OMICIDIO SARAH SCAZZI.LA RABBIA DI SABRINA MISSERI:MIO PADRE E' IMPAZZITO MI HA TRADITO.

Avetrana 17 Ottobre 2010 (CORSERA.IT)

Sabrina Misseri schiuma rabbia per il padre : "Mi ha tradito e vuole incastrarmi." Il legame padre figlia è saltato perchè il rimorso ha divorato lo Zio Michele Misseri,le lacrime sono scese sul suo viso,il cuore batteva forte.La posizione processuale di Michele Misseri si capovolge,da vittima diventa testimone di qualcosa di efferato e forse alla fine scopriremo che la sua partecipazione al delitto è indiretta,forse soltanto materiale,perchè non esiste alcun movente,se non la pazzia,a cui oggi non si può più dare credito se è ...

stata Sabrina Misseri a trascinare Sarah nel garage.La follia aveva colpito prima,anzi un gesto folle,un animo esasperato,l'odio,come dice il criminologo Francesco Bruno: "alle volte capita che una persona diventa insopportabile." Sarah Scazzi era insopportabile per la cugina Sabrina,più cresceva più diventava bella e attraente.

Sabrina è egocentrica,preoccupata di cosa le accade intorno,Sarah è scomparsa dalla sua vista,non piange più per lei,non si pente,non sente dolore,ma soltanto rabbia,odio per il padre,sentimenti che potrebbero ala fine incastrarla alle sue resposabilità.Sabrina cerca il confronto con il padre,vuole affrontarlo,ma gli inquirenti sanno che devono attendere,perchè il confronto quando ci sarà,dovrà esplodere,far uscire da sabrina la confessione di ogni segreto che ancora tiene dentro di sè,come fiamme che alimentano un fuoco bestiale.

Si nota la differenza di personalità in carcere tra SAbrina e Michele Misseri.appare evidente come sostiene il RIS,che Sabrina è una personalità dominante,lo Zio Michele Misseri,forse uno strumento della sua volontà.

Si scopre che nell'imminenza del suo fermo,Sabrina avrebbe inviato un sms alla sorella Valentina con scritto: Papaà è impazzito e vuole incastrarmi." Ma il vero alibi del "mostro" Michele Misseri sono proprio la figlia e la moglie,che hanno sempre negato di aver subito violenze da parte del marito e del padre.Esce di scena il movente della pedofilia,a meno che le due donne non vogliano ritrattare.

Quelle di Michele Misseri,allora diventano semplici e imbarazzanti carezze ,se mai saranno provate ai danni di Sarah.Ma anche questa versione è smontata da Concetta Serrano,che ripete ossessivamente: "Sarah non mi ha mai raccontato nulla di tutto questo." Un gesto grave dello Zio Michele Misseri avrebbe avuto una ragione importante per essere confessato alla madre.Tutto il resto è fandonia,anche le dichiarazioni dei vari psicoanalisti e degli attori protgonisti dei talk show televisivi,che non ne hanno presa una dalla Grazziottin di Porta a Porta alla inviata del Messaggero Pojola,che durante la trasissione di Matrix dichiarava : "Credo in sabrina è assolutamente innocente."

L'ultima confessione di Sabrina Misseri che dice: "Sarah era uno scricciolo,non c'era bisogno di un compice per ammazzarla." Scagiona ancora il padre.Nessun complice per uccidere la cugina.Forse lei lo sà.

(CORSERA.IT)





"Sabrina è forte" ripetono i suoi avvocati. In realtà lo sostengono anche i carabinieri del Rac, il Reparto analisi criminologiche del Ris, che hanno trovato la chiave decisiva per aprire questa storia. Gli uomini di altissima specializzazione, guidati dal tenente colonnello Giorgio Stefano Manzi, hanno consegnato nelle mani degli investigatori il giorno prima della confessione di Misseri una relazione di 16 pagine che tratteggiava i contorni di questa storia. Analizzavano il fuoco nel quale Misseri aveva fatto trovare il telefonino come un classico elemento evocativo della memoria, giudicavano i suoi comportamenti istrionici, anomali (le lacrime facili in televisione per esempio, a dispetto di una personalità rude) come quelli tradizionali di un assassinio che altro non vuole che confessare. In sostanza inchiodavano Misseri. E contemporanemante tratteggiavano anche Sabrina: una personalità complessa la sua, "con la presenza di un complesso di segnali  -  spiegano i carabinieri-scienziati  -  che indicano un modello di personalità quasi adulto-morfa".

In sostanza Sabrina è molto più grande della sua età, ha una personalità dominante anche nei confronti dei genitori: "Nella piramide familiare occupa una spigolatura, una posizione, non perfettamente aderente con una struttura tradizionale". Sabrina è forte. E ora è anche arrabbiata. In carcere si è cambiata, ha lasciato quella felpa anonima, maschile, con la quale è entrata, si è quasi offesa quando le hanno ordinato di togliere i lacci delle scarpe, ed è pronta tranquillamente a uscire dall'isolamento e a incontrare gli altri detenuti.

Non può leggere giornali e vedere la televisione. Suo padre è nello stesso complesso, con un maglione verde, guardato a vista 24 ore su 24 e imbottito di psicofarmaci. Qualche giorno fa era stata lei a portargli il cambio e i venti euro per comprare schiuma da barba e lamette. "Non mi ci fate pensare". Pensa invece al complotto, tanto che insieme con i suoi avvocati hanno studiato un articolo di giornale di qualche giorno fa quando veniva raccontato cosa sarebbe potuto succedere, "ed è incredibile  -  dice l'avvocato Velletri, certa più di ogni altro dell'innocenza di Sabrina  -  come sembra la sceneggiatura di un film: ripercuote tutto quello che è accaduto, con il padre che ritratta la versione iniziale e poi la incastra". Emilia è una donna. Ed è a lei che Sabrina sussurra un'esigenza, poi soddisfatta: le hanno tolto il reggiseno quando è entrata perché aveva i ferretti. Così non può stare. "Avvocato, l'Auchan è vicino non è che me ne vai a comprare un altro?". (Ricostruzione di La repubblica)
 

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