CORRIERE DELLA SERA .INTERVISTA A BRUNO VESPA.

Roma 16 Settembre 2009(Corsera.it)

Il flop che c'è stato, ed  è spaventoso, il 13% di share. Qualora fosse andato in onda Ballarò,le cui capacità personali del conduttore  Floris raggiungono e forse migliorano quelle di Bruno Vespa,la puntata si sarebbe trasformata in un disastro per l'immagine del Premier Silvio Berlusconi. Non che le cose adesso ne escano meglio,perchè una puntata a Porta a Porta in prime time su Rai 1 equivale ad un sondaggio e sul Premier il gradimento televisivo si ...

....è abbattuto come una scure. Certamente per Onna e i terremotati nessuno avrebbe fatto meglio,sono certo,sopratutto quelli di Ikarus,i velisti del futuro immaginabile,ma anche la filosofia del primo della classe forse in Italia ha perduto il suo appeale.Nessuno ci crede al migliore,tutti sono ben piantati con i piedi sul terreno .

Silvio Berlusconi è ormai isolato,si percepiva l'impaccio della solitudine,della fiera braccata dai suoi consimili,non ha nessuno scampo,Casini e i suoi cani feroci lo stanno azzannando per tutto il corpo.Gianfranco Fini barcolla nella sua alleanza,si è forse reso conto anche lui che l'Italia non è anglosassone e il bipartitismo è un sogno ridicolo.In Italia ci sono le enclavi e come dimostra il successo della Lega Nord ,maggiormente queste diventano particolari al territorio,ne assumono le sembianze storiche e genetiche e maggiore è la possibilità di successo.L'Italia prossima futura potrebbe legarsi al carro della Lega e seguire i focolai di ribellione geografica dei popoli,i cittadini italiani sono stufi della camorra e della mafia.

 

Vi rimando l'intervista apparsa sul Corriere di oggi.Su Bruno Vespa ho già deto la mia,riportandovi a gala nelle memoria l'episodio di Italsanità a cui la moglie Augusta Iannini assistette in qualità di magistrato.Tutti assolti,poi tutti condannati.UN caso emblematico del corso della giustizia e del senso della moralità delle persone.

Quando Bruno Vespa dice che le sue domande al Premier sono le più difficili ,dovrebbe spiegarci o domandare al Cavaliere quali sono  motivi che lo indussero all'alleanza politica della Lega Nord,dopo che la medesima dalle pagine della Padania,aveva montato una campagna stampa devastante a firma di Max Parisi,sul Berlusconi Mafioso?

Come può accadere che gli artefici di una campagna cos' diffamatoria,poi risultino diventare i partner politici dell'obiettivo dei loro attachi?

Per il resto l'intervista e le risposte di Bruno Vespa mi appaiono ragionate e giuste.Concordo con lui quando sostiene che gli emolumenti di Fabio Fazio non si conoscono,anzi sappiamo che sono milionari,talmente ricchi che ci si potrebbe permettere un bel lifting e denti nuovi.Condividiamo anche che essere berlusconiani adesso è come avere la peste.Infatti corriamo verso un nuovo periodo oscuro per la politica,ma tutti sappiamo che il gioco è quello che maggiormente piace agli italiani tutti che sventolano le bandiere,il ladrocinio costante e continuo della cosa pubblica.E dunque non ci rimane che spiarli e denunciarli quando conosciamo gli avvenimenti peggiori.A Vespa riconosciamo una grande eleganza di pensiero,una ragionevole educazione,il buon senso nelle cose ma sulla questione Floris ha sicuramente inciampato,perchè avrebbe dovuto battere i piedi ,perchè tutelando Floris,in fondo tutelava se stesso a parti inverse,non credete?

ROMA — Bruno Vespa, Garko batte Berlu­sconi 22 a 13. Che flop.
«Quale flop? Siamo seri. Lo abbiamo detto dal­l’inizio, col direttore di Raiuno Mauro Mazza. Non ci aspettavamo grandi ascolti. E martedì il mondo della tv era diverso. Sky e le "altre", cioè non Rai né Mediaset né La7, hanno totalizzato il 26%. Juve e Milan sono le squadre che attirano gli ascolti più corposi. Il pubblico maschile è andato lì... E vedrete che stasera Ballarò con una concor­renza meno agguerrita farà più ascolti di noi».

 

Garko sostiene: la gente ha voglia di di­strarsi.
«Mai avrei pensato di battere una fiction di Ca­nale 5. Ridicolo. Nessuno che sappia un minimo di tv lo farebbe. La nostra puntata è stata enfatiz­zata senza motivo. Da sempre apriamo la stagio­ne invitando il capo del governo del momento. Berlusconi aveva accettato per la seconda serata. Poi è arrivata la decisione della direzione genera­le di affidarci la prima serata. A mio avviso l’avve­nimento lo giustificava».

E la cancellazione di «Ballarò»?
«L’ho detto. Uno slittamento di due giorni non è un attentato alla li­bertà di stampa. È una decisione azien­dale. E ripeto. Non ho deciso io sulla collocazione in pa­linsesto ».

Si parla di telefo­nate di Palazzo Chi­gi al direttore gene­rale Mauro Masi per ottenere que­sto risultato.
«Non ne so nul­la».

Ha scritto Aldo Grasso: Vespa dove­va opporsi allo slittamento di «Ballarò» e di «Matrix». Cosa risponde?
«Grasso mi attribuisce straordinari poteri, che non ho, non solo sui palinsesti Rai ma anche di Mediaset. Ahimè, non mi hanno telefonato. Devo proprio deluderlo».

Ancora Grasso: martedì c’è stata una «tv del­l’obbligo».
«Per me c’era solo un obbligo, questo sì. Ma di servizio pubblico per la fine di un’emergenza co­lossale» .

L’accusano di aver fatto eco a Berlusconi du­rante la trasmissione: «Un record, un miraco­lo »... Non era eccessivo?
«Alcune frasi non esistono. Ma se si sta ai fatti, ciò che è accaduto a L’Aquila nella gestione del­l’emergenza è un vero record. Sono invece molto preoccupato per la ricostruzione che si annuncia complessa, costosa. Non vedo idee chiare né dal governo né dagli enti locali che dal 1 gennaio as­sumeranno il peso dell’operazione».

Carlo Verna, segretario dell’Usigrai, dice: Ve­spa sembrava Carlo Campanini, ottima spalla di Silvio Berlusconi.
«Espressione volgare e deludente che stona in bocca a una persona seria come Verna. La prossi­ma volta venga lui a intervistare Berlusconi a Por­ta a Porta. Lo invito. La spalla? Sfido chiunque a individuare qualcuno che abbia rivolto a Berlusco­ni domande sul conflitto di interessi con la mia stessa chiarezza».

Come farà, dopo le liti, senza Franceschini e Di Pietro?
«Mi chiedo invece: come faranno Dario France­schini e Antonio Di Pietro senza Porta a Porta? Ricordo che Di Pietro nelle ultime due stagioni si è seduto sulla nostra 'sedia elettrica', in 14 punta­te contro le 7 di Berlusconi».

Quindi inviterà altri esponenti del Pd e del­l­’Idv?
«I partiti non si identificano solo con i loro se­gretari».

E nel caso di un’alzata di scudi, di un «no» generalizzato delle opposizioni, come farete con la par condicio?
«Io affronto i problemi quando si manifestano. Per rispettare la par condicio è comunque indi­spensabile che si sia in due».

Il presidente della Rai, Paolo Garimberti, ha protestato con Berlusconi per le accuse rivolte a Raitre, a «Ballarò», «Annozero», «Report». Non era meglio fermare Berlusconi?
«Capisco che è sempre inelegante attaccare quando ci si trova in una posizione di forza. Ma se Berlusconi è costantemente attaccato da Raitre e da molte sue trasmissioni, non ci si può lamen­tare se poi Berlusconi attacca Raitre...».

Perché reagisce sempre male quando si di­scute di lei, di «Porta a porta», dei suoi compen­si?
«Ho tanti motivi di doglianza. Tra il 1993 e il 1994 avevo portato il Tg1 al successo contro il Tg5. Fui epurato per un anno. Nessuno protestò. Nella campagna elettorale 1994 fui relegato nel pomeriggio in una trasmissione con Giovanni Sartori, in prima serata c’era Lilli Gruber. Nessu­no disse niente. Pier Luigi Celli minacciò di chiu­derci, salvo poi pentirsi. Silenzio. La libertà di in­formazione dove comincia e dove finisce? I com­pensi? Perché solo i miei sono pubblici quando quelli, per esempio di Fabio Fazio o Daria Bignar­di, passano in Consiglio e filano via in silenzio? Sospetto due pesi e due misure. Con i moderati Rai sempre in difficoltà».

In tanti la definiscono «berlusconiano». La sua reazione?
«Frutto dell’invidia. Aspetto sempre che, in tra­smissione, i giornalisti ospiti rivolgano a Berlu­sconi domande che io non propongo. Perché non ho paura delle domande 'vere' e infatti le faccio. Berlusconiano? Ma se oggi significa, per qualcu­no, dare dell’appestato...».

Paolo Conti
17 settembre 2009

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