ROMA CORROTTA E LADRONA IMPERANO LE FORZE OCCULTE DELLA MASSONERIA.

Roma 22 Maggio 2009 (Corsera.it)

Ricordiamo Licio Gelli? La P2,l'ala deviata della massoneria,quella capace anche di organizzare un colpo di Stato armata,aveva ingaggiato chiunque,nelle sue liste c'erano l'attuale Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi,il giornalista Maurizio Costanzo e tanti altri.La P2 un pericolo per la democrazia,un polipo capace di penetrare le istituzioni pubbliche,creare consenso,elargire montagne di soldi.Vittorio Sgarbi faceva anticamera nella villa di Licio Gelli.

A distanza di anni ,la massoneria occulta in Italia continua a muoversi,come e sopratutto a Roma,la capitale della corruzione e della politica,la zona franca dove tutto accade,dove i mafiosi aprono gli uffici davanti a Palazzo Chigi.

La democrazia italiana è in grande affanno,come giustamente ha sottolineato Veronica Lario,il pericolo di una leadership politica costruita sul ciarpame delle veline,nasconde il pericolo di un regime.

Fonte Reggio24ore.com .Reggio Emilia non è estranea ai circuiti della massoneria deviata, ha dichiarato nei giorni scorsi Luigi De Magistris, ex pm di  Catanzaro oggi candidato al Parlamento Europeo per l’Italia dei valori. Senza farne il nome, De Magistris ha citato una persona residente a Reggio implicata nei traffici dei quali le inchieste denominate "Poseidone" e "Why Not" si erano concentrate, con particolare riferimento alle presunte truffe miliardarie all’Unione Europea nel dirottamento dei Fondi indirizzati in Calabria.

 


Di massoneria deviata e di collusioni con la politica e la finanza De Magistris ne sa parecchio. Forse è anche per questo che oggi non fa più il suo mestiere, essendo stato costretto al trasferimento in altra procura al termine di un procedimento disciplinare avviato nei suoi confronti.

Reggio, tuttavia, non aveva bisogno di  De Magistris per accorgersi di  quanto l’influenza delle varie logge massoniche fosse percepibile sulla vita pubblica. La massoneria non si vede ma c’è. Eccome se c’è. E non parliamo della massoneria nobile, corrente di  pensiero che affonda le proprie radici nell’Illuminismo e che annovera tra i propri affiliati straordinari personaggi storici quali Giuseppe Garibaldi e Wolfgang Amadeus Mozart.

Si parla di associazioni segrete con scopi eversivi, quale fu (e per molti è tuttora) la P2 di Licio Gelli, ma soprattutto di gruppi di  interessi di colleganza internazionale che agiscono nell’ombra e che regolano e governano poteri finanziari, interessi e grandi affari in parallelo ai governi e alle istituzioni democratiche.

In tempi recenti a Reggio Emilia è approdato un personaggio della tv berlusconiana che vanta un curriculum massonico di  tutto rispetto.
Si tratta di  quel Fabrizio Trecca, conduttore del programma "Vivere meglio" su Retequattro, di cui l’editore reggiano Tiziano Motti si è servito per entrare nel mondo Mediaset e, di  conseguenza, negli ambienti berlusconiani.

Il Trecca è uno dei  personaggi di  spicco della P2. Medico di Licio Gelli, tessera n. 1.748, egli ricoprì il ruolo di  reclutatore di  esponenti del mondo dell’informazione nella seconda metà degli anni Settanta. A lui si deve il contatto con l’allora giovane imprenditore Silvio Berlusconi con la loggia eversiva di cui Gelli  era il Maestro Venerabile.

Proprio a Trecca lo stesso Gelli espresse ringraziamento "il più vivo ringraziamento per il solerte lavoro che, in questo scorcio del 1979, hai svolto in favore del gruppo che ti è stato affidato”, come si legge negli atti della commissione parlamentare di  inchiesta sulla P2. La frase è scritta in una lettera che Gelli scrisse a Trecca, capo del gruppo numero 17 che si occupava del settore “stampa e tv”, strategico e speciale per il buon esito del “piano di rinascita”.

In quel periodo al “Corriere della Sera" di  Angelo Rizzoli ammorbato da giornalisti iscritti alla loggia massonica, fu nominato direttore il piduista Franco Di Bella con la benedizione di Licio Gelli. Con l’arrivo di Di Bella al Corriere si dispiegò la “solidarietà massonica” prescritta dal giuramento d’affiliazione.

Alle spalle di  Trecca, nel gruppo 17 della P2 figuravano nell’ordine Franco Di Bella, Silvio Berlusconi, Maurizio Costanzo, Massimo De Carolis, Roberto Gervaso, Lionello Ponti (chirurgo), Giuseppe Dall’Ongaro, Gustavo Selva, Rolando Picchioni (democristiano della Commissione vigilanza servizi radio-tv) e a seguire i giornalisti Luigi Nebiolo, Paolo Mosca, Roberto Ciuni, Giorgio Zicari, Ugo Bonasi, l’avvocato Gaetano Vullo, l’ammiraglio Antonio Geraci e il suo parigrado Marcello Celio.

Trecca, che ama farsi chiamare “professore”, si guadagnò il ruolo di capogruppo piduista per la sua azione “sul campo”.

Ricompensato col ruolo di  conduttore di “Vivere meglio” in onda su Rete4, fu lui che presentò a Gelli Maurizio Costanzo, autore della prima intervista che il Venerabile rilasciò al Corriere il 5 ottobre 1980 per uscire allo scoperto e contrastare i crescenti sospetti dell’esistenza di una Loggia massonica coperta, Roberto Gervaso, proveniente dal “Resto del Carlino”, Paolo Mosca, il democristiano Adolfo Sarti, l’allora direttore del TgUno Francesco Colombo, il direttore del quotidiano fiorentino “La Nazione” Alberto Sensini e l’allora socialista Fabrizio Cicchitto, a sua volta presentato a Gelli per intercessione del “professore”.

Trecca, dopo lo scandalo della Loggia scoppiato nel 1981, negò alla Commissione Parlamentare d’inchiesta il suo ruolo di capogruppo nella Loggia e sminuì le sue funzioni. Collaboratore di  alcune testate Rizzoli, dopo la nomina a direttore di Di  Bella, Trecca venne ingaggiato dal Corriere come “esperto di  problemi militari” con un contratto do  collaborazione. Da quel momento al Corriere diventò importante appoggiare il mondo militare: quando il piduista Giovanni Torrisi fu nominato Capo di Stato maggiore della Difesa ebbe grande risalto sul Corriere con un mega articolo di Trecca in prima pagina. Nel 1980 durante i soccorsi del terremoto in Irpinia, il Corriere esaltò l’operato dei generali ribadendo “l’urgenza di  rafforzarne il ruolo”.

Sono trascorsi trent’anni. Alcuni dei piduisti di allora sono passati a miglior vita, altri hanno negato o minimizzato il proprio ruolo, altri hanno fatto una brillante carriera.Licio Gelli, oggi molto anziano, dice apertamente che le cose sono andate più o meno come egli avrebbe voluto: i comunisti sono stati quasi cancellati dalla vita pubblica e un uomo forte - che guarda caso ha fondato il proprio consenso sul controllo dei mezzi di  comunicazione - è al potere.

A giudicare dal trattamento ricevuto da Tiziano Motti da parte del Popolo della libertà - che lo ha escluso dallen liste elettorali per le Europee, obbligandolo a ripiegare sull’Udc - non si direbbe che il potere di cui gode Trecca, l’antico reclutatore di aspiranti piduisti  nel mondo dei  mass media, sia decisivo. Quel che è certo, invece, è che taluni sedicenti "volti nuovi" della politica continuano a rivolgervisi, nella speranza di  imboccare una utile scorciatoia nelle proprie ambizioni di  conquista di notorietà e di  fama. Magari in nome dei  diritti dei  cittadini.

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