Paolo Gentiloni e' stato nominato presidente del Consiglio,Matteo Renzi si dimette da segretario del PD.Lo aveva annunciato nel corso della campagna politica referendaria e coerente con quanto asserito ha presentato le dimissioni da segretario del PD.Matteo Renzi dunque non soltanto lascia,ma anzi raddoppia.La sua coerenza politica è forse l'aspetto peculiare di questo campione della politica italiana.L'uscita di scena,malgrado dolorsa è la sola strada per Renzi,immaginando che in un prossimo futuro potrebbe anche tornare a calcare la scena politica da leader e trionfatore.Il congresso del PD è alle porte ,meglio attendere di essere richiamato dagli iscritti a gran voce,inutile rientrare sconfitto e con la coda tra le gambe.

Matteo Renzi è l' astro nascente della politica italiana ,uno dei tanti birilli che i cittadini si divertono a buttare giù dal piedistallo.Fa parte del gioco.Dunque meglio un addio all' abracadabra, che farsi impallinare dagli avversari, quale politico incoerente e bugiardo.Matteo Renzi questo lo sa,la sua credibilità verrebbe meno .Uscire di scena adesso, era la sola cosa da fare.



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Pochi sanno che Paolo Gentiloni è un nobile monarchico che vive in una casa palazzo grande come un Castello a pochi passi dal Quirinale.La scelta politica appare la meno adatta in un momento in cui gli italiani vivono la crisi ,il Presidente della repubblica mette a capo del governo un nobilastro da strapazzo con la puzza sotto il naso,discendente dei conti di Fillotrano.Altro che di sinistra questo vive nell'oro e nella bambagia!!!!

 



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CorSera.it by Matteo Corsini

Crisi di Governo,a Paolo Gentiloni il conte di Filodritto l'ìncarico di Presidente del Consiglio.Matteo Renzi il Pinocchio di Pontassieve cerca di rimanere in sella attaccandosi alle briglie del somaro che lo ha trascinato nella polverosa sconfitta del referendum.Il bugiardo di Pontassieve affida ad un post notturno, lacrime & sangue alla libro cuore, la sconsolante riflessione sulla sconfitta referendaria ,nella quale però sostiene che non abbandonerà la politica,anzi che sarebbe pronto a ripartire.Al Pinocchio di Pontassieve piacciono le bugie e di questo nel corso degli ultimi tre anni ce ne siamo accorti tutti.Ma queste parole affidate al silenzio sordido della notte appaiono davvero edulcorate da un immenso calderone di bugie,che come caldarroste scoppiettano nelle giornate natalizie di tutti noi italiani.



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CorSera.it MaC

Matteo Renzi non soltanto lascia,ma raddoppia.Le dimissioni da segretario del PD saranno presentate lunedi' pomeriggio, nel corso della riunione che dovrà ratificare l'incarico al nuovo presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.L'ex presidente del Consiglio,dopo aver rassegnato le sue dimissioni nelle mani del capo dello Stato Sergio Mattarella,vuole essere coerente con se stesso, e presenterà le dimissioni anche da segretario del PD.Non c'e' altra strada, al momento, per Matteo Renzi che non il filo della coerenza politica, perchè in caso contrario rischierebbe di fare la figura del buffone,del ciarlatano di corte.D'altronde e' stato lo stesso ex sindaco di Firenze ad alzare la posta sull'esito della consultazione referendaria,nessuno dovrebbe rimanere stupito della sua decisione.



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CorSera.it Matteo Corsini 

Debora Serracchiani affonda Matteo Salvini, tacciandolo di non essere italiano.La volpe Serrcchiani incalzza alla Donald Trump :Obama non è americano , Matteo Salvini troglodita delle montagne,anzi direi è uno Yeti.I colonnelli del Pd fronteggiano il nemico,asseragliati nelel trincee,esplodendo colpi bassi ad ogni livello.La polemica referendaria e' incandescente e domenica 4 dicembre la politica italiana si gioca tutto,dovendo assumere una direzione precisa fin dal lunedì.Non c'e' un attimo di tempo da perdere,non si può dare tregua al nemico che arremba l'incrociatore di Matteo Salvini.



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Referendum Se vince il No,dobbiamo scappare dall'Italia? La fronda del Si spopola in queste ore,utilizzando come arma di dissuasione la paura del disastro finanziario dell'Italia.Se dovesse vincere il NO,l'Italia sarebbe alla mercè della speculazione finanziaria,che agirebbe sui mercati facendo esplodere lo spread a livelli mai visti prima. Ma se dovesse vincere il NO probabilmente Matteo Renzi e la splendida Maria Elena Boschi,saranno costretti alla resa,da un 'Italia che scenderebbe in piazza per lapidarli,quasi fossimo tornati nel cupo periodo della monarchia.Il pericolo del voto referendario è tutto verso il NO,perche' soltanto in questo caso esploderebbero conflitti furibondi, tra chi oggi governa e chi sta all'opposizione. I leader del Movimento 5 Stelle si aggirano famelici per le piazze italiane, in cerca del colpo finale,assetati di vendetta,potere,febbrile istinto omicida.Vogliono la fucilazione di Matteo Renzi e di Maria Elena Boschi.Non hanno remore.

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Ha messo in chiaro che non avrebbe parlato di referendum italiano e così è stato. Vestita in nero, con giubbotto di pelle, Marion Le Pen, nipote di Marine Le Pen e vicepresidente del Front National, spiega ai nostri microfoni lo scenario del dopo elezioni francese in caso di vittoria. "Anzitutto chiederemo deroghe sulle nostre frontiere da proteggere, uscire da Schengen, riaffermare la nostra sovranità monetaria e il primato del diritto francese sul diritto europeo. Se non ci saranno concesse indiremo un referendum sull'uscita dall'unione". Nella mattinata si è vista con Salvini: "Che cosa ci siamo detti? Non vi riguarda. A parte gli scherzi, la nostra è un'alleanza importante e sono venuta a sostenerlo"

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Emergenza alluvione Liguria e Piemonte sott'acqua.Il Tanaro esonda Ormea e' sommersa i cittadini sono in pericolo in tv va in onda lo squallido balletto dei politici pro contro il referendum.
 

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Grillo scatenato sul suo appoggio al No al referendum. Parla del fronte opposto, quello del Sì, come "i serial killer della vita dei nostri figli tra 20 anni"; di riforma che è "un involucro pieno di cazzate che espropriano il futuro"; di scenari di multinazionali "che verranno qua e prenderanno qualsiasi cosa" (citando l'articolo 17, la riforma del titolo V) e, ancora una volta in casa grillina, dopo la non felice sortita di Luigi Di Maio, viene rievocata la dittatura di Pinochet: "Ma qui siamo oltre, perché se fosse una dittatura e si facesse riconoscere, un Pinochet, un generale con le medaglie che dice "Sono un dittatore”, allora uno si organizza, va in clandestinità, fa il carbonaro, reagisce, fa delle cose..". Così a metà mattina Beppe Grillo in un suo video appello sul blog. Contro il Sì, ma anche contro chi non va a votare per niente: "Sì o No, non è qui il problema: siete degli egoisti se non ci andate, ma egoisti veramente, perché pensate solo al vostro culo

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Referendum.Non c'e' dubbio che se dovesse prevalere il NO,il Premier Matteo Renzi dovrebbe dimettersi,perche' una promessa di dimissioni, nel corso di una campagna referendaria, vale pur sempre la parola data.Il ritiro della promessa, appare tardivo e inutile ai fini della affermazione della vittoria del SI ma sopratutto non smarca l'ex Sindaco di Firenze dalla responsabilita' di aver preannunciato le sue dimissioni e l'abbandono della scena politica.Dopo Matteo Renzi, credo che questo stesso governo, potrebbe andare avanti lanciando come Premier Maria Elena Boschi, forse una delle nostre migliori politiche.Gli occhi blu che colpiscono incantano le platee, se non fosse per il bubbone della Banca Etruria, sarebbe la nostra Giovanna d'Arco,pronta a sfidare le fiamme del rogo per liberare il paese dalla crisi istituzionale in cui si trascina.(Corsera.it)

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Lega Nord.La Lega Nord oggi e' quella che vediamo: Roberto Maroni dietro le fila nel ruolo di Massimo D'Alema,il giovanottone Matteo Salvini che caproneggia nelle piazze italiane in cerca dei consensi dell'elettorato ultra conservatore,diciamo di destra.Oggi ero sdraiato sul divano a poltrire,riposare,riflettere e mi son visto d'improvviso questo cretino che urlava nel microfono " Ripartiremo qui da Firenze per vincere ...io non ho paura di nessuno e di niente ...." .La sua voce ha squassato la rilassata quiete della mia giornata letteraria in cui mi accingevo a leggere  Augusto  Boeck il quale intese la filologia non come disciplina meramente formale,ma come studio del mondo antico nei suoi molteplici aspetti,letterario ma anche politico,filosofico,religioso,economico identificando filologia e storia.



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Ci penserò di sicuro» ha detto il neo-eletto presidente rispondendo a una domanda sulla composizione della sua squadra, e in particolare sull’ipotesi che proprio Bill Clinton potesse farne parte. «Si tratta di una persona di grande talento, la sua famiglia ha grande talento. Mi ha chiamato al telefono il giorno dopo il voto, non poteva essere più gentile». Trump, che venerdì aveva rilasciato la sua prima intervista dopo il voto al Wall Street Journal aprendo a sorpresa a un parziale mantenimento dell’Obamacare, alla Cbs è tornato a parlare anche di Hillary Clinton: «La sua chiamata è è stata incantevole, e per lei era dura da fare, me lo posso ben immaginare. Più dura per lei di quanto lo sarebbe stata per me, e per me sarebbe stata molto, davvero molto difficile. Lei però non avrebbe potuta essere più garbata. Semplicemente, mi ha detto `Congratulazioni, Donald, ottimo lavoro’».

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Ahahahah ci sarebbe da ridere a sentire la Hillary Clinton sostenere che il mitico cavaliere Silvio Berlusconi si sarebbe messo a piangere al suo cospetto.Silvio Berlusconi, che si dice sia andato a letto con delle sventole da capogiro, vedi Minetti, Carfagna, Presitigiacomo, e via discorrendo, avra' forse versato delle lacrime dalla data la bruttezza della Hillary Clinton.

IL SUO NOME per intero non viene mai menzionato, ma gli indizi da incrociare sono troppi per non pensare che Hillary Clinton si riferisse proprio a Silvio Berlusconi 'in lacrime' quando, in una conversazione off the record durante una conferenza organizzata da Goldman Sachs nell'ottobre del 2013 ed emersa adesso tra le ultime e-mail diffuse da Wikileaks, la ex segretario di Stato raccontò la reazione alle scuse che fu costretta a presentare a diversi leader dopo la diffusione dei cable diplomatici da parte di Wikileaks nel 2010.


 



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Il Movimento 5 Stelle dovrebbe cambiare le regole del gioco e non lo fa,anzi vive della luce del leader Beppe Grillo che sul palco del raduno di Palermo presenta Davide Casaleggio ai militanti,come la benedizione al figlio del Re,una nuova incoronazione.Chi e' Davide Casaleggio se non il figlio scemo di Gianroberto Casaleggio? Sul palco di Palermo Beppe Grillo ha consacrato la dinastia dei Casaleggio quasi fossero esponenti di una monarchia assoluta che domina il popolo dei militanti del Movimento 5 Stelle.Assistiamo alla formazione di un movimento politico costituito da un leader misogino e uno scemo figlio del Re, che gli succede per dinastia non per merito.

 

 



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Nel giorno conclusivo dellakermesse cinquestelle a Palermo, fa la sua comparsa online il secondo capitolo di "Supernova-Come è stato ucciso il M5s", il libro-pamphlet che svela i segreti e i veleni del Movimento, scritto a quattro mani dai due fuoriusciti Nicola Biondo e Marco Canestrari. La nuova puntata - scaricabile solo da chi ha fatto una sottoscrizione al crowdfunding degli autori - si intitola "Il golpe di Davide", e descrive la rapida ascesa del figlio di Gianroberto Casaleggio che ha preso in mano le redini dell'azienda di famiglia, la Casaleggio Associati.

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