SCRUTINIO RISULTATI ELETTORALI.PARTITO DEMOCRATICO AL MARTIRIO CON DARIO FRANCESCHINI.

Roma 8 Giugno 2009 (Corsera.it) di Matteo Corsini

Parliamo chiaro,Silvio Berlusconi non ha sfondato,ma il Partito Democratico crolla impietosamente,Dario Franceschini ha condotto la coalizione tra DSnosauri e Margherita al martirio politico,si è autoflagellato.Si spengono sogni di recupero.Questa notte Piero Fassino parlava alla televisione e per la prima volta l'ho visto farfugliare,aver perduto quella sua logica serena,al contrario due occhiaia rosse scolpivano il viso smunto del compagno del prete con cui fino a tarda notte si sono presi a frustate.Dario Franceschini dunque peggio di Walter Veltroni,adesso il vecchio lombrico avrà di cosa rifarsi.Parlerà al momento opportuno per contrastare la fronda Dalemiana che immaginava con Pierluigi Bersani di colmare il vuoto politico lasciato dall'ex Sindaco di Roma. 

Pdl e Pd. L'attesa polarizzazione non c'è stata o, comunque, c'è stata in misura minore del previsto. Ma, se nel centrosinistra l'affermazione dell'Idv era prevista e prevedibile, nel centrodestra, il Pdl non sfonda, anzi, scende al di sotto del risultato delle politiche 2008 (37,4%) e, anche il successo della Lega Nord non basta a superare (e, forse, nemmeno a raggiungere) il 46,8% che la coalizione raccolse poco più di un anno fa. Il Pd perde molto rispetto al 33,2 delle politiche ma, rispetto al 22/23% che gli veniva atribuito dai sondaggi non più tardi di tre mesi fa, può tirare un sospiro di sollievo. Se poi si aggiunge l'8% dell'Idv (alle politiche erano formalmente alleati) il complesso dei due partiti fa registrare un travaso, ma una perdita tutto sommato contenuta rispetto al 37,4 dell'aprile 2008.

Il Pdl. Ma veniamo al voto circoscrizionale (qui non ci sono proiezioni e si deve valutare il dato reale quando sono state scrutinate oltre 15 mila sezioni). Nel Nord Ovest, il Pdl si colloca intorno al 32%. In Liguria è al 32,4% contro il 36,7% del 2008. In Lombardia viaggia sul 33,2% (ebbe il 35,9%, 31,3% e 33,7% nelle tre circoscrizioni lombarde) e, in Piemonte è al 31,4% (contro il 32,4 e 32,5 delle due circoscrizioni piemontesi). La Lega Nord prende il 17,6%.

Nel Nord Est discorso analogo. Il Pdl si colloca sul 32,6 con la Lega Nord al 17,6% e il Pd al 24,9%. In Veneto il Popolo della Libertà ottiene il 28, 9%: più o meno lo stesso risultato delle politiche con la Lega (27,6%) che, a sua volta, ripete il dato del 2008.

In Italia centrale il Pdl raggiunge il 35,9% contro il 33,9% del Pd. Qui il partito di Franceschini accusa i colpi più pesanti anche in seguito alla forte astensione. Nel Lazio, il Pdl è al 40,3% con il Pd al 30,3%, l'Idv al 9%, i due partiti di sinistra complessivamente oltre il 7% e i radicali al 3,6. Sommando arbitrariamente il tutto, nella regione ci sarebbe una larga maggioranza di centrosinistra.

La circoscrizione meridionale è forse quella che ha dato più soddisfazione al premier. Con un'affluenza tutto sommato nella media (64% contro il 69,6% del 2004), il Pdl arriva al 43,6 e stacca di quasi 20 punti il Pd fermo al 24,4. Campania e Abruzzo sono forse le regioni in cui l'iniziativa e l'attività del governo Berlusconi si sono fatte sentire di più. Delle due ha risposto meglio l'Abruzzo dove, alle politiche 2008, il Pdl ottenne il 41,6% e dove oggi guadagna 5 punti portandosi al 46,4%. In Campania, il Popolo delle Libertà è al 43,7%: alle scorse politiche raggiunse, nelle due circoscrizioni, il 41,6% e il 49,5%. C'è una perdita ma, complessivamente, più lieve che altrove.        

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