CONDONO EDILIZIO IL CONI NE APPROFITTA PER LA CASA DELLE ARMI?

Roma 24 Maggio 2010 (Corsera.it)

Olimpiadi di Roma. E’ giunto il momento per recuperare alla scherma italiana la Casa delle  Armi realizzata negli anni ’30 dall’architetto Luigi Moretti. Destinata ad aula bunker dal Tribunale penale di Roma e a Caserma dei Carabinieri per l’attività di polizia giudiziaria è stata finalmente sgomberata. Manomessa,degradata , abbrutita, senza alcun riguardo per un’ opera emblematica della architettura razionalista italiana.

Il rischio che ora incombe sulla Casa delle Armi è la trasformazione che il CONI ne vuole fare in un Museo dello sport.. A vergogna si sovrappone altra vergogna. L’ente pubblico guidato da Gianni Petrucci ha sistematicamente alterato l’assetto monumentale del Foro Italico. Sovrapposizioni di manufatti per il nuoto stridenti con l’assetto architettonico realizzato negli anni ’30. Ricostruzione dello stadio Olimpico allestendo una copertura mostruosa dell’impianto che appiattisce e brutalizza lo stadio di atletica leggera. Manomissione dello stadio della Pallacorda e dei limitrofi campi di allenamento stravolgendo la terrazza cosiddetta del bar del tennis violando gli usi civici che vi insistevano. Operazione volta a costituire un circolo esclusivo per soci di cui nulla è dato di conoscere. Circolo presieduto dallo stesso presidente del CONI. Erezione di un nuovo centrale del tennis disegnato da tale architetto Zampolini e costruito dalla Cosport 2009 Scarl ditta riconducibile al costruttore Diego Anemone. Opera autorizzata dal ministero per i beni culturali in spregio alla conservazione dell’assetto architettonico tutelato del Foro Italico. Ora toccherà alla Casa delle Armi subire l’ultimo affronto di quelli che si posso definire i novissimi barbari. Il presidente della Federazione italiana scherma Giorgio Scarso dovrebbe insorgere sdegnato di fronte alla proposta di manomettere l’impianto ad uso di Museo dello sport. Ho i miei dubbi. Spetta allora alle società schermistiche in particolare a quelle che hanno sede a Roma di battersi contro i novissimi barbari. Possono farlo e ne hanno i motivi.

 

Il progetto di adibire la Casa delle Armi a Museo dello Sport non è attuabile. Le eventuali deliberazioni nel merito sono illegittime. L’impianto era ed è tuttora sottoposto alla tutela, prima della legge n. 1089/ 1939 in materia di beni culturali e, in seguito alla avvenuta abrogazione, dal decreto legislativo 22 gennaio 2004, n.42 che ha attuato l’articolo 10 della legge 6 luglio 2006,n.137 ( Codice dei beni culturali e del paesaggio). Il primo comma dell’art.20 dispone “ I beni culturali non possono essere distrutti, danneggiati o adibiti ad usi con compatibili con il loro carattere storico o artistico oppure tali da recare pregiudizio alla loro conservazione”. La tutela dell’impianto è chiara. Qualsiasi trasformazione anche parziale che ne alteri la sua destinazione d’uso è contraria al principio di tutela del bene. Il fatto stesso che il progetto sia in itinere, sembra che ci sia una copertura finanziaria di circa 20 milioni di E, deve preoccupare la Fis. Sussistono i motivi per opporsi al progetto, alla sua realizzazione, ricorrendo al Tar del Lazio. Qualsiasi tesserato alla Federazione ne ha l’interesse legittimo. L’ammissibilità del ricorso ha un precedente nella giurisprudenza amministrativa del Tar del Lazio nella causa  Trasselli  contro CONI in relazione alla partecipazione degli atleti italiani alle Olimpiadi di Mosca. Un precedente consolidato che ha affermato l’interesse legittimo del tessero ad impugnare le deliberazioni del Consiglio nazionale e della giunta nazionale ( ex giunta esecutiva). Allo stesso modo sono impugnabili le delibere adottate a livello amministrativo da organi di governo o territoriali che incidano nella realizzazione illegittima del Museo dello Sport.

Renato Corsini

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