CONI TRA GIOCO D'AZZARDO E INCOMPATIBILITA' PARLAMENTARI.

Roma 9.12.08  (CORSERA.IT) New slot machine.Dal gioco d’azzardo le risorse del CONI. Incompatibilità parlamentari e questione morale nella connection sport e politica.

Ci sono almeno tre parlamentari, Paolo Barelli, Claudio Barbaro, Sabatino Aracu, tutti del PDL, che occupano cariche nell’ordinamento sportivo in odore di incompatibilità sollevando  anche una questione morale. L’argomento tabù emerge alla ribalta delle cronache parlamentari con la proposta del senatore Barelli, presidente della federnuoto, di finanziare il CONI con un prelievo dello 0,70% sugli introiti derivanti dalla gestione dello slot machine.

L’entrata prevista è di circa 140 milioni di euro che compensa oltre misura la decurtazione di 120 milioni operata dalla finanziaria sulla rendita annuale del CONI  ammontante a 450 milioni. L’iniziativa a buon punto nel suo iter paralamentare è stata combinata in tandem da Barelli e dal suo collega di partito Claudio Barbaro componente della giunta nazionale del CONI. Quasi tutti i concessionari di quel gioco d’azzardo sono insorti contro l’iniquo balzello,credo in vano, perché il governo ha dato il suo assenso espresso da Letta e dal sottosegretario allo sport Crimi. Dunque non si torna in dietro, a meno di una imprevedibile serrata dei gestori o di un ritocco al ribasso dell’imposizione fiscale. La vicenda porta a galla la questione delle incompatibilità tra mandato parlamentare e cariche in seno al CONI e alle federazioni che ricevono direttamente o indirettamente contributi ordinari dallo Stato. La legge 15 febbraio 1953, n.60 ( incompatibilità parlamentari) prescrive all’art.2:” Fuori dai casi previsti nel primo comma dell’art.1, i membri del Parlamento non possono ricoprire cariche, né esercitare funzioni di amministratore, presidente, liquidatore, sindaco o revisore, direttore generale o centrale, consulente legale o amministrativo con prestazioni di carattere permanente, in associazioni o enti che gestiscano servizi di qualunque genere per conto dello Stato o della pubblica amministrazione, o ai quali lo Stato contribuisca in via ordinaria, direttamente o indirettamente”. Stando alla legge n.60/1953 il deputato Barbaro  deve optare tra il mandato parlamentare e la carica di componente della giunta nazionale del CONI. Il senatore Barelli si trova nella stessa situazione ricoprendo la carica di presidente della federnuoto, così come il deputato o senatore Aracu presidente ,se non erro, della federotelle. Dentro o fuori il Parlamento, o viceversa, dentro o fuori dall’ordinamento sportivo. Ammettiamo che la legge n.60/1953 sia stata abrogata o modificata di modo che sia venuta meno la questione dell’incompatibilità, ma se così non fosse la legge è violata. Al contrario, se la legge è stata abrogata oppure modificata non sussiste violazione di legge, ma si pone con evidenza la questione morale nei confronti di Barelli e di Barbaro. Entrambi hanno agito in una situazione di conflitto d’interessi che si è realizzata con la proposta di un appesantimento del prelievo fiscale dello 0,70% in danno dei gestori delle new slot machine in favore del CONI e della federnuoto. Un’operazione che consente all’ente sportivo di introitare 120 milioni di euro e al senatore Barelli di mantenere o aumentare il contributo per la sua federazione ammontante nel 2008 a 9.100 milioni. I gestori del gioco d’azzardo si sono rivolti a Letta e a Crimi contro l’iniquo balzello. Vedremo come risponderà Letta “ la massima espressione dello Stato in questo momento, perché sa stare nella storia e fare sistema”. Parola di Giuseppe De Rita, come a dire parola dell’allevatore di polli, Amadori.

Renato Corsini.

 

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