Roma 18 Marzo 2018  Gli opposti speculari di Matteo Corsini CorSera 

Luigi Di Maio e Matteo Salvini hanno ripreso il dialogo telefonico e presto dovranno incontrarsi per decidere come spartirsi le poltrone della presidenza di Camera e Senato. Tutti gli altri sono eclusi, sebbene i due giovani leaders si prodighino difronte ad ogni telecamera, a dichiarare di essere pronti a parlare con tutti. Gongolano non lo faranno mai. Gli altri non contano più niente.

 Luigi Di Maio e Matteo Salvini hanno vinto le elezioni, ed hanno ricevuto un chiarissimo mandato da parte degli elettori, spedire a casa in via definitiva il PD di Matteo Renzi e il partito del Bunga Bunga di Silvio Berlusconi. Il voto, accomuna le strategie dei due leaders , un mandato di ferro ricevuto dagli italiani, che i due non potranno disattendere, o la pena sarà per loro quella di una debacle elettorale, nel caso di elezioni anticipate.

Per Luigi Di Maio il compito è più facile perchè Matteo Renzi si è disciolto al sole come neve fresca, e il nuovo PD vesione famiglia Addams a trazione Martina Orfini e Calenda, assomiglia più ad un carrozzone degli orrori, che ad una organizzazione politica intenzionata a cambiare pelle. Per Matteo Salvini la missione è più ardua, perchè sbarazzarsi del Cavaliere e dei suoi soldi, che da sempre foraggiano la Lega di Umberto Bossi, non è compito facile, sopratutto per non alterare gli equilibri politici nelle varie amministrazioni regionali e comunali.



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Caro Paolo, io non mollo. Mi dimetto da segretario del PD come è giusto fare dopo una sconfitta. Ma non molliamo, non lasceremo mai il futuro agli altri. E quando penso che in Italia ci sono persone come te, innamorate della vita e talmente coraggiose da non aver paura di sfidare malattie devastanti, ti dico che sono orgoglioso di averti conosciuto. E di lottare insieme a te. Abbiamo perso una battaglia, caro Paolo, ma non abbiamo perso la voglia di lottare per un mondo più giusto. Lo faremo insieme, con il nostro sorriso e con la nostra libertà. Io non mollo, ma soprattutto non mollare tu! Ti abbraccio e ti voglio bene, Matteo.

A tutti quelli che mi hanno scritto chiedendomi di non mollare rispondo nello stesso modo. E dico innanzitutto grazie per questi bellissimi anni di lavoro insieme. Il futuro prima o poi torna.



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Roma 16 Marzo 2018 di Matteo Corsini (CorSera Copyright) 

Elezioni politiche 2018.

Tutti si domandano, sopratutto i giornalisti e i commentatori televisivi,  che cosa non abbia funzionato nel corso dell'ultima tornata elettorale,nella strategia politica del PD, che ha visto crollare i suoi consensi in maniera inversamente proporzionale alla crescita e al successo del Movimento Cinque Stelle a guida Luigi Di Maio. La matassa sembra inestricabile,ma lo scenario è molto più semplice di quello che sembra e vediamo perchè.

La reazione alla sconfitta elettorale, di quasi tutti gli esponenti della direzione del PD, è stata - a mio modo di vedere troppo frettolosa- , ma sicuramente dettata da una crisi di nervi , non sufficientemente soppesata, nella necessità politica di rispondere ai loro elettori-all'indomani delle annunciate drammatiche dimissioni del leader sconfitto Matteo Renzi - con una strategia comune, utile a reagire immediatamente alla terrificante debacle elettorale. Dopo questo terremoto , era necessario per i leaders politici del PD, dare subito segno di forza e coraggio, mostrare insomma la capacità di poter riprendere in mano il timone di una barca capovolta in una burrasca non prevista.Questa impellente necessità, ha spinto il PD ancora una volta in una azione politica che io credo si dimostrerà ancora una volta improduttiva nei consensi politici.

 



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Roma 15 Marzo 2018 Copyright CorSera.

Una volta c'era stato il patto del Nazareno, oggi quei due leaders che si spartirono l'Italia, sono stati travolti e spazzati via dal nuovo che avanza.Un epilogo tragico per Silvio Berlusconi e Matteo Renzi (che gioca a tennis tra i ricchi del circolo Aniene e non tra i poveri del Tiburtino).
 Luigi Di Maio e Matteo Salvini sono i due nuovi padroni d'Italia,i due leaders che hanno vinto, anzi direi stravinto le ultime elezioni politiche. Ma a differenza del passato, i rappresentanti di questa vittoria, sono soltanto loro due, Gigino un ragazzo di 31 anni e Matteo un pacioccone di 46 con i denti pieni di tartaro. Un tempo si diceva  :salta Gigino arriva Gigetto. Come dire che l'accordo Lega Movimento Cinque Stelle è già in atto e si fonderà sul principio dell'alternanza, sia alla Presidenza del Consiglio ( i primi 18 mesi a Di Maio e i successivi a Salvini ) , sia per tutte le altre poltrone, divise per proporzioni di bagaglio elettorale. Semplice, accordo fatto , presidenza della Camera al Movimento, presidenza del Senato alla Lega, poi spartizione dei ministeri principali, le poltrone degli enti pubblici, la RAI ( che fa gola a Beppe Grillo )  e via con il tango dei vittoriosi .L'alleanza Lega Movimento Cinque Stelle taglierà le gambe all'ex cavaliere Silvio Berlusconi, che avrebbe potuto rientrare con le prossime elezioni, qualora decadessero i conosciuti impedimenti , ma sopratutto finirebbe per far implodere il PD di Matteo Renzi, nel suo estremo tentativo di ricompattarsi giocando di sponda, sugli errori della cattiva amministrazione (reddito di cittadinanza flat tax )  di governo degli avversari politici. In questo senso fa bene Emiliano, che fiutando la mala parata, sta cercando di farsi risucchiare dai Cinque Stelle e fare il primo salto della



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Roma 7 Marzo 2018 Elezioni 2018.

Filtrano le prime indiscrezioni dal Quirinale, il Presidente Sergio Mattarella sarebbe orientato per un'alleanza di Governo istituzionale, per tentare di ricucire lo strappo politico e sociale che si è verificato alle ultime elezioni politiche. Non c'e' dubbio che l'Italia si è spaccata in due, da una parte il Nord opulento,che tenta la carta del recupero economico e dall'altra il Sud piegato sulle ginocchia da una crisi feroce che non pare finire mai. Sergio Mattarella ha difronte a sè uno scenario chiarissimo e preoccupante allo stesso tempo, quell'Italia spaccata dal blu del Nord e dal giallo del Sud. Mai prima della fondazione della Repubblica Italiana, il paese si era spaccato in due parti così definite, e questo per un Presidente come Sergio Mattarella appare intollerabile. 



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Napoli 6 Marzo 2018

Luigi Di Maio avrebbe vinto le elezioni politiche del 2018, così almeno dicono i voti raccolti dal Movimento 5 Stelle. Il sogno del ragazzo di Pomigliano d'Arco diventa realtà, figlio di un fascista missino, questo ragazzo dal volto pulito ha messo nel sacco le forze politiche italiane più blasonate. Ma c'e' da dire che tutto ha ruotato a suo favore, anche la campagna elettorale demenziale del Cavaliere Silvio Berlusconi, che come tutti ricordiamo ha attaccato il fanciullo di Pomigliano, proprio sui suoi punti di forza, senza rendersene conto . " Questo Luigi Di Maio è un giovane ignorante, sbaglia i congiuntivi, non si è laureato, faceva lo steward al San Paolo per vedere le partite del Napoli a scrocco...insieme a lui ci sono disoccupati, casalinghe, perditempo...."



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Firenze 6 Marzo 2018 Elezioni 2018.

Il politico più odiato d'Italia, il Principe di Firenze, Matteo Renzi, si lecca le ferite per una batosta elettorale senza precedenti per il popolo della sinistra e gli ex diesse. La vittoria elettorale del rivale di sempre, Luigi Di Maio, sulle ceneri ancora fumanti del campo di battaglia, appare pesantissima, una vera e propria debacle. I giornali già parlano di rivolta interna al PD, la fronda che da sempre avrebbe voluto confinare Matteo Renzi al di fuori dell'agone politico, per il peccato di arroganza, incapacità di leggere i corsi futuri della politica italiana. Ma da questa devastante sconfitta elettorale, forse Matteo Renzi esce rafforzato nel suo cammino di rinnovamento, perchè come nei tempi andati della politica italiana, il suo PD è oggi diventato l'ago della bilancia dello scacchiere politico italiano. Nessuno potrà fare alleanze per costruire un governo forte, senza ricorrere ai voti del PD, dunque uno dei due leader usciti vincenti da questo scontro elettorale, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, dovrà prima o poi bussare alla porta del Magnifico, il Principe di Firenze Matteo Renzi. Il fumo e le fiamme dell'odio che si levano da tutta Italia contro il giovane politico fiorentino, non lasciano ai molti, la capacità di intravedere nella cenere ardente dei dati elettorali, che sebbene racchiudano un esito straordinario e inimmaginabile, le insidie velenosissime che vi si celano per far naufragare la realizzazione di un  governo del Movimento 5 Stelle .



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Roma 19 Gennaio 2018

Il centrodestra farebbe il pieno al nord; al sud duello tra M5s e Berlusconi;  i Cinquestelle  avanti in Sicilia, Lazio e Liguria; il Pd in vantaggio solo in Emilia e Toscana. E’ questa la geografia politica che si delineerebbe il 4 marzo secondo un sondaggio realizzato da Ipsos per ilCorriere della Sera sulle intenzioni di voto degli italiani sulla base di 50mila interviste realizzate tra il marzo 2017 e il gennaio 2018, esclusi Valle d’Aosta e Estero, con metodo misto (linee fisse, cellulari, web-Cati-Cami-Cawi).

Secondo questo studio, la Camera sarebbe così divisa: 266 seggi al centrodestra (131 nel maggioritario, oltre a 68 di Forza Italia, 51 alla Lega e 16 di Fratelli d’Italia); 170 al Movimento 5 stelle (con 53 collegi nel maggioritario e 117 nel proporzionale), 154 al centrosinistra (appena 47 guadagnati nei collegi e 107 nel proporzionale), infine 27 seggi a Liberi e Uguali.



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Milano 16 Gennaio 2018 Elezioni politiche 4 Marzo 2018

Luigi di Maio, in serata  non ha escluso che il Movimento Cinque Stelle, alla fine potrebbe convergere con la Lega di Matteo Salvini, su alcuni aspetti nevralgici della cosa pubblica italiana. " Non siamo un movimento politico che si affida ai flussi della marea-ha detto Luigi di Maio- ma piuttosto una realtà amministrativa che intende dare corso a riforme importanti e Matteo Salvini sarà un  partner ideale per rovesciare alcuni farragginosi meccanismi strutturali del paese. "  Questo il flash dell'intervista esclusiva che Luidi di Maio ha rilasciato al CorSera in tarda serata.D'altronde non appare difficile immaginare che per il Movimento Cinque Stelle l'alleanza con la Lega di Matteo Salvini rimane la sola opzione sul tavolo.Ad oggi l'altra valida alternativa sarebbe una coalizione del PD di Matteo Renzi e l'ala moderata del centro destra di Silvio Berlusconi. 



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Roma 16 Gennaio 2018 .Non c'è che dire Silivo Berlusconi è ossessionato dai ricordi felici ,quando era il protagonista assoluto della scena politica italiana, con le fasi rituali della danza erotico tribale del Bunga Bunga.Si è presentato così il leader di Forza Italia,negli studi di Nicola Porro,ospite della trasmissione Matrix: ossessionato dal giovinastro Luigi di Maio,nostalgico dei riti erotico tribali del Bunga Bunga ,che evoca nella sua villa in Sardegna, raccontando dellle coltivazioni di erbe mediche, tra cui quella del Viagra.Silvio Berlusconi è sempre lo stesso e non cambierà mai,il Caimano torna a calcare le scene del palcoscenico politico,arrapato più che mai, e un chiodo fisso in testa,quello della figa . La sua ossessione sessuale oggi è rappresentata dal giovinastro Luigi di Maio ,con cui cerca di competere con l'uso dalle foglie del Viagra,la pianta sacra del sesso,che dice di coltivare nella sua villa in Sardegna ,la famosa Certosa,nella quale,nel corso degli anni si sono alternati festini e orge piccantissime .

(nella fotografia il Cavaliere Silvio Berlusconi ai tempi del Bunga Bunga ) 
 



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Silvio Berlusconi non perde il sorriso e l'occasione di fare battute di spirito. Stavolta è toccato a Matrix, la trasmissione di Canale 5 condotta da Nicola Porro.

"Nella mia casa in Sardegna ci sono molte piante, ficus, rose - ha detto Berlusconi -. E anche erbe medicinali. Molti studenti sardi e anziani sardi le vengono a visitare. Tra queste erbe c'è pure quella del viagra...L'hanno presa tutta, non ne è rimasta un filo...".



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Al referendum vince il "sì" all'autonomia: i dati parlano del 58% di cittadini al voto in Veneto e il sì (dato parziale sul 78% per cento delle urne) è stato del 98,1% per cento. Per la Lombardia, il governatore Roberto Maroni ha invece delineato il dato del 40%. In Lombardia il sì è al 95,64% ìdopo il 60,4% dei voti elettronici scrutinati. I no sono al 3,61% mentre ha votato scheda bianca lo 0,75%.

«Noi chiediamo tutte le 23 materie, lo dico subito, e i nove decimi delle tasse - ha spiegato il governatore del Veneto Zaia -Incontreremo il presidente del Consiglio - ha aggiunto - quando il nostro progetto sarà pronto».



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Roma 23 Settembre del 2017 .Si inaugurerà a Roma il 27 e il 28 Settembre,la 1° Conferenza multilaterale dei Paesi del Mediterraneo sul fenomeno dell'immigrazione,che si terrà presso la suntuosa Sala Vittoria Colonna (Via Vittoria Colonna 11) per la presentazione della prima cattedra sul diritto dell'immigrazione presso la facoltà di Scienze politiche dell'Università degli Studi Guglielmo Marconi.Alla Cerimonia di apertura saranno presenti le rappresentanze diplomatiche dei 92 paesi accreditati .Molti amabsciatori tra cui Algeria,Turchia .,Etiopia,Marocco ,Tunisia ,Mali,Ciad ,Costa d'Avorio,inaugureranno la Conferenza multilaterale .Tra i politici italiani accreditato on.Stefano Fassina,il senatore del PD Luigi Zanda,il Presidente del Senato Pietro Grasso,la Presidente della Camera Boldrini.L'invito è stato inviato anche all'on.Matteo Salvini della Lega Nord all'On.Siklvio Berlusconi al Ministro on.Martina,all'On.Marco Minniti Ministro degli Interni,al Ministro degli Esteri Angelino Alfano.Saranno presenti delegazioni del CONI ,dei sindacati CGIL,CISL,UIL e associazioni di catergoria come COLDIRETTI .Saranno presenti anche delefazioni INPS e INAIL.

per gli accrediti inviare mail a m.barberini@unimarconi.it 



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"Fuori dalla maggioranza", "crisi di governo". Tornano con queste espressioni, che infiammano il dibattito nella maggioranza sul tema dei voucher, i segnali di instabilità che potrebbero anticipare la fine della legislatura.
    Di voto a settembre o ottobre si parla sempre più apertamente nel dibattito politico, in relazione all'accelerazione impressa da Matteo Renzi sulla legge elettorale. Ma lo scontro nella maggioranza sulla "manovrina" potrebbe essere il casus belli o quantomeno costituire per i renziani la prova provata che con queste continue fibrillazioni non ha più senso andare avanti.

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