Roma 24 Marzo 2018 

Non c'e' che dire la seconda Repubblica oggi è finita per sempre. La rottura tra la Lega di Matteo Salvini e Silvio Berlusconi è avvenuta platealmente difronte alle telecamere delle televisioni. La Lega ha votato compatta per la senatrice Anna Maria Bernini, la bellissima vedova bolognese, che nel corso di alcuni anni ha subito una trasfomrazione estetica spaventosa, il volto deturpato da decine di interventi chirurgici che l'hanno resa inespressiva, inguardabile,. quasi fosse un replicante di Blade Runner. Oggi è l'immagine del degrado politico di Forza Italia, ma sopratutto del degrado culturale che le televisioni commerciali di Silvio Berlusconi hanno introdotto nel paese, devastando la cultura italica con programmi spazzatura . Oggi si è chiusa su questo caravanserraglio di avventurieri politici, la porta della politica italiana. Sono fuori da ogni gioco di potere.. Matteo Salvini e gli altri leaders della Lega non si lasceranno sfuggire l'occasione di formare un governo con il Movimento Cinque Stelle  e poi si vedrà. Quelli di Forza Italia sono allo sbaraglio, sentono il terreno bruciargli sotto i piedi. Maurizio Gasbarri addirittura minaccia Matteo Salvini " farai una brutta fine come Gianfranco Fini e Angelino Alfano " 

Corsera.it 



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Roma 23 Marzo 2018 CorSera di Ailda Bersani 

Oggi al Senato della Repubblica italiana, si è consumata la congiura dei Cesari a danno dell'ex cavaliere Silvio Berlusconi. La Lega di Matteo Salvini si è sfilata dagli accordi della coalizione del centro destra, votando per la senatrice Anna Maria Bernini (quella che si è deturpata il viso seviziandolo con decine di interventi chirurgici - una volta era una bella vedova allegra che girava per Bologna ) . " Un atto di ostilità " ha immediatamente replicato il senatore Renato Brunetta, uno dei protagonisti più in vista dell'armata Brancaleone di Forza Italia . L'accordo politico tra Lega e Movimento Cinque Stelle passa sul cadavere di Silvio Berlusconi, il cui imperoi è destinato ad essere smembrato a favore di Caito, l'attuale proprietario dell'emittente televisiva La 7 e del Corriere della Sera. Dopo la votazione , la coalizione di centrodestra è saltata per aria come una santa barbara, le cui scintille pirotecniche si sono avvertite in ogni città italiana. Gli effetti di questa decisione dei vertici del Carroccio era comunque nell'aria, che Matteo Salvini fosse sospettato di tradimento era ormai noto ai cronisti politici. Comunque il dado è tratto, si volta pagina , la terza Repubblica nasce sulle spoglie del leader di Forza Italia, la vera vittima di questa ultima tornata elettorale. CorSera copyright



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Roma 20 Marzo 2018 CorSera redazione di Milano

Governo ed elezioni politiche 2018. Con il reddito di cittadinanza, il Movimento Cinque Stelle ha ipotecato la leadership politica italiana.Una misura drastica e straordinaria che gli italiani hanno accolto con entusiasmo e calore. Beppe Grillo è riuscito in un colpo formidabile, e sul tavolo verde della politica italiana ha lasciato cadere l'asso di bastoni, quello pigliatutto. Non c'e' dubbio che il comico genovese sia il vero mattatore della politica,avendo superato di gran lungo il suo predecessore, tal Silvio Berlusconi, che sul tavolo verde da gioco aveva impegnato tutto se stesso. Ma vicino a Grillo è come vedessimo un dilettante allo sbaraglio, un cretino in cerca di ragioni, un belzebù già impacchettato in un sacco da defunto. IL successo del Movimento Cinque Stelle è stato travolgente, ben orchestrato nella sua regia occulta, sul volto glabro e sincero del giovanissimo Luigi Di Maio , una specie di polveriera esplosiva nelle sapiente mani dei druidi della piattaforma Rosseou. Beppe Grillo ha fatto piatto sul tavolo da gioco con il progetto del reddito di cittadinanza, ha spiazzato tutti, anche i più abili e raffinati conoscitori della sociologia politica. Adesso è il comico genovese a trovarsi al centro del mondo politico, esattamente come il Sole fulcro  degli altri pianeti. Se Matteo Salvini non convolerà a giuste nozze con il rivale Luigi Di Maio, rimanendo gioco forza incastrato nello schiaramento di centro destra, finirà anche lui per essere di venire travolto,schiacciato, da un fiume di cittadini italiani che ormai hanno preso coscienza di contare qualcosa, ma sopratutto che tutti insieme alla fine riusciranno a dare un futuro al reddito di cittadinanza. Appare chiaro, ppena pochi giorni dalle elezioni, che la breccia sul muro di cinta dell'Europa è aperta, e una cascata in piena sta penetrando all'interno della fortezza dell'Unione Europea. I primi ad essersene accorti sono i leader di Francia e Germania, Macron e Merkel, che hanno ammesso di aver lasciato l'Italia da sola a gestire flusso dei migranti e povertà nel sud del paese. 



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Roma 18 Marzo 2018  Gli opposti speculari di Matteo Corsini CorSera 

Luigi Di Maio e Matteo Salvini hanno ripreso il dialogo telefonico e presto dovranno incontrarsi per decidere come spartirsi le poltrone della presidenza di Camera e Senato. Tutti gli altri sono eclusi, sebbene i due giovani leaders si prodighino difronte ad ogni telecamera, a dichiarare di essere pronti a parlare con tutti. Gongolano non lo faranno mai. Gli altri non contano più niente.

 Luigi Di Maio e Matteo Salvini hanno vinto le elezioni, ed hanno ricevuto un chiarissimo mandato da parte degli elettori, spedire a casa in via definitiva il PD di Matteo Renzi e il partito del Bunga Bunga di Silvio Berlusconi. Il voto, accomuna le strategie dei due leaders , un mandato di ferro ricevuto dagli italiani, che i due non potranno disattendere, o la pena sarà per loro quella di una debacle elettorale, nel caso di elezioni anticipate.

Per Luigi Di Maio il compito è più facile perchè Matteo Renzi si è disciolto al sole come neve fresca, e il nuovo PD vesione famiglia Addams a trazione Martina Orfini e Calenda, assomiglia più ad un carrozzone degli orrori, che ad una organizzazione politica intenzionata a cambiare pelle. Per Matteo Salvini la missione è più ardua, perchè sbarazzarsi del Cavaliere e dei suoi soldi, che da sempre foraggiano la Lega di Umberto Bossi, non è compito facile, sopratutto per non alterare gli equilibri politici nelle varie amministrazioni regionali e comunali.



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Caro Paolo, io non mollo. Mi dimetto da segretario del PD come è giusto fare dopo una sconfitta. Ma non molliamo, non lasceremo mai il futuro agli altri. E quando penso che in Italia ci sono persone come te, innamorate della vita e talmente coraggiose da non aver paura di sfidare malattie devastanti, ti dico che sono orgoglioso di averti conosciuto. E di lottare insieme a te. Abbiamo perso una battaglia, caro Paolo, ma non abbiamo perso la voglia di lottare per un mondo più giusto. Lo faremo insieme, con il nostro sorriso e con la nostra libertà. Io non mollo, ma soprattutto non mollare tu! Ti abbraccio e ti voglio bene, Matteo.

A tutti quelli che mi hanno scritto chiedendomi di non mollare rispondo nello stesso modo. E dico innanzitutto grazie per questi bellissimi anni di lavoro insieme. Il futuro prima o poi torna.



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Roma 16 Marzo 2018 di Matteo Corsini (CorSera Copyright) 

Elezioni politiche 2018.

Tutti si domandano, sopratutto i giornalisti e i commentatori televisivi,  che cosa non abbia funzionato nel corso dell'ultima tornata elettorale,nella strategia politica del PD, che ha visto crollare i suoi consensi in maniera inversamente proporzionale alla crescita e al successo del Movimento Cinque Stelle a guida Luigi Di Maio. La matassa sembra inestricabile,ma lo scenario è molto più semplice di quello che sembra e vediamo perchè.

La reazione alla sconfitta elettorale, di quasi tutti gli esponenti della direzione del PD, è stata - a mio modo di vedere troppo frettolosa- , ma sicuramente dettata da una crisi di nervi , non sufficientemente soppesata, nella necessità politica di rispondere ai loro elettori-all'indomani delle annunciate drammatiche dimissioni del leader sconfitto Matteo Renzi - con una strategia comune, utile a reagire immediatamente alla terrificante debacle elettorale. Dopo questo terremoto , era necessario per i leaders politici del PD, dare subito segno di forza e coraggio, mostrare insomma la capacità di poter riprendere in mano il timone di una barca capovolta in una burrasca non prevista.Questa impellente necessità, ha spinto il PD ancora una volta in una azione politica che io credo si dimostrerà ancora una volta improduttiva nei consensi politici.

 



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Roma 15 Marzo 2018 Copyright CorSera.

Una volta c'era stato il patto del Nazareno, oggi quei due leaders che si spartirono l'Italia, sono stati travolti e spazzati via dal nuovo che avanza.Un epilogo tragico per Silvio Berlusconi e Matteo Renzi (che gioca a tennis tra i ricchi del circolo Aniene e non tra i poveri del Tiburtino).
 Luigi Di Maio e Matteo Salvini sono i due nuovi padroni d'Italia,i due leaders che hanno vinto, anzi direi stravinto le ultime elezioni politiche. Ma a differenza del passato, i rappresentanti di questa vittoria, sono soltanto loro due, Gigino un ragazzo di 31 anni e Matteo un pacioccone di 46 con i denti pieni di tartaro. Un tempo si diceva  :salta Gigino arriva Gigetto. Come dire che l'accordo Lega Movimento Cinque Stelle è già in atto e si fonderà sul principio dell'alternanza, sia alla Presidenza del Consiglio ( i primi 18 mesi a Di Maio e i successivi a Salvini ) , sia per tutte le altre poltrone, divise per proporzioni di bagaglio elettorale. Semplice, accordo fatto , presidenza della Camera al Movimento, presidenza del Senato alla Lega, poi spartizione dei ministeri principali, le poltrone degli enti pubblici, la RAI ( che fa gola a Beppe Grillo )  e via con il tango dei vittoriosi .L'alleanza Lega Movimento Cinque Stelle taglierà le gambe all'ex cavaliere Silvio Berlusconi, che avrebbe potuto rientrare con le prossime elezioni, qualora decadessero i conosciuti impedimenti , ma sopratutto finirebbe per far implodere il PD di Matteo Renzi, nel suo estremo tentativo di ricompattarsi giocando di sponda, sugli errori della cattiva amministrazione (reddito di cittadinanza flat tax )  di governo degli avversari politici. In questo senso fa bene Emiliano, che fiutando la mala parata, sta cercando di farsi risucchiare dai Cinque Stelle e fare il primo salto della



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Roma 7 Marzo 2018 Elezioni 2018.

Filtrano le prime indiscrezioni dal Quirinale, il Presidente Sergio Mattarella sarebbe orientato per un'alleanza di Governo istituzionale, per tentare di ricucire lo strappo politico e sociale che si è verificato alle ultime elezioni politiche. Non c'e' dubbio che l'Italia si è spaccata in due, da una parte il Nord opulento,che tenta la carta del recupero economico e dall'altra il Sud piegato sulle ginocchia da una crisi feroce che non pare finire mai. Sergio Mattarella ha difronte a sè uno scenario chiarissimo e preoccupante allo stesso tempo, quell'Italia spaccata dal blu del Nord e dal giallo del Sud. Mai prima della fondazione della Repubblica Italiana, il paese si era spaccato in due parti così definite, e questo per un Presidente come Sergio Mattarella appare intollerabile. 



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Napoli 6 Marzo 2018

Luigi Di Maio avrebbe vinto le elezioni politiche del 2018, così almeno dicono i voti raccolti dal Movimento 5 Stelle. Il sogno del ragazzo di Pomigliano d'Arco diventa realtà, figlio di un fascista missino, questo ragazzo dal volto pulito ha messo nel sacco le forze politiche italiane più blasonate. Ma c'e' da dire che tutto ha ruotato a suo favore, anche la campagna elettorale demenziale del Cavaliere Silvio Berlusconi, che come tutti ricordiamo ha attaccato il fanciullo di Pomigliano, proprio sui suoi punti di forza, senza rendersene conto . " Questo Luigi Di Maio è un giovane ignorante, sbaglia i congiuntivi, non si è laureato, faceva lo steward al San Paolo per vedere le partite del Napoli a scrocco...insieme a lui ci sono disoccupati, casalinghe, perditempo...."



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Firenze 6 Marzo 2018 Elezioni 2018.

Il politico più odiato d'Italia, il Principe di Firenze, Matteo Renzi, si lecca le ferite per una batosta elettorale senza precedenti per il popolo della sinistra e gli ex diesse. La vittoria elettorale del rivale di sempre, Luigi Di Maio, sulle ceneri ancora fumanti del campo di battaglia, appare pesantissima, una vera e propria debacle. I giornali già parlano di rivolta interna al PD, la fronda che da sempre avrebbe voluto confinare Matteo Renzi al di fuori dell'agone politico, per il peccato di arroganza, incapacità di leggere i corsi futuri della politica italiana. Ma da questa devastante sconfitta elettorale, forse Matteo Renzi esce rafforzato nel suo cammino di rinnovamento, perchè come nei tempi andati della politica italiana, il suo PD è oggi diventato l'ago della bilancia dello scacchiere politico italiano. Nessuno potrà fare alleanze per costruire un governo forte, senza ricorrere ai voti del PD, dunque uno dei due leader usciti vincenti da questo scontro elettorale, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, dovrà prima o poi bussare alla porta del Magnifico, il Principe di Firenze Matteo Renzi. Il fumo e le fiamme dell'odio che si levano da tutta Italia contro il giovane politico fiorentino, non lasciano ai molti, la capacità di intravedere nella cenere ardente dei dati elettorali, che sebbene racchiudano un esito straordinario e inimmaginabile, le insidie velenosissime che vi si celano per far naufragare la realizzazione di un  governo del Movimento 5 Stelle .



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Roma 19 Gennaio 2018

Il centrodestra farebbe il pieno al nord; al sud duello tra M5s e Berlusconi;  i Cinquestelle  avanti in Sicilia, Lazio e Liguria; il Pd in vantaggio solo in Emilia e Toscana. E’ questa la geografia politica che si delineerebbe il 4 marzo secondo un sondaggio realizzato da Ipsos per ilCorriere della Sera sulle intenzioni di voto degli italiani sulla base di 50mila interviste realizzate tra il marzo 2017 e il gennaio 2018, esclusi Valle d’Aosta e Estero, con metodo misto (linee fisse, cellulari, web-Cati-Cami-Cawi).

Secondo questo studio, la Camera sarebbe così divisa: 266 seggi al centrodestra (131 nel maggioritario, oltre a 68 di Forza Italia, 51 alla Lega e 16 di Fratelli d’Italia); 170 al Movimento 5 stelle (con 53 collegi nel maggioritario e 117 nel proporzionale), 154 al centrosinistra (appena 47 guadagnati nei collegi e 107 nel proporzionale), infine 27 seggi a Liberi e Uguali.



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Milano 16 Gennaio 2018 Elezioni politiche 4 Marzo 2018

Luigi di Maio, in serata  non ha escluso che il Movimento Cinque Stelle, alla fine potrebbe convergere con la Lega di Matteo Salvini, su alcuni aspetti nevralgici della cosa pubblica italiana. " Non siamo un movimento politico che si affida ai flussi della marea-ha detto Luigi di Maio- ma piuttosto una realtà amministrativa che intende dare corso a riforme importanti e Matteo Salvini sarà un  partner ideale per rovesciare alcuni farragginosi meccanismi strutturali del paese. "  Questo il flash dell'intervista esclusiva che Luidi di Maio ha rilasciato al CorSera in tarda serata.D'altronde non appare difficile immaginare che per il Movimento Cinque Stelle l'alleanza con la Lega di Matteo Salvini rimane la sola opzione sul tavolo.Ad oggi l'altra valida alternativa sarebbe una coalizione del PD di Matteo Renzi e l'ala moderata del centro destra di Silvio Berlusconi. 



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Roma 16 Gennaio 2018 .Non c'è che dire Silivo Berlusconi è ossessionato dai ricordi felici ,quando era il protagonista assoluto della scena politica italiana, con le fasi rituali della danza erotico tribale del Bunga Bunga.Si è presentato così il leader di Forza Italia,negli studi di Nicola Porro,ospite della trasmissione Matrix: ossessionato dal giovinastro Luigi di Maio,nostalgico dei riti erotico tribali del Bunga Bunga ,che evoca nella sua villa in Sardegna, raccontando dellle coltivazioni di erbe mediche, tra cui quella del Viagra.Silvio Berlusconi è sempre lo stesso e non cambierà mai,il Caimano torna a calcare le scene del palcoscenico politico,arrapato più che mai, e un chiodo fisso in testa,quello della figa . La sua ossessione sessuale oggi è rappresentata dal giovinastro Luigi di Maio ,con cui cerca di competere con l'uso dalle foglie del Viagra,la pianta sacra del sesso,che dice di coltivare nella sua villa in Sardegna ,la famosa Certosa,nella quale,nel corso degli anni si sono alternati festini e orge piccantissime .

(nella fotografia il Cavaliere Silvio Berlusconi ai tempi del Bunga Bunga ) 
 



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Silvio Berlusconi non perde il sorriso e l'occasione di fare battute di spirito. Stavolta è toccato a Matrix, la trasmissione di Canale 5 condotta da Nicola Porro.

"Nella mia casa in Sardegna ci sono molte piante, ficus, rose - ha detto Berlusconi -. E anche erbe medicinali. Molti studenti sardi e anziani sardi le vengono a visitare. Tra queste erbe c'è pure quella del viagra...L'hanno presa tutta, non ne è rimasta un filo...".



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Al referendum vince il "sì" all'autonomia: i dati parlano del 58% di cittadini al voto in Veneto e il sì (dato parziale sul 78% per cento delle urne) è stato del 98,1% per cento. Per la Lombardia, il governatore Roberto Maroni ha invece delineato il dato del 40%. In Lombardia il sì è al 95,64% ìdopo il 60,4% dei voti elettronici scrutinati. I no sono al 3,61% mentre ha votato scheda bianca lo 0,75%.

«Noi chiediamo tutte le 23 materie, lo dico subito, e i nove decimi delle tasse - ha spiegato il governatore del Veneto Zaia -Incontreremo il presidente del Consiglio - ha aggiunto - quando il nostro progetto sarà pronto».



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