(AGI) - Roma, 24 dic. - Nel terzo trimestre il Pil Usa accelera e viene rivisto al rialzo, passando dal +3,9% della seconda lettura al +5% delle terza lettura finale, il top da 11 anni.
  Il dato e' migliore delle attese degli analisti, i quali si aspettavano una correzione al rialzo del 4,3%, dopo il +4,6% del secondo trimestre e il -2,1% dei primi tre mesi. La revisione del Pil Usa indica che "l'economia e' cresciuta al tasso piu' veloce da oltre un decennio", sostiene la Casa Bianca, secondo la quale il 2014 e' stato un "anno di svolta" per gli Stati Uniti, anche se "c'e' ancora molto da fare per consentire a tutti gli americani di condividere la ripresa". Il presidente del Consiglio Matteo Renzi commenta su twitter i dati americani, sottolineando che il +5% dimostra "che puntare su investimenti e crescita funziona. Altro che austerita'. Ecco perche' l'Europa deve cambiare".

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Nuovo strappo al ribasso per il rublo. La divisa russa non beneficia del tentativo di rimbalzo del petrolio con il mercato che continua ad aumentare il pressing sulla Bank of Russia per ulteriori interventi a difesa del rublo. Il cross tra dollaro Usa e rublo oggi è salito per la prima volta nella storia sopra quota 60 rubli, con una variazione di oltre il 3% rispetto ai livelli di chiusura di venerdì scorso. La Bank of Russia ha cancellato un’asta di 700 miliardi di rubli (circa 11,6 miliardi dollari) di titoli di Stato a tre anni dopo non aver ricevuto alcuna offerta. Aumentano quindi le pressioni per interventi sul mercato valutario da parte della banca centrale russa a difesa della moneta dopo l’infruttuosa mossa di settimana scorsa di alzare ulteriormente i tassi di interesse (dal 9,5 al 10,5%). Da inizio mese il rublo ha già perso oltre il 18% del proprio valore portando a -76% circa il saldo degli ultimi 12 mesi.

 

Il taglio al bilancio

 



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MILANO - Il petrolio crolla a 58 dollari al barile, ai minimi da oltre cinque anni e mezzo. La Cina rallenta e il Giappone resta in attesa del voto di domenica. Il quadro macroeconomico resta dunque nebuloso: la ripresa si vede solo negli Stati Uniti, dove la Fed potrebbe decidere di rialzare il costo del denaro già nella primavera dell'anno prossimo. Di segno opposto è invece la reazione che gli analisti si aspettano dalla Bce: dopo l'esito dell'asta Tltro di ieri gli addetti ai lavori sono convinti che Mario Draghi lancerà il quantitative easing, l'acquisto di titoli di Stato sul mercato secondario, già a gennaio.  

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"Il governo italiano sa cosa deve essere fatto, e giustamente ha preso iniziative; a fronte dell'alto debito, il consolidamento del bilancio è importantissimo". "L'acquisto di titoli sovrani nell'eurozona QUANTITATIVE EASING che il presidente della Bce Mario Draghi si appresta a varare, va deve essere inquadrato diversamente dalle altre aree monetarie: Usa e Giappone sono Stati unitari con un'unica politica finanziaria, in Europa abbiamo una politica monetaria comune ma con 18 Stati, politiche finanziarie indipendenti,rating sui debiti sovrani frastagliati.Il rischio e' di creare un incentivo a indebitarsi di più scaricando gli effetti sugli altri". "Se anche un solo Paese tra Italia, Francia e Germania non sarà all'altezza della propria responsabilità, avremo tutti un problema". Ecco alcuni dei decisi messaggi che il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, lancia in questa prima intervista esclusiva 

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TOKYO (Reuters) - L'economia giapponese nel terzo trimestre ha registrato una contrazione superiore a quanto precedentemente indicato.

Il dato sul Pil nel periodo luglio-settembre è stato rivisto a -1,9% da -1,6%, nettamente peggio del calo dello 0,5% che emergeva da un sondaggio Reuters.

Lo scivolamento in recessione del Giappone sostiene la decisione del premier Shinzo Abe di rinviare l'aumento delle tasse e si inquadra nell'annuncio di elezioni anticipate che, nelle speranze di Abe, dovrebbero garantire consenso popolare alle politiche di stimolo.

Alla luce della recessione, inoltre, ci si attende che Banca del Giappone confermi la politica monetaria ultra-espansiva in occasione del prossimo meeting, programmato per il 19 dicembre. L'appuntamento sarà preceduto, il 15 dicembre, dall'indagine congiunturale Tankan, che dovrebbe evidenziare un andamento piatto nel quarto trimestre.

 



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Roma 6 Dicembre 2014 Corsera.it di Matteo Corsini

E' ormai chiaro l'Italia si appresta ad uscire dall'Euro,ma sopratutto a determinare la fine dell'Unione Europea fino a come oggi l'abbiamo immaginata.Il motore delle elezioni politiche si scalda e il malcontento della societa' civile italiana e' alle stelle.La crisi economica e'  insopportabile,il debito pubblico insostenibile,la moneta unica frena le esportazioni ma sopratutto gli investimenti nel paese piu' bello del mondo.L'Unione europea ha portato acqua soltanto al mulino dei tedeschi favorendo le esportazioni della loro tecnologia avanzata mentre i paesi piu' deboli europei sono rimasti a guardare affamati e con il rischio di uno shock sistemico.Il panorama politico italiano e' unanime la classe poliica ormai consapevole che l'Italia deve abbandonare l'euro a qualsiasi condizione quali siano le conseguenze, tanto peggio di cosi' non si puo' andare.Da Beppe Grillo ....



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Le riforme in Francia e in Italia sono insufficienti. Lo afferma la Cancelliera tedesca Angela Merkel in un'intervista al Die Welt. La Commissione Ue - dice - "ha stabilito un calendario secondo il quale Francia ed Italia dovranno presentare ulteriori misure. Questo è giustificato perché i due Paesi stanno attraversando effettivamente un processo di riforme. Ma la Commissione ha ribadito anche che quanto presentato sul tavolo fino ad ora non è sufficiente. Parere che io condivido".

Questa l'ultima dichiarazione della cancelliera tedesca Angela Merkel su italia e Francia.Malgrado i due paesi vivano un periodo di crisi economica senza precedenti la Germania continua a schiacciare il pedale delle riforme che malgrado sia condivisibile non lascia scampo ai cittadini che si sono caricati il fardello di una tassazione insostenibile.Impossibile continuare a permanere nell'Unione Europea senza una Banca centrale all'altezza dei suoi compiti.



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ROMA, 6 DIC - Nel 2014 solo un italiano su due (51%)
ce la fa ad arrivare a fine mese, mentre il 36% non riesce a
superare la terza settimana e il 13% la seconda. Lo rileva la
Confesercenti sulla base di un sondaggio in vista del Natale.
Sette anni fa la quota di italiani che poteva contare su un
reddito sufficiente per tutto il mese era del 64%.

BRB


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Standard & Poor's taglia il rating dell'Italia a 'BBB-'. La decisione dell'agenzia di rating riflette larevisione al ribasso delle stime del pil e la persistente bassa inflazione. L'outlook è stabile.

A pesare sull'economia italiana è anche "il difficile ambiente di business che continua a gravare sulle prospettiva di ripresa del Paese". Secondo S&P, la debolezza della crescita in Italia "ha inciso più del previsto sulla dinamica del debito pubblico". E, secondo i criteri dell'agenzia di rating, un aumento del debito pubblico di queste proporzioni, insieme alla crescita bassa e alla competitività peggiorata, "non sono compatibili con un rating 'BBB'".

 



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I listini europei chiudono contrastati alla vigilia della conferenza stampa di Mario Draghi che spiegherà le scelte del board della Bce, chiamato alla sua ultima riunione dell’anno. Un’attesa che spinge ancora il comparto obbligazionario sovrano, con i Btp che infrangono al ribasso la soglia psicologica del rendimento al 2% sul mercato secondario mentre l’euro torna a indebolirsi: un trend che se confermato garantirebbe allo stato un risparmio di 6 miliardi sugli interessi sul debito da pagare nel 2015.

Piazza Affari, quindi, si rafforza con il Ftse Mib che chiude in rialzo dell’1%. A Milano si guarda a Saipem, che manca il rimbalzo dopo aver perso quasi l’11% all’indomani dell’annuncio del presidente russo Vladimir Putin di voler stoppare la costruzione del gasdotto South Stream. In evidenza Telecom, con l’ad Marco Patuano che sostiene che in Brasile “non ci sia fretta” per agire, ed Fca dopo le vendite in rialzo negli Usa. Positive le banche popolari. Poco mosse le altre Borse europee: Francoforte cresce dello 0,38%, Parigi dello 0,08%, mentre Londra arretra dello 0,38%.

Poco mossa, ma ancora in crescita dopo i record, 



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La crescita nell'area Euro "si indebolisce ancora" e l'inflazione non risale. Anzi. Tutti elementi che aumentano la probabilità del varo da parte della Banca Centrale Europea di un programma di acquisti, il cosiddetto Quantitative Easing già sperimentato con successo dalla Federal Reserve Usa e dalla Bank of England. Ma i tempi per un QE non sono ancora pronti, anche se nel Consiglio direttivo della Bce sembra esserci una vasta maggioranza: e il via libera potrebbe essere solo questione di mesi. Non ci sono stati grandi annunci nella conferenza stampa del presidente della Bce, Mario Draghi, dopo l'ultima riunione del 2014 del massimo organismo dell'Eurotower (che, come previsto, ha lasciato fermi i tassi ai minimi storici). Ma i segnali che sono arrivati dalla dichiarazione conclusiva e dalle parole di Draghi non sembrano lasciare dubbi.

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Roma, 4 dic. - La crescita dell'Eurozona 'si e' indebolita', in un contesto caratterizzato da una 'bassa inflazione' e da una 'disoccupazione elevata', per quanto sia 'confermata l'aspettativa di una modesta ripresa'. Lo ha dichiarato il presidente della Bce, Mario Draghi, in conferenza stampa. .

A seguito dell'analisi sull'andamento dell'economia europea non v'e' dubbio che il mercato immobiliare tendera' a rallentare ancora,condizionato negativamente dalle aspettative di crescita economica con difetto dell'espansione industriale e aziendale,assisteremo ad una corrosione dei valori degli immobili ad uso ufficio terziario.Non v'e' dubbio che l'outlook del real estate italiano e' dunque negativo per tutto il 2015.C'e' da dire che il crollo dei valori immobiliari non fa altro che spingere gli investitori alla ricerca di fonti alternative di reddito pertanto i valori degli immobili ad uso commerciale,sopratutto nelle aree ad altissima densita' di passaggio sono destinati ad apprezzarsi e forse a costituire i prodromi della speculazione immobiliare dei prossimi anni.Il costo del denaro e' a zero....



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Tra due anni si torna alla Lira. La profezia questa volta arriva dall'Inghilterra sulle colonne del The Guardian. Lo scenario per il quotidiano progressista è chiaro: "L'Italia si prepara ad imboccare l'uscita. Anche se l'ipotesi di uscire dall'Euro può sembrare fantasiosa per uno dei membri fondatori, c'è una crescente sensazione che fra non più di 2 anni da oggi, Roma sarà nuovamente amministrata dalla propria moneta. I dati della scorsa settimana hanno fotografato un Paese in profonda crisi. Con un Pil inferiore del 10% rispetto a prima della crisi finanziaria, l'Italia è bloccata da una profonda depressione. Tutti gli sforzi per rilanciare l'economia hanno fallito, tale è la natura sclerotica delle norme fiscali, del mercato del lavoro e delle sue regole. Tutto questo ha impedito il progresso verso un'economia più efficace libera da sussidi e benefici tradizionali".

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Sul lavoro ancora cattive notizie arrivano dalle rilevazioni dell’Istat. Il tasso di disoccupazione a ottobre è balzato al 13,2%, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 1 punto rispetto ai livelli raggiunti un anno prima. Si tratta del record storico, sia considerando l’inizio delle serie storiche mensili (gennaio 2004), sia quelle trimestrali (1977). E ancora, sempre a ottobre, l’Istat rivela che gli occupati, pari a 22,3 milioni, sono scesi rispetto a settembre di 55 mila unità (stabili su base annua). In aumento i disoccupati a 3,4 milioni: in un mese - ossia a ottobre 2014 rispetto a settembre dello stesso anno - sono 90 mila unità in più (+2,7%) mentre rispetto a ottobre 2014 sono incrementati di 286 mila unità. Il tasso di occupazione, pari al 55,6%, diminuisce invece di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali mentre aumenta di 0,1 punti rispetto a dodici mesi prima. Il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni diminuisce dello 0,2% rispetto al mese precedente (-32 mila) e del 2,5% rispetto a dodici mesi prima (-365 mila). Il tasso di inattività si attesta al 35,7%, in diminuzione di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali e di 0,8 punti su base annua. Niente lavoro per i giovani tra 15 e 24 anni

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(AGI) - Roma, 27 nov. - Lancia l'allarme il presidente della Bce: "In estate abbiamo assistito a un indebolimento della crescita dell'area euro e lo scenario economico dell'Eurozona e' circondato da numerosi rischi al ribasso". Mario Draghi, in un discorso tenuto all'Universita' di Helsinki, ha chiarito che "le piu' recenti previsioni sono state corrette al ribasso. La nostra aspettativa per una ripresa moderata nei prossimi anni non e' cambiata, grazie alle misure di politica monetaria attuate, al miglioramento in corso delle condizioni finanziarie e ai progressi nelle riforme e nel consolidamento. Tuttavia la ripresa resta minata dalla disoccupazione, dalla capacita' produttiva inutilizzata e dai necessari aggiustamenti di bilancio".

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