CAMBIO EURO DOLLARO.SHOCK ASIMMETRICI E MERCATO IMMOBILIARE .INTERVIENE IL NOBEL ROBERT MUNDELL.

New York 1 Febbraio 2010 (Corsera.it)di Matteo Corsini

Quella sugli "shock asimmetrici del cambio euro dollaro",era una mia teoria per descrivere la grave situazione economica di ieri,oggi un premio Nobel,nella circostanza Robert Mundell,la certifica,anche se in ritardo e vediamo perchè.

Robert Mudell, premio Nobel,interviene finalmente sul fenomeno finanziario ,che io qualche anno addietro avevo indicato come "gli shock asimmetrici del cambio euro dollaro".Il motivo era semplice,perchè malgrado il differenziale del cambio monetario oscillava con forza strepitosa,i due mercati immobiliari iniziavano a scendere ...

...contemporaneamente,senza che l'uno prevalesse sull'altro,nella logica della convenienza del cambio.

Il premio Nobel Mundell infatti dichiara "La vera minaccia è l'instabilità del biglietto verde,Usa e Europa dovrebbero fissare un range tra 1.20 e 1.50 e impegnarsi a rispettarlo."

Interessante conclusione,soltanto che era scritta(riportiamo integralmente l'articolo pubblicato su il Sole 24 Ore del 24.11.2007)dal sottoscritto da circa 3 anni.Al contempo  anticipavo anche la flessione, anzi il vero trauma del settore immobiliare,che infatti ...

...nel corso degli ultimi 24 mesi si è acuita,lasciando con le mani nel sacco moltissimi capitalisti immobiliari,oggi finiti nelle peste.C'è da dire che il crollo di Italease,della gestione devastante ...dei capitali delle banche a favore di pochi e incapaci immobiliaristi ha determinato anche il depauperamento dei titoli di quella azienda come altre(vedi Aedes Risanamento) e che se i lungimiranti amministratori mi avessero dato retta,oggi centinaia anzi migliaia di piccoli risparmiatori sarebbero stati salvati da una perdita totale.

Per quanto riguarda le conseguenze e gli effetti dello shock asimmetrico del cambio euro dollaro,possiamo oggi soltanto replicare a Mundell,con tutta l'umiltà che dobbiamo a così illustre economista,che la tenuta del cambio tra le due monete sarebbe una gabbia di morte,poichè da tre anni a questa parte,proprio grazie alla crisi finanziaria,l'aumento sproporzionato della moneta circolante condurrà ad un periodo di iperinflazione e dunque lo shock del cambio tra euro e dollaro avrà proporzioni ancora maggiori di quelle odierne,necessarie,però,perchè la sua elasticità dovrà bilanciare i rapporti economici tra paesi produttori esportatori,fungendo quasi da vasi comunicanti.I beni immobiliari rimarranno nel corso dei prossimi anni,l'unica ancora di salvezza nel caos delle fasi di alternanza recessiva iflattiva.D'altronde quando le risorse finanziarie delle imprese e delle banche vengono consumate senza alcuna attenzione,da amministratori criminali,ci ritroviamo difronte alla necessità di integrare i soldi scomparsi,la ricchezza bruciata,stampando moneta come molti stati stanno facendo da alcuni mesi.E pur sempre l'economia rimane un sogno,che tutti noi,compreso anche Robert Mundell teniamo gelosamente stretta nel cassetto del comodino della nostra camera da letto.

 

Matteo Corsini

Corsera.it

 

Rportiamo l'articolo pubblicato nel 24 Novembre del 2007 .

 

Euro dollaro gli shock asimmetrici e il mercato immobiliare italiano.

 

 

"Negli ultimi mesi abbiamo intravisto lo spettro del modello studiato da Diamond e Dybvig [la teoria che spiega la corsa agli sportelli bancari, n.d.r.]: la sua fase acuta è stata vissuta dagli Stati Uniti d'America dove il mercato immobiliare interno si ritrova schiacciato dallo shock dei mutui subprime e da un calo vertiginoso delle quotazioni del mattone".

Matteo Corsini, Presidente di Corsini Real Estate Consulting, commenta così l'attuale fase dei mercati finanziari e immobiliari. "L'Europa invece, specialmente l'Italia, si ritrova comodamente seduta sulla fortezza dell'euro forte, che ha salvato duecentomilioni di persone anche dalle tensioni derivanti dall'aumento del costo del petrolio". Secondo Corsini, "è la rappresentazione di uno shock asimmetrico violento, in cui due delicati meccanismi economici che solitamente convivono in equilibrio, oggi tentano di prevalere l'uno sull'altro.

Da una parte gli USA cercano un vantaggio astronomico nella bilancia dei pagamenti, dall'altra l'Europa cerca di arginare la debolezza del dollaro per salvaguardare la competitività delle proprie esportazioni." Continua Corsini: "Da alcuni mesi il Presidente Montezemolo lancia moniti alle autorità monetarie europee per convincerle a ridimensionare il differenziale euro-dollaro: la competitività delle aziende italiane rischia di precipitare. Fanno eccezione le aziende del lusso, ad esempio Bulgari, che continuano a macinare utili sui mercati di nicchia: uno scenario inverso rispetto alle curve di indifferenza, che illustrano l'ineluttabilità della diminuzione della domanda quando il valore del bene venduto aumenta. Ma per molte altre industrie italiane quanto previsto dal saggio marginale di sostituzione (gli sms economici) potrebbe invece incrinare le scelte dei consumatori a favore di prodotti simili e a minor costo." Sugli scenari possibili nell'immobiliare Corsini dice: "La cautela con cui la BCE si sta muovendo per sostenere il differenziale dell'euro verso il dollaro potrebbe nel breve termine avere conseguenze nel processo di formazione dei costi. Sebbene infatti in Italia il mercato immobiliare interno non abbia vacillato per la crisi dei subprime, i primi segnali di indebolimento cominciano a farsi notare, soprattutto nel residenziale, anche se nelle grandi città, soprattutto nella capitale, il terziario continua a mantenere le sue quote di rispetto e una tendenziale continuità tra domanda e offerta.

" Il problema, ribadisce Corsini, sta nel cambio euro-dollaro: "Se la corsa del dollaro perdura al ribasso i mercati immobiliari statunitensi, soprattutto nelle grandi città - New York Boston, Philadelphia e tutte quelle legate ai grandi circuiti universitari mondiali - potrebbero essere sommersi da un afflusso di capitali. Lo shock asimmetrico, dunque, qualora confermi la sua caparbietà direzionale, potrebbe costituire il trampolino di lancio per un riequilibrio delle risorse liquide generate dal brillante andamento del mercato immobiliare italiano degli ultimi cinque anni." Si chiede Corsini: "Perché i grandi 'giardinieri' della politica monetaria statunitense operano per far diminuire il valore del dollaro rispetto all'euro? Senz'altro per colmare il deficit commerciale, ma anche per riguadagnare l'interesse degli ingenti capitali generati dalla volatilità del real estate europeo.

Un mercato che ha trasformato aziende fino a ieri indebitate in corazzate capaci di acquistare centinaia di milioni di euro di immobili. Gli MSA, i mercati speculativi americani, che sono intuizioni di strategist molto astuti, solitamente preparano un parterre altamente speculativo, fatalmente attraente per molti investitori e talmente fulminante nella sua crescita che molti capitali, dopo una prima fase di enormi guadagni, rimangono quasi sempre impigliati in un vortice di ribassi, determinando un dissanguamento economico per gli investitori avventati, professionisti e non.

Pensiamo alla bolla internet, capace di ingoiare in un vortice senza precedenti capitali da ogni parte del globo fino a farli sparire con un crollo talmente eclatante da dissolvere la fiducia tra istituti bancari europei e istituzioni di controllo americane per molti anni. Quella che io intravedo è l'accattivante e complesso scenario di una eccezionale opportunità di investimento per il mondo intero: il mercato immobiliare americano a prezzi stracciati e comunque molto competitivi. I riflettori, insomma, sono puntati sul mercato sicuro per eccellenza, quello immobiliare, dove migliaia di investitori europei si stanno gettando senza remore, proprio come quando internet sembrava al mondo la nuova frontiera della globalizzazione. L'archetipo finanziario costruito dalle geniali menti americane (l'Albero del Gioco in economia) è una rappresentazione hollywoodiana del loro mercato immobiliare, di tale vischioso appeal da far ingolosire chiunque, anche gli investitori più conservativi." Non basta: "In un mercato interno dove la stretta creditizia comincia a farsi sentire anche nei confronti del piccolo risparmiatore, la possibilità di acquistare un appartamento di qualità in una città come New York potrebbe indurre un disequilibrio della domanda interna rispetto a quella esterna e più favorevole delle piazze americane." Continua Corsini: "Negli ultimi mesi si è sviluppata anche una discreta offerta dall'innovativo e ancora poco conosciuto mercato immobiliare degli Emirati Arabi Uniti, specialmente dalla fantastica Dubai, di cui noi siamo stati antesignani. Gli americani non stanno a guardare ed è evidente che qualora l'offerta del mercato immobiliare degli Stati Uniti, con i suoi valori e le sue condizioni, diventi molto allettante rispetto a quello dei paesi arabi, la scelta degli europei propenderà inevitabilmente a favore del primo.

Meglio puntare sulla grande Mela che sulle spiagge di Dubai, dove il vento del deserto rischia di vanificare ogni investimento duraturo." Continua Corsini: "Crediamo che gli scenari paventati da Montezemolo debbano tenere in considerazione la possibilità che lo shock asimmetrico dei valori immobiliari tra Italia e USA e il cambio euro dollaro costituiscano per il mercato immobiliare interno capace oggi di trascinare le economie delle nostre principali città - un elemento di notevole preoccupazione: molte delle risorse che oggi si aggirano in Italia potrebbero infatti essere risucchiate al di là dell'oceano.

Qualche giorno fa il gruppo Corcoran di New York ha presentato proprio su Il Sole 24 ore l'offerta di appartamenti di lusso in un building a New York. Similmente, a Dubai, i costruttori indiani presentano la propria offerta cercando di accattivarsi le simpatie degli investitori stranieri attirati nel cerchio di fuoco da valori bassissimi e cambi assolutamente favorevoli." Corsini conclude con un avvertimento: "Se il dollaro toccherà quota 1.60 nei confronti dell'euro, quasi che l'euro tornasse indietro recuperando il differenziale favorevole con una lira tramutatasi in dollaro, i nostri banchieri e quelli della BCE si attendano una trasfusione dei capitali riservati all'investimento immobiliare verso gli USA che certamente condurrà al crollo della domanda interna nel mercato italiano (reversibilità di uno shock), con un collasso dei prezzi e un acuirsi delle esposizioni dei prestiti bancari nel settore fondiario, paradigmatica conseguenza di una crisi economica silenziosa che oggi serpeggia in altri settori commerciali e industriali del nostro paese ed è già molto sentita dalle persone comuni".

 

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