PORCHETTA ALLA DAVID MILLS.SILVIO BERLUSCONI IN GRATICOLA DOPO LO SCANDALO LARIO NOEMI LETIZIA.

Milano 19 Maggio 2009 (Corsera.it)

La vicenda dell'Avv.David Mills puzza di porchetta alla brace lontano un miglio,in un senso o nell'altro la si voglia guardare.Testimone inaffidabile,testimone vicino alla famiglia Berlusconi.L'affaire All Iberian e rotti attraversa come uno squarcio nel ventre di vacca grassa,la storia della conquista del potere da parte di Silvio Berlusconi e fa a patate con la vicenda della Banca Rasini,dove il padre di Berlusconi regnava indisturbato quando i boss della Mafia Siciliana Riina e Provenzano facevano transitare miliardi di lire provenienti dal traffico illecito della droga.

Quella di Silvio Berlusconi assomiglia ad una saga,ma la strepitosa capacità del Premier di conquistare le platee mondiali e il palcoscenico politico ha messo in evidenza la pellaccia di un leone della savana difficile da abbattere se non con un colpo dritto in fronte.

Qualsiasi siano i suoi peccati originali con lui la gente si è arricchita e continua ........


a migliorare il suo tenore di vita.Qualsiasi cosa tocca diventa oro lucente.Alla sua barca si aggrappano ruffiani a milioni,guardate Emilio fede che senza il mitico Cavaliere di Arcore sarebbe oggi seduto sul ciglio della strada a chiedere l'elemosina con i soldi buttati nei casinò di tutto il mondo.

Guai dunque chi tocca Berlusconi agli italiani,la salsa piccante,la mostarda,il tanfo di porchetta ai più piace,ci rosolano dentro anche la  vanità di essere umani, forse falliti.Silvio e' l'Italia,forse meglio dell'Avv.Agnelli.

Silvio è il popolo con tutti i suoi peccati,ma caso strano sono quelli che piacciono agli italiani.La pedofilia è un contorno,che abbiamo visto apparire anche nei computer dei protagonisti degli episodi della cronaca nera più sanguinolenta in Italia.C'è da stupirsi?

 

 

Fonte La Repubblica.MILANO - "Mentì per salvare Berlusconi". Per questo l'avvocato inglese David Mills è stato condannato a Milano a 4 anni e 6 mesi dai giudici milanesi. Il legale, condannato per corruzione in atti giudiziari agì "da falso testimone "per consentire a Berlusconi e alla Fininvest l'impunità dalle accuse, o almeno, il mantenimento degli ingenti profitti realizzati". E' questo uno dei passaggi delle motivazioni (leggi il documento completo), circa 400 pagine, della sentenza con la quale il tribunale di Milano ha motivato la condanna del legale inglese.

Mills, scrivono i giudici nelle motivazioni, "ha agito certamente da falso testimone da un lato per consentire a Silvio Berlusconi e al gruppo Fininvest l'impunità dalle accuse, o, almeno, il mantenimento degli ingenti profitti realizzati attraverso il compimento delle operazioni societarie e finanziarie illecite compiute sino a quella data, dall'altro ha contemporaneamente perseguito il proprio ingente vantaggio economico". I giudici milanesi ricordano che oltre ai 600mila dollari ritenuti "il prezzo della corruzione", Mills nel 1996 percepiva direttamente da Berlusconi almeno 45mila sterline dichiarate al fisco inglese. "Enormi somme di denaro, estranee alle sue parcelle professionali" che il legale riceveva da Berlusconi.

In pratica, scrivono ancora i giudici, "la condotta di Mills era dettata dalla necessità di distanziare la persona di Silvio Berlusconi dalle società off shore, al fine di eludere il fisco e la normativa anticoncentrazione, consentendo anche, in tal modo, il mantenimento della proprietà di ingenti profitti illecitamente conseguiti all'estero, la destinazione di una parte degli stessi a Marina e Piersilvio Berlusconi".


In sostanza, per i giudici, "il fulcro della reticenza di Mills, in ciascuna delle sue deposizioni, sta nel fatto che egli aveva ricondotto solo genericamente a Fininvest, e non alla persona di Silvio Berlusconi la proprietà delle società off shore, in tal modo favorendolo in quanto imputato in quei procedimenti".

La condanna per l'avvocato inglese era arrivata nel febbraio di quest'anno. A conclusione di un'inchiesta che tirava in ballo il premier e che aveva visto una prima ammissione di colpa di Mills. Il legale nel luglio del 2004 aveva raccontato ai pm di aver ricevuto 600mila dollari dal gruppo Fininvest per dire il falso nei processi in cui era coinvolto Berlusconi: le tangenti alla Guardia di finanza e All Iberian.

Poi, nel gennaio 2009, la ritrattazione e il tentativo di discolpare il presidente del Consiglio (la cui posizione è stata stralciata in seguito all'approvazione del "Lodo Alfano" che garantisce l'imminutà alle alta cariche dello Stato). Una svolta che permise al premier di evitare il rinvio a giudizio per corruzione chiesto dia giudici nel 2006.

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