Roma 29 Novembre 2014 Corsera.it Intervista a Matteo Corsini leader di Roma Risorge. "La lega Nord di Matteo Salvini suona la carica contro l'Euro i Lombardi si sono svegliati.Immaginavano che l'euro avrebbe portato benefici alla loro industria al contrario ha messo in ginocchio intere popolazioni.Ormai l'Italia dovra' recuperare un gap finanziario spaventoso troppi anni di depressione economica hanno rallentano il dinamismo delle aziende e degli imprenditori.Il rischio dell'uscita dall'euro e' enorme perche' salterebbero tutti i parametri di riferimento per i grandi investitori sul mercato internazionale,ma e' un rischio che dobbiamo assolutamente correre per correggere l'andamento dell'economia che cosi' rischia di implodere trascinando il paese nella poverta'.L'ancora di salvezza per gli italiani sono le case moltissimi ne hanno una di proprieta' chi due e chi addirittura tre.Il mattone sara' il banco di forza per resistere nei primi mesi in cui la bufera dei mercati finanziari si abbattera' sul nostro paese facendo schizzare gli indici di riferimento come lo spread .Ma il nostro e' un paese esportatore che vive di turismo e tutti i comprarti economici prenderanno beneficio.Come e' ormai chiaro l'uscita dall'euro e' inevitabile non si puo' stare a guardare ancora per molto tempo il disastro la dissoluzione di un paese.Elezioni anticipate dunque e voto politico come un referendum sull'euro. Se vinceranno

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Grillo cambia tutto. Cinque stelle, cinque leader. La mistica dell’uno vale uno finisce con un post, con il comunicato politico numero cinquantacinque, di quelli che nell’universo in contrazione del Movimento 5 Stelle fanno giurisprudenza.Il diarca genovese ammette che «il M5S ha bisogno di una struttura di rappresentanza più ampia di quella attuale. Questo è un dato di fatto», e che lui, «un po’ stanchino, come direbbe Forrest Gump», resta garante, qualunque cosa significhi, ma d’ora in poi ci sarà un direttivo di cinque parlamentari a guidare il M5S. DURI E PURI Li indica in ordine alfabetico, come fossero “pares”, ma il nome che svetta è quello di Luigi Di Maio, da mesi considerato il leader in pectore. Insieme a lui Roberto Fico, Carla Ruocco e i due inseparabili Alessandro Di Battista e Carlo Sibilia. Tutti deputati, nessun senatore. Tutti duri e puri (anche se le posizioni di Di Maio si sono molto sfumate nelle ultime settimane), nessuna voce critica. Un tentativo di risolvere in un colpo solo il problema dei dissidenti, che hanno chiesto a più riprese che Grillo si facesse affiancare da un gruppo di parlamentari (anche se la richiesta era che fosse l’assemblea a sceglierli), e quello della leadership, che Grillo nel suo ruolo di capo incandidabile non risolveva pienamente agli occhi dell’elettorato.

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Roma 27 Novembre 2014 Corsera.it Matteo Renzi pare che stia per rompere gli indugi con la fondazione di un nuovo partito UNICUM che vedra' nascere una nuova forza politica capace di aggregare le forze di centro di sinistra e di destra.Ormai i partiti sono finiti come gli schieramenti.Qui c'e' da ricostruire l'Italia.Matteo Renzi in forma asso piglia tutti.

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L'insistenza con cui da Palazzo Chigi veicolano la versione secondo cui i risultati di Emilia Romagna e Calabria allontanano sempre più le elezioni anticipate potrebbe far sospettare il contrario. Non tanto perché il Pd ha registrato un deciso calo di consensi rispetto alle Europee di un anno fa (nelle due regioni in questione, dice uno studio dell'Istituto Cattaneo, ben 759.994 voti in meno) o perché il “partito” della Cgil che si è schierato per l'astensione è riuscito nella rossa Emilia Romagna a far crollare l'affluenza addirittura al 37,6% (contro il 68% di cinque anni fa). Quanto perché il voto di domenica certifica che al momento Renzi non ha competitor validi. Insomma, se davvero in primavera si votasse non solo per le amministrative (vanno alle urne ben sette regioni) ma anche per le politiche, il leader del Pd avrebbe gioco facile.

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Milano 27 Novembre 2013 Corsera.it Movimento cinque Stelle la liberta' di non essere.Beppe Grillo Casaleggio come Stalin e Lenin alla gogna i deputati del movimento politico.Liberi si ma ricattabili dai leader del movimento politico. Ancora aria di tempesta nel M5S e nuove espulsioni in vista. A finire nel mirino di Grillo e Casaleggio questa volta sono di deputati Massimo Artini e Paola Pinna, da tempo considerati dissidenti. In un lungo post pubblicato sul blog, la loro espulsione viene sottoposta al voto della rete. Come motivazione viene spiegato che i due non hanno rispettato il regolamento dei Cinque Stelle in cui viene imposto ai deputati e ai senatori di restituire parte della diaria e delle eccedenze dello stipendio parlamentari. «Massimo Artini da gennaio ha applicato un sistema di rendicontazione personale dove, mancano all’appello 7.000 euro», si legge. E vengono anche allegate le mail di sollecito inviate al deputato «Nonostante i solleciti del capogruppo e dello staff ad attenersi alle regole, come potete verificare , il cittadino deputato Artini continua a non utilizzare il portale online per le rendicontazioni e quindi a non restituire i rimborsi spese», scrive lo staff della Casaleggio. Stessa motivazione per Pinna: «è inaccettabile che la cittadina deputata non faccia bonifici sul fondo per il microcredito da quasi un anno al contrario di tutti gli altri parlamentari che hanno restituito

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ROMA Il presidente della Repubblica è preoccupato per le voci di elezioni anticipate che si rincorrono da qualche giorno. Il presidente del Consiglio è preoccupato perché ha saputo della tentazione del capo dello Stato di annunciare il suo addio a metà dicembre nel consueto scambio di auguri pre-natalizio con le istituzioni e le alte autorità. Non è stato un incontro facile, quello al Quirinale tra Matteo Renzi, accompagnato dalla ministra Maria Elena Boschi, e Giorgio Napolitano. Il premier si è speso per convincere l’inquilino del Colle a restare, garantendogli la prosecuzione della legislatura e l’approvazione delle riforme. Ma pare che Napolitano sia stato irremovibile: al massimo aspetterà fine anno, non oltre. E certo non potrà certificare lui la fine della legislatura. «Ma la legislatura andrà avanti, se si faranno le riforme», gli ha ribadito il premier, il quale, però, ha dovuto ammettere che «il quadro non tiene come dovrebbe». E non solo perché Berlusconi sta mandando tutto per le lunghe. C’è anche il problema della minoranza pd, che ieri si è presentata al gran completo in commissione Affari costituzionali del Senato. La quale commissione lavorerà a ritmo forsennato, pur di arrivare al dunque, in quei tempi «brevi» richiesti da Renzi.

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"Fuori dall'euro per non morire". Beppe Grillo, con un titolo che suggerisce l'uscita dell'Italia dall'Eurozona, rilancia un lungo articolo del Telegraph, in cui dopo una lunga analisi dell'economia italiana e dei suoi rapporti con quelle europee si conclude che, nonostante le difficoltà di questa scelta, "questa volta potrebbe non essere così evidente che il Paese voglia essere salvato alle condizioni europee. Renzi - si legge nell'articolo del quotidiano inglese rilanciato da Grillo - può giustamente concludere che l'unico modo possibile per adempiere al suo compito di un Risorgimento per l'Italia, e costruirsi il proprio mito, è quello di scommettere tutto sulla lira". Roma Risorge il movimento politico fondato da Matteo Corsini non puo' che condividere la posizione assunta dal comico genovese."L'Italia e' ina una crisi irreversibile il barometro e' nello stato comatoso dell'economia che si riflette negativamente sul comporto immobiliare.Le aziende muoiono non c'e' piu' tempo di aspettare."

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È stata del 16,7% l’affluenza alle urne per le elezioni europee registrata in Italia fino alle ore 12 di oggi. Nelle europee del 2009 - quando si votò in due giorni, il sabato pomeriggio, dalle 15 alle 22 e la domenica - l’affluenza alla prima rilevazione (le 22 di sabato 6 giugno)era stata del 17,8%, alle ore 12 di domenica 7 giugno del 30,7%. Oggi vi è dunque una flessione di circa 1 punto percentuale. La regione in cui si è votato di più è stata l’Emilia Romagna con il 23,6% degli aventi diritto che sono andati alle urne, quella dove si è votato di meno la Sicilia con il 9,3%. COMUNALI Nettamente più alta l’affluenza per le comunali che è stata del 22,3% (il dato non comprende Sicilia e Friuli Venezia Giulia). Per le comunali in Sicilia è andato a votare il 18,7%; a Caltanissetta, unico capoluogo al voto, l’affluenza è stata del 17,4%. Per le comunali in Friuli ha votato il 21,1.

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È stata del 16,7% l’affluenza alle urne per le elezioni europee registrata in Italia fino alle ore 12 di oggi. Nelle europee del 2009 - quando si votò in due giorni, il sabato pomeriggio, dalle 15 alle 22 e la domenica - l’affluenza alla prima rilevazione (le 22 di sabato 6 giugno)era stata del 17,8%, alle ore 12 di domenica 7 giugno del 30,7%. Oggi vi è dunque una flessione di circa 1 punto percentuale. La regione in cui si è votato di più è stata l’Emilia Romagna con il 23,6% degli aventi diritto che sono andati alle urne, quella dove si è votato di meno la Sicilia con il 9,3%. COMUNALI Nettamente più alta l’affluenza per le comunali che è stata del 22,3% (il dato non comprende Sicilia e Friuli Venezia Giulia). Per le comunali in Sicilia è andato a votare il 18,7%; a Caltanissetta, unico capoluogo al voto, l’affluenza è stata del 17,4%. Per le comunali in Friuli ha votato il 21,1.

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È stata del 16,7% l’affluenza alle urne per le elezioni europee registrata in Italia fino alle ore 12 di oggi. Nelle europee del 2009 - quando si votò in due giorni, il sabato pomeriggio, dalle 15 alle 22 e la domenica - l’affluenza alla prima rilevazione (le 22 di sabato 6 giugno)era stata del 17,8%, alle ore 12 di domenica 7 giugno del 30,7%. Oggi vi è dunque una flessione di circa 1 punto percentuale. La regione in cui si è votato di più è stata l’Emilia Romagna con il 23,6% degli aventi diritto che sono andati alle urne, quella dove si è votato di meno la Sicilia con il 9,3%. COMUNALI Nettamente più alta l’affluenza per le comunali che è stata del 22,3% (il dato non comprende Sicilia e Friuli Venezia Giulia). Per le comunali in Sicilia è andato a votare il 18,7%; a Caltanissetta, unico capoluogo al voto, l’affluenza è stata del 17,4%. Per le comunali in Friuli ha votato il 21,1.

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Anche questa settimana il Corriere della sera ha pubblicato un sondaggio condotto da Ipsos riguardante le elezioni europee, che entra nel dettaglio dei singoli elettorati dei partiti candidati alle europee oltre a mostrare le consuete intenzioni di voto. Rispetto alla rilevazione della settimana precedente, i due cambiamenti di maggior rilievo nelle intenzioni di voto si riscontrano nel -0,6% registrato dal PD e nel +0,9% del M5S, che mantengono comunque inalterati gli equilibri ritrovando il PD in prima posizione con il 34,3%, seguito dal M5S al 22,5%. Forza Italia guadagna due decimi di punto ma non recupera terreno in maniera significativa, rimanendo ben al di sotto del 20% nonostante l’inizio di campagna elettorale di Silvio Berlusconi. Il Nuovo Centrodestra di Alfano alleato con l’Udc di Casini ottiene il 6,1%, mentre Lega Nord rimane poco al di sopra del 5% e Fratelli d’Italia è ad un decimo dalla soglia di sbarramento del 4%. L’altra Europa con Tsipras invece vede più lontano l’obiettivo 4% (si ferma al 3,3) così come Scelta Europea (3%), Svp (0,4%) e gli altri partiti minori che ottengono complessivamente il 2%. Aumenta intanto il partito del non voto, con una quota di indecisi ed astenuti che raggiunge il 38,8% in aumento di un punto percentuale.

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"Se noi prendiamo un europarlamentare in più del Pd è finita, governiamo noi". Lo ha detto Beppe Grillo, leader del M5Stelle a Palermo. "Abbiamo fatto un sondaggio e siamo all'89 per cento - ha detto in tono scherzoso rivolto alla folla - dobbiamo convincere questo 11%. Ma se alle Europee prendiamo un voto in più del Pd andremo davanti al Quirinale, dal vecchietto, a dirgli di andare assieme allo psiconano a Cesano Boscone a tirarsi su il morale ai malati di alzheimer. E poi andremo alle elezioni perché questo governo non lo ha eletto nessuno". "Renzi non è stato eletto da nessuno" "Genny a carogna e Renzi a menzogna si ritroveranno insieme al Pd e faranno leggi insieme. Quello era sotto e l'altro era sopra allo stadio a Roma, lo stato è morto", ha detto Grillo a Palermo. "La gente mi chiede perché non vado da Renzi e non ci parlo. Sapete perché? Perché quando l'ho incontrato un attimo prima di sederci mi ha detto: 'Non voglio niente da te, devi solo stare a sentire'. E devo stare a sentire lui che mente anche pure alla mamma? Io rappresento nove-dieci milioni di italiani. Lui chi è? Non rappresenta nessuno perché non è stato eletto da nessuno". "Sono molto cattivo ma hanno fatto i funerali allo Stato" "Siamo in un mondo capovolto, come ai tempi della peste nera.

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ROMA (Reuters) - Marina Berlusconi non ha intenzione di entrare in politica adesso, ma non esclude di farlo in futuro. In un'intervista al Corriere della Sera, la figlia dell'ex premier - su cui è speculato molto dopo che il cavaliere, ormai ineleggibile e incandidabile, è alla ricerca di un delfino a cui affidare le sorti del centrodestra - per la prima volta lascia aperto uno spiraglio ad un suo futuro impegno nell'agone politico. "So che nella vita non si può mai escludere nulla. Quindi oggi è così. Un domani, se capitasse, la politica, chissà...", dice al Corriere, dopo aver affermato che il suo posto è "nelle aziende, questo è il lavoro che mi piace fare". "E poi questa storia della trasmissione dinastica non mi ha mai convinto. La leadership non si eredita, bisogna sapersela costruire, passo dopo passo, nel tempo, con umiltà, sacrificio, passione. E soprattutto con rispetto: per se stessi e per gli elettori", aggiunge.

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«Per la prima volta sabato scorso in Sardegna ho sentito Silvio Berlusconi irriconoscibile ai miei occhi, per la rabbia e il rancore che mai hanno caratterizzato il Silvio Berlusconi che abbiamo conosciuto». Lo ha detto Angelino Alfano alla convention degli amministratori del Nuovo centro destra a Roma. «Per la prima volta - ha sottolineato il vicepremier uscente - ci siamo sentiti davvero distanti da Forza Italia, dal suo modo di concepire la politica e dalla violenza nel trattare» chi vuole costruire il nuovo centrodestra. «Forza Italia - ha poi aggiunto - era al 38% ora al 22% a forza di trattare male». «BERLUSCONI E GLI INUTILI IDIOTI» - E ancora, un altro attacco a Forza Italia: «Silvio Berlusconi si è circondato in questi anni di troppi inutili idioti, a questi comunichiamo da oggi che migliaia di donne e uomini eletti con le preferenze nelle amministrazioni saranno per strada a spiegare che sono stati inutili idioti che hanno rovinato il sogno di Berlusconi. Il Ncd farà la rivoluzione liberale». Con Francesca Pascale in giro per Forza Italia,Angelino Alfano ha dovuto lasciare la presa del partito politico e trasmigrare con NCD da un'altra parte.Ma il livore nei confronti della nuova fiamma del cavaliere e' evidente.

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Beppe Grillo va subito all’attacco contro Renzi: «Il nuovo boss non è Al Capone, ma un carrierista senza scrupoli, in arte Renzie, buon amico di Berlusconi, di Verdini e di gente che avrebbe fatto paura ai gangster del proibizionismo». Il leader del M5s, in un post dal titolo «Il giorno di San Valentino», paragona la strage degli irlandesi del 14 febbraio del 1929, a Chicago, «quella dei lettiani, almeno di quei pochi che non si sono riconvertiti al nuovo padrone vendendogli anche il culo». «Se Al Capone ottenne il controllo del mercato degli alcoolici, Renzie otterrà quello delle nomine delle aziende di Stato, come ENI, ENEL, Finmeccanica e Terna che scadono tra due mesi. Dei luoghi dove risiede il potere reale. Letta e Renzie sono dei prestanome, utili a chi li ha sostenuti e li sostiene. Marionette. Il Parlamento e lo stesso Governo sono un’illusione ottica e il Quirinale una monarchia», scrive Grillo, sottolineando, con riferimento al segretario Pd: «Le sue credenziali sono ottime. Oltre ad essere un bugiardo incallito, lo vogliono le banche, la Confindustria, De Benedetti, Scaroni, la finanza. Un perfetto uomo di sinistra».

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