FUNERALI DI MESSINA.LUTTO NAZIONALE.LA CITTA' DEI MORTI TRAVOLTI DALLA MAFIA.

Messima 10 Ottobre 2009(Corsera.it)

L'Italia è in lutto nazionale per i morti sicialiani,quelli travolti dall'alluvione,dove le case dei comuni del messinese sono stati travolti da incuria e gli affari di una mentalità mafiosa.L'Italia piange e si dispera,lacrime di coccodrillo,poichè in quelle strade e in quelle città la Mafia impera,la corruzione politica è devastante e sono i vicini di casa quelli che ti ammazzano.

segui all'interno la cronaca dei funerali

Altra Fonte IL Corriere della Sera. MESSINA - È il giorno più triste per Messina che deve dare l'ultimo saluto a 21 vittime dell'alluvione. Negozi chiusi e saracinesche abbassate in tutta la città che in massa si è spostata davanti al Duomo. I funerali sono iniziati alle 10.40 con un'applauso. Le bare, sistemate una accanto all'altra su due file ai piedi dell'altare della Cattedrale, sono la prova visibile dell'immensa tragedia che ha segnato per sempre Messina e Scaletta Zanclea. Sono avvolte nel Tricolore perché qui, come in Abruzzo, si è consumata una tragedia che tocca tutta l'Italia.

 

LUTTO NAZIONALE - Ecco perché oggi è giornata di lutto nazionale e sono presenti il presidente del Senato Renato Schifani, chiamato a rappresentare il capo dello Stato, e il premier Silvio Berlusconi. La cerimonia religiosa è officiata dall'arcivescovo Calogero La Piana che concelebra con l'arcivescovo emerito Giovanni Marra e quello di Palermo Paolo Romeo, presidente della Conferenza episcopale siciliana. Presente anche padre Martin Epure della chiesa di rito ortodosso per la benedizione della salma di una donna romena. Soprattutto ci sono le famiglie, le comunità colpite e migliaia di persone dentro e fuori il duomo, attraversate da una commozione frammista a rabbia. L'immagine più toccante è quella di Raffaella Maugeri, mamma di Leo e Cristian, i due fratelli di 23 e 22 anni trovati abbracciati sotto alla macerie della loro casa, in via Puntale.

DA L'AQUILA - Molti sono venuti da lontano, con i traghetti: come alcuni residenti de L'Aquila, città devastata dal terremoto; o un gruppo di calabresi, «Reggio piange i fratelli», si legge in uno striscione con i colori della bandiera italiana. Mentre la città si ferma: bandiere a mezz'asta, le scuole sono chiuse, le saracinesche abbassate. In chiesa anche i ministri Angelino Alfano e Stefania Prestigiacomo, il capo della protezione civile Guido Bertolaso, il presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo e il presidente dei senatori Pd Anna Finocchiaro. Nella chiesa madre ci sono solo 21 delle 28 vittime dell'alluvione finora recuperate, una delle quali non ancora identificata; per le altre i familiari hanno scelto cerimonie private. Erano di Scaletta Zanclea, Giampilieri, Altolia, Briga e Molino. Ma oggi è come se ci fossero tutti, anche gli otto dispersi che hanno un nome e che si continua a cercare nel fango diventato come cemento.

LA BARA BIANCA - C'è la bara bianca della piccola Ilaria, 5 anni, coperta da fiori bianchi accanto a quella della madre. Il visino dolce e gioioso sorride da una foto. L'hanno cercata per giorni, solo mercoledì sera sono riusciti a recuperare il suo corpo sotto le macerie di casa in via Puntale a Giampilieri superiore. Il fango ha negato il futuro anche alla madre Teresa Macina, 40 anni, che era stata recuperata due giorni prima. Avvolta nella bandiera c'è la bara di Pasquale Neri, 29 anni che tutti conoscevano come Simone e che ha salvato otto vite: avrà la medaglia d'oro al valor civile. Ci sono poi i feretri dei fratelli Cristian e Letterio Maugeri di 22 e 23 anni, finiti sotto il fango con il nonno Letterio Maugeri. Un'unica bara è coperta dalla bandiera romena, quella di Monica Balascuta, 48 anni. È morta insieme a Concetta Cannistraci che accudiva come badante. Nell'inferno di fango e detriti hanno perso la vita anche Giuseppa Calogero, 81 anni, Maria Carmela Barbera, 81 anni, Salvatore Scionti, 64 anni, Giuseppe Tonante, Agnese Falgetano, 44 anni, Francesco De Luca, Maria Letizia Scionti, 33 anni, Carmela Oliveri, 47 anni, Luigi Costa, 41 anni, Maria Li Causi, 84 anni, Maria Restuccia, 72 anni, Salvatore Zagami,45 anni, Martino Scibilia 86 anni.

L'OMELIA- «Il vostro silenzio, mie cari fratelli defunti è il grido più eloquente di ciò che tutti noi oggi osiamo sperare, chiedere e gridare ai responsbaili della cosa pubblica: restituiteci la serenità, dateci la garanzia di un piano di sicurezza, fatto di opere concrete e non di carte o di parole vuote e di circostanza, perchè simili targedie non abbiamo più ad accadere». Sono le dure parole pronunciate da monsignor Calogero La Piana, arcivescovo di Messina, nella sua Omelia per i funerali solenni che si stanno celebrando al duomo di Messina per le vittime dell'alluvione. «Il grido di Gesù - 'Dio mio, Dio mio perchè mi hai abbandonato' - è il grido dell'umanità sofferente, è il grido di questa comunità profondamente scossa dal tragico evento dell'alluvione, è il grido della popolazione dell'Abruzzo colpita dal terremoto. È il grido degli uomini provati in ogni angolo della terra da devastanti inondazioni o calamità naturali».


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