LIBIA NO FLY ZONE FIRE ON EARTH.GUERRA A TRIPOLI PACE A LAMPEDUSA.

BENGASI 20 MARZO 2011 CORSERA.IT

QUI BENGASI,di MATTEO CORSINI.

I bagliori di questa guerra sono tanto accecanti,da essere spessi come fruste che colpiscono la schiena degli schiavi del mondo.

Se ci pensiamo bene,l'ordine smantellato delle cose,il caos,è a pochi passi da noi,anzi ai confini dei nostri luoghi di villeggiatura.Come un grande sospiro,che ci passa per la testa,un pensiero cattivo della mente,l'istinto di un suicidio sempre dietro l'uscio di una depressione.Le nostre personali guerre,sono queste,la compulsione dei nostri complessi,le angosce del quotidiano,la paura del vivere,di confrontarsi,magari,molti di noi,il....

...panico per la relazione con il partner.Ma il nostro caos è semplice,circoscritto,quello a cui assistiamo oggi è cosa ben diversa,un esodo biblico di migliaia di cittadini del Bangladesh che fuggono dalla Libia in fiamme,bastonati dalle guardie imperiali del colonnello Gheddafi.Poi ci sono i libici che saltano il confine,i tunisini,i nordafricani.Un gigantesco cratere si è aperto sotto i nostri occhi,insieme all'allarme atomico che squilla feroce con il vento e la pioggia radioattiva,aldilà dell'oceano,verso luoghi sconosciuti a molti di noi,terra di conquista di avventurieri.

Noi siamo al centro del guazzabuglio,cittadini d'Europa,guardiani dei confini impossibili,dove una moltitudine di profughi arriva ogni giorno dannandosi l'anima,e noi non possiamo far altro che accoglierli,per non rigettarli in mare con la loro disperazione,per non affogare quei sogni bellissimi,quella speranza cristiana di una vita migliore,di cui noi siamo immensi e generosi custodi.Perchè mai allora,dovremmo temere l'assedio dei francesi alla Libia,quello degli americani o degli inglesi? Sono percaso loro che nutrono centinaia di profughi ogni giorno,che danno loro da bere,un tetto sopra la testa? Sono loro che organizzano gli aiuti umanitari nella mitica e leggendaria Lampedusa,isola che dovrebbe essere riconosciuta dal mondo come territorio di Libertà e Simbolo di ogni Simbolo di amicizia?

Non c'è odio soltanto oggi,nel mare,lungo le coste,non c'è soltanto guerra o i suoi lampi irrefrenabili,miscelati agli interessi economici,ci sono anche parole distanziate nel tempo che sanno cucire relazioni umane,che allungano le braccia ai sofferenti,a coloro che arrivano con il sorriso,pieni di gioia e di entusiasmo.Siamo noi,la vera terra dell'ospitalità,il centro del mondo,che mitiga ogni temperatura incandescente,che costruisce con gli altri il futuro.

Perchè dovremmo temere l'ingiustizia degli atti terroristici di Gheddafi o dei suoi pretoriani?

Malgrado tutto,guardiamo sgomenti le immagini dei telegiornali,le misere cronache della guerra,l'affastellarsi della distruzione e degli abbattimenti degli aerei,le fiamme dei carriarmati,i buchi o crateri delle bombe sul terreno.Guardiamo per infilare un dito,anzi un braccio,laddove non vogliamo essere,per spingere sempre più in là,verso il baratro quella sensazione di vuoto,quelle immagini angoscianti.

Siamo sicuri,perchè non siamo dentro quel vortice,siamo tranquilli,perchè quei fari di contraerea non lambiscono i nostri sogni,non possono entrare nelle camere da letto di casa.Ma quanto siamo responsabili di quel massacro? Quanto siamo stati inermi a guardare il Rais e il suo esercito di miliziani e mercernari massacrare la popolazione civile?

E anche oggi,che il giorno volge alla sera,anche oggi che lungo le nostre strade nessuno ha sparato,lanciato granate,dobbiamo ricordare a noi stessi,che dobbiamo spegnere questo enorme falò della violenza,della guerra giusta,che distrugge vite umane.Cambiare pagina,raccontare altro ai nostri figli,perchè dobbiamo sopravvivere oggi,ma anche domani,insieme alla miridiade infinita dei migranti africani.

Abbiamo paura di loro o vogliamo il loro petrolio?

 

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