GIANNI LETTA E VILLA MIANI 90.GLI OTTAVIANI COME I TULLIANI,IMPROVVISAMENTE RICCHISSIMI ALLA FACCIA DEGLI ITALIANI.

Roma 19 Settembre 2010 (Corsera.it)

Nel lontano 1999,Roberto Ottaviani, il genero di Gianni Letta se la passava proprio male,anzi a Roma si diceva che il proprietario dell'Hotel Lord Byron era sull'orlo del fallimento.

Il genero di Gianni Letta, Roberto Ottaviani e la moglie Marina Letta,nel lontano 1999 utilizzavano la prestigiosa residenza romana di Villa Miani,senza alcun titolo,nel senso che non avevano neanche un contratto di locazione.Una bella residenza di 1800mq circondata da un lussureggiante parco alle pendici del Montemario a Roma.La Villa Miani era di proprietà di...

.... Fincasa 44 dell'immobiliarista Renato Bocchi,finito in rovina.La società fu rilevata da Pippo Garofano ex a.d. di Montedison che insieme al Monte dei Paschi di Siena ristrutturava la società che oggi prende il nome di Alerion spa.Nel piano strategico di ristrutturazione,erano presenti molti immobili da vendere,tra cui la Villa Miani.Oggi la prestigiosa palazzina è intestata ad una società partecipata da finanziarie anonime tutte domiciliate in vari Paradisi fiscali.Furono allora pagati quasi 18 miliardi di lire per l'acquisto della magione.Da dove sono arrivati quei soldi? E chi li ha pagati? Come mai la procura della Repubblica non indaga?(Corsera.it)

Il nome forse non dice niente ma scorrendo i nominativi dei titolari si scopre qualcosa in più: come pubblicato oggi in un articolo di Repubblica, infatti, spunta fuori il nome di Roberto Ottaviani, genero del sottosegretario Gianni Letta e proprietario della società. Ottaviani è in pratica il marito della figlia del sottosegretario.

La Relais, leader nel suo settore, nel corso degli anni si è aggiudicata tanti altri appalti importanti, come ad esempio quelle per le forniture del catering del G8 di Genova o il catering per una cena a Villa Madama durante la visita, nel 2004, dell´allora presidente degli Stati Uniti George W. Bush.

La società del genero di Gianni Letta qualche mese fa partecipò anche ad un altro importante appalto in Abruzzo: quello da 13 milioni per i servizi integrati dei Giochi del Mediterraneo di Pescara 2009.

Ma l’affare non andò in porto e la ditta esclusa propose ricorso bloccando di fatto per qualche settimana l’organizzazione, gettando nello sconforto il comitato organizzatore che nei mesi ha avuto diverse gatte da pelare su vari fronti. Ma quella volta no, non ci fu verso per Ottaviani ed i suoi.

Sale oggi la polemica su questo appalto del G8 aquilano, vista la vicinanza del vincitore con il sottosegretario Letta. Meriti tutti da giocare cresciuti con il tempo ed appalto pubblico dopo appalto pubblico o c’è dell’altro?

Ma sulla gara del G8 è arrivata pronta la replica della Protezione Civile che come al solito sottolinea che è stato fatto tutto secondo i crismi.

Regolarità formale, si continua a ripetere da più fronti su tutti gli appalti più importanti nel mirino della Procura di Firenze.

Il Dipartimento della Protezione civile tuttavia precisa così che per la fornitura del catering del summit sono state espletate due gare: una per le delegazioni, la seconda per il Media Village. Tutto però tenuto rigorosamente segreto, segreto di Stato, dunque ancora più impenetrabile della stessa ricostruzione aquilana.

«Le gare - continua la Protezione civile - sono state espletate, ai sensi dell’art. 17 del codice degli appalti pubblici, con quei criteri di riservatezza previsti dall’Ordinanza di protezione civile n. 3663 del 19 marzo 2008 firmata dall’allora Presidente del Consiglio Romano Prodi, hanno visto la partecipazione di quattro aziende per ognuna delle due gare, con l’esclusione della possibilità di aggiudicazione di entrambe le forniture».

«L’aggiudicazione delle gare - dice ancora la Protezione Civile - e’ avvenuta, in entrambi i casi, con il criterio dell’offerta economicamente piu’ vantaggiosa, assegnando fino a 70 punti all’offerta tecnica (fino a 45 punti per i prodotti ed i menu’ proposti per l’erogazione del servizio e fino a 25 punti per l’organizzazione dello stesso) e fino a 30 punti all’offerta economica (sulla base del prezzo offerto)».

L’importo a base di gara per il Catering relativo alle Delegazioni ufficiali e’ stato di 900 mila euro.

«OFFERTA PIÙ VANTAGGIOSA, 74 EURO A PERSONA

La gara e’ stata aggiudicata alla Relais Les Jardin Spa, che ha ottenuto il punteggio complessivo di 82,38 punti su 100, contro i 63 punti su 100 del secondo classificato.

«L’importo fatturato a consuntivo per il servizio e’ stato di 968 mila euro, compresa Iva. In sostanza il costo medio del singolo pasto relativo ai Capi di Stato, di Governo, agli Sherpa ed alle Delegazioni, comprensivo di Iva, organizzazione, fornitura e allestimento delle attrezzature e del personale, e’ stato di circa 74 euro a testa».

«Per il servizio di catering del Media Village la gara - aggiunge la nota della Protezione Civile - e’ stata aggiudicata alla Autogrill Spa, che ha offerto l’importo di euro 559 mila per l’esecuzione del servizio, a fronte di un importo a base di gara di 600 mila euro, con il punteggio complessivo di 80 punti su 100 contro il punteggio 65,28 punti su 100 attribuito al secondo classificato.

Nell’ambito del predetto servizio sono stati erogati oltre 40 mila pasti ed e’ stato fornito il servizio di bar/ristoro, disponibile per quattro giorni h 24 su piu’ punti di distribuzione. Anche in questo caso l’importo e’ comprensivo di Iva, organizzazione, fornitura e allestimento delle attrezzature e del personale.

« Appare quantomeno singolare - conclude la nota - che a distanza di 10 mesi venga dato ampio risalto ad una notizia gia’ largamente diffusa all’indomani del vertice che ha visto ben 3653 giornalisti accreditati seguire i lavori del Summit a poche decine di metri da dove si svolgeva e si consumavano i pasti preparati per le 39 delegazioni riunite nella Scuola della Guardia di finanza di Coppito a L’Aquila».

Meglio rinfrescare la memoria.

Emiliano Fittipaldi per "L'espresso"

Era il 23 settembre 2003, il vertice Nato di Pratica di Mare s'era chiuso più di un anno prima. Le vene dell'ex ministro della Giustizia Filippo Mancuso, da poco uscito da Forza Italia, sono gonfie di rabbia. Ha appena ascoltato la risposta alla sua interrogazione da parte del governo. Una risposta che non gli piace.

I colleghi deputati lo guardano attoniti, lui parte. "Si può mentire anche tacendo! Voi non avete risposto al mio interrogativo: nei rapporti con la società Relais le jardin, anzi con i soggetti interessati a tale società, quali confidenze, quali attinenze ha il sottosegretario Letta? La società Relais le jardin, glielo rammento signor sottosegretario, è quella che ha vinto l'appalto per le forniture del G8... Questo 'giardino' è una putredine che nasconde un deserto di amoralità, finora impunito. Ma solo finora".

Le domande di Mancuso, dopo sette anni e zero risposte, tornano attualissime. Perchè la Relais de jardin - seppure non appare nelle 20 mila pagine dell'inchiesta della Procura di Firenze sul sistema Bertolaso - sembra giocare un ruolo importante negli appalti assegnati negli ultimi anni dalla Protezione civile.

La Relais è famosa per essere una big del catering del Lazio, da sempre in mano alla famiglia Ottaviani. Stefano Renato, uno dei figli del patriarca Amedeo, ha sposato Marina Letta. La figlia di Gianni, potente sottosegretario della presidenza del Consiglio e grande sponsor di Guido Bertolaso, oggi lavora con il marito, collabora alla direzione commerciale e ai rapporti istituzionali, insieme al cognato Roberto.

Ecco: non c'è evento, non c'è appalto, non c'è gara pubblica che la famiglia Letta-Ottaviani non faccia suo. Agli altri concorrenti, nomi illustri del settore come Chef Express, Nicolai, Autogrill, La Fenice, Palombini, non restano che le briciole.

Il boom della Relais va di pari passo con quella della Triumph, la società di Maria Criscuolo che spesso opera come general contractor negli eventi organizzati dalla Protezione civile. Quando l'appalto non viene vinto o affidato direttamente alla Relais, è la Criscuolo (madrina di uno dei figli di Roberto) a passare la commessa agli amici.

La Relais ha fatto mangiare gli ospiti del G8 di Genova, quelli convenuti a Pratica di Mare, quelli della Conferenza intergovernativa di Roma (2003), i leader arrivati per la firma dei Trattati europei, tutti coloro che hanno partecipato ai congressi del semestre di presidenza italiana della Ue, Obama e i Grandi intervenuti al G8 dell'Aquila.

La Protezione civile ha sganciato alla Relais un milione e 65 mila euro per far mangiare il presidente americano e gli altri capi di Stato. Non si sa se Obama abbia gradito: dopo aver assaggiato il menu tricolore (pennette al pomodoro, ai quattro formaggi e al pesto) ha chiesto un cheeseburger con maionese e senape.

"La Criscuolo è molto vicina a Umberto Vattani, perciò vince tutto", protestano maligni i nemici. Forse sono solo dicerie. Di sicuro Vattani, ex segretario generale del ministero degli Esteri e oggi presidente dell'Ice, alle Esposizioni universali di Aichi (2005), di Saragozza (2008) e in quella che verrà di Shanghai (2010) ha degustato e degusterà le prelibatezze servite dagli Ottaviani: nel padiglione italiano, finanziato dal ministero e dall'Ice, c'è sempre un ristorante della Relais.

Il nome è invitante: La Dolce Italia. Dolce soprattutto per gli affari della Relais: i ricavi della società gestita dal genero di Letta in pochi anni hanno superato i 20 milioni di euro l'anno. Tutti sanno che i proprietari sono gli Ottaviani, ma le quote societarie oggi sono in mano alla Immobiliare Villa Miani 90, dal nome del palazzo di via Trionfale che ospita congressi dei politici di ogni schieramento. Impossibile sapere di chi è la società: si finisce in un dedalo di sigle anonime del Lussemburgo e di altri paradisi fiscali come Tortola e le Bahamas.

Sappiamo però che i Letta e gli Ottaviani hanno allargato la loro influenza ovunque. Nel cda della società partecipata dal comune di Roma, Alta Roma, siede Marina Letta: spesso i servizi catering degli eventi vengono affidati alla Relais. Gianni Letta siede nel cda dell'Auditorium: i servizi dei sei bar sono stati affidati alla Relais. Il primo ad dell'Auditorium, ricordiamolo, è stato Maurizio Pucci, oggi direttore della Protezione Civile del Lazio. La Relais fa mangiare anche il sindaco Alemanno (rifornisce la bouvette) e organizza i servizi del cerimoniale del Comune.

Visto che non gli basta, ha partecipato alla gara d'appalto per il catering e la caffetteria dei musei capitolini. Base d'asta per il canone annuo 75 mila euro, rilancio 80 mila: Ottaviani e consorte vincono ancora. Zetema - che gestisce le gallerie del Campidoglio - è amministrata da Albino Ruberti, anche segretario generale di Civita, società di cui Gianni Letta è presidente onorario.

La lista delle commesse pubbliche continua. "Sì, Relais è uno dei nostri fornitori", fanno sapere dalla nuova Fiera di Roma, ma il gruppo Ottaviani gestisce pure il Bar del Tennis del Foro Italico del Coni. Non poteva mancare l'appalto per i Mondiali di nuoto del 2009, né il servizio catering delle Scuderie del Quirinale del comune romano. Anche per il Palaexpo c'è un via vai di dirigenti da e verso la Protezione civile: Maurizio D'Amore, ex direttore operativo delle Scuderie, è diventato il responsabile grandi eventi di Bertolaso e compagni.

Per puro caso anche Beatrice Guerra, grande amica della Criscuolo e sua vecchia collaboratrice, è diventata una girl di ferro del gruppo Bertolaso: alla Maddalena era la responsabile delle operazioni logistiche del G8. Ma il suo estro va oltre: sembra sia stata lei a disegnare il logo della Protezione civile, quello che ricorda la A di Acrobat Reader.

Possibile mai che sia così difficile trovare qualcun altro, oltre a Ottaviani e alla Criscuolo, capace di organizzare un party a Roma e far mangiare gli ospiti dei meeting? Pare proprio di sì. I famigli di Letta sono i ras del settore, e gestiscono pure i servizi dell'Ippodromo delle Capannelle, la ristorazione della tribuna d'onore dello stadio Olimpico. Per il futuro, si parla di altri appalti a cinque e sei zeri in arrivo: quello del Villaggio Fifa che dovrebbe essere messo in piedi al Circo Massimo durante i Mondiali di calcio in Sudafrica, e i servizi per i Mondiali di pallavolo 2010, che si terranno ad ottobre al Palalottomatica.

"C'è la possibilità che i parenti di Letta facciano il pieno, e si aggiudichino anche gli appalti del Gran Premio di Formula 1 all'Eur e quelli delle Olimpiadi 2020", sussurra un concorrente forse troppo pessimista, visto che i due eventi non sono nemmeno organizzati sulla carta.

Poco male: "La dottoressa Maria Criscuolo, presidente del Gruppo Triumph", è scritto sul sito della signora degli eventi e dei salotti, "è stata inserita da Eduardo Montefusco, vicepresidente dell'Unione industriali di Roma, nel comitato tecnico di Expo 2015". L'altro vicepresidente dell'Unione industriali capitolina si chiama Giampaolo Letta, il figlio di Gianni. Non è impossibile che a Milano ci scappi qualche commessa per la Relais e la famiglia del sottosegretario

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