Napoli 9 Marzo 2018 Corsera.it 

I leaders del  Movimento Cinque Stelle, forse non lo hanno ancora percepito,ma è come se avessero gettato benzina sulle ceneri ardenti della già pesante crisi economica del nostro paese, con il rischio non più soltanto ipotetico, di una rivolta sociale senza precedenti . Non c'e' dubbio che tutti i cittadini del SUD, hanno votato compatti il Movimento Cinque Stelle, sperando nel miraggio del reddito di cittadinanza, soldi sonanti nelle loro tasche, da cominciare a riscattare anche prima dell'inizio dell'estate. La terribile crisi economica che ha piegato le ginocchia al paese, si ammanta nella esatta metà del paese, come strali di fumo di un incendio acre da pneumatici di automobili. Un rogo colossale di disperazione, degrado sociale, insufficienza finanziaria, in altre parole miseria. L'intero Sud è afflitto da questo incubo, da cui nessuno sa come uscire. Il reddito di cittadinanza suona oggi come uno squillo di speranza,una gigantesca chiamata alle armi per i popoli del Sud, maledetto e dimenticato da tutti.

Una speranza questa che si traduce in un allarme sociale di dimensioni bibliche. Speranza che se tradita spingerà migliaia di persone ad incazzarsi per davvero.

La puzza di questo gigantesco imbroglio si sparge velocemente per l'intero paese e già a poche ore dalla chiusura delle urne, quelli del Movimento Cinque Stelle hanno cominciato ad annusare  il peso della responsabilità di una cazzata elettorale così fantasiosa.

I leaders del Movimento sono infatti scomparsi dagli schermi televisivi. Nessuna parla, nessuno saprebbe cosa dire in questo momento e come impegnarsi per dare corso ad una promessa che oggi si rappresenta,sulla testa di tutti i nuovi parlamentari del Movimento Cinque Stelle, nelle sembianze di uno spettro sinistro, che nessuno di loro sarà più in grado di fugare.



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