GIAPPONE TSUNAMI DOPO LA TEMPESTA IL MARE E' RADIOATTIVO.

Tokyo 22 Marzo 2011 CORSERA.IT

Qui Tokyo,di Matteo Corsini.

Il futuro possibile dell'era post-atomica.Il Nonno e il Nipote.

In Giappone,dopo la tempesta del terremoto e la devastazione dello tsunami,adesso il mare brucia,ribolle,e' radioattivo.Muore la vita in Giappone nel suo futuro post-atomico,dove anche la pioggia è neve bruciata,oleosa,sporca,simile a ruggine che devi ingoiare e trasforma il viso lentamente,di una vecchiaia precoce.I giapponesi di Fukushima e del Nod Est del paese sanno che incontreranno un....

....futuro minaccioso e feroce,che forse non lascerà a loro scampo,ai figli e ai nipoti appena nati.E' il futuro atomico,quello della distruzione,della morte che urla al mattino,per provocare l'alba,quella che non avresti mai voluto vedere striata di arancione e blu,quel blu radioattivo,capace di alterare anche i colori dell'atmosfera,del cielo,delle nuvole,di rendere nero come la pece il Mare,fonte di ogni ricchezza della vita degli uomini.Eppure siamo qui,noi due,il Nonno e il Nipote,a fianco del fiume,non per andare a pescare,ma per guardare dentro se riusciamo a vedere qualcosa,capire,immaginare,come sarebbe stato il nostro mondo normale,quello che scompare dietro di noi.Il Mare è morto,tutti tacciono,le autorità lavorano labiorose,ma il destino funesto è segnato,migliaia di persone sono condannate a morte,al dolore e alle febbri.

Il Giappone è andato incontro alla sconfitta del Mondo,alla sconfitta delle idee e della tecnologia.il Giappone nasconde il volto difronte al mostro sanguinario della contaminazione atomica,del futuro grigio,spazzato dal vento,come tutto fosse ghiaccio,una landa desolata.Il Nonno e il Nipote guardano all'orizzonte,anche gli ultimi arcobaleni,con i colori vivi della natura,che forse un giorno si spegneranno,come un televisore ormai in disuso.Il Nonne e il Nipote si tengono per mano,camminano lungo quel ruscello una volta fonte di vita,ricco di pesci e altre forme di vita,adesso scorre funereo,nero,oscuro,abissale,non fa più neanche rumore,l'acqua non è rigogliosa,non canta.C'è tanta schiuma bianca e poi gialla,non è un bello spettacolo e intorno ci sono le macerie,le case distrutte.Ci sono navi arrivate sui tetti delle abitazioni,come se la natura avesse invertito i suoi fattori,il mare diventa terra e l'acqua evaporata è scomparsa."Come mai Nonno ci sono le case sopra i tetti?" Il Nonno guarda il Nipote e lo fissa per un attimo,lo tiene stretto per la manina,poi guarda lontano,cerca qualche ricordo prezioso,il ricordo della storia,del tempo che trascorreva uguale a se stesso sotto gli alberi in cui andava ad amoreggiare con la moglie.Ma non vede nulla,non ha risposte,ma neanche le vuole dare.Il Nonno si domanda come è possibile spiegare al Nipote il significato della parola Olocausto,di una così grande colpa dell'uono sulla distruzione della natura e la responsabilità della morte dei loro figli.Il Nonno è consapevole che la colpa è sua,della civiltà,degli Adulti,che consegnano alle generazioni future un mondo rosso,macchiato di sangue indelebile.Il dolore è insopportabile,il cuore del Nonno è in tumulto,quasi vorrebbe uccidersi e tornare indietro per sempre,quei giorni della sua infanzia con poca luce,alla sera per cena riuniti intorno al fuoco,senza altre ambizioni che quelle di vivere,di sperare e di accudire ai propri figli.Ma adesso le cose sono diverse,il mondo gira in senso contrario,un vortice.Chi potrebbe sottrarvisi? La sua speranza è che giunga una nuova generazione,di giovani forti e volenterosi,di cambiare il senso delle cose,di fermare quel giro al contrario,e riprendere la vecchia saggia strada di quel Giappone antico,di cui ancora,lontano nella sua mente,avverte quei meravigliosi ricordi,quel senso infinito del destino,della vita e dell'acqua che scorre trasparente dalle montagne.

La bandiera nipponica sventola al sogno dell'evoluzione,della gloria e della vittoria,ma non c'è nulla oggi che possa assimilarsi ad una vittoria,neanche ad una speranza.C'è il sorriso del bambino,che guarda il Nonno e attende la spiegazione di quella nave sulla casa,di quel mondo alla rovescia che tanto lo incanta,anzi lo trova divertente.Ma il suo viso si aggrinzisce,diventa vecchio dal mattino alla sera,le sue mani si rugano,gli occhi diventano spessi,come oleosi,pieni di vermi.

Il Nonno guarda il bambino e si riconosce in lui,come fosse uno specchio.Poi lo accarezza,lo tiene ben stretto tra le sue braccia,ma improvvisamente sente freddo,le lacrime scivolano via sulla superficie asciutta,levigata del vetro.Suo Nipote è scomparso per sempre,non lo rivedrà mai più.

CORSERA.IT COPYRIGHT

Commenta questo articolo

Tutti i commenti