CRISI EURO. GLI EFFETTI DELLA DEFORMAZIONE DELLA POLITICA MONETARIA DELLA BCE.

Roma 24 Maggio 2010 (Corsera.it) di Matteo Corsini.La Teoria del Sistema Inverso.Quando l'economia non funziona e la politica monetaria fallisce.

Ci domandiamo a cosa dobbiamo questo periodo di grande instabilità economica,a questa crisi dell'euro,il diminuito tenore di vita,bassi livelli di produttività e scarse prospettive di occupazione, e non soltanto.Insieme guardiamo alla teoria della politica monetaria da cui ricaviamo uno squarcio significativo nei difetti del sistema in cui pensa di orientarsi.

Quasi sempre la teorizzazione di qualsiai studio,quando deve assorbire l'impatto con il mondo reale,si deforma e molte volte si annulla.Vediamo perchè?

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Premessa di politica monetaria.

I criteri,anzi le teorie di politica monetaria degli ultimi anni,colpiscono per la loro caratterizzazione finanziaria,in luogo di una più probabilistica connotazione reale.Mi spiego meglio.La teoria monetaria sostiene che : la stabilità dei prezzi concorre a innalzare il livello di attività economica e dell'occupazione in vari modi.La stabilità dei prezzi consente al pubblico di individuare più facilmente la variazione dei prezzi relativi,poichè questi non sono offuscati dalla fluttuazioni del livello generale dei prezzi.Le imprese e i consumatori non sono indotti a interpretazioni erronee del tipo di variazione e possono basare su informazioni migliori le proprie decisioni di spesa e di investimento.In tal modo il mercato può dirigere le risorse verso impieghi più produttivi.La stabilità dei prezzi aumenta il benessere delle famiglie  e il potenziale di crescita dell'economia.In secondo luogo se i creditori possono avere certezza del futuro del mantenimento della stabilità dei prezzi,essi non richiederanno un premio per il rischio inflazione a compensazione delle eventuali perdite  legate alla detenzioni di attività nominali a più lungo termine.Riducendo l'incidenza di simili premi sul tasso di interesse reale,la credibilità della politica monetaria pomuove l'efficienza del mercato dei capitali nell' allocare risorse,stimolando pertanto l'attività di investimento.Perchè in un contesto di alta inflazione esiste l'incentivo a fare scorte di beni reali,pechè questi conservano il proprio valore meglio della moneta.Conclude la teoria monetaria,ciò non costituisce una scelta di investimento efficiente e ostacola quindi la crescita economica.

La stabilità dei prezzi per una banca centrale fornisce un contributo  sostanziale alla realizzazione di più ampi obiettivi economici ,quali l'innalzamento del tenore di vita,alti livelli di attività produttiva e migliori prospettive di occupazione.

Da queste poche frasi che raccogliamo da un Economia Monetaria di Pittaluga,ci rendiamo conto come la teoria sia molto distante dalla effettività del mercato e le sue condizioni congenite.In questo momento ad esempio,la crisi dell'euro e la fuorviante azione speculativa degli hedge funds,che determinano il crollo continuo delle borse,trasferisce sul mercato reale la paura di un meccanismo infernale e intraducibile,vale a dire incomprensibile ai più.

Secondo voi con una attesa bassa inflazione l'orientamento dei cittadini quale potrebbere essere,immaginare di investire in maniera più efficiente le loro risorse? Oppure come noi crediamo,continuare a investire nell'unico mercatro traducibile,comprensibile che gli si presta davanti agli occhi? Ovvero il mercato immobiliare?

Vediamo come la teoria monetaria può diventare uno stregone tradotto e applicato nell'economia reale,perchè raramente abbiamo visto creditori difendersi dal rischio di inflazione con una polizza,nelle cosidette transazioni commerciali,ovvero quei contratti la cui obbligazione principale è quella pecuniaria.

Diciamo al contrario che il mercato immobiliare ha sempre costituito nel corso del tempo,la seconda gamba delle attività finanziarie o industriali.Ma quando la crisi ha graffiato l'economia americana,la speculazione selvaggia aveva colpito il mercato immobiliare applicandovi le stesse regole di profitto.Esattamente come descritto nelle crisi finanziarie precedenti,dove l'aumento vertiginoso dei prezzi delle attività era caratterizzato da una forte espansione del credito.Se ricordate bene,con l'avvento dell'euro,i grandi gruppi bancari si sono mossi,costruendo dei veri e propri mostri operanti nel settore del real estate.Pensiamo a Deutsche bank,a Lemhan Brothers a Goldman Sachs.I mostri sacri della finanza mondiale hanno reso liquidi i mattoni più e meglio che gli stessi titoli azionari.

Si ripropone dunque quel conflitto tra gruppi di interesse favorevoli all'inflazione e quelli che ne sono avversi ,che ha costituito uno degli aspetti cruciali della storia delle istituzioni monetarie.

Ma cosa raccogliamo oggi a fronte di questa bendetta teorizzazione? Nulla,o quasi.Attendiamo ad un periodo di crisi spaventosa,dove l'economia agonizza insieme ai mercati incapaci di reagire.La restrittiva politica monetaria degli ultimi anni della BCE,non è riuscita a prevenire nelle forme e nelle tempistiche dovute,cominciando a reagire quando ormai il patatrac era avvenuto.Per reagire alle spinte inflazionistiche,la BCE ,aumentava il tasso di sconto,fino ad un attimo prima che si manifestasse la crisi finanziaria in tutta la sua potenza.Il risultato è davanti agli occhi di tutti,disoccupazione galoppante,crisi dei mercati azionari,collasso del mercato immobiliare.A cosa altro dobbiamo credere e in quale direzione possiamo seguire la BCE nelle sue sconsiderate azioni?

L'impatto della teoria sul mondo reale ,ha deformato i connotati fondamentali su cui si erigeva la pratica della strategia monetaria della BCE,facendo sprofondare l'Europa in una crisi ineluttabile e forse irrecuperabile.

Credo he Silvio Berlusconi faccia bene a dichiarare che l'Euro debole avrà l'effetto di favorie l'export dei paesi europei a discapito di quei paesi,che sono legati a questo rapporto di cambio,il c.d. pegging.

Csa dobbiamo fare?

Io sono un sostenitore in economia della Teoria del Sistema Inverso,vale a dire se una politica monetaria  non ha funzionato,si deve allora misurarne la reazione adottando un sistema diametralmente opposto.Causa e effetto devono ad un certo punto incrociarsi nuovamente,scegliendo la strada migliore.Capisco che oggi sarebbe incredibile,ma l'aumento del tasso di sconto,con una conseguente svalutazione dell'euro,è la sola politica consigliabile.Benefici per l'export e una maggiore capacità dei mercati di assorbire l'inflazione,quindi di tornare ad essere funzionali all'economia.Un mercato immobiliare stagnante,come quello di oggi in Europa,ha la sola inevitabile conseguenza di depauperare ancora di più il potere di acquisto delle famiglie e falciare sistematicamente il patrimonio reale,nei confronti di un improbabile futuro.Molti protagonisti della nostra economia nazionale,sono oggi ingessati,colpiti dal costo devastante del credito ottenuto dal sistema bancario,dal quale non riescono a sfuggire.E sono loro che pagano gli stipendi.Le leggi regolatrici dei mercati,tanto più sono semplici tanto più funzionano.L'economia è un gesto naturale della vita dell'uomo.Le teorie formalizzano quel gesto,cercando di educarlo,sbagliando quasi sempre.

L'allarme è serio,perchè la BCE,ha reagito male e guardando i mercati dalla lenta deformata della teoria o delle teorizzazioni,che quasi mai hanno a che vedere con il passo dell'economia reale.I mercati tanto più sono traducibili e commerciali,tanto più oggi acquistano rilievo,proprio a causa della c.d. economia globalizzata,che non fa altro che rappresentare modelli di business sempre meno comprensibili e distanti dalla realtà,quindi meno efficienti per soddisfare la richiesta di scambio commerciale delle persone.Il mercato immobiliare risponde a queste esigenze di economia reale,basata su principi traducibili ed autoevidenti,dunque è necessario che questo riprenda la sua corsa,correlata ad un moderato aumento dell'inflazione.

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