L’Agenzia del Farmaco ha vietato giovedì la vendita di due lotti del vaccino antinfluenzale Fluad dopo il decesso sospetto di alcune persone alle quali era appena stato somministrato. I due lotti sottoposti a divieto sono il «142701» e il «143301» del vaccino antinfluenzale Fluad prodotto dalla Novartis Vaccines and Diagnostics, che non è stato distribuito all’estero, ma solo in Italia, e che è in commercio da oltre dieci anni. 60mila toscani a rischio, vaccinati con i lotti ritirati Sono 60 mila i toscani vaccinati con dosi di vaccino dei lotti a rischio. Lo ha spiegato l’assessore toscano alla salute, Luigi Marroni. Nessuna dose è stata utilizzata per i bambini. La Procura di Siena ha aperto un’inchiesta sulla vicenda e secondo quanto si apprende da fonti vicine alla Procura, non ci sarebbero iscritti nel registro degli indagati. Novantamila sono le dosi distribuite in Toscana e di queste 60 mila sono state somministrate anche se al momento rimane una sola segnalazione di “evento avverso”, quella di un decesso a Prato. Il vaccino sotto accusa viene prodotto negli stabilimenti di Siena della Novartis Vaccines and Diagnostic srl: uno nella città del Palio e l’altro nella vicina Rosia. Le altre regioni

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Un’auto e due furgoncini bruciati sulla carreggiata sud della A1 all’altezza del casello di Lodi. Un camion dato alle fiamme sulla carreggiata opposta, circa sette chilometri più in basso, all’altezza di Livraga. Il tutto per assaltare un furgone portavalori sull’autostrada e garantirsi la fuga nella strade del Lodigiano. Ma ai banditi - un commando di 8-9 uomini - è andata male, perché l’autista del furgone è riuscito a fuggire e a tornare alla base, a Milano. L’assalto è avvenuto intorno alle 6.40 di giovedì mattina sulla carreggiata Nord dell’Autostrada del Sole, in direzione Milano, all’altezza di Livraga.

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Genova 22 Novembre 2014 Corsera.it I video shock dell'alluvione di Genova una regione devastata dall'ignavia della pubblica amministrazione.Cento anni per la ricostruzione.

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E' morta a Roma Aurelia Sordi, la sorella dell'attore e regista Alberto. Malata da tempo, aveva 97 anni. A confermare la notizia della morte di Aurelia Sordi, il custode della villa che si trova nel cuore della Capitale, a pochi passi dalle Terme di Caracalla, dove i due fratelli hanno vissuto. Al momento nella villa sono presenti gli avvocati di Aurelia Sordi ed un sacerdote. Negli ultimi anni di vita la signora Aurelia fu vittima, secondo quanto accertato della Procura di Roma, di un presunto raggiro legato alla sua incapacità, come stabilito dalla perizia, di intendere e di volere. Per quella vicenda è stato chiesto il rinvio a giudizio di dieci persone accusate di circonvenzione di incapace e di ricettazione: si tratta di Arturo Artadi, già autista di Alberto Sordi e successivamente factotum dell'anziana sorella,

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LA CITTA’ CHIUSA L’esondazione di cinque tra fiumi e torrenti ha lasciato dietro di sé una scia di devastazione. Ad alimentare la frustrazione c’è sia la mancata emanazione di un’allerta da parte della Protezione Civile sia la sensazione di essere lasciati soli, abbandonati dalle istituzioni i cui rappresentanti non si sono ancora fatti vedere nei quartieri più colpiti. L’allerta 2, quella massima, durerà fino alla mezzanotte di lunedì. Scuole, mercati, parchi, impianti sportivi e cimiteri restano chiusi. PROCESSO IN PIAZZA AL SINDACO Il sindaco di Genova, Marco Doria, è stato pesantemente contestato questa mattina dai commercianti del centro storico durante un sopralluogo alle zone alluvionate. «Vai a casa». E giù offese. Anche pesanti. Poi le minacce: «Verrà il giorno che prenderai schiaffi». Nel “quadrilatero del Fango” la rabbia è tanta. «Pagliacci, ancora parlate, dimezzatevi gli stipendi» gli hanno urlato dietro. E pure «Prendi la pala e pulisci» e «avete anche il coraggio di chiederci la Tasi». «Pagliacci, ancora parlate, dimezzatevi gli stipendi» gli hanno urlato dietro. E pure «Prendi la pala e pulisci» e «avete anche il coraggio di chiederci la Tasi».

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Roma 3 Ottobre 2014 Corsera.it Roma Via Veneto la strada della Dolce Vita forse una delle localita' turistiche piu' conosciute al mondo oggi torna alla luce della ribalta grazie alla stangata che il Caffe' Doney ha rifilato ad un cliente americano un ristoratore californiano Nik Doda. Il cliente americano si era recato presso il caffe' Doney per degustare due aperitivi insieme ad un amico italiano .Al banco ha ordinato due Aperol Spritz. Dopo cinque minuti,finito di sorseggiare il suo Aperol Spritz,Nik Doda ha chiesto il conto e si e' visto rifilare una stangata da 28 euro.Irritato per il costo abnorme ha fatto chiamare il direttore il quale ha dichiarato: "Noi non abbiamo prezzi al banco ma soltanto comprensivi del tavolo". Una risposta assurda che testimonia qualora ce ne fosse bisogno che il Caffe' Doney di Via Veneto non soltanto e' mal gestito ma nasconde alla clientela il conto salato della consumazione di bevande al bancone.Da nessuna parte risulta in effetti scritto che il costo delle bevande alcoliche e' sempre comprensivo del tavolo.Come dire cliente americano quando arrivi noi ti stanghiamo.Inutile dire che Roma la citta' piu' bella del mondo malgrado la crisi continua a dare prova di malcostume e come in questo caso a rifilare conti astronomici senza servizio alla facoltosa clientela estera.

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Roma 25 Maggio 2014 Corsera.it Roma cadono le mura dell'antica capitale Caput Mundi.L'amministrazione Ignazio Marino e' stata un disastro niente di peggio che ricordi la citta' eterna.Ai parioli precisamente in Via Petrolini l'antico parco del quartiere e' distrutto cade a pezzi addirittura il muro di spinta si sta sbriciolando costituendo anche un potenziale pericolo per l'incolumita' dei cittadini.Cosa fa Ignazio Marino? Gira in bicicletta il negletto parassita della politica.Gira per smaltire il grasso politico che si porta dietro da tempo anziche' operare nei quartieri della citta'.che andasse al Casilino in bicicletta al Tuscolano alla Borgata finocchio per capire il disastro di questa citta'.Nella fotografia un cittadino residente nella zona che tenta di arginare la caduta dell'antico muretto della citta' con sprezzo del pericolo a rischio della propria vita.

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Ammanettata all’aeroporto di Nizza, dove è stata presa in consegna dagli investigatori della Dia. Finisce la latitanza a Montecarlo, durata circa 72 ore, di Chiara Rizzo, 43 anni, la moglie di Amedeo Matacena, armatore siciliano ed ex deputato Pdl a favore del quale l’ex ministro Scajola si sarebbe adoperato per favorirne la fuga dall’Italia. La donna è stata arrestata domenica pomeriggio da ufficiali della polizia francese e gli investigatori della Dia. Rizzo potrà arrivare in Italia solo dopo che la Francia avrà avviato e concluso le operazioni di estradizione. E’ quanto si apprende dalla Dia di Reggio Calabria. Essendo stata arrestata sul territorio di uno stato estero, è stato spiegato, è necessario che siano attivate le procedure dell’estradizione. Motivo per il quale il rientro in Italia di Chiara Rizzo non potrà avvenire prima di qualche giorno.

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Nuda e legata ad una sbarra con le braccia spalancate, «come se fosse crocifissa» ha detto il testimone che lunedì mattina l'ha trovata per primo. Lei si chiamava Andrea Cristina Zamfir, 26 anni, rumena. Uccisa in modo barbaro: dopo una serie di sevizie sessuali, inginocchiata a terra, legata di spalle per poter essere aggredita, nella disperata ricerca di liberarsi come testimoniano le ecchimosi sulle braccia all'altezza dello scotch e lasciata morire così sotto un cavalcavia alle porte di Firenze, in via del Cimitero a Ugnano. UN ALTRO CASO L'ANNO SCORSO - Lei è morta, ma non è la prima donna ridotta in questo stato e sempre in quella zona. A marzo dell'anno scorso, un'altra ragazza venne soccorsa dai passanti ma fu ritrovata sempre nuda e sempre legata. In altri due casi - con le donne ritrovate sempre vive - si sarebbe avuto lo stesso modus operandi, e i residenti parlano di un continuo via via di prostituzione. Ecco perchè gli

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Nuda e legata ad una sbarra con le braccia spalancate, «come se fosse crocifissa» ha detto il testimone che lunedì mattina l'ha trovata per primo. Lei si chiamava Andrea Cristina Zamfir, 26 anni, rumena. Uccisa in modo barbaro: dopo una serie di sevizie sessuali, inginocchiata a terra, legata di spalle per poter essere aggredita, nella disperata ricerca di liberarsi come testimoniano le ecchimosi sulle braccia all'altezza dello scotch e lasciata morire così sotto un cavalcavia alle porte di Firenze, in via del Cimitero a Ugnano. UN ALTRO CASO L'ANNO SCORSO - Lei è morta, ma non è la prima donna ridotta in questo stato e sempre in quella zona. A marzo dell'anno scorso, un'altra ragazza venne soccorsa dai passanti ma fu ritrovata sempre nuda e sempre legata. In altri due casi - con le donne ritrovate sempre vive - si sarebbe avuto lo stesso modus operandi, e i residenti parlano di un continuo via via di prostituzione. Ecco perchè gli

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Londra, 1 mag. - Peaches Geldof, figlia del cantante irlandese Bob Geldof e della defunta presentatrice Paula Yates, e' morta per una overdose di eroina. La conferma e' arrivata dal test tossicologico effettuato sul corpo della 25enne modella e presentatrice televisiva trovata morta il 7 aprile nella sua abitazione a Wrotham, nel sud-est dell'Inghilterra. La notizia e' stata anticipata dal Times, e i risultati del test saranno ufficializzati stasera con un comunicato dal detective Paul Fotheringham a Gravesend. Peaches era sposata con il musicista Thomas Cohen degli Scum, e dall'unione sono nati due figli, Astala e Phaedra. .

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«Annamaria Franzoni è socialmente pericolosa». Lo sostiene, secondo quanto rivelato durante la puntata di 'Quarto Grado andata in onda ieri, l'ultima perizia psichiatrica sul rischio di recidiva della madre di Cogne, condannata a 16 anni di reclusione per l'omicidio del figlio Samuele Lorenzi, avvenuto nel 2002. Per il professor Augusto Balloni, incaricato dal giudice del Tribunale di sorveglianza di Bologna, Annamaria soffre di un «disturbo di adattamento» per «preoccupazione, facilità al pianto, problemi di interazione con il sistema carcerario» perchè continua a proclamarsi innocente e ritiene ingiusta la condanna. Sussistono pertanto condizioni di «pericolosità sociale» da affrontare con una «psicoterapia di supporto». Di parere opposto, invece, le conclusioni del consulente della difesa, professor Pietro Pietrini. La Franzoni, dopo aver scontato un terzo della pena per il delitto di Samuele, aveva chiesto la detenzione domiciliare, prevista dalla legge in presenza di un figlio con meno di dieci anni. Ora sarà il Tribunale a decidere se concedere o meno il ritorno a casa della donna.

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Roma, 21 apr. - Sono 4.068.250 le persone che in Italia sono state costrette a chiedere aiuto per mangiare nel 2013, con un aumento del 10 per cento sull'anno precedente. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti. In particolare nel 2013 si contano 303.485 persone che hanno beneficiato dei servizi mensa, mentre sono ben 3.764.765 i poveri che nel 2013 hanno avuto assistenza con pacchi alimentari .

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Londra, 21 apr. - Il padre, Bob Geldof, e i familiari, ma anche decine di volti noti dello spettacolo hanno dato l'estremo saluto a Peaches, la modella e presentatrice inglese morta il 7 aprile all'eta di 25 anni per cause non ancora chiarire. E' stato proprio Bob a rendere omaggio alla figlia con un toccante ricordo. I funerali si sono svolti nella minuscola, idillica chiesetta di Davington, nel Kent, in cui la giovane si era sposata in seconde nozze, dove la madre, Paula Yates, nel 1986, si era unita a Bob Geldof, e dove nel 2000 si tennero i funerali della stessa Paula, morta per un'overdose di eroina .

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Roma 19 Aprile 2014 Corsera.it di Matteo Corsini Roma Massimiliano Zucchi e' stato assolto.Finisce un incubo per la famiglia i figli Alessandro e Bruno.7 anni che hanno visto una famiglia travolta da un indagine penale che aveva portato l'imprenditore capitolino in galera a Regina Coeli per 3 mesi e 3 mesi agli arresti domiciliari.Oggi possiamo dire un'infamia un atto di crudelta' senza precedenti che ha colpito negli affetti una famiglia sulle cui qualita' morali non c'e' proprio nulla da dire.E' una Buona Pasqua per la famiglia Zucchi gli amici piu' vicini si sono stretti a loro in un momento di felicita'.La giustizia prevale e questo alla fine e' un bene per loro,per noi e per la societa' italiana.Questa sentenza di assoluzione per non aver commesso il fatto e' uno schiaffo in pieno viso per tutti i detrattori che in questi anni voltarono le spalle al mitico Massimiliano Zucchi. A Massimiliano e ai figli un caloroso abbraccio anche da parte nostra che ci annoveriamo umilmente tra i tanti amici che non avevano mai perduto la speranza di vederlo assolto,ancora una volta protagonista della vita economica della citta'.Massimiliano Zucchi e' una persona perbene lo e' sempre stato.Questo oggi dicono le cronache dei giornali.Grazie MAX un abbraccio di cuore. «Assolti perché il fatto non sussiste»: questa la decisione dei giudici della quarta sezione penale del tribunale capitolino che hanno così deciso per l’assoluzione del proprietario della clinica privata «Villa Fulvia», Massimiliano Zucchi, per il funzionario dell’Asl Francesco Dell’Orso, e per Cosimo Dell’Aria e Giuseppe Massaro. Si chiude così, dopo un procedimento durato oltre sei anni, la vicenda che ruotava attorno ad un presunto caso di peculato e corruzione sull’accreditamento della clinica privata con il sistema sanitario nazionale. «C’è grande soddisfazione – hanno dichiarato i legali di Zucchi, i professori Fabrizio Lemme e Francesco Emanuele Salomone) nel vedere finalmente che giustizia è stata fatta dopo un calvario giudiziario durato sei anni. Questa sentenza stabilisce che villa Fulvia ha ricevuto dal servizio sanitario quanto le spettava, perché su questa vicenda si potevano dire tante cose, meno che la clinica si fosse appropriata di fondi che non erano di sua competenza». Si chiude così una vicenda complicata per la quale l’accusa aveva chiesto condanne fino a cinque anni e sei mesi di reclusione e risarcimenti (avanzati dalla Asl che si era costituita parte civile nel dibattimento) per oltre 30 milioni di euro. Pesanti le accuse che erano state avanzate dalla procura capitolina che ipotizzava nei confronti degli imputati i reati di peculato e corruzione.

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