ATTENTATO A MAURIZIO BELPIETRO LA LETTERA AGLI AMICI.

Roma 2 Ottobre 2010 (CORSERA.IT)

Come sto? Bene, grazie. Se ho passato la giornata di ieri a rispondere così, non l’ho fatto per confermare l’immagine glaciale che il pubblico e i lettori hanno di me. Semplicemente a  me non è successo nulla né è accaduto qualcosa alla mia famiglia. Non ho visto la morte in faccia: magari l’ho avuta vicina e ripensando alla serata di giovedì, all’eco dei tre colpi di pistola sparati sul ballatoio di casa mia, mi pare di sentirne l’alito.

 La morte probabilmente, se le indagini confermeranno le supposizioni, mi ha sfiorato, ma non mi ha preso. Chi l’ha vista in faccia invece è il mio caposcorta, un ragazzo alto che insieme ad altri cinque o sei, a turni di due alla volta, mi segue da parecchio tempo. Ho perso il conto di quanto e per ricostruirlo ogni volta penso che mia figlia, la più piccola, aveva pochi mesi e ora  ha più di otto anni. Me lo ricordo ancora il dialogo con il questore di Milano, Vincenzo Buoncoraglio, che mi impose la tutela, costringendomi a camminare tra due poliziotti, come i delinquenti tradotti in cella e con la sola grazia di non avere le manette. Cosa ho fatto per meritarmi questo premio? Nulla, credo. O forse qualcosa di terribile. In questi anni, da direttore del Giornale prima, di Panorama e di Libero poi, ho sostenuto con passione le mie opinioni, senza tacerle mai né sulla carta né in tv. Per alcuni probabilmente questa è una... [continua]

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