REGIONE LAZIO SCANDALO.BRENDA IL TRANSESSUALE CHE HA FATTO IMPAZZIRE PIERO MARRAZZO.

Roma 24 Ottobre 2009(Corsera.it)

Tutti abbiamo letto la dichiarazione introduttiva di Piero Marrazzo alla Presidenza della Regione Lazio.Lo ricordiamo perfettamente la frase in cui Piero Marrazzo dichiarava:

E quando tutto cambia noi dobbiamo sapere cambiare e dobbiamo saperlo fare in fretta perché la velocità è un'altra delle caratteristiche del nostro tempo: e, certo, dobbiamo usare il cuore, ma, soprattutto dobbiamo sapere usare il cervello!

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Care elettrici e cari elettori,

quando, oramai cinque mesi fa, ho deciso di accettare la candidatura alla presidenza della Regione Lazio, non ho sentito il passaggio dalla mia attività di giornalista alla politica come una cesura, un punto di snodo. Mi è sembrato, invece, un passaggio del tutto naturale. Riprendevo il filo della mia passione politica giovanile e continuavo ad occuparmi dei problemi dei cittadini, quello che avevo fatto negli ultimi anni con il mio lavoro in televisione.

Continuavo a stare dalla stessa parte: quella delle persone e dei loro problemi.

E' per questo che ho accettato senza esitazioni l'offerta che mi è stata fatta. Con la convinzione che la mia candidatura avrebbe potuto contribuire a costruire una Regione migliore. Ne abbiamo molto bisogno: me ne se non reso conto in questi mesi in cui ho girato il Lazio in lungo ed in largo. Penso che siamo ad un momento storico: per il Lazio e per l'Italia. Ci sono, di fronte a noi, le grandi opportunità di un mercato sempre più grande, di un turismo sempre più globalizzato, di un Mediterraneo che ci restituisce una centralità persa da secoli.

Ed assieme a queste opportunità vi sono i problemi di una concorrenza sempre più forte, di un'insicurezza crescente, di società che bisogna imparare in fretta ad integrare. Grazie all'Europa potremo affrontare le grandi sfide planetarie, l'Europa che ci ha garantito la pace in questi cinquant'anni e che, se unita, potrà essere protagonista delle grandi questioni internazionali portandovi i nostri valori di pace, di democrazia e di giustizia.

Ma l'Europa trae forza dall'energia e dalla solidità degli Stati e dei sistemi regionali che la compongono, dalla vitalità e dal dinamismo delle comunità locali che la animano perché è ai territori e alle comunità locali che, in base al principio di sussidiarietà, l'Unione europea affida il compito di assicurare il benessere dei cittadini e lo sviluppo delle iniziative economiche, di realizzare la libertà delle persone attraverso un rapporto di reciproca responsabilità con la comunità cui appartengono.

 E quando tutto cambia noi dobbiamo sapere cambiare e dobbiamo saperlo fare in fretta perché la velocità è un'altra delle caratteristiche del nostro tempo: e, certo, dobbiamo usare il cuore, ma, soprattutto dobbiamo sapere usare il cervello!

Per farlo è necessario uno scatto deciso, un colpo di reni. E' necessario costruire un'amministrazione che sia effettivamente capace di aiutare i cittadini, le famiglie e le imprese della nostra Regione a crescere; una Regione che spinga all'eccellenza e che promuova politiche di inclusione. Una Regione che orienti tutte le possibilità che la Costituzione attribuisce al livello regionale alla costruzione di un Lazio diverso, molto diverso. Questa la sfida di fronte a noi: una sfida difficile, e proprio per questo bellissima. Difficile perché i punti di partenza non sono i migliori.

Oggi, al di là di quello che dicono i manifesti e la propaganda, il Lazio non è nelle classifiche di competitività delle regioni europee. E' fuori dal grande giro: Londra, Parigi, Barcellona sono vicine a Roma; ma la Greater London, l'Ile de France, la Catalogna sono lontanissime dal Lazio: molto più avanti, proiettate a livello internazionale, mentre il Lazio rimane in una posizione di retroguardia. Bisogna lavorare per costruire una Regione più forte: con un apparato produttivo più specializzato nei settori ad elevata tecnologia e capace di un dialogo continuo con l'Università, con una formazione orientata alle esigenze dello sviluppo, con la capacità di attrarre investimenti dall'estero e di stare sui mercati internazionali da protagonista, con un turismo che riesca a catturare i grandi flussi che arriveranno dai paesi che solo ora si aprono all'economia globale.

Ma non è solo questione di una Regione poco competitiva, questi mesi mi hanno anche restituito l'immagine di una Regione con forti ingiustizie al suo interno: una Regione con un tasso di povertà molto elevato in alcune delle sue aree, con un forte divario territoriale, con molta esclusione ed emarginazione. Sono convinto che la risposta politica che il governo di centro-destra ha dato a questi problemi non è stata all'altezza della sfida davanti a noi. Per capirlo bisogna guardare oltre la propaganda.

Chi conosce la realtà regionale da vicino sa che ci sono troppi debiti e troppe spese inutili; sa bene che il governo della Regione non ha ascoltato Comuni e Province, non ha tutelato il patrimonio ambientale, non ha aiutato veramente il mondo della produzione e del lavoro, non è riuscito a realizzare le infrastrutture necessarie allo sviluppo della Regione Sa, soprattutto che è mancata, in questi anni, una visione del Lazio del futuro, non si è progettata una Regione inserita nello scenario competitivo di domani. E senza la bussola di una strategia politica, spesso ognuno è andato per la sua strada: e così ritornano distribuzioni a pioggia e clientele, favoritismi e spese fuori controllo, lottizzazioni e mancate promesse.

E' contro questo che noi indichiamo un altro modo di governare la nostra Regione; è contro questo che noi abbiamo ascoltato, in questi mesi, le idee di chi voleva cambiare direzione di marcia: le idee delle associazioni e degli amministratori, degli operatori e degli osservatori, delle famiglie e dei cittadini.

 Il risultato del dialogo è, oggi, questo volume nel quale abbiamo fatto convergere le nostre riflessioni sui problemi della Regione e le idee per risolverli, in cui abbiamo messo insieme la visione di un Lazio europeo e le politiche necessarie a costruirlo. Sono idee che toccano molti punti: dallo sviluppo, alla solidarietà, al profilo internazionale. Sono proposte che cominciano dalla macchina amministrativa ossia dal modo in cui sono concepiti i rapporti tra Regione, amministrazioni locali, imprese e cittadini. Vogliamo cambiare, prima di tutto, il modo di gestire la cosa pubblica. Con noi Province e Comuni ritorneranno protagonisti, con noi la Regione tornerà a progettare.

Ci impegniamo, in questo senso, a presentare entro il 2006 i principali atti rimasti incompiuti in questi anni: Trasporti e Paesaggio in testa, progetti che vogliamo pensati dai migliori cervelli specialistici e con la più ampia partecipazione democratica, con l'idea di un Lazio rispettoso del territorio e proiettato in una dimensione globale. Con noi si riprenderà ad investire nello sviluppo e non solo nella crescita. Vogliamo dare una missione economica al Lazio, individuando i poli di competitività, le aree di eccellenza e focalizzando su di esse le risorse e gli sforzi delle numerose istituzioni di ricerca già presenti nel Lazio. In una Regione con tante intelligenze è uno spreco inaccettabile che non si sviluppi un'industria avanzata. E' un'alleanza tra ricerca ed industria quella che proponiamo, che si sostanzierà nella concentrazione degli interventi, nello scambio di esperienze, nella promozione di una vera e propria rete che leghi chi investe e chi ricerca.

Ci sono modelli di altre regioni europee all'avanguardia, come la Catalogna: li faremo nostri. Ma non ci sono solo le produzioni di punta. Noi siamo convinti che in questo modello di sviluppo la cultura e il turismo debbano essere al centro. E' tempo che la nostra Regione giochi sullo scenario mondiale il ruolo che le compete. Qui noi siamo veramente leader: dobbiamo crederci e comportarci come tali. E' assurdo che non vi siano, nella nostra Regione, festival culturali di qualità, è inconcepibile che sia assente una rete di teatri cittadini e che i centri storici delle città e dei borghi, il vero DNA del Lazio e la vera spinta per un turismo diffuso, non siano oggetto di un'attenzione tutta speciale. Rimedieremo a queste lacune. Ed è essenziale, nel disegno che abbiamo sviluppato, l'ambiente. Sia perché un sistema potenziato di aree protette è capace di attirare turisti, sia perché abbiamo l'opportunità di sviluppare tecnologie ecocompatibili nell'industria e nelle costruzioni. Con un obiettivo: quello di fare il Lazio la prima Regione in linea con le prescrizioni di Kyoto. Queste alcune idee per costruire un Lazio efficiente. Ma il nostro obiettivo è anche costruire un Lazio giusto, un Lazio della solidarietà. In questo il welfare è il nostro terreno di sfida.

La sanità su tutti. Con noi verrà abolito progressivamente il ticket e si introdurranno forme di monitoraggio della spesa farmaceutica capaci di porre sotto controllo un fattore di spesa che incide pesantemente sulle casse regionali.

Così come proponiamo una lotta al lavoro precario. C'è n'è troppo, specie tra i giovani e tra le donne, e non abbiamo ancora sviluppato strumenti per sostenere i lavoratori nel passaggio da un lavoro ad un altro. Qui noi introdurremo un reddito che sostenga i giovani in queste difficili fasi di transizione.

E ci occuperemo anche di assicurare una formazione permanente di qualità: per evitare che chi esce dal mondo del lavoro possa rientrarvi. Vogliamo poi affrontare con decisione la questione casa, una questione che è per molti abitanti del Lazio il problema dei problemi; è il primo capitolo di una politica per la persona e per la famiglia, ma anche una questione cruciale per consentire ai giovani di progettare il loro futuro. E, per noi, fare politica è, soprattutto, disegnare il futuro. Per questo le giovani generazioni hanno una posizione centrale nel nostro programma. Vogliamo essere all'avanguardia in quest'area attraverso la predisposizione di strumenti in grado di assicurare ai bambini del Lazio risorse da utilizzare, a 18 anni, per spese di formazione o per mettere su un'impresa.

Ma vogliamo anche cambiare le priorità di investimento: le spese di istruzione debbono diventare centrali cosi come il sostegno agli studenti. E' qui che si gioca il nostro futuro. Con la Chiesa cattolica avremo un rapporto di collaborazione e di amicizia, senza nessuna strumentalizzazione: l'ascolto e il consiglio dei suoi rappresentanti e delle sue associazioni e movimenti sarà da noi valorizzato in ogni occasione. Rispetteremo e sosterremo la sua opera di cultura, di educazione e di carità, che sono parti determinanti della storia di questa Regione. A cominciare dall'impegno per la pace il programma sottoscritto da tutta la nostra coalizione affronta diverse problematiche che stanno a cuore alla comunità ecclesiale: dall'aiuto concreto ai cittadini più deboli, all'etica nella scelta e nei comportamenti di amministrazione e di governo.

Sapremo valorizzare tutte le presenze religiose che sono nella nostra Regione segno di ricchezza storica, culturale, e sociale: lavoreremo per costruire una comunità che viva nella ricchezze della diversità, del dialogo e della pace, e sappia raccontarle innanzi tutto ai più giovani. A questo chiameremo i rappresentanti di tutte le religioni, sostenendo i loro progetti e il loro lavoro a servizio delle differenti comunità. Per questo ci collegheremo con i grandi progetti di scambio tra religioni e culture che sono fioriti in questi anni in Europa e in particolare a Roma. Governo efficiente, sviluppo, solidarietà: sono questi i nodi della nostra azione politica.

Su questi temi abbiamo chiamato a raccolta le tante energie che ci sono in questa Regione, le abbiamo confrontate ed ascoltate. Sono frutto di questo dialogo le idee qui contenute: idee che vogliamo portare al governo ed alla cui attuazione chiameremo le energie migliori in tutti i campi; idee che continueremo a sviluppare e perfezionare confrontandole con le esperienze europee di maggiore successo, ascoltando i bisogni, innovando continuamente, facendo vivere la democrazia partecipativa e diretta. Sono le idee con le quali contiamo di rimettere il Lazio in corsa: per un futuro da protagonista.

Sono le idee sulle quali chiediamo il voto dei cittadini del Lazio, il vostro voto.

Un voto essenziale. Per vincere oggi e cominciare a cambiare la nostra Regione; per vincere anche nel 2006 e cambiare, con il Lazio, tutta l'Italia. Piero Marrazzo

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