DEDICATO A NICHI VENDOLA.I GIGANTI PRIMORDIALI ANTESI DI UNA NUOVA DIMENSIONE.

Roma 9 Novembre 2010 (CORSERA.IT)a cura di Matteo Corsini(filosofo )

La luce assorbe il movimento,perchè si rifrange nel balbettio degli alberi,ovvero delle appendici,le foglie,i rami secchi che cadono insieme alla pioggia.Possiamo inseguire il giorno che si scompone,diverso da ogni altro giorno,che assume in sè la forza della natura e del vuoto,quella solitudine ....

....essenziale che vive dentro di noi,forza propulsiva del nostro essere.Siamo erranti,poeti e vagabondi del Dharma.Dobbiamo ricordare che per molto tempo abbiamo vissuto nelle grotte del tempo,l'origine storica dell'uomo.Si sprigiona nell'intenso profumo della terra bagnata e la corteccia degli alberi,l'albore del creato,degli istinti primordiali,della contininuità della specie.La vita nel suo insieme che si dibatte nel fondo Eros e Thanatos.Come sappiamo che sia.

Siamo stati molte cose,ricordi Siddharta? Ci siamo moltiplicati e abbiamo replicato molte vite,perchè è giusto che il Poeta,il viandante,insegua se stesso,nel suo fragile ottenebrato mondo,che non ha tempo,anzi noi riconosciamo soltanto lo spazio,ciò che si può inghiottire e mangiare,assaporare per qualche istante,sintesi dell'eternità e dell'universalità.Siamo noi stessi in molti esemplari del tempo e della specie umana,perchè non è detto che la nostra identità debba essere unica,solitaria e non complessa.A noi piace fonderci l'uno con l'altra,essere uomo e donna,famiglia e tempesta.

Ci siamo spinti molto più a fondo,oltre il cubismo,dilatati nel respiro del vento dell'esistenzialismo sartriano,volato sulla scomposizione della realtà,creato nel mito della storia il futuro,dove siamo giunti oggi,dove avevamo detto saremmo arrivati.Non è esemplificazione di un dato storico o sociale il mio,ma una cruda osservazione della realtà,una cronaca spietata di quegli avvenimenti che stanno piegando le logiche del mercato alla volontà della natura,al rispetto della nostra condizione di umanità intensa.Siamo fragili,evvero,siamo stati costretti a difenderci,a non essere noi alle volte,a non uscire dalla nostra tana nascosta nell'ultimo bosco della terra,profondissima,da dove in silenzio abbiamo ascoltato il frastuono eccezionale del cuore che batteva,primordiale,unico,incredibile,devastante come la forza del sole.Siamo molto vicini a capire chi siamo,ma saremo una molteplicità di cose,come ogni giorno nasce e muore diverso,si moltiplica,nasce ad una nuova dimensione,l'Antesi del mondo riconoscibile.

Il mondo riconoscibile,quello fatto a dimensione umana,l'hanno inseguito in molti,che sono eroi della cultura generazionale sepolta,ma che oggi urla seppellita,costretta,come Giganti* che raccolgono in sè lo sguardo del passato,la sua memoria e che vogliono liberarsi di se stessi,diventare ancora qualcosa di altro.Inseguire il sogno della ragione perduta,di quel senso buio e voluminoso che rappresenta il creato,tutto ciò che ci avvolge.Perchè siamo qui per capirlo,per andare a fondo,oltre ogni scrittura.Siamo pronti a rompere quella profezia e l'incantesimo che per molto tempo ci ha relegato nel buio,nel sonno profondo di Orfeo,nei magici sogni della scacchiera del tempo.Siamo tornati,oggi una specie diversa,più grande,più vulnerabile e osservatrice del metronomo indiscusso degli istinti,di quelle esigenze incomprimibili che sono la soddisfazione dei nostri bisogni,il piacere,la felicità che piove oggi,sul sentiero che inseguiamo oggi come allora.

Matteo Corsini

filosofo

*Ringrazio i fratelli Cristiano e Patrizio Alviti le cuie opere I Giganti hanno ispirato l'ideale del mio nuovo uomo nell' Antesi di una dimensione.

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