FUKUSHIMA AI CONFINI DELLA FRONTIERA RADIOATTIVA DEL MONDO

Fukushima 2 aprile 2011 CORSERA.IT di Matteo Corsini

Dio è con noi all'origine di questa vita,trasformata in frontiera dell'illusione,la grande gigantografia della catastrofe atomica,quella che spegne i sogni in lacrime di dolore.

Ai confini della frontiera radioattiva del mondo.Questo limite è a venti chilometri dalla centrale nucleare di Fukushima.Oltre quel confine il Giappone è deserto,le città abbandonate,le strade silenziose,la gente è scomparsa,come dileguata nell'Inferno della radiazione atomica.Il mondo si divide qui,a 20 km da Fukushima,una frontiera ideale,fatta da una scenografia irreale,il mondo addormentato dalla immensa catastrofe,che dorme,soffia nel ruggito del vento....

....pesante,dove la vita è scomparsa,almeno quella degli uomini e non sappiamo cosa succede sotto la terra,tra gli animali,nelle caverne profonde degli abissi del mondo.Il confine dove ogni altra cosa diventa spettrale,il paesaggio grigio dell'iperfuturo,non soltanto quello tecnologico,ma ciò che rimane del suo disastro,quei confini che avevamo creato nella nostra mente,oggi sono attuali,come fotografie.

Si può andare oltre quel confine,entrare in quello specchio di acqua piatta,che ti aspira,come un viaggio ai confini del mondo,quello immaginario,inesistente o troppo feroce per capirne il significato.Questa è la frontiera del valore della vita dell'uomo,come una costa frastagliata dove si abbatte con fragore l'onda dell'oceano impazzito,e quel fruscio intenso,intermittente,come acqua di uragano,ci ricorda dove siamo arrivati,dove non dovevamo andare,dove ogni cosa che tocchiamo scotta,fuliggine,quasi un virus,l'atomo contaminante,che uccide la vita degli uomini,la riduce in polvere,la riporta indietro nel tempo.

Questa è la nuova frontiera che ci siamo trovati una mattina dopo lo tsunami,che ha stravolto ogni nostro confine immaginario sul pianeta Terra e lo ha trasformato in una dimensione diluita nel tempo,che corre verso il futuro,perchè lo interpreta,ma certo non sappiamo se sia finzione o realtà,se oltre quel confine andremo avanti nel futuro o torneremo indietro nel passato,se non saremo in nessun luogo affatto,se capiremo forse,guardandoci come in un brutto sogno,che non esistiamo più,che siamo ormai storia,ricordo nelle pagine dei libri elettronici.Questa parte del mondo è il confine con l'Inferno originario,dove le fiamme lambiscono e penetrano con astuzia dentro di noi,vogliono divorarci,spalcancare le loro enormi fauci e far scomparire ogni forma di vita.Questa è la frontiera della IPEREALTA',un viaggio lungo i sogni,nei meandri del destino,che scivola dove ogni cosa è rimasta congelata,il tempo si è fermato,non si distiguono i suoni,non si ascoltano i profumi,non c'è nessuno a cui rivolgere la parola,da abbracciare,da stringere la mano per continuare quel lungo cammino della speranza.

Quella che viviamo è la frontiera dell'angoscia e della solitudine,un mare grigio come Marte,solido e ghiacciato,funereo e senza ricordi,ma solo lacrime intense,forse la pioggia che scende dal cielo,o forse anche questa è una finzione,perchè la nube grigia sprigiona i suoi gas tossici,ci brucia,tutto diventa in un lampo bianco.Era come il mare,un sibilo che ha distrutto anche gli alberi,spento il battito del cuore.

La frontiera è dietro di noi,nascosta agli occhi del mondo,nessuno ne interpreta il giusto significato,tutto ciò da cui dobbiamo scappare è raffigurato proprio davanti ai nostri occhi,una sbiadita cartolina dell'orrore,la strada nera che spinge verso l'orizzonte,come la linea di un sentiero inarrivabile che non conduce a nulla,forse alla disperazione.

Vogliamo continuare a sederci qui inermi a guardare la fine del mondo?

Possiamo farlo o tornare indietro,oppure già siamo passati dall'altra parte senza saperlo,forse siamo già morti. 

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