SILVIO BERLUSCONI UMBERTO BOSSI MORTE ALLA BANDA DEL BUCO DI GIANFRANCO FINI.

Roma 16 Novembre 2010 CORSERA.IT

I pasdaran della banda del buco,l'armata brancaleone messa in piedi da Gianfranco Fini,non passeranno.Il fortino del Governo tiene duro e sigilla la nuova alleanza tra Silvio Berlusconi e i leghisti di Umberto Bossi.Nuovo patto d'acciaio,anzi di sangue,tra i due schieramenti colonna portante della coalizione di centro destra.La banda del buco non....

....trova l'agognato tesoro dopo aver aperto la breccia nel muro di cinta.Nessun Berlusconi bis con importanti ministri della componente del FLI.Berlusconi Bossi scoprono il bluff di Gianfranco Fini.Si va alla.... ....conta delle elezioni anticipate.Rimesso il destino dell'Italia al voto popolare.Sarà guerra durissima,ma anche una soluzione scaltra del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi,che con il rimescolamento delle carte e una nuova tornata elettorale,distoglierà l'attenzione dalla ignavia conclamata del Governo nell'assumere decisioni importanti.L'idea delle elezioni anticipate coglierebbe impreparato anche il PD,che in questo momento non ha un leader carismatico e si affida alle polpette social filosofiche di un Pierluigi Bersani,vetturino di un filobus claudicante.

Un'Italia della follia quella che viene riprodotta dalle guerre politiche intestine.In campo interessi personali delle bande politiche che si contendono il potere.

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MILANO - «Bisogna anche capirlo. Qui non è più neanche politica. Qui c'è qualcuno che vuole farlo fuori». Umberto Bossi, con i fedelissimi, ha allargato le braccia. Come previsto, come lui stesso già si attendeva, nessuno è riuscito a far recedere il premier dalle intenzioni bellicose. E il titolo in testa alla Padania della settimana scorsa, «No a crisi al buio», sembra appartenere a un'altra storia. In ogni caso, una cosa è certa: Umberto Bossi non ha alcuna intenzione di abbandonare «l'amico Silvio». A costo di non far comprendere la sua scelta a una parte del movimento.

Il Carroccio, però, ci ha provato. Si è presentato ad Arcore con una delegazione decisamente oversize, la bellezza di nove persone tra cui, oltre a Bossi, il figlio Renzo e i «tre Roberti»: Maroni (con cravatta rossonera), Calderoli e Cota. La Lega si era preparata i compiti a casa, sia pure senza crederci troppo (o affatto).

L'idea era quella di persuadere Silvio Berlusconi a rinunciare alla conta pro e contro di lui per poi vedere, se possibile oggi stesso, il presidente della Camera. Per Silvio Berlusconi sarebbe stato preparato un Berlusconi bis assai dettagliato, addirittura con già una ipotesi di divisione delle deleghe. Nel nuovo mazzo di carte, anche alcune sorprese: per esempio, un certo ridimensionamento di Giulio Tremonti (peraltro presente all'incontro), in modo da ingolosire l'arci-nemico Gianfranco Fini. L'idea era quella di sottrarre il Bilancio al cospicuo bouquet delle competenze del super ministro per assegnarle a un esponente di Futuro e libertà. Un'idea ricca di retropensieri. Il primo: coinvolgere in maniera decisiva il leader Fli nelle scelte del governo. Il secondo: chiunque non sia Giulio Tremonti, con il suo carattere e le sue radicate convinzioni, difficilmente potrebbe reggere le pressioni concentriche che circondano il ministro che tiene i cordoni della borsa. E dunque, alla fine sarebbe arrivato qualcosa in più sul territorio, a quei sindaci che quando sentono parlare dell'«amico Giulio», pubblicamente annuiscono per disciplina di schieramento. Ma dentro di sé cesellano espressioni colorite.

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