CORSERA FILOSOFIA.GLI OCEANI ANTICHI,LE RAGIONI PROFONDE DELLA NOSTRA ESISTENZA.MATTEO CORSINI

Roma 16 Novembre 2010 CORSERA.IT FILOSOFIA  a cura di Matteo Corsini.

La ragioni profonde della nostra esistenza,gli oceani antichi,quelli che lambiscono  le coste di sabbia e roccia,sollevandosi con la marea.Bisbigliano dentro di noi,ci trascinano giù,insieme al gorgoglio,al beffardo rumore della provocazione.Sono vermi e animali.Sono le spiagge dei tronchi di Olibando,quelli bianchi,arrivati chissà da dove,pervenuti da luoghi oscuri e lontani,di cui abiamo soltanto una...

.....traccia mnemonica nella nostra psiche.Come eravamo e da dove siamo giunti?

E' quello che in fondo cerchiamo,il motivo per esistere e conoscere,quello che ci trascina fuori dall'ordinario,che conduce lo spirito nelle tenebre dove nascono i sogni che si dividono dagli incubi.Sono le striature blu e cobalto del cielo stellato della notte che cerchiamo di anteporre al nostro destino.

La filosofia cosa è in realtà? Il modo di concepire l'esistenza,il modo di venirne fuori,di conquistare il quotidiano di ogni essere umano,in senso ontologico ma anche in pratica.Il giorno che deve essere vissuto,che deve essere compreso,superato,nella sua esasperazione e nella follia,quando compreso o come viene.Siamo al centro di un mondo supercentrifugo con...

...prospettive orizzonti sempre più cupe,la filosofia inneggia a questo scopo ultimo,quello di arrivare ai confini del prossimo MARE,gli oceani antichi.Luogo delle dimensioni extracorporali e fisiche,come le oscillazioni del tempo che nelle onde rifrangono i sentimenti,le emozioni profonde,quello che siamo lo incontriamo sotto la superficie del mare.Gli oceani antichi ad esempio cosa sono e come nascono nella filosofia?

Se vogliamo cambiare la nostra vita,dobbiamo cambiare anche la percezione di questa.La soluzione,anzi l'incantesimo della filosofia è questo.La percezione diventa osservazione di se stessi nel luogo dove siamo,quindi dove esistiamo,conoscenza delle persone che compongono il nostro acquario distillato.La mente umana tende a sintetizzare quanto più possibile le relazioni con il prossimo,al contrario queste dovrebbero espandersi,come nel rapporto tra padre madre e figli.Quanto più attendiamo al nosto ruolo genitoriale tanto più penetreremo a fondo nella realtà dei nostri figli e quindi,indirettamente nella nostra.E' utile questo scenario,utile farlo germogliare,anche soffermandoci nella scrittura,anche semplici esercizi di definizioni degli aspetti che compongono questa stratta scenografia saranno utili.Un diario della spesa della supercentrifuga è utile a tutti,alla sera quando si torna stanchi dal lavoro oppure durante il lavoro.Mettere insieme quanto appare positivo e negativo abituarsi a calarsi in una dimensione di osservatore.Estraniarsi,fare quello che alle volte i bravi attori sanno recitare sul palcoscenico.La finzione entra subito in gioco,e la finzione è pura fantasia,la sagoma di quello che abbiamo dentro,vicino al cataclisma della nostra creazione e poi risalta nella vita di tutti i giorni,ma alle volte viene offuscato dal formalismo dei nostri comportamenti e dall'etichetta che dobbiamo assumere nelle relaziono con il prossimo.Filosfia del comportamento è dunque liberarsi di ogni vincolo e ogni costrizione ,sconvolgere gli automatismi,impadronirsene raccogliendo le proprie poesie recondite.Raccontiamoci e non sbaglieremo mai.

Se la filosofia vuole insegnare a comprendere poi sbaglia,perchè la filosofia deve lasciarsi trascinare dalle cose e gli avvenimenti,come l'acqua che scorre nel letto del fiume.Soddisfa un bisogno primario dell'uomo,quello della riflessione,che ci rende diversi dagli animali.Quando l'uomo dimentica di pensare,si imbarbarisce e soffoca,langue lentamente,cerca in altra cosa dal Se stesso,la sua affermazione,la riaffermazione dell'IO,della sua anima derelitta.Assistiamo al mondo dei derelitti,di coloro che rincorrono la propria anima e l'hanno vuotata,non sanno forse neanche come fosse.Annegano nel principio assolouto della società mediatica,la patina della famosità televisva,che ne risucchia lontano la tristezza della solitudine.Si ha paura di dormire nel silenzio,si preferisce aprire una finestra lungo la strada e ascoltare il rumore del traffico anche nel cuore della notte.Come è mai possibile che la nostra natura ci conduce ad una esaperazione continua con il mondo circostante e gli elementi parossistici della modernità?

Il cuore che batte dentro la metropoli,che ci annega,sconfina dove non sospettiamo neanche di essere e vorremmo poi concludere altrove quello che siamo.E mai possibile questo o conciliabile con cosa siamo?

SOno i riflessi della conciliazione con il mondo esterno,quelli che ci proiettano dentro la televisione,ecco perchè i reality hanno così tanto successo,non vivono ma condividono la stessa medesima solitaria esasperazione dell'Essere,schiacciato dall'anonimato e la cupa grigia vita quotidiana.

Matteo Corsini

La Jurisprudence di Herbert Hart.

Filosofia del Diritto.La norma di riconoscimento.

La norma di riconoscimento è utile per identificare le norme primarie valide,ovvero che apaprtengono e costituiscono il sistema complesso del diritto.E' una norma positiva e appartiene ai sistemi giuridici moderni.

Il Principio delle norme di mutamento.

La normazione permette di cambiare se stessa,autorizzando alcuni organi ad abrigarle e farne di nuove. Un esempio attuale è l'art.70 della nostra Costituzione che conerisce alle Camere potere legislativo.

L'idea di poter cambiare le norme appartiene al diritto moderno,nel mondo antico qusta prerogativa era soltanto del sovrano del Re o dell'Imperatore.Qui entriamo lentamente in una fase pregnante della società supercentrifuga moderna.Hart conferma Kelsen,il quale sosteneva che la norma produce se stessa,il suo apparato profondo e primario.Equidistante dal sentimento e dal fatto.

Formalismo,scetticismo e la Teoria Mista di Herbert Hart.

Il formalismo è la teoria del diritto che affida alla norma la custodia di un solo significato e nessun altro,e il compito del giurista e del giudice è quello di scoprirla.Herbert HArt come molti altri filosofi e giuristi ardeva dall'idea di individuare il metodo della giustizia giusta,della finalità obiettiva del diritto e della sua pervicace volontà di scoprire un metodo infallibile,che liberasse l'uomo dall'errore.Affascinante ma impraticabile.

Lo scetticismo teoria dell'interpretazion per cui ogni affermazione avrebbe molteplici significati e l'interprete,il giurista e il giudice,devono inventare.L'uomo,la sua centralità assume il volto del Bene,dell'infallibilità,del giusto.Herbert Hart è un romantico idealista della società civile,la sua riflessione si rispecchia nelal sua concezione del diritto,il pensiero immanente che lo veste e lo identifica.

 

 

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