DELITTO SARAH SCAZZI.AMANDA KNOX URLA DAL CARCERE.L'ANSIA DELLA FINE DI SABRINA MISSERI.

Roma 17 Ottobre 2010 (Corsera.it)

Il Corriere della Sera oggi pubblica un articolo sulla disperazione di Amanda Knox.

Sono le stesse ore,gli stessi lampi nel cervello e nella mente.La stessa ora che è scoccata per lei Amanda Knox,quando l'hanno tradotta in carcere.Sono le stesse immagini,quelle che oggi vive e spia dai teleschermi della televisione e riguardano altre ragazze Sarah Scazzi e Sabrina Misseri.Oggi come ieri,lo stesso terribile delitto.Per Amanda è come rivivere un film dell'orrore e della disperazione,rivivere gli ultimi istanti della vita della sua compagna Meredith Kercher,sentire il cuore che si sgonfia,non batte più all'improviso.Giorni ed ore nei...

...quali si convive con la morte,con quel buco nero al centro del proprio IO,del mondo,dell'esistenza,che per volontà o fatalità ti ha trascinato verso l'Inferno,perchè 26 anni di carcere sono più che l'Inferno,sono una vita spezzata,una vita senza niente.Devono colpirla direttamente al cuore e alla testa,le immagini di Avetrana,di questo orribile delitto,che la riporta indietro nella sua casa di studentessa,dove il destino l'ha condannata forse per sempre.Anche lei come Sabrina si dibatte nel vortice di quella schiuma nera e impestata di follia,che vuole risucchiarla verso l'inferno,gli abissi,quelli profondi e neri che non lasciano scampo al desiderio e ai sentimenti umani.Quel vortice in cui lei arranca e affoga da tre anni,chiusa in carcere,dove ormai non sente più nulla,dove vive ma non è come stare fuori.la libertà di Amanda Knox è un sogno,una tiepida speranza che il giudizio di primo grado,malgrado le prove schiaccianti,venga ribaltato dall'abilità del suo avvocato,che qualcuno,anche Dio,si accorga della sua condizione e venga giù dal cielo a salvarla.Le fotografie e le immagini di Sarah Scazzi la riportano lontano nel tempo,la trascinano nella coscienza e nella consapevolezza,che quanto è stato scardinato,distrutto,non tornerà mai a posto,come era prima,non riuscirà a ricomporre la sua vita prima,come lei immaginava potesse essere ,questa si per sempre.Sono fotografie e filmati agghiaccianti per Amanda Knox,quelli di Avetrana,suonano come tamburi di condanna,lamentii,frasi,urla,gemiti,che hanno il volto della sua amica Meredith Kercher.Uno scenario d'Inferno,che dipinge anche le pareti del carcere,che non lascia tregua alla sua coscienza,ai pensieri,che tuona come temporale dentro di sè,scuote le pareti,echeggia nelle vaste profondità dei corridoi del suo carcere,quello dentro e fuori il suo corpo.(CORSERA.IT) 

L'articolo uscito oggi sul Corriere della Sera.

MILANO - «Mi manca la mia famiglia. Ho degli amici che sono come fratelli e sorelle, ma.. io voglio vivere. Non è che qui non si possa vivere, ma non è quello che pensi di poter raccontare». Amanda Knox, condannata in primo grado a 26 anni di reclusione per l'omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher, parla di sé dalla sua cella del carcere di Perugia e sogna di ricevere un solo regalo: «La libertà. Tutte le cose della vita non sono le stesse senza la cosa più importante». Le confidenze della ragazza americana, con rarissimi riferimenti al caso giudiziario che la riguarda, sono nel libro che sarà presentato il 26 ottobre alla Camera dei Deputati e di cui è autore Rocco Girlanda, onorevole e presidente della Fondazione Italia Usa, «Io vengo con te - Colloqui in carcere con Amada Knox», un diario dei numerosi colloqui che l'autore ha avuto con lei «dietro le sbarre».

 

 

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