi vuol ''cambiare verso'' al partito che ''vive una crisi profonda'' e che per ripartire deve essere ''curioso e coraggioso'' e si deve aprire, andare nella societa', a partire da una grande ''campagna di ascolto'' nella scuola da lanciare a gennaio. Dicendo di essere stati ''fin troppo gentili'' usando il termine ''rottamazione'' nei confronti di un ''establishment'' che in venti anni non ha cambiato l'Italia, Renzi ha strigliato coloro che prima lo definivano un ''appestato'' e che ora lo considerano ''un eroe'': ''Tanti - ha detto - stanno salendo sul carro, ma sul carro non si sale, il carro si spinge''. Nell'assicurare di non sentirsi il ''salvatore della patria'', il sindaco ha pero' affermato che ''il Pd se continua come adesso non vince e un partito che non vince non serve''. Dunque serve un partito in grado di infrangere i ''tabu''', di affrontare la questione delle regole del mercato del lavoro parlando non di ''liberta' di licenziare'' ma di ''liberta' di assumere'', un partito che lotti contro la rendita. Renzi ha auspicato che ora l'occasione ''non sia sprecata'' mettendo in guardia da ''chi dice che abbiamo gia' vinto''. ''Io ho molti limiti e sbaglio molto'', ha concluso lanciando la sua candidatura, ma rivendicando ''l'entusiasmo della coerenza perche' se fai politica ci devi credere. L'Italia non e' finita, l'Italia ha un futuro e come Pd andremo a vincere perche' se vinciamo noi cambiera' il verso''. afe/mar/ss

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Roma 12 Ottobre 2013 Corsera.it di Matteo Corsini Enrico Letta perche' per me e' un cretino. Uscire dall'Euro,sbloccare la funzione della banca Centrale Europea,smetterla con le cazzate di Mario Draghi,con le parole piene di nulla dei banchieri centrali tedeschi.O salviamo l'Italia o muoriamo tutti insieme.Credo che l'Italia dovrebbe muovere verso nuove elezioni,poiche' mi appare chiaro che la situazione di stallo e' insopportabile.Enrico Letta e' un cretino e con lui l'intera compagine governativa.Siamo difronte a burocrati interessati alla poltrona.L'Italia annaspa. Non c'e' dubbio la grande depressione che attanaglia l'Italia da mesi ha nuovamente rimescolato le carte in tavola della politica italana.Secondo il recente sondaggio della societa' SWG,commissionato dal Corriere della Sera,il centro sinistra affonda,con un -4%,mentre il centrodestra recupera riportandosi intorno al 34%.Questo significa che i cittadini chiedono risposte immediate alla crisi,un segno autorevole in Europa per smuovere l'Unione a sbloccare fondi,politica monetaria.D'altronde i cugini francesi sono piu' avanti di noi perche' il gradimento per il Fronte Nazionale di Marine Le Pen,ha un chiaro significato:uscire dalla crisi prima possibile,che per loro equivale a sbloccare l'ingranaggio dell'Euro,che senza una banca centrale in grado di stampare moneta,non funziona per nessuno.La crisi dell'Euro e' la crisi dell'Europa,ma qui si tratta di fare i conti con una grave recessione e adottare tutti quelle azioni esperibili per rendere meno anelastica la situazione finanziaria di molti paesi soffocati dal debito pubblico.la diabolica azione della Germania non e' altro che quella di spingere i paesi dell'Unione meno virtuosi,allo scontro sociale,all'impoverimento,per tagliare gli enormi costi della spesa pubblica.I tedeschi vogliono il sangue dagli italiani,dagli spagnoli.Vogliono mandare a casa milioni di persone,che da un punto di vista di teoria economica sara' anche logico,ma purtroppo non tiene conto della realta' sociale del nostro paese.Come pensare di mandare a casa milioni di dipendenti pubblici? Meglio stampare moneta,reggere la spesa con l'inflazione,che darebbe spinta al mercato immobiliare,rimettendo in modo migliaia di aziende,che oggi boccheggiano o sono gia' fallite.Per l'Italia non vanno bene le regole teutoniche,l'Italia deve difendersi dove puo' competere,turismo,immobiliare,manifattura,alimentari.Dobbiamo stampare moneta,dobbiamo tornare ad essere un paese sovrano,dobbiamo tornare ad avere la nostra banca centrale.Nei periodi di recessione il rigore fiscale distrugge la sacieta',rendendola sterile,incapace di procreare.Se guardiamo bene....

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«FINIRO’ COME LA TYMOSHENKO» - A proposito della sua situazione giudiziaria, Berlusconi avrebbe detto: «I miei avvocati dicono che il mio futuro è infausto. Mi faranno marcire in galera. E come ci dimostra il caso Tymoshenko, dopo molte manifestazioni alla fine anche la ribellione contro queste vicende si placa». Il paragone con la ex premier dell’Ucraina e leader dell’opposizione (condannata a sette anni di reclusione in un processo che molti osservatori ritengono di matrice politica, ndr) sarebbe stato suggerito da un famoso amico del Cavaliere: «Putin mi aveva avvertito che me l’avrebbero fatta pagare. Mi aveva detto che avrei fatto la fine della Timoshenko», avrebbe detto. Intanto nel pomeriggio i legali di Berlusconi hanno depositato la richiesta di affidamento in prova ai servizi sociali affinché l’ex premier sconti la condanna definitiva per frode fiscale nell’ambito del processo Mediaset. Per quel che riguarda i tempi, fonti giudiziarie e legali spiegano che a Milano ci vogliono di norma non meno di quattro-cinque mesi per la fissazione dell’udienza.

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Roma 6 Ottobre 2013 Corsera.it di MAC L'editoriale della Domemica a cura di Matteo Corsini. Enrico Letta,spara a zero,ed ha ragione,per lui la "stagione di Silvio Berlusconi e' finita".Ma siamo sicuri di questo? Il governo di Enrico Letta,scrollatosi di dosso la zavorra del cavaliere di Arcore,adesso barcolla,deve rimettersi in carreggiata,se vuole evitare che il paese vada in tilt.L'aumento dell'Iva e' un primo durissimo campanello di allarme,l'Italia non trova risorse ulteriori per venire fuori dalla crisi.Peccato,impossibile diranno altri.L'Italia e' in forte recessione economica e i termometro segna rosso acuto proprio nell'invaso del sistema finanziario,ancora in cortocircuito a causa del difficile rapporto banche imprese,i conti in rosso,i crediti che giorno per giorno si deteriorano.Gli italiani si trovano a fronteggiare un gravissimo momento e molti,all'interno dell'esecutivo non sanno proprio che pesci pigliare.Se c'era una sentinella contro l'egemonia politica monetaria della Germania,era forse proprio il vecchio rincitrullito Silvio Berlusconi,che forse meditava di spingersi oltre i confini della logica,pur di arrestare il cataclisma economico del nostro paese.Ma non e' durato abbastanza,d'altronde la sua diatriba giudiziaria con lo Stato italiano dura da venti anni.Il lodo Mondadori ha dimostrato in tutta la sua nefandezza di cosa e' capace quest'uomo,i suoi avvocati,insomma quel nauseabondo circo equestre che si porta dietro.E' ora,giustamente dice Enrico Letta,di voltare pagina sulla figura politica di Berlusconi,sebbene non ci avvediamo dove l'uomo in Panda,intenda trascinare l'Italia.Esangui le sue riforme,esangue il piano o progetto per risollevare il paese dalla crisi economica.Non c'e' una soluzione matura,attuabile,in pochi mesi.La barca si lascia lentamente andare,saranno gli italiani,come al solito,con fantasia e applicazione a tirare fuori il Governo dall'impaccio.A nulla valgono le inefficaci politiche del governo di Enrico Letta.Noi guardiamo,da osservatori scrupolosi,cosa succedera' nei prossimi mesi,nel corso del prossimo anno.Questo governo,Giano bifronte,ci strizza sempre allo stesso modo,ci tiene per le palle.Ma anche noi sapremo cosa fare e dire al momento opportuno.Adesso godiamoci la dipartita del Cavaliere Silvio Berlusconi,degli imminenti lavori forzati,pardon,lavori al servizio sociale.

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Roma 5 Ottobre 2013.it di Matteo Corsini Tra peti e pernacchie,strafalcioni e sonore risate,il Senato della Repubblica Italiana ha votato ieri la decadenza da Senatore di Silvio Berlusconi.Finisce dunque l'era del cavaliere Re del Bunga Bunga,che per venti anni nessuno era riuscito a battere politicamente.Si allontana l'ombra digiuna dell'imprenditore di Arcore,dagli emicicli del potere italiano.Rimane il disastro di un'Italia incenerita dalla crisi economica.Un disastro per la nostra cultura,per i giovani,per l'idea della corruzione che ormai vive dentro la testa della gente,come l'arma vincente della propria esistenza. La Giunta per le elezioni del Senato ha votato a maggioranza la decadenza di Silvio Berlusconi da senatore, a seguito della condanna definitiva per frode fiscale. L’annuncio è stato dato dal presidente Dario Stefàno attorno alle 16,30, dopo una camera di consiglio di oltre cinque ore. La parola passa ora all’Aula di Palazzo Madama che dovrà ratificare la proposta. La seduta pubblica, prima della camera di consiglio, era durata meno di un’ora . Le forze politiche si erano presentate all’appuntamento fortemente divise: il Pdl facendo quadrato attorno al proprio leader e sostenendo la non applicabilità della legge Severino sulla non eleggibilità dei condannati,perché al momento in cu i fu commesso il reato quelle norme non erano ancora in vigore; il centrosinistra, Scelta Civica , Sel e il Movimento 5 Stelle orientati invece per un voto favorevole alla decadenza.

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