Roma 14 Ottobre 2013 Corsera.it Quando affrontai lo scandalo del Monte dei Paschi di Siena,dissi che la banca stava per implodere.Fatto verificatosi qualche mese dopo.Corsera venne investito dagli attacchi furibondi della direzione e dell'ufficio stampa del MPS,che minacciavano querele.Oggi ci troviamo difronte allo stesso incubo,cento volte piu' grande,il fallimento dello Stato Italiano,difronte all'impossibilita' di pagare i suoi conti.Il Governo di Enrico Letta tace colpevolmente.Perche'? «Avevamo fatto un accordo con il governo per non toccare i finanziamenti per la sanità — attacca Vasco Errani, governatore emiliano e presidente della Conferenza delle Regioni — Non conosco le cifre ma i tagli sarebbero insostenibili e avrebbero conseguenze gravi. La sanità ha dato un contributo enorme all’economia del nostro Paese in questi anni. Così il sistema è a rischio default. Tra l’altro se le Regioni finiscono in rosso devono mettere nuove tasse ai cittadini, non capisco il senso di una manovra del genere ». Lorenzin ed Errani sono d’accordo sul fatto che invece di intervenire sul fondo bisogna lasciare la materia al “Patto per la salute” cioè all’accordo tra ministero e Regioni. «Il sistema così non regge, il fondo ha già dato — dice ancora Lorenzin — Così salta il Patto per la salute con cui si potrebbe governare una spending review interna, razionale ed efficiente per i prossimi 5 anni». Come dire, lasciate fare a noi, non fate un taglio “orizzontale”. Nei prossimi giorni si saprà se Regioni e ministro verranno ascoltati. Trovo che questa dichiarazione di Vasco Errani fotografa la situazione italiana,l'avvertito sentore del default Italia,non piu' in grado di reggere alle spese.Ormai e' chiaro che ci troviamo difronte al baratro e il Governo di Enrico Letta tace,come prima del crollo di Lehman Brothers.L'Italia non ce la puo' fare cosi'.Togliere 2 miliardi al Fondo Sanitario nazionale significa spingere nel baratro l'intero settore,fino a disintegrarlo.

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Roma 14 ottobre 2013 Corsera.it Italia corre verso il default.A governare l'Italia la stessa truppa politica che ha succhiato sangue al Monte dei Paschi di Siena,portandola al suo fallimento.Default evitato per via della robusta iniezione di denaro da parte dello Stato,ovvero della collettivita'.Adesso siamo difronte al default dello Stato Italiano,con gli stessi managers che offrono uno spettacolo pietoso della gestione della cosa pubblica,incapaci di assolvere alle loro funzioni e di dare risposte concrete.Un giano bifronte che cerca di mascherarsi difronte al mondo.

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Parigi 10 Ottobre 2013 Corsera.it di Matteo Corsini Il Front National di Marine Le Pen naviga con il vento in poppa nei sondaggi elettorali francesi.La Giovanna d'Arco francese prende i largo dagli altri partiti,la sua ricetta per far riprendere l'economia e' semplice:distruggere l'euro,far uscire la Francia dal castello di carte dei tecnocrati,e sopratutto diabolisation,barriere contro l'immigrazione clandestina.Noi di Roma Risorge non possiamo far altro che condividere questa impostazione dell'eroina francese.L'economia ristagna in Francia come in Italia e dunque meglio uscire dall'euro,senza altri ripensamenti.Speriamo che arrivino presto le prossime elezioni,faremo la nostra parte con il Fronte Italia Libera per spaccare l'asse che governa l'Europa,che ha distrutto il nostro paese.No mi pare che vi siano alternative a questo stallo,alle dichiarazioni del Ministro Saccomanni,all'idea di abbattere il debito pubblico con la vendita di proprieta' immobiliari,mi domando oggi chi le acquisterebbe? Siamo alla follia,all'economia disintegrata.Dobbiamo sostenere i francesi perche' la strada indicata da Marine Le Pen e' la sola ad oggi percorribile anche per noi.Mirabile la frase di Marine Le Pen:"L'euro cessa di esistere nell'esatto momento in cui la Francia se ne va e' questa la nostra forza incredibile." Mi accomuna con Marine Le Pen il pensiero che l'Europa sia un grande bluff,che a causa di questo gioco esasperato del rigorismo fiscale germanico,l'economia di questi paesi sovrani sia a rischio di stabilita',che l'Italia come la Francia deve avere la sua Banca centrale e la sua sovranita'.L'Europa e' un'esperienza fallimentare dal punto di vista monetario,il resto potra' anhce rimanere in piedi,essere condiviso,ma ad ognuno di noi spetta difendere la nostra casa.Qui qualcuno l'ha incendiata.Stiamo ancora con le mani in mano?

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Roma 8 ottobre 2013 Corsera.it di Matteo Corsini Italia in recessione.Mi domando se ce la faremo a sopportare un altro anno cosi'.L'economia annaspa,la politica e' ferma,gira su se stessa.Gli italini devono fronteggiare una crisi senza precedenti,il potere di acquisto diminuisce,il patrimonio immobiliare evapora,la disoccupazione morde alla gola i giovani.Mi domando se ce la faremo ancora a reggere questa onda d'urto senza precedenti,se la Germania ha trasformato l'italia in Gulag,un infernale campo di concentramento? Roma, 8 ott. - Per effetto del crollo del potere di acquisto il 57 per cento degli italiani e' stato costretto per risparmiare a scegliere a prodotti piu' economici nel largo consumo. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti in occasione della diffusione dei dati Istat sul reddito e risparmio delle famiglie, sulla base dei dati Nielsen relativi al secondo trimestre 2013 dai quali si evidenzia anche che il 68 per cento dei consumatori ha tagliato sull'abbigliamento e il 43 per cento usa meno l'auto. A preoccupare - sottolinea Coldiretti - e' l'effetto recessivo che il calo del potere di acquisto sta provocando sull'intera .....

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New York 8 Ottobre 2013 Corsera.it dalla nostra redazione di New York Matteo Corsini Sono arrivato forse in tempo,perche' qui il pmeriggio e' freddo e la notte si appresta ad esserlo altrettanto.Gli Usa devono fronteggiare lo shutdown,in pratica l'impossibilita' di utilizzare altro denaro per pagare il debito pubblico americano.Gli Stati Uniti rischiamo un caos economico nucleare,come lo ha chiamato il guru della finanza Warren Buffet,che paventa come il default americano preluderebbe ad un terremoto sui mercati finanziari mondiali.L'America corre sul filo della lama di un rasoio e mi domando allora,come noi,in Italia non corriamo un rischio ben peggiore,senza essere in grado di stampare moneta,di attingere a risorse extraordinarie per far fronte all'abnorme debito pubblico che pesa sulle nostre spalle.Se l'America,la grande America puo' fallire senza stampare moneta,non possiamo fallire noi? E' il primo caso di rischio default nella storia americana,una vertigine,uno tsunami che investirebbe l'Europa,travolgendola come un fuscello.L'Italia salterebbe dopo pochi minuti,come una delle due torri gemelle,investite dal primo aereo.Imploderemmo andando in fiamme e il nostro debito si trasformerebbe in carta straccia,lasciando milioni di risparmiatori con il cerino in mano.E' follia pura quella che si vive oggi in America,follia della giostra della politica,che non sa deporre le armi,quando e' necessario.Le incertezze politiche americane,il profilo del ....

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Roma 5 ottobre 2013 Corsera.it di Matteo Corsini editore e direttore dell'Enciclopedia Universale di Scienze Giuridiche. 2014 Il futuro che ci attende il fenomeno dell'economia parallela. Il futuro che ci attende Italia 2014. Sembra strano,anzi diciamo che fa proprio effetto,tra pochi mesi attraverseremo la soglia dell'anno 2014,quasi un immersione nel futuro,oltre il passato,laddove,immaginavamo di arrivare,non meno di alcuni anni orsono. Una soglia impossibile da varcare e ci apprestiamo a farlo nelle peggiori condizioni economiche che il paese ricordi da almeno 40 anni.Il prezzo delle case in pochi mesi e' regredito al 1999,esattamente al periodo pre-ingresso nell'Euro,la moneta unica.Ci ritroviamo a fronteggiare il futuro in preda al panico di un abnorme debito pubblico che ormai pesa sulle spalle degli italiani come un macigno di Obelix.La nostra politica appare ingessata,incapace di reagiare,senza teste pensanti,un carosello che epr oltre venti anni ci ha nauseato del suo teatrino pro e contro Silvio Berlusconi,ormai politico spiantato,condannato per frode fiscale,abbandonato anche dal Sorcio Angelino Alfano.La porta girevole rotea sempre piu' forte.L'Italia adesso teme il crack del debito pubblico,quel default simile alla Grecia,che comporterebbe il famigerato hair cut sul debito e quindi sui BTP.Debito pubblico mattoni,sono i due pesi di una bilancia dei pagamenti che non funziona piu',perche' quel cortocircuito ha avviluppato le banche come le la me taglienti di un grattacielo in fiamme.Quasi un vincolo imperdonabile,quello della moneta unica,che ci ha braccato l'agilita' dim una Banca centrale nazionale,capace di far fronte alle esigenze di anelasticita' finanziaria.Cadono i gruppi legati all'edilizia,falliscono le aziende,insomma,il mercato immobiliare langue senza dare segni di risveglio.Poche eccezioni,mosche bianche,il resto e' frantumazione di un sistema spinto al collasso da una classe politica negletta,mediocre,rissosa,francamente deficiente.Siamo nelle mani dei..

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Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è sceso in termini correnti del 2%, mentre il potere d’acquisto è diminuito del 4,7%, toccando così il calo peggiore dal 1990, inizio delle serie. Lo comunica l’Istat, diffondendo i dati aggiornati sul 2012 e spiegando come anche la propensione al risparmio abbia toccato i minimi da 22 anni. Il 2012 è stato quindi un anno nero per i bilanci delle famiglie italiane, con record negativi sia per la capacità di spesa espressa in termini reali, ormai in diminuzione dal 2008, sia per l’inclinazione al risparmio, definita dal rapporto tra il risparmio lordo e il reddito disponibile, che calando all’8,4% risulta più che dimezzata a confronto con quindici anni prima. Male è andata anche la spesa per consumi finali, in flessione dell’1,5% in termini nominali.

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ROMA 27 SETTEMBRE 2013 CORSERA.IT Il fondo monetario internazionale FMI oggi non fa che confermare l'allarme lanciato da questo sito sul rischio default Italia.Secondo le nuove stime il debito pubblico italiano continua a salire inesorabilmente,trascinato dalla disoccupazione,quella giovanile e' al 40%.Una situazione insostenibile per un paese in piena recessione economica,dove il termometro immobiliare ha gia' inglobato i valori di una improvvisa svalutazione del debito pubblico italiano.Secondo il FMI la crescita in Italia e' sostenibile,anche se mancano ancora all'appello quelle necessarie riforme strutturali utili per tirare fuori dal guado il paese.Eppure l'economia ribolle,stagna come nel fuoco di una fornace.il rischio default dell'Italia rischia di contagiare il vecchio continente con ricadute devastanti nel resto del globo.L'Italia la prossima Grecia e' soltanto questione di ore.

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Caro direttore, siamo tornati pienamente al copione della Seconda Repubblica. In vista della legge di Stabilità, destra e sinistra si dividono su ogni cosa, tranne sulla difesa di Province, finanziamento pubblico ai partiti, legge elettorale e una generica richiesta di allentare i cordoni della borsa. Nel settore privilegi e abusi la grande coalizione funziona magnificamente da vent'anni e più. Il ministro dell'Economia in questa condizione non può che difendere i saldi di bilancio fino alle dimissioni. Andando avanti di questo passo il rischio paralisi è più che concreto. Le uniche vie d'uscita sono dunque una nuova, inutile, stagione elettorale dagli esiti incerti e potenzialmente disastrosi, o un rilancio dell'azione dell'Esecutivo che spazzi via alibi e condizionamenti. Proverò a ipotizzare un modo per intraprendere questa seconda strada. Occorre un piano straordinario e di ampio respiro (un piano industriale, si direbbe in un'azienda), che parta dall'unico vero obiettivo in grado di salvare il Paese, far ripartire la crescita attraverso uno shock di competitività. La politica dei rattoppi ha fatto il suo tempo.

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Roma 21 Settembre 2013 Corsera.it intervista a cura di Giada Ruggeri La crisi del mercato immobiliare,come si combatte,tra la decrescita e l'ignavia della politica italiana. Italia euro crisi.Il mercato immobiliare in Italia versa in una crisi nera,i prezzi scendono costantemente da mesi e alcune zone sono piu' colpite di altre.Eppure,nel disastro generale e' ancora possibile fare affari,buoni affari,anzi ottimi affari come sostiene il dr.Matteo Corsini presidente del gruppo Abramovich real estate. d. Corsini lei e' considerato uno dei migliori professionisti del settore,autore di imprese memorabili,acquisti di interi portafogli immobiliari,di cui ricordiamo quello di Botteghe Oscure,banche assicurazioni sono le sue prede piu' ambite.Il settore e' in crisi,molti dei suoi colleghi immobiliaristi sono scomparsi,come dinosauri estinti.Come si fa ad operare con il mercato al ribasso?

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12:02 - Si è spento a Milano l'imprenditore Steno Marcegaglia, il fondatore dell'omonimo gruppo dell'acciaio nonché padre dell'ex presidente di Confindustria, Emma. Marcegaglia, che aveva 83 anni, era stato ricoverato a seguito di una caduta. Lascia tutto ai due figli, Emma e Antonio, oggi entrambi amministratori delegati della società. Da zero a un impero siderurgico da 4 miliardi di euro - L'azienda, pur avendo risentito negli ultimi anni della crisi, è presente in tutto il mondo con 50 stabilimenti, 210 rappresentanze commerciali, 52 unità e 7.500 dipendenti. Produce 5.500 chilometri al giorno di manufatti in acciaio inossidabile e al carbonio per oltre 15.000 clienti, con un fatturato complessivo di oltre 4 miliardi. Figlio di un emigrante, Steno compie i primi studi a Torino, nel dopoguerra si trasferisce a Mantova e nel 1948 si diploma geometra, iniziando a lavorare nell'organizzazione 'Alleanza Contadini' come sindacalista nelle vertenze fondiarie. Poi, non ancora trentenne, proprio

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L'Istat rivede al ribasso le stime preliminari e per il secondo trimestre del 2013 fissa allo 0,3% il calo congiunturale del prodotto interno lordo, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato. Su base annua, il calo passa al 2,1%. La stima preliminare diffusa lo scorso 6 agosto aveva rilevato una diminuzione congiunturale dello 0,2% e una diminuzione tendenziale del 2,0%. La variazione acquisita per il 2013 è pari a -1,8%. Ciambella export Rispetto al trimestre precendente, i principali aggregati della domanda interna (consumi finali nazionali e investimenti fissi lordi) sono diminuiti entrambi dello 0,3%, mentre le esportazioni sono aumentate dell'1,2%. Le importazioni hanno registrato una flessione dello 0,3%. In coda Con un calo del Pil, congiunturale dello 0,3% e tendenziale del 2,1%, l'Italia nel secondo trimestre segna una perfomance peggiore rispetto ai Paesi dell'area Euro, Usa e Giappone. "Nel secondo trimestre - riferisce infatti l'Istat - il Pil è cresciuto in termini congiunturali dello 0,7% in Germania e nel Regno Unito, dello 0,6% negli Stati Uniti e in Giappone e dello 0,5% in Francia. In termini tendenziali, si è registrato un aumento dell'1,6% negli Stati Uniti, dell'1,5% nel Regno Unito, dello 0,9% in Giappone, dello 0,5% in Germania e dello 0,3% in Francia.

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Roma Lunedi’ 8 Luglio 2013 Corsera.it di Geltrude Roinstain

 

Italia recessione economica real estate siamo al 1999.Prezzi in lire per capire il valore di un immobile.

 

Italia la recessione economica sta spazzando via le aziende del nostro paese,come canne al vento di una tempesta."L’Italia e’ gia’ fuori dall’euro"-secondo Matteo Corsini presidente della societa’ Abramovich real estate - "il mercato immobiliare in Italia ha gia’ scontato l’uscita del nostro paese dall’euro:”Per capire il valore immobiliare di una proprieta’ in Italia,dobbiamo valutarla in lire,in pochi mesi,abbiamo perso quasi l'intera ricchezza accumulata con la fortissima speculazione verificatasi dagli inizi del secolo.Una mareggiata che ha spazzato via con un batter di ciglia,gli ultimi 14 anni di mercato.Siamo al 1999.

Con questa lente di ingrandimento, anche gli stranieri effettuano le stesse considerazioni.Il motivo e’ semplice,i mercati sono degli anticipatori degli avvenimenti economici e la tanto vituperata paura del crollo della moneta,ovvero la svalutazione,che potrebbe verificarsi all’indomani dell’uscita dall’euro e’ sostanzialmente gia’ avvenuta,perche’ i valori immobiliari in Italia sono caduti di ben oltre il 40% da quelli realizzati  nel 2008.Pensiamo che su queste proprieta' immobiliari si basa gran parte della ricchezza degli italiani.In questi ultime settimane ho visto imprenditori fallire,essere costretti a soccombere alla falcidia della recessione,malgrado patrimoni ...



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L’Italia è uno dei paesi dell’Eurozona che, nel periodo dal 1999 al 2012, hanno registrato la «flessione più cospicua delle quote di mercato delle esportazioni calcolate a livello mondiale». È quanto sottolinea la Bce nel suo bollettino mensile che rileva come l’Italia debba «attenersi con rigore al percorso di moderazione del disavanzo specificato nell’aggiornamento per il 2013» al suo programma di stabilità, affinché «non venga di nuovo superato il valore di riferimento del 3%» di deficit/Pil, una «sfida cruciale per la politica di bilancio del nuovo governo».

 

IL RISANAMENTO PRESENTA RISCHI - Ecco perché la politica di risanamento«più graduale» indicato nel nuovo programma di governo dell'Italia presenta «rischi», rappresentati da «un'evoluzione macro-economica peggiore delle aspettative» e «un rallentamento delle entrate rispetto alle dinamiche ipotizzate».

Riguardo al debito sovrano la Bce ritiene che Italia, Spagna, Portogallo abbiano registrato nella prima parte dell’anno «un miglioramento delle condizioni del mercato primario dei titoli di Stato, come dimostrano il buon esito delle aste di titoli di Stato e il rientro degli investitori esteri. Tuttavia - scrive la Bce - alcuni mercati vedono «un nuovo aumento dei rendimenti».

LA DINAMICA DEI PREZZI - La Bce si attende anche che «le pressioni di fondo sui prezzi restino contenute nel medio periodo, riflettendo il basso livello di utilizzo della capacità produttiva e il ritmo moderato della ripresa», spiegando che «più in generale, il tasso di inflazione dovrebbe mostrare una certa volatilità per tutto l’anno, riconducibile soprattutto a effetti base derivanti dagli andamenti dei prezzi dei beni energetici e alimentari dodici mesi prima».

IL CALO DEGLI OCCUPATI - E la Banca centrale europea ha contabilizzato anche l’emorragia occupazionale di questi ultimi 5 anni: «Le economie dell’Eurozona hanno perso oltre quattro milioni di occupati dal 2008 - scrive la Bce - e le statistiche indicano che «è probabile che l’occupazione si sia ulteriormente ridotta nei primi due trimestri del 2013».



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(AGI) - Roma, 12 giu. - "Se non c'e' il lavoro, il Paese non si salva: io mi impegno a a lavorare incessantemente per rimetterlo al centro di tutte le politiche del governo". Questa la dichiarazione di intenti del presidente del Consiglio, Enrico Letta, che, di fronte alla platea del congresso della Cisl, ha ribadito l'impegno dell'esecutivo ad attuare riforme che tirino l'Italia fuori dalle secche della recessione partendo dall'emergenza disoccupazione. L'Italia, ha detto il premier, "si salva se facciamo le riforme, se abbassiamo il peso del fisco che colpisce in modo asimmetrico, e se mettiamo al centro di tutto il lavoro: sappiamo che non si puo' fare tutto, che ci sono delle priorita', e la priorita' e' creare lavoro".

 

BONANNI: "SERVE UNO CHOC FISCALE"

Una priorita' che va perseguita "cercando di lavorare per ridurre quel cuneo fiscale che e' la zavorra del nostro Paese per chi assume e per chi lavora".
  Da Letta giunge quindi una piena condivisione di quanto affermato dal leader della Cisl, Raffaele Bonanni che, nel suo intervento di fronte ai delegati, ha fissato l'obiettivo di uno "choc fiscale finalmente positivo, un taglio forte delle tasse per rilanciare consumi e investimenti". "La madre di tutte le battaglie, madre di tutti i nostri guai, rimane per noi la questione fiscale", ha ribadito Bonanni, "bisogna ridurre le tasse sui redditi da lavoro e pensione. Ma anche alle imprese che investono e assumono i giovani e i disoccupati".



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