Il Crocifisso bandito dalla vita pubblica.
Roma 30, Nov.(corsera.it) La sua presenza in una scuola spagnola non è ammissibile. La sentenza di un Tribunale ha rimosso di fatto il Crocifisso dalla vita pubblica. E’ una sentenza che ha giurisdizione locale, nel luogo dove la vicenda processuale ha avuto inizio.Valladolid. Può suscitare un effetto domino ed estendersi su tutto il territorio nazionale il divieto di esporre il Crocifisso nelle aule della scuola pubblica. Perché il Crocifisso debba essere bandito dalla vita pubblica appare in linea con il concetto dello Stato laico. Le religioni non debbono prevaricare sullo Stato laico.

 L’esposizione del Crocifisso in un’aula scolastica pubblica è considerata prevaricazione. Lo Stato spagnolo non ha immagini da esporre nelle aule se non quella del Re di Spagna, degli spagnoli. Rappresenta lo Stato e l’unità nazionale. Se è resa visibile pubblicamente non potrebbe suscitare riprovazione. Egli è lo Stato, un’icona laica. Il Crocifisso al contrario rappresenta la Chiesa cattolica e in generale le Chiese cristiane che con diversi distinguo interpretativi sulla parola di Cristo trasmessa dagli apostoli, hanno in comune quell’ immagine sacra. E’ custodita nelle chiese, nelle case private, oggetto di venerazione, e la vediamo lungo le strade, nelle campagne, nelle città, apparire ovunque, segno che i cristiani non ne possono fare a meno. Lo vogliono vedere. La Croce e il Crocifisso sono la stessa cosa. Senza il Cristo o con il Cristo. Dovendo dare retta al Tribunale spagnolo, il Crocifisso dovrebbe essere bandito da ogni luogo della vita pubblica, dalle città, dalle campagne, dalle strade, dai vicoli, dai tratturi, da ogni luogo che sia fruibile dal pubblico. Bandirlo dalle scuole mi sembra riduttivo per uno Stato che si voglia definire laico. Chi non ha incontrato il Crocifisso o la Croce camminando, viaggiando in auto, nelle campagne, al mare, in montagna? E la Madonna e i Santi non sono in mostra alla luce del sole nel tessuto urbano? Si può dire ovunque. L’Edicole di Roma, ce ne sono tante sparse nei vari rioni. Bisognerebbe fare piazza pulita di quelle immagini in nome dello Stato laico? Cristo non condiziona l’essere umano che è libero di accettarlo o di ripudiarlo. La sua immagine esposta non può condizionare la libertà di scelta dell’uomo.Che senso ha dunque bandirlo dalla vita pubblica per l’autorità di un giudice o per l’autorità dello Stato? Se ne ha forse paura? Si ritiene che offenda il pensiero laico, ateo? Che offenda le altre religioni monoteiste o di altra e diversa ispirazione? La Croce appesa su una parete di un’aula scolastica pubblica ha questo potere? Si rasenta il ridicolo. Non parla il Crocifisso, è muto, perché ciò che Cristo doveva dire lo ha detto a chi vuole comprendere e abbia orecchie per intendere.

Renato Corsini

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