MILANO (Reuters) - E' in via di finalizzazione l'accordo per il consorzio bancario, che dovrebbe essere composto da otto istituti di credito, a garanzia dell'aumento di capitale da 5 miliardi di euro di Mps.

Lo dice una fonte, precisando che della cordata dovrebbero far parte -- oltre ai global coordinator Jp Morgan e Mediobanca -- anche Goldman Sachs, Santander, Citi, Credit Suisse, Deutsche Bank e Bofa Merrill Lynch.

Si tratta per ora di una forma di pre-consorzio, in vista dell'approvazione formale che per ogni singolo istituto può prevedere diverse procedure interne.

No comment da parte di Credit Suisse e Goldman Sachs.

Non è stato finora possibile contattare Citi, Deutsche Bank, Merrill Lynch e Santander per un commento.

Il consiglio di amministrazione Mps, riferivano due fonti, si appresterebbe intanto a bocciare la proposta di Corrado Passera e Ubs -- un aumento di capitale da 2,5 miliardi e la parziale conversione volontaria dei bond subordinati.



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Economia Italia non c'e' dubbio che malgrado la crisi per il Made in Italy e' un nuovo Eldorado,un boom di vendite senza precedenti ,il settore sale di record in record.Il segnale e' preciso sopratutto dal cambio sempre piu' generoso tra dollaro ed euro,lo scenario per il futuro e' sempre piu' azzurro.Il grande mercato sara' ancora una volta quello a stelle e strisce congiuntamente a quello orientale.Seguire la moda le nuove creazioni le aziende italiane sopratutto nell'export e' l'obiettivo di stupidsparkles.com un blog dedicato al mondo della moda creato e interamente scritto da mia figlia Domitilla Corsini.Il viaggio nel mondo della moda e' fantasia, sogno, mito, ma sopratutto ricerca, innovazione, tecnologia, tutto quello che l'industria italiana fa molto meglio di ogni altro paese.

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Torna la preoccupazione sull'economia italiana. Difficile per il Governo la ventilata aticipazione della riduzione delle tasse e delle altre misure a sostegno dei cittadini. Anzi. Situazione in Turchia, dopo Brexit, terrorismo e conseguente feranta dell'economia mondiale portano, infatti, seri effetti per l'Italia. Il Pil non cresce, e quindi, di conseguenza, il deficit aumenta. Dopo la pausa di Agosto, il Ministro dell'Economia, Padoan, si troverà con ogni probabilità nella condizione di reperire almeno 8 miliardi per scongiurare il temuto aumento dell'Iva. 
 


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di Matteo Corsini

Brexit dopo l'uscita della Gran Bretagna dalla zona euro,la borsa londinese ha gia' recuperato il terreno perduto,mentre le principali borse europee sono dentro la voragine, da Parigi a Milano, le perdite sono paurose.Ma a mettere il carico da 90 sopra l'Italia, ci ha pensato oggi proprio la cancelliera tedesca Angela Merkel, che ha respinto il piano salvabanche di Matteo Renzi.Quella che ci apprestiamo a vivere in Italia fin dalle prossime ore, e' un lungo periodo di turbolenze sul listino di Piazza Affari.Il pericolo e' che il crollo delle banche aprira' la strada ad una ennesima speculazione sul debito pubblico italiano.Far saltare l'euro e' il grande obiettivo degli speculativi hedge funds anglosassoni.

Tra poche ore saranno dolori, l'Italia si ritrova abbandonata a se stessa, senza la possibilita' di gestire la crisi del settore bancario,lo stesso fondo Atlante appare insufficiente a coprire una voragine da 300 miliardi, a tanto ammontano i crediti inesigibili del sistema bancario italiano.,Il pericolo e' che con le nuove regole europee del bail in ,saranno proprio gli azionisti e gli obbligazionisti a rimetterci le penne.La stessa Angela Merkel e' stata piuttosto chiara : " i buchi delle vostre banche saranno gli stessi azionisti a pagarli ".Tra poche ore vivremo una giornata burrascosa e moltissimi italiani si precipiteranno agli psortelli degli istituti di credito per portare via i loro risparmi.Un paese in declino, senza via di uscita, che non abbandonare l'euro.

 



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Stoccata della Cancelliera  tedesca Angela Merkel all'Italia sul fronte della flessibilità. "Credo - ha detto la Merkel - che sia stata concessa una certa flessibilità a certi Paesi per favorire la crescita. Guardando soprattutto all'Italia, posso dire che abbiamo adottato diverse soluzioni, ma non possiamo ridiscutere ogni due anni le regole del settore bancario". 

"Non possiamo ora cambiare le regole ogni due anni" sulle banche, a livello Ue "abbiamo appena lavorato per avere regole sulla ricapitalizzazione". L'attuale quadro dell'Unione bancaria, ha sottolineato Merkel, "offre la possibilità di affrontare le richieste di ogni stato membro", ha sottolineato.

Nessuno vuole cambiare le regole" europee sulle banche, è stata la replica di Matteo Renzi. "Abbiamo perduto l'occasione - ha detto - di intervenire in modo strutturale, come ha fatto la Germania intorno al 2010-2011", quindi è "inutile piangere sul latte versato perché non possiamo farlo adesso che le regole sono diverse". Renzi ha assicurato che "in questa situazione, se ci fossero problemi, saremmo in condizioni di proteggere i denari di correntisti e cittadini". "L'Italia - ha sottolineato il premier - non chiede di non rispettare le regole. L'ultima che non le ha rispettate in Europa è stata la Germania nel 2003, e l'Italia di Berlusconi glielo consentì".

"Noi abbiamo messo il sistema (bancario, ndr) in sicurezza, abbiamo fatto pulizia, abbiamo fatto l'operazione banche popolari che serve ad evitare gli scandali, mi auguro che le azioni di responsabilità si facciano": lo ha detto il premier Matteo Renzi.

 "L'Italia - ha detto Renzi - ha l'ambizione di guidare il percorso di cambiamento dell'Ue venendo qui a portare idee e proposte, non per chiedere deroghe, anche perché nelle regole ci sono spazi per fare tutto ciò che serve al nostro Paese".

 



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Bail-in, il vero test è su derivati e leva. E i rischi maggiori sono in Germania e Francia.

Ma gli stress test? Non avevamo passato un anno a sottoporre ad occhiuti e rigorosissimi controlli tutte le banche europee? Il sistema del credito italiano ne era uscito un po' malconcio, con qualche istituto che ha pagato oltre misura sui mercati il fatto di essere stato messo alla gogna. Per il resto - avevamo capito - bilanci blindati e banche europee a prova di bomba. Com'è, allora, che una delle più importanti - la principale banca del principale paese di Eurolandia - la Deutsche Bank, si ritrova con quasi 7 miliardi di euro di rosso, neanche un anno dopo? Certo, un concatenarsi di sfortunate circostanze. Molto sfortunate, dal crollo del petrolio alla deflazione. Ma non è a questo che servivano gli stress test? In fondo, sui bilanci delle banche italiane si è fatto l'esercizio catastrofico di interessi sui titoli pubblici schizzati al 6 per cento, cioè il triplo di quanto sia avvenuto finora. Che esercizio si è fatto sui derivati in pancia alla Deutsche Bank e sul suo capitale? A valore di libro, la Deutsche Bank ha un'esposizione lorda sui derivati pari a quasi 60 mila miliardi di euro, 15 volte l'intero Pil tedesco. Il valore netto, compreso cioè il dare e l'avere con le varie controparti, è assolutamente più basso e assolutamente gestibile, in condizioni normali e anche difficili. Questo però presuppone che le controparti - o almeno la grande maggioranza - siano lì a fare il loro dovere e non siano fallite o scomparse. Si è visto con l'implosione

 
dell'Aig, negli Usa, nel 2008, che tipo di reazione a catena può innescare il venir meno delle controparti. Ma l'Asset Quality Review della Bce è stata dieci volte più pesante - secondo i dati di Via Nazionale - sui prestiti in sofferenza, piuttosto che sui titoli poco liquidi.

E' un problema che ha un preciso riscontro nazionale. Le banche hanno, in media, il 21 per cento degli attivi in derivati, contro il 9 per cento delle italiane. Tirando le somme, si esce con l'impressione che, al di là dei problemi tecnici, ci sia un problema politico. Gli stress test sono stati congegnati avendo nel mirino banche molto esposte con lo Stato e la clientela e chiudendo un occhio con quelle molto esposte sul mercato finanziario. Nel concreto, le banche all'italiana nel primo caso, quelle alla tedesca e alla francese nel secondo.

Il problema politico, allora, diventa generale. Renzi ha ragione a strepitare contro una strategia economica della Ue, improntata all'austerità, che ascolta troppo Berlino e poco Roma. Ma i nodi stanno molto al di sotto delle strategie generali. Riguardano la gestione giorno per giorno delle scelte dell'Europa, in cui l'Italia viene compensata con qualche concessione ogni tanto, ma sistematicamente svantaggiata nella politica quotidiana.

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Indici fuori controllo a Piazza Affari in una giornata di estrema volatilità, cominciata con il crollo della Borsa di Tokyo (-5,4%): Milano ha chiuso in rosso perdendo il 3,21%, dopo il tonfo di lunedì del 4,7%, facendo toccare al Ftse Mib i nuovi minimi dall’estate 2013. Le Borse europee hanno bruciato 130 miliardi, solo Milano pesa sul totale per 13 miliardi. Madrid ha perso il 2,3%, Parigi l’1,69%, Francoforte l’1,11%, Londra lo 0,88%. Piazza Affari è stata pesantemente penalizzata dalle vendite sui bancari, con le azioni di diversi istituti popolari in asta. Operatori e analisti appaiono sconfortati dall’andamento del listino milanese. Tutti, senza eccezioni, sottolineano che il ritracciamento fisiologico di inizio anno ha assunto i contorni del «panic selling», con i titoli che stanno toccando livelli che non rispecchiano i fondamentali. Ecco i peggiori ribassi: Ubi -8,87%, Banco Popolare -8,63%, Pop Milano -8,35%, Unicredit -7,91% (nel giorno della pubblicazione dei conti) e Intesa Sanpaolo -6,21% (all’indomani della pubblicazione dei risultati 2015). Chiude poco mosso rispetto lo spread tra Btp e Bund tedesco, attestandosi a 145 punti base. Il tasso del decennale italiano è all’1,69% sul mercato secondario.

Come anticipato dal Corsera.it e dal dr.Matteo Corsini il crollo della borsa italiana sara' di ben oltre il 30%.dal giorno del nostro annuncio il mercato ha perduto oltre il 12%  in poche sedute .Secondo le analisi tecniche siamo nellafase profonda dello Smash over ribassi in accelerazione spinti verso il profondo rosso dal crollo simultaneo del greggio e della crisi finanziaria delle banche dovuta ai non-performing loans .A tutto questo si aggiunge la recessione in Cina lo stallo della produzione industriale,ma sopratutto i nuovi timori che la Grecia possa dare forfait..Lo Smash Over e' il momento peggiore di un sistema economico che potrebbe condurre al tracollo della stessa struttura finanziaria europea, ovvero la rottura della moneta unica.Insieme alle banche italiane cadono quelle tedesche.

Matteo Renzi ha dichiarato nel pomeriggio che le "banche italiane devono aggregarsi ".Ci domandiamo per fare cosa? Aggregare tra di loro banche indebitate, non fa altro che creare un gigante indebitato.La crisi economica del paese non riesce a diminuire il fardello delle esposizioni bancarie e tutto questo diventa un macigno su una sottilissima lastra di ghiaccio che sta per frantumarsi.

Simao allo Smash Over al momento della rottura quando come dicono in Russia in questi giorni " vi sara' un cambiamento dell'ordine delle cose".Siamo ad una svolta epocale la civilta' moderna si trova al bivio tra il forsennato consumo del greggio del petrolio e la svolta modernizzatrice delle energie pulite .Ormai e' chiaro che tutto questo determinera' una crisi sociale senza precedenti, perche' i paesi produttori di petrolio non riusciranno a soddisfare i giganteschi costi di gestione della pubblica amministrazione sopratutto del welfare.L'esodo biblico a cui assistiamo in questi ultimi mesi, potrebbe aumentare disperatamente fino a soffocare le economie europee sia per eccesso di manodopera e massima concentrazione di disoccupati.Lo scenario e' dei piu' orrorifici e catastroficii,soltanto un repentino duraturo rialzo del petrolio nel breve potra' ridurre l'impeto di questo disastro finanziario ed umanitario.

La crisi,. questa crisi, va oltre i limiti di qualsiasi parametro di riferimento oltre gli edges-risk 

Questa crisi finanziaria economica in altri tempi avrebbe potuto spingere al rialzo il prezzo del mattone,ma in questo caso e' ormai chiaro che i valori immobiliari non potranno far altro che rimodellarsi sull'economia reale, sulla capacita' di rimborso del capitale investito e dei flussi di cassa attesi.

Quale sara' la capacita' dell'Europa di assorbire questo shock assimetrico sui mercati, degli effetti negativi del petrolio, della Grecia, della recessione cinese e quale sara' la capacita' di resistenza del nostro sistema bancario ancora nessuno puo' dirlo,ma di una cosa siamo certi, che in Italia se non vi saranno accordi sul salvataggio del sistema bancario europeo, una o piu' banche sono destinate a fallire, perche' il loro salvataggio non e' piu' questione di qualche migliaia di miliardi come fu per MPS con i Tremonti bonds ma forse di venti anche trenta miliardi di euro .

Se cade MPS l'Europa intera sara' trascina in un vortice ribassista senza precedenti e questa volta la forza d'urto della crisi europea investira' dall'altra parte dell'oceano gli USA che come definisce BArack Obama "e' la piu' grande economia del mondo".



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Il Ftse Mib, il paniere dei quaranta titoli più rappresentativi ga toccato nuovi minimi: diversi i titoli sospesi al ribasso, da Mps a Ubi fino Carige. Prova a tenere Enel, in calo comunque dell’1,5%.Negativi anche gli altri mercati europei: i settori più legati al ciclo economico, come bancario, auto, costruzioni e tecnologia, registrano ribassi tra il 2,5 e il 3%. In Asia la seduta è stata positiva per Tokyo (+1,1%) mentre le Borse cinesi, da Hong Kong a Shanghai, da Taiwan a Seul, sono chiuse da oggi fino a mercoledì per festeggiare il Capodanno. Piazza Affari, che nelle ultime settimane ha bruciato più del 19%, perde a causa di vendite sui titoli bancari, che rappresentano oltre il 40% della capitalizzazione della nostra Borsa, e che sono collegate sempre ai timori per i crediti deteriorati ancora nei bilanci (non-performing loans). La giornata è iniziata con un tentativo (fallito) di rimbalzo seguito alla difficile settimana scorsa. Ma non solo le banche soffrono e c’è un effetto spread, visto che la differenza tra il rendimento del nostro Btp decennale e il bund omologo si è allargata a 140 punti, il massimo mai toccato da luglio scorso, con il rendimento del Btp decennale tornato quindi all’1,66%. In risalita anche il differenziale con i Bonos spagnoli, a quota 148 punti.

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Wall Sreet apre in calo per il timore di un rallentamento generalizzato dell'economia a livelo globale. Anche le borse europee sono in rosso. Il Dow Jones scende dello'1,03% a 16.038, lo S&P cede l'1,65% a 1.848 punti e il Nasdaq arretra dell'1,67% a 4.363 punti. .


(08 febbraio 2016)

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La chiusura del mercato azionario italiano e' stata nei pressi dei minimi della settimana ne rende probabili ulteriori nel corso della prossima.Si sta verificando un calo verticale che non lascia  spazio a rimbalzi decenti utili per alleggerire.Gli eccessi sono sempre più esasperati:

  • crollo verticale;
  • ipervenduto settimanale sempre più marcato;
  • presenza ipervenduto settimanale anche nel grafico del rapporto tra il Ftse Mib ed il BTP a 10 anni: nessun precedente negli ultimi 5 anni, un precedente negli ultimi 10, a Maggio 2012;
  • ipervenduto settimanale del Ftse Italia Banche: unico precedente degli ultimi 5 anni nell'estate del 2011, quando anticipò un rimbalzo (non un'inversione) dell'indice bancario del 41% dai minimi.

Tuttavia, gli eccessi non rappresentano un segnale concreto di inversione ma, semmai, sconsigliano l'apertura di posizioni short perché il mercato potrebbe, da un momento all'altro, girarsi e rimbalzare anche in modo violento.

Il problema è che prima di allora l'indice potrà andare a segnare nuovi minimi.

Al momento attuale il quadro tecnico e' impressionante difficile che vi sara' una inversione di tendenza nel breve periodo.

Analisti tecnica di Riccardo Fracasso Trendonline 



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Il procuratore di Arezzo ha chiesto il rinvio a giudizio per ostacolo alla vigilanza nei confronti dell'ex presidente di Banca Etruria Giuseppe Fornasari, dell'ex a.d. Luca Bronchi e del dirigente Davide Canestri. L'udienza è fissata per il 10 marzo. Si tratta del primo filone dell'inchiesta sulla banca aretina. Il procuratore ha poi rinotificato l'avviso di chiusura indagini anche sul secondo filone, quello sulle false fatturazioni.

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Non c'e' dubbio che il nuovo shock finanziario derivante dal crollo del prezzo del petrolio spingera' i mercati finanziati in un vortice ribassista senza precedenti.La borsa italiana scendera' almeno del 30% nelle prossime tre quattro settimane, perche' vari fattori stanno entrando in collisione vedi la recessione economica cinese,gli scandali delle banche italiane e il crollo del valore del greggio.Non ci sara' scampo per nessuno come lascia anche intendere il crollo del titolo Ferrari.Sara' una primavera difficile per i mercati sopratutto per il mercato immobiliare che senza liquidita' rischia di paralizzarsi.

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Viola risponde anche a una domanda sull'andamento dei depositi: «Quello che è successo nelle settimane scorse è stato certamente un aumento della preoccupazione da parte dei clienti, mi risulta non solo del Monte dei Paschi, ma anche di altre banche, soprattutto per quanto riguarda l'applicazione di questa nuova normativa del bail-in. Qui la rete ha fatto un lavoro straordinario di informazione e che è stato reso possibile Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/98GDhk

Il titolo MPS continua la sua discesa in borsa.L'a.d. Fabrizio Viola a radio 24 cerca di calmare le acque : " la banca e' patrimonializzata per 10 miliardi di euro " dimentica l'amministratore delegato di spiegare come i costi di gestione siano ancora altissimi e che MPS dovrebbe licenziare almeno 3000 persone.Qualsiasi azienda sana che deve fronteggiare unperiodo negativo e bilanci poco rassicuranti dovrebbe abbattere i costi di gestione,cosa che a Siena non accade da decenni.I crediti deteriorati di MPS sono all'incirca 50 miliardi ,un fardello che nessuno banca in Italia oggi sarebbe in grado di assorbire.La sola via d'uscita per MPS e' l'acquisizione da parte di BancoPosta,sebbene la strada e' in salita e rischierebbe di compromettere il collocamento in borsa dell'intero gruppo Poste Italiane.A Siena devono attendere.Il titolo crolla MPS non esiste piu'.



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se vuoi scrivere la tua storia o hai notizie da inviarci invia mail a direzione.rm@corsinihouses.com 

CRISI BANCARIE: GLI HIGHLIGHTS DELLA BRRD
La direttiva BRRD fornisce alle cosiddette “autorità di risoluzione”, ruolo che in Italia è svolto dalla Banca d’Italia, poteri e strumenti per: 
i) pianificare la gestione delle crisi
ii) intervenire per tempo, prima della completa manifestazione della crisi; 
iii) gestire al meglio la fase di “risoluzione”

La Banca d’Italia potrà, già durante la fase di normale operatività della banca, preparare piani di risoluzione che individuino le strategie e le azioni da intraprendere in caso di crisi. Via Nazionale potrà intervenire già in questa fase per creare le condizioni che facilitino l’applicazione degli strumenti di risoluzione. La BRRD, inoltre, mette a disposizione delle autorità di supervisione strumenti di intervento (i cosiddetti “early intervention”) che integrano le tradizionali misure prudenziali e sono graduati in funzione della problematicità dell’intermediario (come rimuovere gli organi di amministrazione e/o nominare amministratori temporanei).

banca_italia_3CRISI BANCARIE: LA RISOLUZIONE
Si ricorre alla risoluzione quando una banca è in dissesto, quando misure alternative di natura privata come la ricapitalizzazione non evitano in tempi brevi il dissesto e quando la liquidazione non salvaguarderebbe la stabilità sistemica e l’interesse pubblico.
Sottoporre una banca a risoluzione, unica alternativa alla liquidazione disciplinata dal Testo unico bancario, significa avviare un processo di ristrutturazione gestito da autorità indipendenti. Questi manager, grazie all’utilizzo di tecniche e poteri contemplati dalla direttiva BRRD, puntano a evitare interruzioni nella prestazione dei servizi essenziali offerti dalla banca (come depositi e servizi di pagamento), a ripristinare condizioni di sostenibilità economica della parte sana della banca e a liquidare le parti restanti. 

RISOLUZIONE BANCARIA: GLI STRUMENTI
Nel caso di un dissesto bancario non sanabile in tempi brevi e che metta in pericolo l’intero sistema, la Banca d’Italia potrà:
vendere una parte dell’attivo;
trasferire temporaneamente le attività e passività a una bridge bank (ossia a un veicolo costituito per proseguire le funzioni più importanti in vista di una successiva cessione sul mercato);
trasferire le attività deteriorate a una bad bank (che ne gestisca la liquidazione);
- applicare il bail in.

 



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Si è appena chiusa l’ennesima giornata-Caporetto per le banche italiane in Borsa: Mps -7,88%, Mediobanca -5,01%, Carige -4,99%, Ubi a -5,85%, Banco Popolare -5,80%, Bpm -9,81%, Intesa Sanpaolo -5,06%, UniCredit -6,48%, Bper -7,52%. Un crollo che, come quasi sempre succede, ha pesato sul listino di Piazza Affari (-3,49%) essendo i titoli bancari e finanziari la componente più importante dell’indice FtseMib. Questa è una specificità tutta italiana, che nei momenti più delicati e incerti innesca un circolo vizioso: chi vuole allontanarsi dall’Italia vende le banche, perché sono le più esposte al debito pubblico italiano; e chi teme le banche, esce dall’Italia («avoid Italy», raccomandava a inizio gennaio un report di JpMorgan sul sistema bancario europeo).

Analisi e valutazioni finanziarie a cura del dr.Matteo Corsini.

Non c'e' dubbio che il crollo del settore bancario italiano e' principalmente legato al deterioramento dei  crediti inesigibili, anche del settore immobiliare.Non c'e' dubbio che l'accordo per la banca leggera, realizzato tra il nostro Governo e la Commissione europea, non fa altro che accendere i fari sulla situazione insostenibile del nostro settore bancario.Non c'e' dubbio, che l'accordo in extremis cercato da Matteo Renzi, assomiglia moltissimo al tentativo di salvataggio che negli Usa, nel corso della prima crisi finanzairia legata ai mutui subprime,venne precluso alla banca d'affari Lehman Brothers.Quell'accordo fallito trascino' il mondo finanziario a livello planetario in un inferno, nella centrifuga di una  crisi che esplodeva in tutta la sua dirompente forza d'urto.L'accordo sul Gacs, come viene denominato, non e' altro che 



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