EDITORIA.MATTEO CORSINI CORSERA.IT + 600%.CORRIERE FERRUCCIO DE BORTOLI MAGGIORDOMO DI CASA MONTEZEMOLO.

Roma 9 Ottobre 2010 (CORSERA.IT)Intervista al direttore del Corsera Matteo Corsini.di Paolo Carminati.

Nella guerra a colpi di audience e lettori,Corsera.it ruggisce con un +600% di crescita da settembre ad oggi.Oltre un milione e trecentomila lettori.Il Corsera.it schianta il Corriere,il suo più diretto avversario.Voi siete considerati i cugini scomodi del Corriere?

CORSINI:Certamente,abbiamo lo stesso nome, ma non abbiamo editori di riferimento come la Confindustria che ci impedirebbero di avere una visione chiara sui fatti,come ad esempio oggi  sulla vicenda del famigerato dossier de Il Giornale contro la signora Emma Marcegaglia.Se vi fossero fotografie compromettenti sul mercato noi le pubblicheremmo...

...subito,così come gli articoli sugli scandali che a vario titolo li riguardano.

Carminati:Lei più libero di Ferruccio De Bortoli?

CORSINI:Senz'altro,Ferruccio è un bravo giornalista,ma potrebbe benissimo vestire la casacca del Maggiordomo di casa Romiti o di casa Cordero di Montezemolo.

CARMINATI:Ferruccio de Bortoli unico maggiordomo?

CORSINI:No ce ne sono altri.Marco Travaglio è il maggiordomo di una certa sinistra.Ha anche l'aspetto,con i suoi capelli impomatati,il sorriso,di quello che mentre ti serve a tavola,ti ha sputato nel piatto della saliva avvelenata e se ne compiace.Poi c'è Vittorio Feltri,il maggiordomo di una villa nello Yorkshire,insomma uno da Caccia alla Volpe,e al Il Giornale vi sono parecchi seguci,come Alessandro Sallusti e Nicola Porro.Imitatori di giornalisti.

CARMINATI : E Bruno Vespa?

CORSINI:Un maggiordomo in pantofole,quello che ti porta il clistere la notte,raccoglie le feci nel vaso da notte .Uno abituato alla puzza del padrone,sia esso la Democrazia Cristiana o adesso Silvio Berlusconi.

CARMINATI:Torniamo al successo del CORSERA.IT.Su cosa puntate?

Corsini:Un successo che è frutto della determinazione e della costanza,e sopratutto seguire alcune notizie con passione e con la tecnica dell'agenzia stampa.Il lettore è ghiotto,anzi avido di notizie sullo stesso argomento.Quando la notizia viene battuta dalle prime agenzie,il colpo arriva in qualsiasi momento e si deve essere pronti,penna e calamaio a far rimbalzare la notizia nei suoi molteplici aspetti.Un lavoro incessante,difficile,perchè devi essere pronto,capace di intuire dove andrà a finire la storia,quali sono i personaggi coinvolti.Insomma il fiuto,quello vero del giornalista di una volta.

Carminati:Una nuova frontiera della notizia on line?

CORSINI: Credo di sì,la frontiera delle news tematiche.La notizia rifrangente,che guarda da molteplici punti di vista lo stesso argomento.Se vediamo,i quotidiani tradizionali sono abituati a scrivere due o tre articoli sulla stessa notizia,quando al contrario ne servirebbero almeno una decina.

Carminati: Altri segreti di questo successo?

CORSINI:Noi del Corsera.it possiamo parlare di tutto,affrontare argomenti da destra a sinistra,dai Tulliani agli Ottaviani,senza subire condizionamenti.Al Corriere ci sono dei limiti invalicabili,lo abbiamo visto questa mattina sull'attacco de Il Giornale a Emma Marcegaglia.Non una parola sugli scandali della famiglia da Steno ad Antonio.Segno che il Corriere non può colpire la Confindustria e i suoi associati,che ne sono i padroni.

CARMINATI: Un successo senza aiuto televisivo.Nessuno vi invita alle trasmissioni televisive,eppure il Corsera.it è il caso nuovo dell'editoria on line.

CORSINI : Esatto,i salotti televisivi sono costruiti intorno ai direttori dei princiapli quotidiani tradizionali,cariatidi che si invitano tra di loro per non fare brutta figura.

CARMINATI :L'assalto delle web news è come un virus per i quotiiani tradizionali.

CORSINI:Lo abbiamo visto nello sciopero dei giornalisti del Corriere,un braccio di ferro con Ferruccio per evitare di "imbastardirsi " sulle pagine web di alcune firme del quotidiano.Roba da matti,con tutta la disoccupazione che c'è in giro ,sopratutto tra i giornalisti.Queste "firme" avrebbero l'occasione di dimostrare di essere uomini e giornalisti liberi,mettendosi in proprio.Oggi c'è il web e onorerebbero questa professione,ma pochi hanno la dignitià di soffrire.

CORSERA.IT RIPRODUZIONE RISERVATA.

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