Mentre proseguono le indagini sulla morte di Giulio Regeni, emerge un nuovo particolare sulla vita del ricercatore friulano brutalmente ucciso in Egitto. Si è infatti scoperto che, quando era a Londra, ha lavorato per un anno presso un'azienda d'intelligence. Si tratta della Oxford Analytica, fondata da un ex funzionario americano implicato nello scandalo Watergate. 

Come anticpato dal Corsera.it Giulio Regeni e' sicuramente stato avvicinto dai servizi segreti occidentali interessati a monitorare la situazione in Egitto.La brutalita' del suo omicidio non lascia dubbi:Giulio Regeni e' stato prelevato perche' qualcuno lo credeva una spia e forse lo era davvero.Mistero sulla sua seconda vita.



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Mentre proseguono le indagini sulla morte di Giulio Regeni, emerge un nuovo particolare sulla vita del ricercatore friulano brutalmente ucciso in Egitto. Si è infatti scoperto che, quando era a Londra, ha lavorato per un anno presso un'azienda d'intelligence. Si tratta della Oxford Analytica, fondata da un ex funzionario americano implicato nello scandalo Watergate. 

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Quattro mesi dopo l'arresto del vicepresidente della Regione, Mario Mantovani, un nuovo scandalo in sanità si abbatte sulla Regione Lombardia con l'opposizione che chiede a Maroni di farsi da parte: in serata Pd, Patto Civico e M5s avevano già pronta la mozione di sfiducia. In manette finisce Fabio Rizzi, 49 anni, ex senatore, plenipotenziario di Maroni e 'padre' della Riforma della sanità lombarda (provvedimento di cui il governatore lombardo si è detto più volte fiero), coinvolto anche un membro del suo staff, Mario Longo, le compagne di Rizzi e di Longo e 11 funzionari pubblici che avrebbero favorito sempre e soltanto l'Odontoquality dell'imprenditrice Maria Paola Canegrati, gruppo specializzato in servizi e forniture dentistiche. Attraverso tangenti e favori, l'imprenditrice si sarebbe aggiudicata appalti per 400 milioni; una sorta di monopolio nella gestione delle cure dentali negli ospedali lombardi. In serata la sopensione di Rizzi dalla Lega Nord da parte del segretario Matteo Salvini, che lo ha fatto "per il bene suo, della verità, della Lega e dei cittadini della Lombardia". Il governatore: "Sono incazzato. La Regione sarà parte civile".

"Favorita la sanità privata". Le conseguenze per i cittadini? La gestione degli ambulatori odontoiatrici - rispondono i magistrati - era "organizzata con modalità tali da favorire il ricorso, da parte del privato cittadino, alle prestazioni in regime di solvenza". Come? Lo spiega Canegrati intercettata dagli investigatori: "Sposteremo la maggior parte dell'attività sulla solvenza e faremo delle liste d'attesa tra virgolette... che accedono in '28SAN' (il regime a carico del servizio sanitario nazionale, ndr) alle calende greche". Non solo. "Un altro strumento chiaramente truffaldino che induce il paziente a ricorrere alla prestazione a pagamento" è indurre "la convinzione che il costo del ticket sanitario sarebbe di poco inferiore": lo scrive ancora il gip sottolineando che i cittadini sono privi "di qualsiasi tutela".

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«È tempo di aprire gli occhi di fronte a tante ingiustizie che attentano direttamente al sogno e al progetto di Dio». Per Francesco è il giorno delle periferie e del richiamo all’equità sociale contro «una società di pochi e per pochi». Il Papa celebra la grande messa ai margini della megalopoli da 21 milioni di abitanti davanti a trecentomila persone. Ecatepec risale all’impero azteco e oggi è un sobborgo di pendolari a una trentina di chilometri dal centro di Città del Messico, capitale e sintesi dello sviluppo iniquo di un Paese dove i poveri sono il 46,2 per cento e il 9,5 vive in miseria estrema. È il primo Papa ad andarci ed è qui, nella prima domenica di Quaresima, che Francesco medita sul racconto evangelico delle tre tentazioni di Gesù nel deserto. A cominciare dalla ricchezza, l’«impossessarsi di beni che sono stati dati per tutti, utilizzandoli solo per me o per “i miei”».

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Un malore fatale, non un evento traumatico. L’autopsia a cui è stato sottopostoChristian Lombardozzi, lo studente morto venerdì nell’aula nell’istituto alberghiero di Roccaraso, ha escluso che il decesso si sia verificato a causa della caduta dalla sedia sulla quale, secondo le testimonianze raccolta a caldo, il ragazzo si stava dondolando. Su questo si sono trovati concordi sia il perito nominato dalla procura di Sulmona, sia quello nominato dalle tre persone finite sotto inchiesta per concorso in omicidio colposo. Secondo le prime indiscrezioni dall’esame peritale infatti non sarebbero emerse fratture di alcun genere, né sulla colonna vertebrale né sulla fronte dove il giovane presentava una piccola ferita formatasi dopo la caduta dalla sedia. Non si esclude che la morte del ragazzo possa essere riconducibile a problemi cardiaci o vascolari. Decisivi a scoprirlo saranno gli esami istologici sui tessuti e sui liquidi prelevati dai periti nel corso dell’autopsia, che saranno eseguiti nei prossimi giorni.

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Sempre secondo il giornale, un «testimone» sostiene che il fermo dell'italiano sarebbe stato «ripreso da quattro telecamere di sorveglianza» di altrettanti negozi del quartiere: ma la polizia egiziana «non ha ancora chiesto le registrazioni video». Mentre indiscrezioni trapelate sull'autopsia del ragazzo - stavolta esclusiva dell'agenzia Reuters - hanno fatto emergere nuovi agghiaccianti dettagli delle torture subite da Regeni: il corpo, tra le varie sevizie purtroppo già note, presentava sette costole rotte e segni di scosse elettriche sui genitali. Lo "scoop" del Nyt è arrivato nel giorno in cui gli attivisti egiziani hanno denunciato nuovi casi di 'desaparecidos': 66 nel solo mese di gennaio - e «43 casi di sospette torture in carcere» - che si vanno ad aggiungere alle centinaia di casi dell'ultimo anno. E all'indomani delle vibranti proteste di piazza dei medici contro la brutalità della polizia. I funzionari della sicurezza egiziana citati dal New York Times hanno affermato che Regeni «è stato preso» da alcuni agenti il 25 gennaio, il giorno appunto della sua scomparsa. Una volta fermato, il ragazzo avrebbe reagito «bruscamente», comportandosi «da duro»

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L’accusa mossa dalla Procura è pesantissima, omicidio volontario aggravato, Marzia Corini, anestesista nelle strutture sanitarie di Pisa, avrebbe provocato la morte del fratello, colpito da un tumore devastante, somministrandogli oppiacei in dosi massicce per accelerarne la fine. Insieme all’anestesista è stata indagata per circonvenzione di incapace un’avvocatessa, Giuliana Feliciani, che — sempre secondo le indagini condotte dai carabinieri su ordine dei pm spezzini — avrebbe indotto Marco Valerio Corini ormai prossimo alla fine a distruggere un testamento per redigerne un altro in netto favore della sorella. L’uomo, cinquantenne, avrebbe manifestato la volontà nelle ultime settimane di vita di sposare la compagna poco più che ventenne, conosciuta qualche anno prima. Il matrimonio non c’è stato. C’è stato invece un testamento modificato. È questo il punto su cui si incardina l’accusa contro Marzia Corini che ha assistito il fratello nel settembre scorso. Marco Valerio, la cui malattia si è manifestata poco prima dell’estate, è morto il 25 dello stesso mese.

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Le indagini sarebbero partite proprio dalla denuncia della fidanzata di Corini che ha sostenuto come nel testamento scomparso l’avvocato l’avesse nominata erede lasciando alla sorella solo la quota di legge. Marzia Corini si trova adesso agli arresti domiciliari. È molto difficile per le persone che la conoscono valutare un’accusa così pesante: Corini è una dottoressa estremamente impegnata nel sociale, ha fatto parte di missioni di Médecins sans frontières e anche di Emergency, ha prestato la sua opera in zone di guerra come l’Iraq nel 2002 e in Paesi tormentati come la Liberia e la Cambogia. Da alcuni anni lavorava a Pisa. C’è chi fa notare che un anestesista può essere tentato di usare la mano pesante con la morfina e con gli oppiacei in genere davanti alle sofferenze di un familiare, ben sapendo che nulla è più possibile da un punto di vista della cura. È un grave errore, in alcuni casi può sconfinare nel reato, ma ben altra cosa è un omicidio volontario con un movente di interesse. Un legame di causa-effetto, questo, ancora tutto da dimostrare ma che, per il momento, ha determinato l’arresto della dottoressa.

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«Siamo in una guerra perché il terrorismo ci combatte». Lo ha detto il premier francese Manuel Valls a Monaco, in un intervento alla Conferenza sulla Sicurezza. «Ci saranno altri attacchi e grandi attentati in Europa, questa è una certezza — ha ribadito il premier socialista — La minaccia non diventerà minore, anche se noi lo vorremmo».

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Giulio Regeni il rebus della sua vita segreta.Il giovane ricercatore italiano e' stato brutalmente assassinato.L'efferatezza dell'omicidio  non fa altro che spingere le investigazioni  verso la pista del sequestro da parte dei servizi segreti egiziani.Giulio Regeni aveva contatti con la CIA? Era stato agganciato da agenti dei servizi segreti internazionali interessati ad avere un infiltrato all'interno dei movimenti clandestini contro il regime militare? 

La logica investigativa, apre un faro nel buio pesto dei motivi della morte.Ma una cosa appare ormai evidente, Giulio Regeni non era un semplice ricercatore.la causa del brutale assassinio e' da ricercarsi nel mistero della sua vita privata,cosi' come viene descritta dai suoi amici.Proprio la riservatezza della sua vita quotidiana lascia aperta la porta ad una doppia vita del ricercatore.Un gioco di spionaggio interno ed esterno.Non si spiegherebbe altrimenti la violenza del suo omicidio.



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Il delitto di Giulio Regeni e' troppo efferato, quasi qualcuno avesse inteso vendicare un affronto insopportabile .La pista del sequestro da parte di agenti segreti, milizie deviate, non regge perche' Giulio Regeni non era un oppositore del regime militare,tantomeno un infiltrato una spia.Uno studente, forse un cronista attento alle vicende dei sindacati, ma nulla di piu'.Per giungere a compiere un delitto cosi' efferato significa che qualcuno lo odiava a tal punto da volerlo massacrare usando tutta la ferocia di cui era capace.Sfregiarlo seviziarlo nella carne nel cuore nei sentimenti.Siamo difronte ad un omicidio avvenuto per mano di uno psicopatico che ormai aveva inviso Giulio.Un amico qualcuno che Giulio frequentava all'insaputa degli stessi amici perche' non v'e' dubbio che la sua era una vita misteriosa profondamente segreta che qualcuno e' arrivato a massacrarlo.L'ipotesi dei servizi segreti e' remota possibile ma non l'unica ipotesi investigativa.Chi era Giulio Regeni ,cosa faceva nella sua vita privata? Chi aveva incontrato al Cairo?

Proprio l'incontro dell'11 dicembre e il successivo articolo pubblicato il 14 nel quale Giulio aveva fatto espliciti riferimenti alla riunione di tre giorni prima, potrebbero infatti aver messo il giovane in serio pericolo. Quella era la prima riunione dei sindacati indipendenti urbani da due anni a questa parte è la presenza di Giulio di certo non è passato inosservata.

Gli amici del giovane hanno confermato davanti al pm che il ragazzo faceva una vita molto ritirata tra casa e università. L'American University del Cairo fu uno dei poli attorno al emersero, cinque anni fa, le rivendicazioni che portarono alla rivoluzione di piazza Tahrir. I ricercatori che hanno raccontato dell'episodio hanno affermato diessere impauriti: per il momento non se la sentono di tornare in Egitto.

La salma di Giulio arrivata a Fiumicello - Il feretro di Giulio Regeni è arrivato a Fiumicello. Venerdì nella cittadina in provincia di Udine, si terranno le esequie del 28enne. I familiari hanno chiesto che non siano presenti né telecamere, né fotografi: la situazione in paese al momento sarebbe tranquilla e non ci sarebbero capannelli di giornalisti e di cine foto operatori.



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C’è un supertestimone nel giallo della morte di Giulio Regeni. E ieri, in una palazzina bassa con affaccio sul Nilo, ha parlato con gli investigatori italiani di quella sera che lo ha visto «prelevare» da poliziotti in borghese alla fermata della metropolitana, a tre minuti da casa sua. La voce che ci fosse un testimone oculare dell’agguato, un ambulante che aveva raccontato tutto a una giornalista americana, era circolata ed era stata riportata dal Corriere . Ma ieri gli investigatori hanno ascoltato una versione con dettagli concreti sui personaggi e sugli eventi concatenati che fanno in modo di farli riconoscere con certezza. E, se confermata, darebbe una svolta all’inchiesta.

 

Non c'e' dubbio che la vita di Giulio Regeni nasconde un mistero profondo, che forse non si scoprira' mai.Giulio Regeni era un riceratore, una persona libera, un amico degli attivisti politici oppositori del regime militare,ma era anche un omosessuale  in un paese in cui l'omofobia e' quasi una regola religiosa.Le modalitga' con le quali e' stato massacrato sono forse quelle utilizzate dalla polizia segreta segni inequivocabili della tortura ma il corpo di Giulio e' stato seviziato piu' a lungo con particolari orrorifici che parlano chiaro.Le orecchie di Giulio sono state mozzate perche' questa mutilazione rappresenta nel mondo arabo un rimprovero per cio' che si e' fatto per chi si rappresenta.Chi ha ucciso Giulio Regeni lo conosceva bene e lo odiava .Gli investigatori dovranno percorrere ogni ipotesi ma quella dell'omicidio per vendetta e' forse ad oggi quella piu' probabile.Se le milizie militari avessero massacrato Giulio Regeni il suo corpo probabilmente non sarebbe mai stato ritrovato.Chi ha ucciso Giulio Regeni non poteva nasconderlo il suo corpo scottava doveva liberarsene e lo ha fatto nel modo piu' brutale che si conosca.



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C’è un supertestimone nel giallo della morte di Giulio Regeni. E ieri, in una palazzina bassa con affaccio sul Nilo, ha parlato con gli investigatori italiani di quella sera che lo ha visto «prelevare» da poliziotti in borghese alla fermata della metropolitana, a tre minuti da casa sua. La voce che ci fosse un testimone oculare dell’agguato, un ambulante che aveva raccontato tutto a una giornalista americana, era circolata ed era stata riportata dal Corriere . Ma ieri gli investigatori hanno ascoltato una versione con dettagli concreti sui personaggi e sugli eventi concatenati che fanno in modo di farli riconoscere con certezza. E, se confermata, darebbe una svolta all’inchiesta.

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A Giulio Regeni sono state strappate le unghie delle dita e dei piedi. Sono state fratturate sistematicamente le falangi, lasciando tuttavia intatti gli arti inferiori e superiori. E' stato mutilato un orecchio. Chi lo ha sistematicamente seviziato era convinto di poter ottenere informazioni che il povero Giulio non poteva consegnare semplicemente perché non le aveva. Perché non era la "spia" che i suoi aguzzini ritenevano lui fosse. I boia hanno infierito su un inerme. Lo hanno appunto lavorato alle mani, ai piedi e quindi al tronco. Colpendolo ripetutamente al torace, alle costole, alla schiena, dove l'autopsia ha refertato numerose fratture.

Anche il colpo di grazia ha le stimmate degli interrogatori da "squadroni della morte". Chi era di fronte a Giulio, in quel frangente probabilmente seduto o legato su una sedia, gli ha afferrato la testa facendola ruotare repentinamente di lato oltre il punto di resistenza. Mettendo così fine a un'agonia i cui tempi, oggi, restano ancora incerti.

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Deceduto per un colpo alla testa. Per la precisione «per la frattura di una vertebra cervicale causata da un violento colpo al collo». Sarebbe questa la causa dellamorte di Giulio Regeni, il 28enne ricercatore friulano trovato cadavere alcuni giorni fa al Cairo. Secondo risultati dell’autopsia - durata quasi cinque ore e condotta dal professor Vittorio Fineschi su incarico della Procura di Roma - sul corpo di Regeni, abbandonato in strada nella capitale egiziana, ci sono «ovunque lesioni e abrasioni» che sarebbero «compatibili con ripetute percosse». I medici legali hanno inoltre riscontrato altre fratture evidenti sul corpo del ricercatore. Sulle parti sporgenti del volto di Regeni - si spiega - sarebbero «evidenti alcune contusioni». Tracce di bruciature, invece, non sarebbero state individuate. Sarebbe insomma confermato che Regeni è stato picchiato e torturato prima di morire. Il corpo del 28enne, riconosciuto dai genitori nel pomeriggio al Policlinico prima dell’inizio dell’autopsia, è stato anche sottoposto a tac, a radiografia e a un esame tossicologico «anche per definire con precisione la data della morte». L’esito completo di questi esami, sollecitato dal pm Sergio Colaiocco che indaga per omicidio a carico di ignoti, si conoscerà solo fra qualche giorno.

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