La ricostruzione della Polizia tedesca viene smentita dal testimone italiano D'Ettorre che si trovava nel parcheggio del centro commerciale al momento della strage.Lo stesso ha riferito che il killer non ha agito da solo ,che mentre Ali Sonbony sparva all'interno del centro commerciale,un altro terrorista sparava con una mitraglietta all'interno del parcheggio,dove lo stesso si era rifugiato nel tentativo di scappare.D'Ettorre il supertestimone riferisce anche di un uomo vestito da Babbo Natale all'ingresso del parcheggio.(corsera.it)

Terrore a Monaco, in Germania. Sono almeno 10 i morti, uno è il killer suicida, e 16 i feriti, in una strage in un centro commerciale. L'attentatore, un 18enne tedesco-iraniano, ha sparato colpi di pistola prima fuori da un ristorante McDonald e poi nel centro commerciale contro persone che facevano compere, infine si è suicidato.

 



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La ricostruzione della Polizia tedesca viene smentita dal testimone italiano D'Ettorre che si trovava nel parcheggio del centro commerciale al momento della strage.Lo stesso ha riferito che il killer non ha agito da solo ,che mentre Ali Sonbony sparva all'interno del centro commerciale,un altro terrorista sparava con una mitraglietta all'interno del parcheggio,dove lo stesso si era rifugiato nel tentativo di scappare.D'Ettorre il supertestimone riferisce anche di un uomo vestito da Babbo Natale all'ingresso del parcheggio.(corsera.it)Terrore a Monaco, in Germania. 

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La ricostruzione della Polizia tedesca viene smentita dal testimone italiano D'Ettorre che si trovava nel parcheggio del centro commerciale al momento della strage.Lo stesso ha riferito che il killer non ha agito da solo ,che mentre Ali Sonbony sparva all'interno del centro commerciale,un altro terrorista sparava con una mitraglietta all'interno del parcheggio,dove lo stesso si era rifugiato nel tentativo di scappare.D'Ettorre il supertestimone riferisce anche di un uomo vestito da Babbo Natale all'ingresso del parcheggio.(corsera.it)

Sono almeno 10 i morti, uno è il killer suicida, e 16 i feriti, in una strage in un centro commerciale. L'attentatore, un 18enne tedesco-iraniano, ha sparato colpi di pistola prima fuori da un ristorante McDonald e poi nel centro commerciale contro persone che facevano compere, infine si è suicidato.

 



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Messina si ritrova un’altra volta senz’acqua ma questa volta con dolo: qualcuno ha dato fuoco al bypass. L’erogazione è stata interrotta dall’azienda municipale dei servizi idrici Amam alle 9 dopo che un incendio stanotte ha bruciato i tubi del bypass di Calatabiano. Sono quattro i tubi che erano stati realizzati lo scorso autunno per risolvere la grave emergenza idrica, di cui adesso rimangono utilizzabili solo 150 metri. Stavolta però c’è stata una precisa volontà: “Un incendio doloso appiccato in due diversi punti sui quattro tubi”, avverte Lorenzo Termini, presidente dell’Amam.
E continua: “Siamo stati avvertiti stamattina alle 5 dalla ditta che presidia il luogo, siamo adeso qui sul posto per risolvere la situazione e capire quali interventi avviare. Intanto l’erogazione sarà garantita dall’Alcantara”. Dal bypass dell’Alcantara però è garantita una portata minima di appena 250 litri, assolutamente insufficienti per la città per giunta adesso in periodo estivo. I tubi del bypass erano stati acquistati lo
 
 scorso novembre da una società di Reggio Emilia che aveva a disposizione la tubatura con una speciale capacità di inflessione: “Abbiamo già allertato la ditta, a breve sapremo dire come risolveremo”. Ed è polemica: “Siamo stati noi ad intervenire lo scorso autunno non la protezione civile, il bypass è stato studiato e avviato da noi e per questo non abbiamo ricevuto nulla dal governo nazionale per l’emergenza”, sottolinea Termini.

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Terrore a Monaco, in Germania. Sono almeno 10 i morti, uno è il killer suicida, e 16 i feriti, nella strage compiuta ieri nel tardo pomeriggio in un centro commerciale. L'attentatore, un 18enne tedesco-iraniano, ha sparato colpi di pistola prima fuori da un ristorante McDonald e poi nel centro commerciale contro persone che facevano compere, infine si è suicidato.

L'assassino si chiamava Ali Sonboly, il padre è un tassista e la madre lavora nella catena di grandi magazzini Karstadt. La polizia di Monaco ha reso noto che fra le vittime del killer ci sono 5 giovani. Gli altri 4 morti sono «adulti», ha aggiunto un portavoce. 

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Corsera.it Monaco strage.Malgrado le rassicurazioni da parte della polizia tedesca,non c'e' dubbio che il diciotenne iraniano ha agito con diversi complici,che hanno sparato contemporaneamente.La pista johadista e' quella che gli investigatori stanno percorrendo al di la' di ogni ragionevole dubbio.D'altronde anche iul supertestimone d'Ettorre parla chiaramente di due killers in azione e un Babbo Natale all'entrata del centro commerciale che probabilmente fadeva da palo.

L'attentatore ha usato una pistola Glock 9mm con la matricola abrasa, e aveva circa 300 proiettili nello zaino. Il killer ha agito solo, non aveva complici, e a casa sua non è stato trovato materiale legato a Isis, ma solo documentazione su stragi del passato: lo ha detto in una conferenza stampa Hubertus Andrae, capo della polizia di Monaco, precisando che «non c'è alcun legame» tra la strage e il tema dei profughi. Andrae ha detto che le indagini continuano negli ambienti frequentati dal ragazzo.

In un video il killer parla con qualcuno e dice «sono tedesco», nato in Germania, in un quartiere povero. Nessun elemento indica un'eventuale matrice islamica dell'attacco. Oggi comitato interministeriale federale per la sicurezza convocato dalla cancelliera Angela Merkel. Ancora oscuri i motivi della strage: terrorismo o follia le due ipotesi.

Il killer, con doppia cittadinanza tedesca e iraniana e da diversi anni residente a Monaco, ha iniziato a sparare con una pistola poco prima delle 18 davanti al fast food. È stato inseguito da agenti in borghese e poi, come confermato dal capo della polizia di Monaco, Hubertus Andrae, si è suicidato a circa un chilometro dal centro commerciale «Olympia» dove ha completato la strage. Nonostante prime informazioni generate da un'auto partita a forte velocità con tre persone a bordo estranee alla strage, viene escluso che il giovane tedesco-iraniano avesse complici o ci fossero altri due attentatori.

Il capo della polizia ha sostenuto che al momento non vi sono elementi che indichino una matrice islamica dell'attacco o un «parallelismo» con il recente attacco a colpi di ascia e coltello sul treno a Wuerzburg, anche se una testimone ha riferito alla Cnn che il killer, prima di sparare su bambini seduti al tavolo, ha gridato Allah Akbar. Saranno comunque indagini su contatti e parenti del giovane a dare elementi più certi, ha detto Andrae che in nottata si è limitato a parlare di «sparatoria».

Il diciottenne autore della strage di Monaco viveva con i genitori nella periferia della città a Maxvorstadt. Lo riferisce la Bild aggiungendo che la casa è stata perquisita intorno alle due dalla Polizia. Il padre dell'attentatore è stato portato nella caserma della polizia per essere interrogato.

Oltre a un video che lo ritrae mentre spara davanti al fast food, un altro filmato getta una qualche luce sullo sparatore: una persona, da un palazzo adiacente al centro commerciale, lo insulta chiamandolo con l'equivalente tedesco di «stronzo». Lo scambio fra i due avviene in dialetto bavarese. L'attentatore si sente dire «sono tedesco», nato in Germania, in un quartiere povero e abitato da percettori di sussidio pubblico (Harz IV). 

La strage, a pochi giorni dall'assalto di un diciassettenne su un treno, sempre in Baviera, è avvenuta nel tardo pomeriggio in un centro commerciale pieno di gente di venerdì sera, con uffici appena chiusi, vacanze scolastiche appena iniziate ed i saldi nel loro pieno. È il panico. Il giovane spara più volte con una pistola uccidendo dieci persone, tra cui anche adolescenti, e ferendone 16 di cui tre in maniera «grave» (sono in pericolo di vita), ha reso noto in nottata la polizia precisando che fra i feriti vi sono anche «bambini». La gente scappa dal centro commerciale urlando e piangendo.

La metropolitana viene completamente chiusa in tutta la città e il cessato allarme arriverà solo verso l'una e 30 di notte, la stazione ferroviaria viene evacuata e sono bloccati tutti i treni in partenza e gli accessi alla città, dove l'atmosfera è spettrale, così diversa da quella normalmente allegra di un classico venerdì d'estate nella capitale della Baviera. La paura si sparge pure nelle zone centrali, dove ad alcuni clienti è impedito di uscire dai negozi. Ed è allarme in tutto il Paese, mentre alla cancelliera Angela Merkel arrivano messaggi di solidarietà dall'Europa e dalla Casa Bianca, che parla di «terrorismo».

Anche l'Iran condanna la strage di Monaco, affermando che «la lotta contro il terrorismo, in qualsiasi forma ed ovunque, dovrebbe essere vista come una richiesta seria ed urgente della comunità internazionale, e dovrebbe essere una costante per tutti i paesi». Lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Bahram Qassemi, citato dall'agenzia Fars. Per Qassami, «uccidere persone innocenti e senza difese è una vergogna nella storia dell'umanità», e il terrorismo «può essere sradicato solo attraverso una lotta globale ed evitando due pesi e due misure».



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Nei giorni precedenti la strage, Mohamed Bouhlel ha effettuato sopralluoghi con il camion lungo la Promenade dove ha colpito il 14 luglio. Le telecamere di videosorveglianza lo avrebbero infatti ripreso al volante del camion. Il killer avrebbe inviato diversi sms a un complice, poi fermato, chiedendo più armi. Fermata una settima persona, rilasciata invece l'ex moglie dell'attentatore.Strage organizzata da dieci giorni - Una fonte vicino all'inchiesta ha rivelato a Le Figaro che Boulel avrebbe organizzato la carneficina una decina di giorni prima del 14 luglio. Il 31enne avrebbe infatti prenotato il camion frigorifero il 4 luglio a Saint Laurent fu Var e, come ha precisato il procuratore Molins, l'ha poi recuperato l'11 luglio. Avrebbe poi dovuto restituirlo il giorno prima della strage. Nella settimana precedente all'attacco, avrebbe anche svuotato il suo conto in banca, venduto l'auto e annunciato la propria radicalizzazione ai conoscenti. Tra gli ultimi movimenti bancari del tunisino ci sarebbe un acquisto su internet di 24 euro, che nel saldo appare soltanto con la causale 'Islam', ma che non corrisponde all'indirizzo di alcuna pagina web. La transazione risale al 6 luglio.

Il mistero del vetro del camion - Emerge intanto un dettaglio inquietante sul camion frigorifero: il vetro non è andato in mille pezzi nonostante sia stato raggiunto da decine di proiettili. Un particolare che lascia pensare che si tratti di un vetro blindato e che apre le porte all'ipotesi che l'operazione sia stata attentamente studiata nei minimi dettagli, prima di essere messa in atto.

Telefonata a uno jihadista di riferimento a Nizza - Poco prima di entrare in azione, Bouhlel ha telefonato a un uomo considerato vicinissimo a Omar Diaby, che sarebbe uno jihadista di riferimento a Nizza. Diaby non è però affiliato all'Isis bensì al fronte estremista Al Nusra. Una vicinanza tra l'attentatore e il radicalismo islamico sarebbe inoltre stata confermata dalle persone fermate sabato in relazione all'attacco lungo la Promenade. Il ministro dell'Interno francese, infine, ha parlato di una "rapida radicalizzazione" dell'uomo.

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Sparatoria in un centro commericiale a Monaco di Baviera, nella zona del parco olimpico. Almeno sei morti e diversi feriti. La polizia parla di “attentato terroristico” anche se non ne chiarisce la matrice. Chiusa la metropolitana e la stazione centrale della città bavarese, Tre gli autori della sparatoria, uno di loro si sarebbe sparato all’interno dello stesso centro commerciale. Dichiarato lo stato di emergenza e chiesto l’intervento delle squadre d’elite antiterrorismo. I filmati mostrano un uomo aprire il fuoco davanti a un fast food, e un altro individuo armato sul tetto del centro commerciale. La Farnesina ha fatto sapere di aver attivato l’unità di crisi. Sui social network attivato il “safety check” per consentire alle persone che si trovano a Monaco di rassicurare familiari e amici sulle proprie condizioni, così come era successo per gli attacchi di Parigi, Bruxelles e Nizza. Attivato anche l’hashtag #offentur - porte aperte - per offrire ospitablità alle persone che non possono rientrare nelle loro case (foto Twitter)

I VIDEO DELLA RETE


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Attentato a Monaco in Germania: morti e feriti

Poco dopo le ore 20, circa un'ora e 40 minuti dopo le notizie della sparatoria, sono arrivate le immagini di agenti di polizia pesantemente armati che stavano circondando l'area di Karlsplatz, in un'operazione dichiaratamente separata da quella nel centro commerciale. Non è chiaro per ora se si tratti di un'azione per tentare di bloccare almeno uno degli attentatori o di una nuova emergenza scattata. In precedenza, il canale televisivo tv N24 aveva riferito di una nuova sparatoria nei pressi della Karlsplatz, ma era arrivata subito la smentita della polizia.

IL KILLER IN FUGA - Gli attentatori sono riusciti a fuggire. Uno dei tre sarebbe corso in direzione della metro, secondo la Bild. Anche un testimone che ha parlato in diretta streaming su Sky news ha detto che uno degli autori della sparatoria è fuggito in una stazione del metro. "L'ho visto entrare in una stazione metro. Non ho una sua descrizione".


 
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«Gli assalitori sono ancora in fuga e armati. Evitate i luoghi pubblici», scrive su Twitter e tramite comunicati la polizia di Monaco. È in corso, infatti, una grossa operazione di polizia, una vera e propria caccia all'uomo. Monaco di Baviera è sotto assedio dopo la sparatoria al centro commerciale «Olympia» nel quartiere Moosach, di Monaco di Baviera, che ha causato almeno sei morti e diversi feriti. Le autorità hanno dichiarato «lo stato d’emergenza» in tutta la città , dove sono intervenuti, con diversi elicotteri, i GSG 9, il corpo d’élite anti-terrorismo e operazioni speciali appartenente alla polizia federale tedesca. In un comunicato ufficiale la polizia di Monaco ha parlato ufficialmente di una «grave situazione terroristica». Il commando sarebbe composto da tre uomini. Secondo il giornale tedesco Bild, uno degli assalitori si sarebbe sparato alla testa nel centro commerciale. La tv N24 ha riferito che una testimone oculare avrebbe sentito uno dei tre attentatori gridare «stranieri di merda».

 

 

 

I killer

Alcuni testimoni della sparatoria hanno riferito agli agenti di aver visto tre persone armate di «fucili» che «sparavano a caso sui passanti nel centro commerciale». In un video pubblicato su Twitter si vede un uomo che esce tranquillamente dal McDonald's con una pistola in mano sparando indiscriminatamente sulla gente. In un altro video si vede un assalitore armato e , presumibilmente, con un giubbotto antiproiettile, sul tetto del centro commerciale che secondo il quotidiano Bild avrebbe urlato «sono tedesco». Un testimone che ha parlato in diretta streaming, secondo quanto riferisce Sky news, ha detto che un autore della sparatoria è fuggito in una stazione del metro. «L'ho visto entrare in una stazione metro - ha detto il testimone - Non ho una sua descrizione. La polizia lo sta cercando». Secondo testimoni oculari un'altra sparatoria sarebbe avvenuta alla stazione della metro della centralissima Marienplatz nel cuore di Monaco di Baviera, ma non ci sono conferme. La La tv N24, prima, aveva parlato di una seconda sparatoria nella Karlsplatz di Monaco, nel centro della città, ma i vigili del fuoco e la polizia hanno smentito la notizia.



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Marco Palombi per il "Fatto quotidiano"

Chissà se Tonino, adesso che i guai gli piovono addosso da tutte le parti, ripensa con nostalgia a quando tutto era ancora di là da venire: all'infanzia in un paesino della Marsica e all'arrivo a Roma ancora ragazzo, alle vacanze a Senigallia con sua moglie Silvana e i tre figli stipati nella Fiat 127, agli anni in cui faceva il portantino e il sindacalista della Cgil (in quota Psi) e il suo portafogli era assai meno gonfio, ma almeno nessuno glielo voleva sfilare di tasca.



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E' uscito questa mattina su Il Sole 24 Ore a pagina 9 un intevento del professore francese Gilbert Achcar sull'orribile omicidio del suo allievo Giulio Regeni.Lo stesso difende quelli che definisce i "referenti di Giulio " ovvero il corpo docenti della sua universita',dall'accusa della stampa internazionale,di aver spedito un giovane ricercatore incontro alla morte,poiche' conoscevano tutti il rischio potenziale di effettuare ricerche e studi sui sindacati indipendenti egiziani,poiche' come prevedibile Giulio Regeni sarebbe entrato in contatto con gli esponenti piu' invisi al regime militare di Al Sisi.Accusare i refernti di Giulio per Gilbert Achcar equivale ad accusare lo studente di  " aver scientemente voluto mettere a repentaglio la propria vita " che in altre parole significherebbe accusarlo di essere "egli stesso responsabile della prorpria morte ". Le accuse della stampa internazionale e di quella italiana sono assurde  "illazioni che sarebbero  potute venire direttamente dai servizi di sicurezza egiziani ,se avessero riconosciuto di aver commesso il crimine".Argomento questo che riprende l'analisi politica effettuata da Sergio Romano, in un recente articolo apparso sul Corriere della Sera alcune settimane orsono,in cui tratteggiava lo scenario storico, nel quale convive il regime militare di Al Sisi,quello della lotta al terrorismo fondamentalista dell'Isis.

 

 



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L'ultimo superstite del campo di sterminio di Treblinka (Polonia occupata), Samuel Willenberg, è morto ieri a Tel Aviv all'età di 93 anni. Nell'agosto 1943 aveva peso parte a una rivolta di internati in quel campo in cui furono sterminati 800 mila ebrei polacchi e greci, nonché 2.000 zingari. Solo 200 reclusi riuscirono ad evadere assieme con lui nelle foreste attorno a Treblinka.

In seguito Willenberg entrò nelle forze partigiane polacche e nel 1944 combattè i nazisti a Varsavia. Nel 1950 immigrò
 

in Israele, diventando col tempo un alto funzionario statale. Una volta in pensione concentrò le energie nel raccogliere (in un libro e in un documentario) le sue testimonianze su Treblinka e accompagnò ripetutamente in Polonia delegazioni di adolescenti israeliani.

E' morto Samuel Willenberg l'ultimo dei sopravissuti del campo di sterminio di Treblinka.Affida a noi testimoni del nostro tempo il ricordo dell'inferno dei campi di sterminio delle persecuzioni degli ebrei.Affida ad ogni lettore dei suoi libri e delle sue memorie il ricordo che abbiamo il dovere storico di trasmettere ai nostri figli.Affida ad ogni uomo del mondo le sue sofferenze il dolore patito per i suoi amici i parenti massacrati dalla furia nazista.Affida ad un mondo che dovrebbe essere migliore i suoi pianti le lacrime quei ricordi indelebili .Siamo sicuri di essere all'altezza di questo compito ? Siamo sicuri che gli eccidi di popolazioni inermi non si ripeteranno? Non c'e la Siria oggi,non vediamo ogni giorno migliaia di persone inermi fuggire dalla guerra,fuggire dal genocidio che Assad i russi compiono contro il loro popolo? Non sono i cittadini siriani che fuggono dal loro paese incendiato da un conflitto che nessuno riesce a fermare? 

 

Matteo Corsini



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Strangolatga e gettata in una vasca di scolo nei campi. Il corpo di Gloria Rosbochè stato ritrovato a Rivara, nel Canavese, dalle squadre che stavano cercando la professoressa da quando era scomparsa il 13 gennaio dalla sua casa di Castellamonte. Il luogo del ritrovamento, un vascone circondato da pozzi artesiani ai confini con il Comune di Pertusia, è a pochi chilometri dalla casa dove abitava la Rosboch. I carabinieri hanno immediatamente fermato l'ex allievo ventiduenne della donna, Gabriele Defilippi, interrogato martedì scorso (In caserma è stata sentita anche la madre del giovane e, ieri, un'altra docente con cui Defilippi avrebbe avuto una breve relazione conclusasi con un altro raggiro).

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Pochi minuti dopo il ritrovamento (a pochi chilometri di distanza da dove la professoressa abitava) è stato fermato Gabriele Defilippi, 22 anni, lo studente da sempre sospettato della scomparsa della sua docente depredata di tutti i risparmi. 

 

Sarebbe stato un amico di Gabriele Defilippi a guidare i carabinieri nella località dove è stato trovato il corpo. «Gabriele l’ha strangolata, io non c’entro», si sarebbe difeso così l’amico dello studente. Non ha confessato nulla, precisa l’avvocato Bertolino, difensore di fiducia. Ma anche lui è stato fermato con le stesse imputazioni: omicidio volontario e occultamento di cadavere

 

Martedì Gabriele era stato interrogato per oltre cinque ore dai carabinieri, insieme alla madre Caterina Abbattista. Un interrogatorio iniziato alle 9.10, condotto dal colonnello Domenico Mascoli, capo del reparto investigativo, mentre il procuratore di Ivrea, Giuseppe Ferrando, seguiva passo a passo l’evoluzione della situazione. 



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