In esclusiva il video del dr.Matteo Corsini : J'accuse contro il Governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco.

L’inizio d’anno choccante delle banche in Borsa, le polemiche sulla vigilanza nel caso dei quattro istituti falliti, la necessità di spingere sulle aggregazioni e, soprattutto, l’urgenza di rivedere il bail-in, perché non si è prestata abbastanza attenzione ai rischi . Il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, parla davanti ai banchieri riuniti a Torino per il congresso Assiom Forex e spiega che le grandi tensioni sui mercati non trovano giustificazione nelle condizioni di fondo: gli istituti italiani sono «ben patrimonializzati» e «i crediti deteriorati sono ampiamente coperti da svalutazioni e garanzie». 

 

Secondo Visco «nelle ultime settimane i mercati azionari hanno mostrato movimenti bruschi - dice- ed è stata particolarmente elevata la volatilità delle quotazioni delle banche, in special modo per alcuni intermediari italiani. Vi hanno influito, oltre alle incertezze sul quadro internazionale, dubbi e preoccupazioni emersi sulla qualità degli attivi, connessi anche con la lettura allarmistica di una richiesta puramente informativa della Vigilanza europea. Ma le banche italiane sono ben patrimonializzate. Il patrimonio delle banche italiane è oggi molto più elevato che in passato. Dalla fine del 2008 il coefficiente patrimoniale medio riferito al capitale di migliore qualità è cresciuto dal 7,1 al 12,3 per cento».  

Il caso delle quattro banche  

La grande incertezza, dice Visco, è stata portata «anche dal clima che si è determinato attorno alla risoluzione di quattro banche che si trovavano in amministrazione straordinaria». E proprio sul caso dei quattro istituti, il governatore, rivendica il ruolo di vigilanza di Bankitalia, finita nel mirino delle critiche: «Abbiamo agito con attenzione e tempestività nel rispetto delle norme esistenti». Insomma, non c’erano alternative. Poi entra nei dettagli: «Al dissesto di queste banche, colpite come tutte le altre dal deterioramento della qualità dei prestiti derivante dalla lunga e profonda fase recessiva dell’economia italiana, hanno contribuito gravi fenomeni di mala gestio», scandisce, annunciando la pubblicazione di «informazioni dettagliate sulla gestione di queste crisi e sugli interventi di vigilanza che le avevano precedute». 

 



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«Questo è il governo che ha commissariato Banca Etruria senza alcun riguardo per i nomi e i cognomi del Cda. Per noi non ci sono amici e amici degli amici». Lo ha detto il premier Matteo Renzi, rispondendo nell’Aula del Senato alle mozioni di sfiducia presentate dalle opposizioni. «Si afferma che ci sarebbe un conflitto d’interessi - ha sottolineato il capo del governo -. Credo che su questi temi si debba avere coraggio di dire la verità perché di fronte all’accusa più infima e meschina, e cioè che c’è un trattamento diverso per qualcuno, bisogna avere il coraggio di guardare alla realtà».

 

«Aggrappatevi al fango»

«Non c’è stato un solo avvenimento che possa far parlare di un conflitto di interessi né per il ministro Boschi, né per altri membri del governo - ha puntualizzato il premier -. Non potete prendere a botte la realtà». E ancora: «In questo Paese chi ha sbagliato paga e non lo decidete voi o un blog, lo decidono i giudici». Poi ha rivendicato la bontà dell’azione di governo: «Tenetevi le vostre polemiche, aggrappatevi al fango, noi pensiamo all’Italia e la lasceremo meglio di come l’abbiamo trovata».



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Le contrattazioni alla Borsa cinese sono state sospese per eccesso di ribasso. L’agenzia di stampa ufficiale Xinhua ha riferito che le contrattazioni a Shanghai e Shenzen sono state sospese per la giornata, dopo che le azioni sono crollate di più del 7% in soli 29 minuti, portando le autorità di mercato a chiudere in anticipo le contrattazioni. È la seconda volta in questa settimana che i mercati cinesi vengono sospese per eccesso di ribasso. 
L’effetto Cina non ha tardato a farsi sentire sulle altre principali piazze asiatiche: Tokyo perde il 2,3%; Hong Kong termina a -3,09%.

Dopo il nuovo crollo che ha portato alla chiusura anticipata delle Borse (consulta gli indici in tempo reale), la Cina ha inoltre deciso di prolungare le limitazioni di vendita da parte degli azionisti, il giorno precedente alla scadenza del divieto stabilito a luglio. Il divieto in vigore dallo scorso luglio per sei mesi rientrava nelle misure adottate per contrastare il drammatico crollo della scorsa estate quando le Borse cinesi avevano bruciato oltre 3.200 miliardi di dollari in valore. Il divieto impedisce ai «grandi azionisti» - quelli con più del 5% in una società quotata - di vendere la loro partecipazione. La scadenza prevista per domani, 8 gennaio, ha probabilmente inciso sulla robusta ondata di vendite. Il divieto, ha annunciato il regolatore del mercato Csrc sul sito web, sarà ora sostituito da una norma che impedisce a tali azionisti di vendere più dell’1% della società ogni tre mesi. 
A pesare sui listini orientali anche la decisione della la Banca Centrale cinese di svalutare nuovamente lo yuan dello 0,51% nei confronti del dollaro, al livello più basso dal 2011, e le preoccupazioni per gli esperimenti nucleari in Corea del Norde le tensioni tra Arabia e Iran.



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Shanghai, 4 gen. - Le contrattazioni nei mercati azionari cinesi sono state sospese dopo un tonfo del 7%. Il crollo dell'indice CSI30, misura per le Borse di Shangai e Shenzen, ha spinto alla chiusura automatica, in base alla nuova norma che obbliga alla sospensione di un giorno se una prima cessazione di 15 minuti non bastasse e fermare il calo. E csi' e' stato. Il forte calo odierno si lega al dato, pubblicato sabato scorso, sull'attivita' manifatturiera cinese, che registra la quinta contrazione consecutiva. La decisione di sospendere le contrattazioni ovviamente innervosisce i mercati e lascia prevedere nuovi cali nei prossimi giorni. Dopo la chiusura anticipata di Shanghai, la borsa di Tokyo termina le contrattazioni in calo del 3,06% e l'indice Nikkei arretra a 18.450,98 punti. Lo scorso 30 dicembre, nel suo ultimo giorno di contrattazioni aveva guadagnato lo 0,27%. .

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Tutto come nelle previsioni per l’Italia. L’Istat stima che il Pil italiano sia cresciuto dello 0,2% nel secondo trimestre 2015 rispetto al trimestre precedente e dello 0,5% nel confronto con il secondo trimestre del 2014. E’ quanto rende noto l’Istat, specificando che il dato è espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2010, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato.Nello stesso periodo - fa sapere l’Istituto di statistica - il Pil è aumentato in termini congiunturali dello 0,6% negli Stati Uniti e dello 0,7% nel Regno Unito. In termini tendenziali, si è registrato un aumento del 2,3% negli Stati Uniti e del 2,6% nel Regno Unito. La variazione acquisita del Pil, sempre secondo l’Istat, per il 2015 è pari a +0,4%. Si tratta della crescita annuale che si otterrebbe in presenza di una variazione congiunturale nulla nei restanti trimestri dell’anno, vale a dire la crescita al 31 dicembre se da ora fino a fine 2015 l’Italia non crescesse più.

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Finanza mondiale crolla la borsa cinese Shangai meno 8,5%.Terremoto per l'economia italiana il Fondo Monetario Internazionale stima che ci vorranno venti anni in Italia per tornare ai livelli pre-crisi.Quali saranno gli effetti sul mercato immobiliare italiano ne parliamo con la leggenda del settore lo strabiliante dr.Matteo Corsini.

Corsini quali saranno gli effetti sul mercato immobiliare italiano?

"Nel corso del 2015 abbiamo invertito la marcia rispetto al 2014, anno difficilissimo per il settore sopratutto nel segmento del lusso.Abbiamo trascorso 6 mesi meravigliosi con la ripresa delle vendite e alle volte addirittura dei valori, ma certamente queste notizie non faranno altro che spingere al ribasso il settore.Noi gia' notiamo la differenza con la crisi in Grecia.Da molti mesi consigliamo ai nostri clienti di monetizzare il prima possibile chi deve vendere prima lo fa meglio e'.Chi deve acquistare non fa altro che investire al meglio nel momento di maggiore crisi.Ma come racconta l'FMI ci vorranno venti anni per recuperare i valori pre-crisi .Oggi per capire il valore dei mattoni dobbiamo purtroppo convertire in lire il valore in euro."

Dunque cosa si devono attendere gli italiani per la loro casa?

" Se devono vendere e' questione di attimi chi vende vince monetizza in un momento in cui monetizzare il mattone e' impresa assai ardua.Ma noi siamo positivi sopratutto sul settore del lusso dove siamo riusciti anche nel corso di questa tempesta a mettere a segno colpi magistrali vendite sbalorditive.Non dimentichiamoci che siamo i leader in Italia per le vendite con procedura competitiva e questo ci consente di vendere una casa in meno di 48 ore.I mattoni diventano milioni e' proprio il caso di dire."

 

Come avete fatto a battere la crisi?



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MILANO - Il modo migliore per aiutare la Grecia è trovare un accordo che faccia azzeri tutto quanto è stato fatto finora per ripartire, cosa possibile soltanto se si lega il pagamento dei debiti di Atene (240 miliardi di euro nei confronti della troika composta da Bce-Ue-Fmi) alla crescita del Paese. Questa la proposta avanzata dal ministro delle Finanze ellenico, Yanis Varoufakis da Parigi, prima tappa di un tour europeo. E da parte sua,  il ministro delle Finanze francese, Michel Sapin, al termine del colloquio con il collega ha sostenuto con forza che "la Grecia è nell'euro e resterà nell'euro", ma senza prescindere dalle riforme necessarie per garantire i mercati. E ha sottolineato la necessità per tutta l'Europa di "crescita", e quindi di "investimenti", senza i quali "non è possibile ritrovare" un'attività economica prospera, garantendo la cooperazione di Parigi alla ricerca di un accordo tra  l'esecutivo guidato da Alexis Tsipras e gli interlocutori internazionali. E la crisi greca, con i possibili effetti sull'economia dell'Unione europea, è stata al centro di un lungo colloquio nel pomeriggio tra il presidente del Consiglio Matteo Renzi e la cancelliera tedesca Angela Merkel, all'indomani dell'elezione di Sergio Mattarella al Quirinale

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AGI) - Roma, 4 gen. - Cresce di quasi mezzo milione il numero degli italiani che non ce la fa: secondo i calcoli del Centro studi di Unimpresa sulla base dei dati Istat, il totale del'area di disagio sociale comprendeva 9,21 milioni di persone nel terzo trimestre del 2014. Rispetto al terzo trimestre del 2013, risulta un aumento del 5,3%. Ai 3 milioni di persone disoccupate, Unimpresa somma i lavoratori con contratti a tempo determinato, sia quelli part time (677mila persone) sia quelli a orario pieno (1,74 milioni); quindi i lavoratori autonomi part time (813mila), i collaboratori (375mila) e quelli con contratti a tempo indeterminato part time (2,5 milioni). Questo gruppo di persone occupate - ma con prospettive incerte circa la stabilita' dell'impiego o con retribuzioni contenute - ammonta complessivamente a 6,2 milioni di unita'.

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(AGI) - Roma, 24 dic. - Nel terzo trimestre il Pil Usa accelera e viene rivisto al rialzo, passando dal +3,9% della seconda lettura al +5% delle terza lettura finale, il top da 11 anni.
  Il dato e' migliore delle attese degli analisti, i quali si aspettavano una correzione al rialzo del 4,3%, dopo il +4,6% del secondo trimestre e il -2,1% dei primi tre mesi. La revisione del Pil Usa indica che "l'economia e' cresciuta al tasso piu' veloce da oltre un decennio", sostiene la Casa Bianca, secondo la quale il 2014 e' stato un "anno di svolta" per gli Stati Uniti, anche se "c'e' ancora molto da fare per consentire a tutti gli americani di condividere la ripresa". Il presidente del Consiglio Matteo Renzi commenta su twitter i dati americani, sottolineando che il +5% dimostra "che puntare su investimenti e crescita funziona. Altro che austerita'. Ecco perche' l'Europa deve cambiare".

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Nuovo strappo al ribasso per il rublo. La divisa russa non beneficia del tentativo di rimbalzo del petrolio con il mercato che continua ad aumentare il pressing sulla Bank of Russia per ulteriori interventi a difesa del rublo. Il cross tra dollaro Usa e rublo oggi è salito per la prima volta nella storia sopra quota 60 rubli, con una variazione di oltre il 3% rispetto ai livelli di chiusura di venerdì scorso. La Bank of Russia ha cancellato un’asta di 700 miliardi di rubli (circa 11,6 miliardi dollari) di titoli di Stato a tre anni dopo non aver ricevuto alcuna offerta. Aumentano quindi le pressioni per interventi sul mercato valutario da parte della banca centrale russa a difesa della moneta dopo l’infruttuosa mossa di settimana scorsa di alzare ulteriormente i tassi di interesse (dal 9,5 al 10,5%). Da inizio mese il rublo ha già perso oltre il 18% del proprio valore portando a -76% circa il saldo degli ultimi 12 mesi.

 

Il taglio al bilancio

 



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MILANO - Il petrolio crolla a 58 dollari al barile, ai minimi da oltre cinque anni e mezzo. La Cina rallenta e il Giappone resta in attesa del voto di domenica. Il quadro macroeconomico resta dunque nebuloso: la ripresa si vede solo negli Stati Uniti, dove la Fed potrebbe decidere di rialzare il costo del denaro già nella primavera dell'anno prossimo. Di segno opposto è invece la reazione che gli analisti si aspettano dalla Bce: dopo l'esito dell'asta Tltro di ieri gli addetti ai lavori sono convinti che Mario Draghi lancerà il quantitative easing, l'acquisto di titoli di Stato sul mercato secondario, già a gennaio.  

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"Il governo italiano sa cosa deve essere fatto, e giustamente ha preso iniziative; a fronte dell'alto debito, il consolidamento del bilancio è importantissimo". "L'acquisto di titoli sovrani nell'eurozona QUANTITATIVE EASING che il presidente della Bce Mario Draghi si appresta a varare, va deve essere inquadrato diversamente dalle altre aree monetarie: Usa e Giappone sono Stati unitari con un'unica politica finanziaria, in Europa abbiamo una politica monetaria comune ma con 18 Stati, politiche finanziarie indipendenti,rating sui debiti sovrani frastagliati.Il rischio e' di creare un incentivo a indebitarsi di più scaricando gli effetti sugli altri". "Se anche un solo Paese tra Italia, Francia e Germania non sarà all'altezza della propria responsabilità, avremo tutti un problema". Ecco alcuni dei decisi messaggi che il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, lancia in questa prima intervista esclusiva 

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TOKYO (Reuters) - L'economia giapponese nel terzo trimestre ha registrato una contrazione superiore a quanto precedentemente indicato.

Il dato sul Pil nel periodo luglio-settembre è stato rivisto a -1,9% da -1,6%, nettamente peggio del calo dello 0,5% che emergeva da un sondaggio Reuters.

Lo scivolamento in recessione del Giappone sostiene la decisione del premier Shinzo Abe di rinviare l'aumento delle tasse e si inquadra nell'annuncio di elezioni anticipate che, nelle speranze di Abe, dovrebbero garantire consenso popolare alle politiche di stimolo.

Alla luce della recessione, inoltre, ci si attende che Banca del Giappone confermi la politica monetaria ultra-espansiva in occasione del prossimo meeting, programmato per il 19 dicembre. L'appuntamento sarà preceduto, il 15 dicembre, dall'indagine congiunturale Tankan, che dovrebbe evidenziare un andamento piatto nel quarto trimestre.

 



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Roma 6 Dicembre 2014 Corsera.it di Matteo Corsini

E' ormai chiaro l'Italia si appresta ad uscire dall'Euro,ma sopratutto a determinare la fine dell'Unione Europea fino a come oggi l'abbiamo immaginata.Il motore delle elezioni politiche si scalda e il malcontento della societa' civile italiana e' alle stelle.La crisi economica e'  insopportabile,il debito pubblico insostenibile,la moneta unica frena le esportazioni ma sopratutto gli investimenti nel paese piu' bello del mondo.L'Unione europea ha portato acqua soltanto al mulino dei tedeschi favorendo le esportazioni della loro tecnologia avanzata mentre i paesi piu' deboli europei sono rimasti a guardare affamati e con il rischio di uno shock sistemico.Il panorama politico italiano e' unanime la classe poliica ormai consapevole che l'Italia deve abbandonare l'euro a qualsiasi condizione quali siano le conseguenze, tanto peggio di cosi' non si puo' andare.Da Beppe Grillo ....



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Le riforme in Francia e in Italia sono insufficienti. Lo afferma la Cancelliera tedesca Angela Merkel in un'intervista al Die Welt. La Commissione Ue - dice - "ha stabilito un calendario secondo il quale Francia ed Italia dovranno presentare ulteriori misure. Questo è giustificato perché i due Paesi stanno attraversando effettivamente un processo di riforme. Ma la Commissione ha ribadito anche che quanto presentato sul tavolo fino ad ora non è sufficiente. Parere che io condivido".

Questa l'ultima dichiarazione della cancelliera tedesca Angela Merkel su italia e Francia.Malgrado i due paesi vivano un periodo di crisi economica senza precedenti la Germania continua a schiacciare il pedale delle riforme che malgrado sia condivisibile non lascia scampo ai cittadini che si sono caricati il fardello di una tassazione insostenibile.Impossibile continuare a permanere nell'Unione Europea senza una Banca centrale all'altezza dei suoi compiti.



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