MICHAEL JACKSON UN FUNERALE DA UN MILIARDO DI DOLLARI.IL SUICIDIO SCIENTIFICO DEL RE DEL POP.

Los Angeles 2 Luglio 2009(Corsera.it)

Si cercano le cause della morte di Michael Jackson,anche se le prove sono evidenti e davanti agli occhi di tutti.La vita di Michael Jackson è stata la sintesi di decine di interventi chirurgici e l'avvelenamento del corpo per causa dei medicinali anzi delle droghe con cui trattava il colore della pelle.Adesso si indaga sul suo dermatologo,sui medici che lo avevano in cura,si rovista ovunque nella sua vita privata,ma quella di Michael Jackson è stata la vita di un....

....successo che conduceva inesorabilmente ad un suicidio scientifico.UN uomo nero che diventa bianco,un forte complesso razziale e anche una indovinata ricetta di marketing pubblicitario.Niente di meglio per il re del Pop , che non si è fermato difronte alla sua stessa leggenda,al suo mito.Michael Jackson sapeva che prima o poi il suo fisico sarebbe scoppiato,eppure ha scelto la sua strada,quella di un mito leggendario del Pop.La sua storia  è raccolta nelle ultime immagini della sua vita : la celebrità sopra ogni cosa.La sua morte prematura lo innalza tra i grandi, insieme ad altri dei dell'Olimpo stellare della musica e del cinema,come James Dean o Elvis Presley,eppure l'icona POP surreale e fantascientifica,ha drogato il suo corpo,la sua mente,lo spirito fino a ridursi in briciole.E' stato une esempio per le folle del mondo? sicuramente,ma anche tante cose su cui riflettere,prima di immedesimarsi in lui.Adesso anche il suo funerale si immagina come degno di un Re,appunto il King of Pop,un altro scenario di megalomania devastante,un esempio da seguire o da lasciare alla storia della musica?

Tutti sono andati oltre i confini dell'umanità,i suoi medici,il suo dermatologo,lui stesso.Nessuno si è saputo fermare al momento giusto,perchè la stella di Jackson precipitava nel vuoto,in quel buio dell'anonimato,che ogni star mediatica rifiuta come la peggiore delle morti.Droga,alcol,cocaina,che importa,il re del Pop non ha salvato se stesso da una fine orrenda,anzi l'ha forse voluta con tutte le sue forze.

Fonte il Corriere della Sera. LOS ANGELES – Lo studio del dottor Arnold Klein, il dermatologo di Michael Jackson firmatario di montagne di ricette mediche che nel corso degli anni prescrisse al cantante farmaci di ogni tipo ed è al momento indagato dalla polizia, si trova in una elegante palazzina di Beverly Hills a North Roxbury Drive.

LA FARMACIA - Lo studio ultramoderno da dermatologo delle star è proprio a fianco della Mickey Fine Pharmacy, la farmacia dove Jackson comprava montagne di medicine -- anche 48mila dollari in un mese, 34mila euro -- al punto da avere un conto aperto (che la popstar afflitta da cronica mancanza di contante smise di regolare, però, finendo trascinato in tribunale dal proprietario della farmacia per un risarcimento di oltre 100mila dollari, oltre 70mila euro, all’inizio del 2007). Particolare da bonus per chi ama il cinema, e le coincidenze: negli anni ’50 questa stessa farmacia – che ha ancora un vecchio bancone di legno e perfino un distributore di frullati, come nei disegni di Norman Rockwell – apparteneva alla catena Schwab’s. Nella filiale di Sunset Boulevard, che ora è una frullateria, andava lo sceneggiatore interpretato da William Holden e destinato a finire malissimo per colpa di una star al capolinea in Viale del Tramonto, il film di Billy Wilder.

L'INDAGINE- Cinema a parte Klein, e la palazzina di North Roxbury Drive, sono al centro del caso Jackson per una serie di motivi che diventa sempre più lunga e bizzarra: non soltanto perché la polizia sta cercando di accertare se Klein abbia mai aggirato le regole deontologiche prescrivendo quantitativi di farmaci a Jackson sotto una serie di nomi diversi, per cercare di camuffare le tracce della dipendenza di Jackson dai tranquillanti. Non soltanto perché Debbie Rowe, seconda moglie (dopo Lisa Marie Presley, figlia di Elvis) del cantante e madre di due dei suoi tre figli, lavorava come infermiera proprio nello studio di Klein.

IL SOSPETTO - Ma soprattutto Klein è al centro del caso Jackson da quando l’altroieri la rivista US Weekly lo ha indicato come il padre biologico dei primi due figli, Prince Michael I, di 12 anni, Paris, di 11 anni (entrambi bianchi) di Jackson e della Rowe. La legge americana stabilisce che i figli nati durante il matrimonio dei genitori sono – a meno che la paternità venga contestata in tribunale entro due anni dalla nascita – automaticamente considerati figli del padre a tutti gli effetti della legge, e dunque anche se fosse provato dal Dna che Klein è padre dei due bambini, questo non cambierebbe la loro situazione legale né i loro diritti all’eredità (il terzo figlio, Prince Michael II detto Blanket, «coperta», sarebbe invece stato adottato perché figlio “in provetta” di una madre in affitto assoldata dal cantante). Klein, assediato dai media, ha scelto un comprensibile silenzio stampa (rischia la radiazione dall’albo e non solo se la sua firma dovesse apparire sulle ricette degli anestetici ospedalieri che il cantante usava per dormire contro ogni regola scientifica e di buon senso). Ma su Twitter restano le sue riflessioni delle ultime settimane (all’indirizzo http://twitter.com/awkmd): un invito ai media a lasciare stare i suoi pazienti (prima ancora della morte di Jackson), le sue condoglianze a Farrah Fawcett, e un appello che viste le ultime rivelazioni di US Weekly suona davvero inquietante: «Ai media – lasciate riposare in pace Michael e lasciate che la sua famiglia lo pianga. Almeno fatelo per i suoi bambini». Bambini di Jackson o del dottor Klein?

 

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