REGIONALI ITALSANITA'. AFEF SQUATRITI IL MATRIMONIO CON UNA DOTE DA 572 MILIARDI.

Roma 6 Febbraio 2010 (Corsera.it) a cura di Matteo Corsini

Regionali Emma Bonino e Renata Polverini,candidate di gomma?

 Il "re delle acque minerali" è sott' accusa, come pure l' avvocato Marco Squatriti, anche per la megatruffa organizzata con l' Italsanità, un ente pubblico, ora in liquidazione, istituito per reperire "residenze sanitarie assistenziali" per gli anziani. Furono scelte 28 cliniche dislocate in varie parti d' Italia. Molti dei contratti firmati dall' ex amministratore delegato, Ugo Benedetti, riguardavano immobili di Ciarrapico e dell' avvocato Squatriti. Il primo firmò un contratto di 189 miliardi in 20 anni per il Policlinico Casilino mentre Squatriti ottenne un affitto di 572 miliardi in nove anni. E fu proprio "la Repubblica" il primo giornale a denunciare lo scandalo. Attraverso poi quei contratti miliardari, non ancora perfezionati, Ciarrapico e Squatriti riuscirono a ottenere cospicui anticipi dalla Safim. A "dare una mano" perché l' operazione andasse in porto, sarebbero stati ....

....proprio Mauro Leone e Dario Barbato, che fu incriminato nel settembre scorso (era agli arresti domiciliari). Ciarrapico e Iannelli, inoltre, devono rispondere anche di falso in bilancio. Una storia di 300 miliardi di spese, secondo i giudici inesistenti, iscritte sotto la voce "passività" sui libri contabili di alcune loro società. "

CIARRAPICO - LEONE DUE BIG NELLA RETE

ROMA - "Tra un po' dovremo mettere i tappeti rossi per terra": parole di una guardia di Regina Coeli, testimone, ieri mattina, di un avvenimento storico, l' arrivo in carcere del figlio di un ex presidente della Repubblica, Mauro Leone. Uno dei tanti potentissimi di ieri che oggi stanno cadendo a grappoli nella rete di Tangentopoli. E quello di Leone non è il solo nome di spicco negli ordini di cattura firmati dai pm Antonino Vinci e Roberto Cavallone e convalidati dal giudice per le indagini preliminari Augusta Iannini. C' è un altro big dell' imprenditoria e della finanza, Giuseppe Ciarrapico, "re delle acque minerali" e presidente della Roma calcio. Seguono nell' ordine: Ugo Benedetti ex amministratore delegato dell' Italsanità; Dario Barbato, ex direttore generale della Safim factor e rappresentante legale della Safim leasing, l' avvocato Marco Squatriti e Eugenio Iannelli, amministratore di alcune società del gruppo Italfin ' 80 di proprietà di Ciarrapico. Per tutti e sei il reato contestato è l' associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata e continuata, alla Safim e all' Italsanità. Il blitz del Nucleo giudiziario della Guardia di Finanza, comandato dal colonnello Nicolò Pollari, ha permesso l' arresto immediato di Mauro Leone, dell' avvocato Marco Squatriti e di Dario Barbato. Non sono stati trovati invece Ciarrapico e Iannelli. Mentre Benedetti si é costituito spontaneamente, nel tardo pomeriggio presso la caserma delle Fiamme gialle di via dell' Olmata, accompagnato dall' avvocato Marcello Petrelli. MANCAVA poco a mezzogiorno quando i finanzieri sono entrati nella stanza della clinica "villa del Rosario" dove era ricoverato il figlio dell' ex presidente della Repubblica. Ma Leone non doveva essere troppo malato. Almeno secondo giudici e finanzieri i quali hanno deciso che l' imputato poteva, anzi doveva, essere trasferito immediatamente a Regina Coeli. Così, sotto lo sguardo stupito di suore, medici e infermieri, il figlio dell' ex capo dello Stato ha lasciato la clinica. E alle 13 e 55 le porte del vecchio carcere romano si sono spalancate per accogliere l' illustre "ospite". Immediata la protesta del suo legale, l' avvocato Ugo Longo, che ha diffuso una dichiarazione con la quale "contesta energicamente l' opportunità della misura cautelare di detenzione in carcere in assenza di esigenze investigative di possibile inquinamento delle prove, tenuto conto delle gravi condizioni di salute dell' imputato". I sei ordini di cattura sarebbero nati da un rapporto della Guardia di finanza di 200 pagine dattiloscritte, redatto dopo sei mesi di indagini presso la Safim e l' Italsanità. Sulla gestione dei due enti pubblici erano state aperte due diverse inchieste giudiziarie ma alcune operazioni di credito si sono poi "intrecciate": sono emersi in pratica gli stessi "beneficiari" (come Ciarrapico e l' avvocato Squatriti) che avrebbero avuto, secondo l' accusa, un unico scopo: truffare denaro pubblico con la compiacenza di amici che sedevano sulle poltrone adatte. La Safim, la finanziaria dell' Efim, era stata costituita per agevolare le piccole e medie industrie manifatturiere attraverso due branche, la Safim leasing e la Safim factor. Ciarrapico avrebbe ottenuto cospicui finanziamenti presentando una certificazione, il più delle volte, risultata non corrispondente alla realtà. I "titoli di credito" scontati e ritenuti illegittimi si riferiscono a diverse società. In particolare, alle imprese Sovital, Italfin ' 80 (finanziaria del gruppo), Commercial service, Commercial Sovital, Idrominerale Romana Bognanco, Idrominerale Emiliana Bognanco, Transaction e Fiuggi Commercial Service. Un affare colossale: si parla di circa 32 miliardi che Ciarrapico dovrebbe restituire. Il "re delle acque minerali" è sott' accusa, come pure l' avvocato Marco Squatriti, anche per la megatruffa organizzata con l' Italsanità, un ente pubblico, ora in liquidazione, istituito per reperire "residenze sanitarie assistenziali" per gli anziani. Furono scelte 28 cliniche dislocate in varie parti d' Italia. Molti dei contratti firmati dall' ex amministratore delegato, Ugo Benedetti, riguardavano immobili di Ciarrapico e dell' avvocato Squatriti. Il primo firmò un contratto di 189 miliardi in 20 anni per il Policlinico Casilino mentre Squatriti ottenne un affitto di 572 miliardi in nove anni. E fu proprio "la Repubblica" il primo giornale a denunciare lo scandalo. Attraverso poi quei contratti miliardari, non ancora perfezionati, Ciarrapico e Squatriti riuscirono a ottenere cospicui anticipi dalla Safim. A "dare una mano" perché l' operazione andasse in porto, sarebbero stati proprio Mauro Leone e Dario Barbato, che fu incriminato nel settembre scorso (era agli arresti domiciliari). Ciarrapico e Iannelli, inoltre, devono rispondere anche di falso in bilancio. Una storia di 300 miliardi di spese, secondo i giudici inesistenti, iscritte sotto la voce "passività" sui libri contabili di alcune loro società. "Passività che, secondo quanto accertato dalla Guardia di Finanza ammontavano a 110 miliardi per i bilanci del 1990. E poi "saltate" a 168 in quelli dell' anno successivo. Secondo alcune indiscrezioni si é appreso che la Idrominerale romana di Bognanco presentava una passività di 2 miliardi e 700 milioni per il ' 91, la Idrominerale Emiliana, 2 miliardi e ottocentomilioni. Queste "perdite, ritenute infondate, sono al vaglio degli inquirenti per stabilire tra l' altro quanto denaro é stato sottratto al fisco e agli oneri previdenziali da parte del gruppo Italfin ' 80. Ciarrapico dopo aver appreso che nei suoi confronti era stato emesso un ordine di custodia cautelare si è messo in contatto telefonico con la Guardia di Finanza. Ha assicurato che intendeva costituirsi ma fino a tarda sera non s' era ancora fatto vivo. C' è chi sostiene che si trovi a Ginevra dove si sarebbe recato per un controllo medico dopo gli ultimi problemi di cuore. Come si ricorderà, nei giorni scorsi non si presentò al processo per la sospetta compravendita della Casina Valadier, proprio perché ricoverato in una clinica a causa di disturbi cardiaci. I medici del tribunale che lo visitarono affermarono, però, in un loro documento, che lo stato di salute del "re delle acque minerali" era più che buono. Il processo si concluse con la condanna di Ciarrapico a due anni di reclusione e senza i benefici di legge. Ora, il suo legale, l' avvocato Carlo Taormina, ripete soltanto: "Insieme al collega Petrelli stiamo esaminando la situazione per capire cosa abbia determinato il provvedimento di custodia cautelare...". - di FRANCO SCOTTONI

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