Le autorita' giapponesi hanno comunicato all'Aiea (l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica) delle misure adottate nel reattore di Fukushima, gravemente danneggiato dal terremoto di ieri, per abbassare la temperatura. Nel reattore num. 1 dell'impianto Daiichi di Fukushima e' stata permessa l'uscita controllata del vapore per ridurre la pressione interna; e il governo nipponico ha ordinato l'evacuazione dei residenti nell'arco di 10 km attorno alla centrale nucleare. La Commissione per la Sicurezza Nucleare del Giappone ha confermato stamane che si e' accertata una fuga di cesio radioattivo attorno alla centrale, nelle cui vicinanze le autorita' hanno evacuato 47.800 persone per evitare la contaminazione .

Leggi la notizia

Tokyo 11 Marzo 2011 CORSERA.IT

Improvviso il mostro dello tsunami ha investito il Giappone,in seguito ad una scossa di terremoto di magnitudo 8.8  della scala Richter,che ha colpito Tokyo,la capitale giapponese.

Un terremoto di intensità devastante - due scosse -  ha investito Tokyo (alle 14.45 locali, in Italia erano le prime ore dell'alba), dove i grattacieli hanno oscillato sotto le scosse sismiche e la popolazione si è data alla fuga in cerca di riparo: le autorità hanno itmmediatamente lanciao l’allarme tsunami, avvertendo che il movimento tellurico avrebbe potuto generare un’onda anomala alta ben 6 metri. L'allarme tsunami è stato esteso a tutto il Pacifico, all'Australia, Messico, Nuova Zelanda e America



Leggi la notizia / Video

Tokyo 11 Marzo 2011 CORSERA.IT

Sendai l'onda anomala dello tsunami apre una voragine nelle profondità dell'Inferno,un vortice che ingoia tutto,strappa gli alberi dalla terra,distrugge i palazzi,sommerge intere cittadine.Sono oltre tremila i morti,migliaia i feriti,autobus scomparsi,treni scomparsi nella terra,navi sbattute con violenza contro i pilastri delle autostrade.Il Giappone scompare sommerco dall'acqua,un'onda violenta,un'onda gigante e spaventosa,che cosparge la terra,come un liquame infeto,feroce,l'alito del drago che sospinge via ogni cosa,la felicità stessa della vita.

 



Leggi la notizia / Video

MILANO - Tre jet privati appartenenti a Muammar Gheddafi sono partiti per Il Cairo alimentando voci di una fuga del Raìs dalla Libia. Il primo dei tre aerei è atterrato con il generale Abdel Rahman Ben Ali al-Sayyid al-Zawy, che reca un messaggio da parte del colonnello al capo del Consiglio supremo delle forze armate, Houssein Tantawi. Forse al-Sayyid incontrerà il segretario generale della Lega Araba Amr Moussa. Uno si è fermato a Malta, dove emissari del governo libico hanno incontrato alti funzionari del governo della Valletta; il velivolo ha poi ripreso il volo diretto verso il Portogallo. Un altro aereo

Leggi la notizia

Tripoli 8 Marzo 2011 CORSERA.IT

Colpo di scena in Libia,Muammar Gheddafi secondo la televisione araba Al Jazeera,avrebbe offerto le sue dimissioni al Consiglio dei ribelli,tramite il suo ex primo Ministro Jadallah Azzouz Talhi.Il succo della proposta sarebbe quello di convocare il Congresso del popolo(il loro parlamento n.d.r.)per definire le modalità di uscita del Colonello libico dal fronte politico.La richiesta principale sarebbe un salvacondotto per Muammau Gheddafi e l'intera sua famiglia,che rischia di essere impiccata.(CORSERA.IT)



Leggi la notizia

Tripoli 7 Marzo 2011 CORSERA.IT

Muammar Gheddafi concede una intervista in esclusiva al giornale francese Journale du Dimanche.Ve la proponiamo intergralmente:

TRIPOLI - Ci descriva la situazione attuale in Libia,nel suo paese?
«Vede... Sono qui...».

Cosa accade?
«Tutti hanno sentito parlare di Al Qaeda nel Maghreb islamico. In Libia c'erano cellule dormienti. Quando è esplosa la confusione in Tunisia e in Egitto, si è voluto approfittare della situazione e Al Qaeda ha dato istruzioni alle cellule dormienti affinché tornassero a galla. I membri di queste cellule hanno attaccato caserme e commissariati per prendere le armi. E' successo a Bengasi e a Al-Baida, dove si è sparato. Vi sono stati morti da una parte e dall'altra. Hanno preso le armi, terrorizzando la gente di Bengasi che oggi non può uscir di casa e ha paura».

Da dove vengono



Leggi la notizia

Bengasi (Libia), 6 mar. (TMNews) - E' di almeno due morti e una trentina di feriti il bilancio delle vittime dei combattimenti nella località libica di Ben Jawad, un centinaio di chilometri ad est di Sirte: lo hanno reso noto fonti ospedaliere locali, che avevano parlato inizialmente di 15 feriti.

Il bilancio deve considerarsi provvisorio e tra i feriti almeno tre sono in condizioni critiche. I ribelli avrebbero abbandonato la località, costituendo una nuova linea di difesa poco più a ovest, a Ras Lanuf: le truppe fedeli al leader libico Muammar Gheddafi sarebbero meglio armate, e in possesso di armi pesanti.

Tra i feriti vi è anche un giornalista francese, ricoverato a Ras Lanuf e le cui condizioni non sono gravi. Secondo fonti locali a innescare gli scontri sarebbe stata un'imboscata tesa ai ribelli da alcuni miliziani della tribù di Al-Isuhn, che sarebbe passata dalla parte delle forze governative in cambio di denaro.

(fonte Afp)

Leggi la notizia

ASCA-AFP) - Berlino, 4 mar - ''L'attentato non e' riconducibile ad organizzazioni terroristiche internazionali''. Cosi', il procuratore federale tedesco Rainer Griesbaum, in merito all'attacco terroristico all'aeroporto di Francoforte contro un bus militare americano, nel corso del quale hanno perso la vita due militari statunitensi e altri due sono rimasti gravemente feriti. Arid Uka, 21 anni e originario del Kosovo, arrestato subito dopo dagli agenti di sciurezza del terminal, ha dichiarato di aver compiuto l'atto dopo aver visto un video su YouTube che mostrava ''alcuni soldati americani irrompere in un'abitazione musulmana'' in Afghanistan e ''violentare'' una ragazza. Il giovane kosovaro ha dunque agito con ''l'intenzione di vendicarsi delle immagini'' seguite sul portale online, ha precisato Griesbaum, secondo cui il killer ''non ha legami con gruppi terroristici internazionali''. Durante l'attacco Uka ha esploso 9 colpi di pistola, uccidendo sul colpo un militare Usa e un altro che era alla guida del bus. Nei confronti dell'attentatore la Procura federale di Karlsruhe ha aperto un'inchiesta per ''omicidio con motivazioni islamiche''. Nel frattempo le autorita' hanno scoperto che Uka era amico di un fondamentalista tedesco di origine siriana, Rami M., arrestato nel giugno 2010 .

red/uda/ss

Leggi la notizia

Roma 5 Marzo 2011 CORSERA.IT

Muammar Gheddafi attaccato nel suo covo superprotetto di Bab Al-Aziyaya,scampa alla morte per miracolo.Un conflitto a fuoco scatenato dagli insorti e i suoi mercenari africani,che hanno anche ottenuto la cittadinanza libica.Il bunker dove Gheddafi ripara con la sua famiglia,il nucleo centrale del dittatore,protetto con i denti e con le unghie dalla sua milizia personale.(CORSERA.IT)

Da Leggo.it TRIPOLI - Una violenta sparatoria è stata sentita ieri all'interno della caserma di Bab al-Aziziya, considerata il quartier generale di Muammar Gheddafi e della sua famiglia, a Tripoli. Secondo quanto riporta il quotidiano arabo 'al-Sharq al-Awsat', la sparatoria è durata una ventina di minuti ed è stata molto intensa. Fonti locali sostengono che al conflitto a fuoco hanno preso parte alcuni miliziani africani che hanno ottenuto la cittadinanza libica. Tre ufficiali libici sarebbero morti. Al momento non si conosce l'identità delle vittime della sparatoria, ma da ieri non si hanno più notizie del generale Abdullah al-Senoussi, capo



Leggi la notizia

Infuria una battaglia probabilmente decisiva nella città a 40 km da Tripoli. Dopo quattro ore di scontri, gli insorti respingono le forze lealiste, ma il Rais manda i rinforzi e sferra un nuovo attacco. Testimoni riferiscono di brutalità e violenza contro i civili. Intanto, in una lettera al Consiglio di Sicurezza, il ministro degli Esteri, Mussa Kussa, scrive di "un modico" utilizzo della forza contro i manifestanti e chiede la sospensione delle sanzioni. Primi passi della missione umanitaria italiana: partito da Pisa un C-130 con materiale della protezione civile per il campo profughi di Ras Jedir, sta per salpare da Catania una nave militare con aiuti per Bengasi

Leggi la notizia

ROMA - Cinquanta persone sono morte e centinaia sono rimaste ferite nella città di al-Zawiya, Tripolitania, negli scontri tra i ribelli e le brigate fedeli al colonnello, che hanno ripreso il controllo del centro cittadino. Lo ha riferito un testimone, Abdel Hamid Sheikh, alla tv araba al-Jazeera, secondo il quale "al-Zawiya è in corso una strage". "Subito dopo la preghiera del venerdì - ha detto il testimone - i manifestanti sono scesi in strada contro il regime e le brigate fedeli a Gheddafi hanno aperto il fuoco contro di loro".

Leggi la notizia

Tripoli, 4 mar. - (Adnkronos/Aki) - Le brigate fedeli al colonnello Muammar Gheddafi hanno ucciso 20 miliziani della tribu' degli al-Najuf, originari di Ras Lanuf. Secondo la tv satellitare 'al-Arabiya', i miliziani tribali sono stati uccisi perche' si sono rifiutati di reprimere con la forza i rivoltosi presenti nella loro citta'. La stessa fonte conferma che i rivoltosi tengono saldamente la citta' portuale del golfo della Sirte.

Muammar Gheddafi sta facendo scempio e strage dei suoi cittadini,tra poche settimane,il mondo intero conoscerà la verità,mentre oggi,come spesso accade,i responsabili dei governi occidentali sono incerti su cosa sia meglio fare.Eppure l'evidenza delle stragi è sotto i nostri occhi e anche l'Italia dovrebbe intervenire militarmente per fermare la strage dei vampiri di Gheddafi.



Leggi la notizia

Parigi, 28 feb - Un responsabile libico della Arabian Gulf Oil Company, che si trova nella parte orientale, in gran parte controllata dagli oppositori del colonnello Gheddafi, ha detto al Wall Street Journal di domenica che le spedizioni di petrolio stavano per riprendere. Una petroliera che trasporta 700.000 barili di petrolio avrebbe lasciato il porto di Tobruk (nord-est della Libia), nella notte tra domenica e lunedi', diretta probabilmente in Cina, ha detto Bulifa Hassan, membro del Comitato esecutivo della societa' al quotidiano economico. La societa' e' stata presa in mano dagli oppositori del colonnello libico Muammar Gheddafi dopo le dimissioni del suo presidente, Abdulwanis Saad, fedele al potere, dice il giornale. L'ultima spedizione di petrolio dalla Libia risale a sabato 19 febbraio. La Libia e' un membro Opec, uno dei maggiori produttori di petrolio in Africa, con 1,8 milioni di barili al giorno. Le sue riserve sono stimate a 42 miliardi di barili. Il petrolio rappresenta oltre il 95% delle esportazioni e il 75% del bilancio dello Stato. Mai-Y- 28-02-11 08:13:58 (0043)ene 3

Leggi la notizia

Il tribunale penale internazionale si occupera' della vicenda (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 27 feb - Il consiglio di sicurezza dell'Onu ha adottato all'unanimita', nella notte, una risoluzione che impone sanzioni severe alla Libia, al leader libico, Mouammar Gheddafi, e alla sua famiglia. Il provvedimento licenziato nella notte prevede, fra l'altro, il divieto di vendita di armi al Paese nordafricano e il divieto di viaggiare per Gheddafi e altre quindici persone fra cui i figli del leader libico ed esponenti di spicco del regime. La risoluzione spiega anche che "gli attacchi sistematici contro la popolazione" portati avanti da Gheddafi in queste settimane "possono essere assimilati a crimini contro l'umanita'". Dopo una lunga discussione, il consiglio ha anche deciso di coinvolgere il tribunale penale internazionale per indagare "sulla situazione in Libia dopo il 15 febbraio".
Mau (RADIOCOR) 27-02-11 10:02:35 (0010) 3 NNNN


Leggi la notizia

<< - Pagina 13 di 17    [1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 ] - >>