Sparatoria in un centro commericiale a Monaco di Baviera, nella zona del parco olimpico. Almeno sei morti e diversi feriti. La polizia parla di “attentato terroristico” anche se non ne chiarisce la matrice. Chiusa la metropolitana e la stazione centrale della città bavarese, Tre gli autori della sparatoria, uno di loro si sarebbe sparato all’interno dello stesso centro commerciale. Dichiarato lo stato di emergenza e chiesto l’intervento delle squadre d’elite antiterrorismo. I filmati mostrano un uomo aprire il fuoco davanti a un fast food, e un altro individuo armato sul tetto del centro commerciale. La Farnesina ha fatto sapere di aver attivato l’unità di crisi. Sui social network attivato il “safety check” per consentire alle persone che si trovano a Monaco di rassicurare familiari e amici sulle proprie condizioni, così come era successo per gli attacchi di Parigi, Bruxelles e Nizza. Attivato anche l’hashtag #offentur - porte aperte - per offrire ospitablità alle persone che non possono rientrare nelle loro case (foto Twitter)

I VIDEO DELLA RETE


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Attentato a Monaco in Germania: morti e feriti

Poco dopo le ore 20, circa un'ora e 40 minuti dopo le notizie della sparatoria, sono arrivate le immagini di agenti di polizia pesantemente armati che stavano circondando l'area di Karlsplatz, in un'operazione dichiaratamente separata da quella nel centro commerciale. Non è chiaro per ora se si tratti di un'azione per tentare di bloccare almeno uno degli attentatori o di una nuova emergenza scattata. In precedenza, il canale televisivo tv N24 aveva riferito di una nuova sparatoria nei pressi della Karlsplatz, ma era arrivata subito la smentita della polizia.

IL KILLER IN FUGA - Gli attentatori sono riusciti a fuggire. Uno dei tre sarebbe corso in direzione della metro, secondo la Bild. Anche un testimone che ha parlato in diretta streaming su Sky news ha detto che uno degli autori della sparatoria è fuggito in una stazione del metro. "L'ho visto entrare in una stazione metro. Non ho una sua descrizione".


 
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«Gli assalitori sono ancora in fuga e armati. Evitate i luoghi pubblici», scrive su Twitter e tramite comunicati la polizia di Monaco. È in corso, infatti, una grossa operazione di polizia, una vera e propria caccia all'uomo. Monaco di Baviera è sotto assedio dopo la sparatoria al centro commerciale «Olympia» nel quartiere Moosach, di Monaco di Baviera, che ha causato almeno sei morti e diversi feriti. Le autorità hanno dichiarato «lo stato d’emergenza» in tutta la città , dove sono intervenuti, con diversi elicotteri, i GSG 9, il corpo d’élite anti-terrorismo e operazioni speciali appartenente alla polizia federale tedesca. In un comunicato ufficiale la polizia di Monaco ha parlato ufficialmente di una «grave situazione terroristica». Il commando sarebbe composto da tre uomini. Secondo il giornale tedesco Bild, uno degli assalitori si sarebbe sparato alla testa nel centro commerciale. La tv N24 ha riferito che una testimone oculare avrebbe sentito uno dei tre attentatori gridare «stranieri di merda».

 

 

 

I killer

Alcuni testimoni della sparatoria hanno riferito agli agenti di aver visto tre persone armate di «fucili» che «sparavano a caso sui passanti nel centro commerciale». In un video pubblicato su Twitter si vede un uomo che esce tranquillamente dal McDonald's con una pistola in mano sparando indiscriminatamente sulla gente. In un altro video si vede un assalitore armato e , presumibilmente, con un giubbotto antiproiettile, sul tetto del centro commerciale che secondo il quotidiano Bild avrebbe urlato «sono tedesco». Un testimone che ha parlato in diretta streaming, secondo quanto riferisce Sky news, ha detto che un autore della sparatoria è fuggito in una stazione del metro. «L'ho visto entrare in una stazione metro - ha detto il testimone - Non ho una sua descrizione. La polizia lo sta cercando». Secondo testimoni oculari un'altra sparatoria sarebbe avvenuta alla stazione della metro della centralissima Marienplatz nel cuore di Monaco di Baviera, ma non ci sono conferme. La La tv N24, prima, aveva parlato di una seconda sparatoria nella Karlsplatz di Monaco, nel centro della città, ma i vigili del fuoco e la polizia hanno smentito la notizia.



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Marco Palombi per il "Fatto quotidiano"

Chissà se Tonino, adesso che i guai gli piovono addosso da tutte le parti, ripensa con nostalgia a quando tutto era ancora di là da venire: all'infanzia in un paesino della Marsica e all'arrivo a Roma ancora ragazzo, alle vacanze a Senigallia con sua moglie Silvana e i tre figli stipati nella Fiat 127, agli anni in cui faceva il portantino e il sindacalista della Cgil (in quota Psi) e il suo portafogli era assai meno gonfio, ma almeno nessuno glielo voleva sfilare di tasca.



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E' uscito questa mattina su Il Sole 24 Ore a pagina 9 un intevento del professore francese Gilbert Achcar sull'orribile omicidio del suo allievo Giulio Regeni.Lo stesso difende quelli che definisce i "referenti di Giulio " ovvero il corpo docenti della sua universita',dall'accusa della stampa internazionale,di aver spedito un giovane ricercatore incontro alla morte,poiche' conoscevano tutti il rischio potenziale di effettuare ricerche e studi sui sindacati indipendenti egiziani,poiche' come prevedibile Giulio Regeni sarebbe entrato in contatto con gli esponenti piu' invisi al regime militare di Al Sisi.Accusare i refernti di Giulio per Gilbert Achcar equivale ad accusare lo studente di  " aver scientemente voluto mettere a repentaglio la propria vita " che in altre parole significherebbe accusarlo di essere "egli stesso responsabile della prorpria morte ". Le accuse della stampa internazionale e di quella italiana sono assurde  "illazioni che sarebbero  potute venire direttamente dai servizi di sicurezza egiziani ,se avessero riconosciuto di aver commesso il crimine".Argomento questo che riprende l'analisi politica effettuata da Sergio Romano, in un recente articolo apparso sul Corriere della Sera alcune settimane orsono,in cui tratteggiava lo scenario storico, nel quale convive il regime militare di Al Sisi,quello della lotta al terrorismo fondamentalista dell'Isis.

 

 



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L'ultimo superstite del campo di sterminio di Treblinka (Polonia occupata), Samuel Willenberg, è morto ieri a Tel Aviv all'età di 93 anni. Nell'agosto 1943 aveva peso parte a una rivolta di internati in quel campo in cui furono sterminati 800 mila ebrei polacchi e greci, nonché 2.000 zingari. Solo 200 reclusi riuscirono ad evadere assieme con lui nelle foreste attorno a Treblinka.

In seguito Willenberg entrò nelle forze partigiane polacche e nel 1944 combattè i nazisti a Varsavia. Nel 1950 immigrò
 

in Israele, diventando col tempo un alto funzionario statale. Una volta in pensione concentrò le energie nel raccogliere (in un libro e in un documentario) le sue testimonianze su Treblinka e accompagnò ripetutamente in Polonia delegazioni di adolescenti israeliani.

E' morto Samuel Willenberg l'ultimo dei sopravissuti del campo di sterminio di Treblinka.Affida a noi testimoni del nostro tempo il ricordo dell'inferno dei campi di sterminio delle persecuzioni degli ebrei.Affida ad ogni lettore dei suoi libri e delle sue memorie il ricordo che abbiamo il dovere storico di trasmettere ai nostri figli.Affida ad ogni uomo del mondo le sue sofferenze il dolore patito per i suoi amici i parenti massacrati dalla furia nazista.Affida ad un mondo che dovrebbe essere migliore i suoi pianti le lacrime quei ricordi indelebili .Siamo sicuri di essere all'altezza di questo compito ? Siamo sicuri che gli eccidi di popolazioni inermi non si ripeteranno? Non c'e la Siria oggi,non vediamo ogni giorno migliaia di persone inermi fuggire dalla guerra,fuggire dal genocidio che Assad i russi compiono contro il loro popolo? Non sono i cittadini siriani che fuggono dal loro paese incendiato da un conflitto che nessuno riesce a fermare? 

 

Matteo Corsini



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Strangolatga e gettata in una vasca di scolo nei campi. Il corpo di Gloria Rosbochè stato ritrovato a Rivara, nel Canavese, dalle squadre che stavano cercando la professoressa da quando era scomparsa il 13 gennaio dalla sua casa di Castellamonte. Il luogo del ritrovamento, un vascone circondato da pozzi artesiani ai confini con il Comune di Pertusia, è a pochi chilometri dalla casa dove abitava la Rosboch. I carabinieri hanno immediatamente fermato l'ex allievo ventiduenne della donna, Gabriele Defilippi, interrogato martedì scorso (In caserma è stata sentita anche la madre del giovane e, ieri, un'altra docente con cui Defilippi avrebbe avuto una breve relazione conclusasi con un altro raggiro).

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Pochi minuti dopo il ritrovamento (a pochi chilometri di distanza da dove la professoressa abitava) è stato fermato Gabriele Defilippi, 22 anni, lo studente da sempre sospettato della scomparsa della sua docente depredata di tutti i risparmi. 

 

Sarebbe stato un amico di Gabriele Defilippi a guidare i carabinieri nella località dove è stato trovato il corpo. «Gabriele l’ha strangolata, io non c’entro», si sarebbe difeso così l’amico dello studente. Non ha confessato nulla, precisa l’avvocato Bertolino, difensore di fiducia. Ma anche lui è stato fermato con le stesse imputazioni: omicidio volontario e occultamento di cadavere

 

Martedì Gabriele era stato interrogato per oltre cinque ore dai carabinieri, insieme alla madre Caterina Abbattista. Un interrogatorio iniziato alle 9.10, condotto dal colonnello Domenico Mascoli, capo del reparto investigativo, mentre il procuratore di Ivrea, Giuseppe Ferrando, seguiva passo a passo l’evoluzione della situazione. 



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I due rumeni evasi hanno trascorso quasi quattro giorni nelle campagne di Tivoli Terme. Forse nascosti In qualche casolare, ma più probabilmente nella zona di Stacchini, un ex campo nomadi nei pressi dell'area industriale. Non si esclude con l'appoggio di qualcuno. La latitanza di Catalin Ciobanu e Florin Mihai Diaconescu, i romeni evasi domenica pomeriggio dal carcere di Rebibbia, si è conclusa nell'arco di poche ore fra mercoledì sera e l'alba di giovedì:il primo si e' consegnato con il suo avvocato nella caserma dei carabinieri di Tivoli,il secondo e' stato catturato dai militari dell'Arma nella stessa zona.

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Mentre proseguono le indagini sulla morte di Giulio Regeni, emerge un nuovo particolare sulla vita del ricercatore friulano brutalmente ucciso in Egitto. Si è infatti scoperto che, quando era a Londra, ha lavorato per un anno presso un'azienda d'intelligence. Si tratta della Oxford Analytica, fondata da un ex funzionario americano implicato nello scandalo Watergate. 

Come anticpato dal Corsera.it Giulio Regeni e' sicuramente stato avvicinto dai servizi segreti occidentali interessati a monitorare la situazione in Egitto.La brutalita' del suo omicidio non lascia dubbi:Giulio Regeni e' stato prelevato perche' qualcuno lo credeva una spia e forse lo era davvero.Mistero sulla sua seconda vita.



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Mentre proseguono le indagini sulla morte di Giulio Regeni, emerge un nuovo particolare sulla vita del ricercatore friulano brutalmente ucciso in Egitto. Si è infatti scoperto che, quando era a Londra, ha lavorato per un anno presso un'azienda d'intelligence. Si tratta della Oxford Analytica, fondata da un ex funzionario americano implicato nello scandalo Watergate. 

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Quattro mesi dopo l'arresto del vicepresidente della Regione, Mario Mantovani, un nuovo scandalo in sanità si abbatte sulla Regione Lombardia con l'opposizione che chiede a Maroni di farsi da parte: in serata Pd, Patto Civico e M5s avevano già pronta la mozione di sfiducia. In manette finisce Fabio Rizzi, 49 anni, ex senatore, plenipotenziario di Maroni e 'padre' della Riforma della sanità lombarda (provvedimento di cui il governatore lombardo si è detto più volte fiero), coinvolto anche un membro del suo staff, Mario Longo, le compagne di Rizzi e di Longo e 11 funzionari pubblici che avrebbero favorito sempre e soltanto l'Odontoquality dell'imprenditrice Maria Paola Canegrati, gruppo specializzato in servizi e forniture dentistiche. Attraverso tangenti e favori, l'imprenditrice si sarebbe aggiudicata appalti per 400 milioni; una sorta di monopolio nella gestione delle cure dentali negli ospedali lombardi. In serata la sopensione di Rizzi dalla Lega Nord da parte del segretario Matteo Salvini, che lo ha fatto "per il bene suo, della verità, della Lega e dei cittadini della Lombardia". Il governatore: "Sono incazzato. La Regione sarà parte civile".

"Favorita la sanità privata". Le conseguenze per i cittadini? La gestione degli ambulatori odontoiatrici - rispondono i magistrati - era "organizzata con modalità tali da favorire il ricorso, da parte del privato cittadino, alle prestazioni in regime di solvenza". Come? Lo spiega Canegrati intercettata dagli investigatori: "Sposteremo la maggior parte dell'attività sulla solvenza e faremo delle liste d'attesa tra virgolette... che accedono in '28SAN' (il regime a carico del servizio sanitario nazionale, ndr) alle calende greche". Non solo. "Un altro strumento chiaramente truffaldino che induce il paziente a ricorrere alla prestazione a pagamento" è indurre "la convinzione che il costo del ticket sanitario sarebbe di poco inferiore": lo scrive ancora il gip sottolineando che i cittadini sono privi "di qualsiasi tutela".

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«È tempo di aprire gli occhi di fronte a tante ingiustizie che attentano direttamente al sogno e al progetto di Dio». Per Francesco è il giorno delle periferie e del richiamo all’equità sociale contro «una società di pochi e per pochi». Il Papa celebra la grande messa ai margini della megalopoli da 21 milioni di abitanti davanti a trecentomila persone. Ecatepec risale all’impero azteco e oggi è un sobborgo di pendolari a una trentina di chilometri dal centro di Città del Messico, capitale e sintesi dello sviluppo iniquo di un Paese dove i poveri sono il 46,2 per cento e il 9,5 vive in miseria estrema. È il primo Papa ad andarci ed è qui, nella prima domenica di Quaresima, che Francesco medita sul racconto evangelico delle tre tentazioni di Gesù nel deserto. A cominciare dalla ricchezza, l’«impossessarsi di beni che sono stati dati per tutti, utilizzandoli solo per me o per “i miei”».

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Un malore fatale, non un evento traumatico. L’autopsia a cui è stato sottopostoChristian Lombardozzi, lo studente morto venerdì nell’aula nell’istituto alberghiero di Roccaraso, ha escluso che il decesso si sia verificato a causa della caduta dalla sedia sulla quale, secondo le testimonianze raccolta a caldo, il ragazzo si stava dondolando. Su questo si sono trovati concordi sia il perito nominato dalla procura di Sulmona, sia quello nominato dalle tre persone finite sotto inchiesta per concorso in omicidio colposo. Secondo le prime indiscrezioni dall’esame peritale infatti non sarebbero emerse fratture di alcun genere, né sulla colonna vertebrale né sulla fronte dove il giovane presentava una piccola ferita formatasi dopo la caduta dalla sedia. Non si esclude che la morte del ragazzo possa essere riconducibile a problemi cardiaci o vascolari. Decisivi a scoprirlo saranno gli esami istologici sui tessuti e sui liquidi prelevati dai periti nel corso dell’autopsia, che saranno eseguiti nei prossimi giorni.

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Sempre secondo il giornale, un «testimone» sostiene che il fermo dell'italiano sarebbe stato «ripreso da quattro telecamere di sorveglianza» di altrettanti negozi del quartiere: ma la polizia egiziana «non ha ancora chiesto le registrazioni video». Mentre indiscrezioni trapelate sull'autopsia del ragazzo - stavolta esclusiva dell'agenzia Reuters - hanno fatto emergere nuovi agghiaccianti dettagli delle torture subite da Regeni: il corpo, tra le varie sevizie purtroppo già note, presentava sette costole rotte e segni di scosse elettriche sui genitali. Lo "scoop" del Nyt è arrivato nel giorno in cui gli attivisti egiziani hanno denunciato nuovi casi di 'desaparecidos': 66 nel solo mese di gennaio - e «43 casi di sospette torture in carcere» - che si vanno ad aggiungere alle centinaia di casi dell'ultimo anno. E all'indomani delle vibranti proteste di piazza dei medici contro la brutalità della polizia. I funzionari della sicurezza egiziana citati dal New York Times hanno affermato che Regeni «è stato preso» da alcuni agenti il 25 gennaio, il giorno appunto della sua scomparsa. Una volta fermato, il ragazzo avrebbe reagito «bruscamente», comportandosi «da duro»

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