Roma 29.12.08 (corsera.it) Antonio Di Pietro deve essere andato su tutte le furie al coinvolgimento del figlio Cristiano nell'ambito dell'inchiesta napoletana  Global service e non ci ha pensato sopra due volte,il figlio Cristiano si è dimesso dal Partito Italia dei Valori.Lo ha comunicato lo stesso ex PM nel suo blog.D'altronde il figlio faceva il poliziotto e per seguire le orme del padre si è messo in politica,come dire se il cane abbaia non può dormire nell'ovile. 

"Mio figlio Cristiano - ha scritto il leader del partito - uscira' dall'Italia dei valori. Lo trovo un gesto corretto e per certi versi forse eccessivo visto che non e' nemmeno indagato, ma lo rispetto e ne prendo atto".



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Roma 30.12.08 (corsera.it)

Fonte Corriere della Sera .SCINTILLE MARONI-LA RUSSA - È La Russa, in un'intervista al Corriere della Sera, a consigliare il collega Maroni ad avere «pazienza» nella trattativa con i libici ed entrare nella loro mentalità: fare i duri non serve a niente. Secca la replica del titolare del Viminale. «Lui - dice Maroni - è più fortunato di me. Io non sono in qualche spiaggia nei mari tropicali, ma sono in Padania. Ho voluto rimanere qui proprio per affrontare le eventuali emergenze e quella di Lampedusa è una emergenza». Non si fa attendere la controreplica del ministro della Difesa. «Alzare la voce senza prima avere noi adempiuto ai nostri compiti, cioè la ratifica in Parlamento del Trattato di amicizia con la Libia siglato lo scorso agosto - per La Russa - può servire a livello interno, ma se si vuole veramente affrontare il problema degli sbarchi non serve a nulla». Quanto alla frecciata sui Tropici, il titolare della Difesa la restituisce al mittente plaudendo a Maroni «lodevolmente impegnato in Italia con il suo staff anche in questi giorni a svolgere i compiti tipici del ministro dell'Interno, mentre molti di noi possono invece dedicare qualche giorno alla famiglia». Bacchetta i due litiganti il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa, secondo cui «non servono le punzecchiature fra i diversi ministri interessati, ma occorre un ripensamento della politica in materia».



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Roma 28.12.08 (corsera.it) Clima rovente tra Antonio di Pietro e Silvio Berlusconi circa la polemica scoppiata sulle intercettazioni a figlio Cristiano di Di Pietro.Silvio Berlusconi ha rilasciato una intervista a Sky 24 in cui ha dichiarato: "Fortunatamente sono padre dei miei figli".Il Premier si è mostrato comunque preoccupato circa la notizia che alcune intercettazioni sulla sua persona sarebbero ormai pronte alla pubblicazione.Quelle telefonate tra lui e la ministra Carfagna di cui ha parlato anche il Senatore del PDL Guzzanti che ne ha fatto pubblico dominio affermando di averle personalmente lette.Il caso della querela con risarcimento miliardario alla figlia Sabina è poi sparito nel nulla.

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ROMA - Maurizio Gasparri, presidente dei Senatori del Pdl, attacca il leader dell'Italia dei valori Antonio Di Pietro, recentemente alle prese con le vicende giudiziarie del figlio Cristiano. "Di Pietro e' un moralista alle vongole - ha detto Gasparri - l'ingombrante figlio non e' nuovo ad abusi. Aspetto ancora risposta ad una mia antica interrogazione con la quale chiesi come mai Cristiano Di Pietro, da poco arruolato in polizia, era stato avvicinato a casa, al commissariato di Vasto, scavalcando graduatorie". (Agr)



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Roma, 26 dic. (Apcom) - Riforma della giustizia e stretta sulle intercettazioni: sono le due priorità per l'inizio del 2009 fissate dal premier Silvio Berlusconi. Un "anno terribile", quello che sta per iniziare, dice il presidente del Consiglio in una telefonata alla comunità 'Incontro' di don Gelmini, ma che Berlusconi affronta "sereno e ottimista", anche perchè "sto benissimo e mi sento come un ragazzo di 18 anni".

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Roma 25.12.08 (corsera.it) In grande segreto i vertici del PD avrebbero deciso di dare il via libera alla candidatura di Antonio Di Pietro per la carica di Premier alle prossime elezioni politiche.Il tempo è sufficiente a far maturare l'integrazione definitiva del partito unico del centro sinistra e per deglutire questa pillola amara,ma che ormai sembra l'unica soluzione per emergere da una crisi di identità.La giustizia sommaria delle inchieste giudiziarie ha finito per travolgere moltissimi esponenti del PD e sopratutto mettere in forse anche la questione morale per esponenti fino a ieri intoccabili.Anche la vicenda Lusetti tira per la giacca Francesco Rutelli,ma quel che conta è che l'ex radicale ha perso ai punti con Gianni Alemanno e il rischio di presentarlo come candidato Premier sarebbe un suicidio per tutto il partito.Meglio Di Pietro che se si scorna con Berlusconi potrebbe alla fine anche averla vinta.Ormai l'onda lunga è dalla sua sopratutto nel popolo della sinistra che vede nell'ex PM l'unica vera alternativa al Cavaliere di Arcore.

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Roma 24.12.08 (corsera.it) A cura di Matteo Corsini.

 Un regalo migliore per la vigilia di Natale non poteva arrivare per l'ex PM Antonio di Pietro,molisano di ferro.L'occasione sono le inchieste partite su Appaltopoli che da Napoli lo hanno trascinato dall'enfasi giornalistica nell'inchiesta giudiziaria,poichè il figlio Cristiano sembrerebbe essere protagonista di una raccomandazione.

Antonio Di Pietro fresco del successo elettorale in Abruzzo non ha mostrato una piega,al contrario il prestigio e l'autorevolezza della persona è emersa dal pantano purulento della corruzione politica manifesta anche in questa vicenda.

Antonio Di Pietro leader ormai indiscusso del centro sinistra ha elogiato l'attività della magistratura e non si è fatto scrupolo di considerare gli addebiti al figlio  "naturali" per qualsiasi indagine.



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Pescara 24.12.08 (corsera.it) E' stato liberato l'ex Sindaco di Pescara Luciano D'Alfonso che alla notizia si è affacciato al balcone di casa salutando e piangendo .L'impianto accusatorio è stato demolito dal gip Luca Ninis che ha parlato di "semplici deduzioni " e non fatti che avrebbero condotto all'ordinanza di carcerazione.

Lo stesso gip Luca Ninis ha motivato la nuova ordinanza di scarcerazione : « Le preannunciate e poi effettivamente eseguite dimissioni, se da un lato apparivano funzionali a prevenire l'applicazione della misura cautelare, con il connesso fardello di esposizione mediatica che inevitabilmente essa comporta, dall'altro costituiscono anche un apprezzabile segnale di sensibilità istituzionale, per l'anteposizione delle esigenze di accertamento giudiziario e di trasparenza dell'azione politica al proprio interesse personale, con un evidente e notevole sacrificio del secondo in favore delle prime. In tale logica gli eventi successivi all'applicazione della misura cautelare inducono a rivalutare il giudizio sulla sussistenza di inderogabili esigenze attinenti alle future acquisizioni investigative».



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23 .12.08 (corsera.it) Colpito anche Di Pietro nella vicenda giudiziaria del sistema Romeo.Colpito per travolgere qualsiasi baluardo di legalità in questo paese,colpito per arginare le ferite del marciume che si annida nel sistema degli appalti.

Giorno per giorno i miasmi della corruzione evaporano da questa vicenda a dimostrazione delle connessioni tra politica e affari.

fonte La Repubblica .NAPOLI - "Buttala sul ricatto al figlio, è l'unico sistema". Così, nell'estate del 2007, la moglie dell'ex provveditore alle Opere Pubbliche di Campania e Molise, Mario Mautone, suggeriva al marito la strada da percorrere per evitare il trasferimento dal ruolo di vertice ricoperto Napoli a un incarico al ministero. "Tu non ti devi muovere da Napoli - dice la donna - il potere che tieni qua non lo puoi tenere a Roma".



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Roma 23.12.08 (corsera.it) I manifesti sono apparsi sulle strade di Roma e non è da escludere anche in altre città d’Italia. Si legge in alto. Nasce la fondazione italiani nel mondo.Sotto il titolo appaiono le foto di cinque parlamentari in abiti in nero, di ottimo taglio, in fila l’uno accanto all’altro che ti guardano tra il serio e il furbesco. Ai pedi delle loro immagini i rispettivi nomi. Da sinistra a destra: sen. Basilio Giordano, on. Amato Berardi, sen. Sergio De Gregorio, sen. Esteban Caselli, sen. Nicola Di Girolamo.

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Roma 19.12.08 (corsera.it) Una volta il gongolante Romeo era di casa al Colosseo,adesso il gattone si è acquartierato tra i democratici di sinistra una calda e accogliente cuccia in casa di Francesco Rutelli ,  Walter Veltroni e Rosa Jervolino.Proprio durante l'amministrazione dei tre sindaci ,l'imprenditore si era aggiudicato alcune gare d'appalto milionarie .

Non c'è proprio nulla da dire Francesco Rutelli è andato su tutte le furie alla vista degli stralci delle telefonate tra il suo fedelissimo Lusetti e Romeo.Le inchieste giudiziarie che coinvolgono l'imprenditore casertano,hanno travolto le amministrazioni comunali di Roma gestite anche da Rutelli e Walter Veltroni.La questione morale è aperta dentro il Partito Democratico,ma anche il "sistema Romeo " lascia aperti molti dubbi circa la capacità di questo ex agente immobiliare di aggiudicarsi una enorme quantità di appalti per la gestione delle proprietà immobliari della pubblica amministrazione.

Pd, il giorno della verità
Oggi la direzione nazionaleInizia alle 9,30, nella sede del partito in via del Nazareno, la riunione della Direzione del Pd che sara' introdotta dalla relazione del segretario Walter Veltroni. Sul tavolo la questione morale e i rapporti interni ai democratici.



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Roma 19.12.08 (corsera.it)La recente storia del terrorismo islamico ha dimostrato senza ombra di dubbio che la rete dei fanatici tende a fagocitare persone estranee alle attività terroristiche al fine di ottenere informazioni riservate e di grandissimo interesse.La linfa avvelenata del terrorismo tende a veicolarsi tramite le moschee,le associazioni e altre organizzazioni islamiche.Gli esponenti di questo terrorismo di radice islamica usano alle volte anche a loro insaputa,i confratelli islamici puliti per avvicinare personaggi insospettabili al fine di carpire informazioni vitali ai loro scopi .

Secondo quanto risulta a Corsera.it altissimi funzionari operanti all'interno del Quirinale sarebbero stati avvicinati  e alcuni parenti assunti da associazioni islamiche di dubbia natura.Con quale ultimo scopo?



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Roma 18.12.08 (corsera.it) Chiunque si soffermi sulla tomba di Bettino Craxi ad Hammamet lo sentirebbe ridere a crepapelle perchè il suo nemico mortale,il popolo delle monetine è oggi sotto inchiesta,decimato dagli arresti,le indagini,gli indagati.La mannaia giustizialista che fece affondare il transatlantico socialista e poi tutti i partiti italiani,adesso infila il bisturi nel ventre infettato della coalizione dei vecchi comunisti e dei democristiani della Margherita.Una violenta battaglia politica che non farà prigionieri,perchè l'occulta strategia vuole annientare la sinistra in Italia.Colpevoli di non fare,di non dire,di non essere,guidati come un'armata Brancaleone dal loro leader cinematografico Walter Veltroni sembra la coda mozzata di una lucertola,che sbatacchia prima di cessare di esistere.

 



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Roma 17.12.08 (corsera.it) Il dinosauro democratico verso la sua estinzione. Walter Veltroni vuole commissariare il suo partito ,è spaventato dagli attacchi della magistratura, vere o presunte le accuse,il PD è circondato e messo alla gogna. Walter Veltroni sta portando i democratici allo sfascio,dopo le batoste elettorali,il suo aplomb anglosassone ha sconcertato gran parte dei  sostenitori lasciando che nella cruna dell’agone politico si infilasse quel cinghiale di Antonio Di Pietro,capace alla fine di raccogliere i consensi a sinistra,più che quelli nel centro destra che al contrario continua la sua corsa.

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Roma 17.12.08 (corsera.it) Mentre Gomorra sconfiggeva il clan dei Casalesi ,facendo saltare il tappo degli equilibri camorristici in Campania,adesso la magistratura prende di mira anche le attività della pubblica amministrazione napoletana.Saltano forse altri equilibri.In pochi giorni  decimato il Partito Democratico in trappola dalle inchieste dei magistrati. Anche la Iervolino ormai dovrà andarsene a casa a fare la calzetta da buona vecchietta.

Fonte La Repubblica .NAPOLI - I magistrati lo hanno definito "il sistema Romeo". Un "comitato in grado di assicurare una vera e propria blindatura dei bandi di gara" e di "cucire addosso come un vestito" appalti milionari destinati al superimprenditore Alfredo Romeo. Si concentra su questo assunto l'inchiesta che travolge il Comune di Napoli. Tredici ordinanze di custodia cautelare.



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