CorSera.it L'aumento di capitale di Unicredit vira a metà del guado,anche se si avvertono i primi scricchiolii ,come ad esempio il numero degli investitori retail destinato a scendere progressivamente,come il peso delle fondazioni storiche di Unicredit.Il gioco speculativo rimane nelle solide mani dei fondi di investimento (vedi Blackrock)  che forse intravedono, a brevissimo termine, qualche spunto al rialzo per il titolo.E' certo che i 13 miliardi di euro sono semplicemente un palliativo per il bilancio di Unicredit,perchè se la situazione economica dovesse permanere la stessa nel prossimo futuro,la banca dovrà ricorrere ancora al mercato forse per altri 5/ 6 miliardi di euro.Unicredit siede su un cratere di NPL da vertigine, sono 80 miliardi i crediti deteriorati,che potrebbero non tornare mai indietro.Crediti da infilare ovunque (cartolarizzazione) basta vedere che i CDS in copertura dell'istituto aumentano tutti i giorni.Il futuro è impietoso per il sistema bancario europeo, sopratutto perchè il fantasma di Marine Le Pen potrebbe dare il colpo di grazia all'intero sistema del credito.La domanda è dunque sempre la stessa, basteranno ad Unicredti 13 miliardi per salvarsi o tra 8 mesi ne vedremo ancora delle belle? 

L'amministratore delegato Jean Pierre Mustier ha guidato Unicredit attraverso un 'cerchio di fuoco', un'operazione monstre da 13 miliardi e il mercato lo ha seguito. La fotografia è sfocata, c'è ancora  tempo fino al 23 febbraio per esercitare i diritti, ma si vede già il peso dei fondi destinato a crescere e la composizione degli investitori istituzionali variare. Cambiando la mappa dell'azionariato a catena si condiziona la governance dell'istituto, a partire alla composizione del cda ma allo studio ci sarebbe anche una revisione dello statuto (si parla di abolire il limite del 5% all'esercizio dei voti). Sul fronte aziendale inoltre Mustier, che ha già rivoluzionato la prima linea della banca, dovrebbe proseguire nella riorganizzazione. 



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CorSera.it

 Unicredit ha varato oggi l'aumento di capitale,ma la banca è ancora esposta al rischio ssitemico,del crollo della moneta unica,a seguito della vittoria in Francia di Marine Le Pen.Non basterebbero 13 miliardi per far uscire la banca dal guado delle perdite colossali.Lo tsunami della rottura della moneta unica rappresenta un pericolo ineludibile per ogni banca europea,sspecialmente per quelle con vistosi buchi nei bilanci di esercizio degli ultimi due anni,per questo è preferibile investire nei mattoni,puntare sul real estate.Qualsiasi cosa dovesse succedere,i vostri soldi saranno al sicuro.

Unicredit come Monte dei Paschi di Siena ,raggiunge il mercato con circa 13 miliardi di euro,tanti sono necessari per spazzare via perdite e buchi nel bilancio,ma se dovesse vincere Marine Le Pen,la banca europea dovrebbe fare cassa ancora per 15 miliardi ,tanto ammonterebbe il deficit patrimoniale con le svalutazioni che spingeranno l'euro al ribasso.



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CorSera.it di Matteo Corsini 

La crisi dell'economia e il degrado del sistema finanziario italiano,costituiscono soltanto alcuni degli aspetti,che potrebbero collidere nelle prossime settimane,in quello che io definirei uno "shock asimmetrico" di grave entità.Vediamo che cosa significa.Gli interventi della BCE, il cosiddetto quantitative easing (acquisto di titoli di stato ), hanno fatto ripartire  l'inflazione,non nella direzione che si sperava,ma in quella opposta, soltanto in Germania,dove i primi dati di Assia e Sassonia,evidenziano di un considerevole aumento al 2%.Al contrario,in Italia,non solo non c'e' segnale di una ripresa dell'inflazione,ma siamo in piena recessione economica e questo da alcuni anni,quasi 24 mesi e nulla fa presagire che questo stato di cose possa capovolgersi.



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CorSera.it Una Beretta per amico.

Un terrorista,un fanatico,è entrato nella mia vita ed ha ucciso la mia famiglia,i miei fratelli,la mia fidanzata,i miei genitori.Poi è scappato e nessuno ha potuto farci niente.E' arrivato spavaldo davanti alla discoteca preferita di mia sorella e l'ha trucidata con una raffica di mitra,così perchè gli andava.Adesso è scappato,nessuno sa dove sta.

Non ho mai avuto una pistola nel corso della mia vita,e soltanto l'idea di possederne una mi spaventa,ma al punto in cui siamo arrivati,ogni congettura è inutile,non esiste prevenzione a questa forma di terrorismo.Se vogliono colpirci noi dobbiamo rispondere e se saremo tutti armati ,i terroristi avranno meno strada da fare.Uccidiamo i terroristi con ogni mezzo,non aspettiamo la strage per armarci,perchè quando ci colpiranno quel cretino di Marco Minniti smetterà di sorridere.L'uccisione del terrorista Anis Amri a Milano è stato un caso fortuito,certamente non era frutto del lavoro di intelligence.Se adesso pensassimo di essere al sicuro commetteremmo un errore fatale.I terroristi sono tra di noi o li sbattiamo fuori tutti o dobbiamo armarci .Noi contro di loro.Una Beretta per amico .Una buona Beretta che spara bene in testa al primo terrorista che si avvicina con un mitra a casa mia.

 



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CorSera.it

Monte dei Paschi di Siena.Se non fosse stato per l'intervento dello Stato,di tutti noi italiani,oggi le cronache sarebbero gremite da articoli sul fallimento della terza banca italiana,del suicidio omicidio del responsabile delle comunicazioni esterne dell'ex presidente Mussari.Oggi saremmo difronte ad un gigantesco processo penale, che avrebbe messo sotto i riflettori, lati oscuri, quanto incredibili, della storia recente del Monte dei Paschi di Siena,fatti immersi nel sangue di un delitto perfetto.Al contrario sullo scandalo del Monte dei Paschi di Siena, si è alzato il velo della ragion di Stato,la necessità di salvaguardare l'intero sistema bancario, per impedire che devastanti turbolenze prendessero il sopravvento sui mercati finanziari di tutto il mondo.Ma non è così.



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CorSera.it Monte dei Paschi di Siena sospesa per eccesso di ribasso.La richiesta della Vigilanza europea ha trafitto a morte MPS,che per la sua ricapitalizzazione dovrà sottoporsi a misure draconiane,sebbene qualcuno, come il governatore della Bundesbank Jens Weidmann, ormai ha iniziato a sollevare i veli sulla vicenda:MPS si può salvare o è destinata alla liquidazione? Dietro la figura di MPS si staglia l'ombra del fallimento Lehman brothers,perchè l'expected shortfalls non è stato applicato,dunque il piano di cartolizzazione previsto dal recente fallito aumento di capitale,in realtà è una proiezione del tutto inadeguata per determinare quali siano i confini del buco nero di MPS.

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CorSera.it Monte dei Paschi di Siena il salvataggio pubblico non potrà che avvenire se non tramite il rifinanziamento del debito pubblico italiano.Questo quanto dichiara il capo della Bundesbank nel corso di un'intervista rilasciata al giornale tedesco Bild.

ll salvataggio pubblico del Monte dei Paschi  di Siena deve essere valutato con grande attenzione, poiché molte questioni restano ancora aperte. A dirlo, in un'intervista alla Bild nella sua edizione di domani, è Jens Weidmann, governatore della Bundesbank. "Per le misure previste dal governo italiano la banca deve essere finanziariamente sana nel suo fulcro. Il denaro non può essere usato per coprire perdite già prevedibili", ha detto Weidmann, considerato uno dei falchi all'interno della Bce.



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CorSera.it

Monte dei Paschi di Siena drammatica la svolta sulle necessità finanziarie e breve,sono 9 i miliardi richiesti alla BCE al Tesoro italiano per mettere in sicurezza l'istituto senese.La lettera inviata oggi pomeriggio dall'Istituto di Vigilanza di Francoforte, rivela in una svolta drammatica,che il fabbisogno finanziario a breve per MPS è una volta superiore a quanto indicato nel prospetto nel recente fallito aumento di capitale.IL caso Montei dei Paschi di Siena sta arrivando alla sua drammatica conclusione,in cui si intravede,almeno per le autorità di vigilanza della BCE,soltanto il bail in come unica via di uscita.

Confermati ancora una volta i dati anticipati dal CorSera.it, circa il reale fabbisogno di MPS, che avevamo indicato in 8 miliardi.Nella giornata Weidmann ha replicato  : "Non si possono salvare le banche fallite ma preoccuparsi di quelle che possono ancora salvarsi " Chiaro il riferimento al Monte dei Paschi di Siena, che 



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CorSera.it by Matteo Corsini  

Monte dei Paschi di Siena è fallita,titolavamo appena ieri l'esisto esiziale di questa lenta agonia.Abbiamo assistito al carosello desolante dei global coordinator,i joint bookrunners,gli inesistenti anchor investor,un gioco di specchi e riflessi per trarre in inganno i risparmiatori o qualche speculatore avventato.Erano circa 12 le banche d'affari,che coordinavano l' aumento di capitale ma nessuna di queste ha trovato uno straccio di investitore,nessuna di queste ci ha messo un soldo bucato.Come mai? Perchè la banca è fallita,la voragine dei debiti di MPS è incolmabile anche per lo Stato italiano,se non in violazione delle regole europee sui salvataggi bancari BRRD. Nessuno può salvare Monte dei Paschi di Siena,sebbene adesso con il burden sharing,si tenterà di spingerla avanti nella sua lenta agonia,come un enorme cetaceo spiaggiato .Dopo il burden sharing non ci sarà che il bail in ,perche' ad un certo punto lo Stato dovrà uscire dal capitale.Pier Carlo Padoan recita una commedia a memoria ,un rituale desolante.Ma chi vuole prendere in giro? 

 



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Roma 22 Dicembre 2016 CorSera.it by Matteo Corsini

Monte dei Paschi di Siena adesso si corre ai ripari,Pier Carlo Padoan si inginocchia al capezzale europeo,ma l'intervento del Tesoro potrebbe far scattare la Troika prima del previsto.Per gli obbligazionisti sarà un bagno di sangue,perchè il burden sharing è inevitabile,così come ad un certo punto si dovrà ricorrere al bail in. Se lo Stato intende salvare MPS ad ogni costo,tanto vale spingere l'Italia fuori dall'Europa,perchè la permanenza nel capitale della banca può perpetuarsi ma in violazione della direttiva 132 del BRRD.



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CorSera.it by Matteo Corsini

Mi domando se le banche d'affari chiamate al capezzale del Monte dei Paschi di Siena siano dei bookrunners o dei bookmakers da ippodromo.

Monte dei Paschi di Siena l'aumento di capitale si rivela un buco nell'acqua ,la banca nel cratere da 320 mila miliardi di lire passivita'. Non poteva funzionare l'aumento di capitale sul mercato ,lo sapevano tutti,i global coordinator,i bookrunners,una pletora di banche che si azzannerà 450 milioni di euro,800 miliardi di lire per non aver fatto quasi nulla.Lo scenario allarmante è quello di una nuova Lehman,una banca che è trascinata negli abissi da una zavorra da 160 miliardi di euro di passività,molti dei quali sono già crediti deteriorati,ancora non inseriti in bilancio per non appensantire ulteriormente il deficit patrimoniale.Il govereno si appresta pertanto a chiedere l'autorizzazione in Parlamento, per sfondare il debito pubblico per oltre 40 mila miliardi delle vecchie lire. Ma non sarà sufficiente per restituire equilibrio finanziario alla banca piu' antica d'Italia o come qualcuno immagina del mondo.



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CorSera.it by Matteo Corsini

Come detto fatto,anzi dire accaduto.Il fondo Atlante si tira indietro dall'operazione di senior bridge loan del Monte dei Paschi di Siena, in evidenza i 27 miliardi di NPL non sono sufficienti a cauterizzare l'ammontare senza fondo dei crediti deteriorati.Il buco nero di MPS entro fine anno sarà ben peggiore dei 27 in via di cartolizzazione, si parla di una forbice tra i 10 e i  15 miliardi di euro,tanti sono i soldi che il Ministero del Tesoro si appresta a rendere disponibili per far fronte alla crisi dell'istituto di credito senese.



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Roma 18 Dicembre 2016 aggiornato a ore 23.17 Corsera.it by Matteo Corsini 

Monte dei Paschi di Siena ,al via tra poche ore  l'aumento di capitale da 5 miliardi di euro.Oggi è intervenuto Cristoph Schmidt,consigliere economico della Angela Merkel,secondo il quale la banca senese "dovrebbe essere salvata dai creditori e non dai contribuenti". In effetti, le regole per il salvataggio delle banche in stato di crisi, sono state appena determinate in Europa e la loro violazione costituirebbe un serio imbarazzo per noi e irritazione per la Germania, che soffia sul rispetto sostanziale delle regole.Il fallimento dell'aumento di capitale di MPS, spingerebbe inevitabilmente lo Stato ad aumentare la sua partecipazione nella banca,evitando così il burden sharing,ovvero l'anticamera del bail in.

corsinicase@gmail.com (Nella fotografia dr.Matteo Corsini presidente di Corsini real estate specializzato in NPL acquisto crediti interi stabili alberghi negozi centri commerciale in tutta Italia e servizi di intermediazione settore alberghiero commerciale franchising immobiliare Roma Milano Bologna Firenze Montecarlo) 

 



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Corsera finanza by dr.Matteo Corsini Corsini real estate 

corsinicase@gmail.com

Venezia, 16 dic. - La Bce ha chiesto a Veneto Banca di avere, dal 31 marzo 2017, un Cet1 pari all'8,75%, costituito dalla somma del requisito minimo regolamentare di Pillar I del 4,5%, di un requisito aggiuntivo in materia di fondi propri del 3,00% (Pillar 2 Requirements - P2R) e del requisito combinato di riserva di capitale dell'1,25% per l'anno 2017 (Capital Conservation Buffer -CCB). Inoltre, sempre su base consolidata, si richiede il rispetto di un requisito minimo di Totale Fondi Propri (Total Capital Ratio - TC) del 12,25%. Le decisioni sono state comunicate a conclusione dello Srep, il processo annuale di revisione e valutazione prudenziali. La Bce ha chiesto a Veneto Banca anche di mantenere un coefficiente minimo di copertura della liquidita' ('Liquidity Coverage Ratio - LCR') di almeno 10 punti percentuali superiore al requisito minimo regolamentare (80% a decorrere dal 1 gennaio 2017), l'aggiornamento del Piano Strategico e l'adozione di un Piano Operativo teso a ridurre i Non Performing Loans. .



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CorSera.it by Matteo Corsini

Crisi.Come uscire dalla moneta unica senza farsi male.Tutti gli scenari e le modalita' di attuazione.Che cosa è  " l'economia elementare" e le sue funzioni.La fotografia oggi è quella di un paese uscito da una guerra,questa che stiamo vivendo da oltre 5 anni, è la piu' grande aggressione politica che il nostro paese ha subito dalla seconda Guerra Mondiale in poi.

Il tourn around dall'euro alla lira,oggi sarebbe possibile,anche grazie al prezzo del petrolio,sceso moltissimo negli ultimi due anni.Se uno dei motivi principali di scetticismo nel caso di un recesso dalla moneta unica era quello relativo al costo del nostro fabbisogno energetico,in questo momento sarebbe un problema inesistente.Per quanto attiene alle materie prime,queste potranno continuare ad essere acquistate in dollari, in euro, o nelle monete locali.Moltissime delle nostre principali aziende esportatrici, da anni hanno gia' delocalizzato le loro produzioni all'estero,dunque il fattore dei costi di produzione rimarrebbe inalterato.Al contrario, una drastica svalutazione della moneta interna,consentirebbe al settore turistico ricettivo di rifiatare,con una compensazione nella bilancia commerciale a nostro favore  per circa 250 mila miliardi annui.



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