ASCOLI PICENO.MELANIA REA UCCISA IDENTIKIT DELL'ASSASSINO.LA SOFIA LOREN DI SUMMA VESUVIANA.

Ascoli Piceno 23 Aprile 2011 CORSERA.IT

La morte di Melania Rea, è sicuramente opera di un uomo che la conosceva bene,la seguiva passo dopo passo,un uomo impazzito,invaghito della bellezza della donna,sosia della inimitabile Sofia Loren.come la star procace,il corpo snello,la pelle ambrata,una preda ambita da tutti.Melania Rea un incubo intollerabile per il suo assassino,che ne seguiva le orme come un cane da caccia,ossessionato di vederla a tutte le ore del giorno e della notte,un uomo perduto nel sogno di un rapporto sessuale con lei,di poterla possedere,strapparla al marito,all'amore di tutti,conservarla,anche...

inerme e indifesa,dentro la sua parte intima,devastante ,feroce impazzita.Un serial killer abituato ad uccidere,a nutrirsi del corpo delle sue vittime,a strappare la pelle,incidere con il coltello la sua violenza primitiva e psicotica.Melania Rea è stata vittima di un'ombra che non ha visto,di cui nessuno fino adesso avevano immaginato,sospettato che potesse essere così vicino alla donna,da volerla sbranare,come una belva inferocita.

Il mistero inspiegabile della sua scomparsa.

Ci dobbiamo adesso domandare come sia stato possibile che Melania Rea,una donna alta un metro e ottanta,si sia allontana da quel luogo senza far rumore,qualora fosse stata rapita.Oppure conosceva perfettamente il suo assassino a cui era legata da una passione segreta?

Copme ha fatto a sparire Melani Rea? Chi l'ha presa? Oppure il rapimento era organizzato da due o tre complici? Anche qualora fosse stata drogata nel bagno pubblico,almeno due persone,due complici,potrebbero averla sollevata di peso per infilarla nel cofano dell'automobile.

La dinamica della morte di Melania Rea ci fa pensare come sia stata uccisa da qualcuno folle di gelosia per lei,qualcuno che forse ha condiviso momenti di esaltazione,forse sessuali e che non lha voluta dividere con nessuno,lasciarla nel suo passato.L'assassino di Melania Rea è un vendicativo,un serial killer,una persona abituata ad uccidere e leccarsi i baffi della sua distruzione e del sangue.Un mostro che dobbiamo fermare quanto prima.

CORSERA.IT

ASCOLI PICENO - L'indagine sull’omicidio di Melania Rea sta prendendo una piega molto classica: i carabinieri hanno preso a scavare senza troppi riguardi - perché la caccia a un assassino non li consente - nella vita di questa giovane donna, nella speranza di agganciare una traccia, di scoprire un’incongruenza, di inciampare su un errore. Per questo ieri pomeriggio è stato sequestrato il suo computer, per questo ora stanno analizzando tutte le chat di Melania perché anche lei, come ogni giovane donna, sulle chat ci stava eccome.

Rovistando fra un cassetto e un armadio, nell’appartamento di Folignano, dopo la seconda sim card è stato trovato anche un secondo telefonino, un altro piccolo inquietante segno che al mulino delle indagini, comunque, qualcosa potrà portare. E anche grazie al racconto del marito, sono state ricostruite tutte le sue abitudini: lei che aveva la patente ma non aveva troppa voglia di guidare, lei che saliva spesso sui mezzi pubblici, lei che, così bella, non poteva non avere qualcuno che la scocciasse per strada.

E’ stato così che si è arrivati a mettere a fuoco uno scocciatore particolare, uno più scocciatore di altri, un uomo forse ossessionato dalla bellezza di Melania, addirittura un vicino di casa. Se non si rischiasse di spingersi troppo in là, potremmo dire di avere il primo vero sospettato di quest’omicidio, una figura sulla quale, in ogni caso, si stanno concentrando molti degli sforzi dei carabinieri.

Ma se questo è il fronte di Melania, non si stanno facendo sconti neppure al marito, al caporal maggior Salvatore Parolisi, un gran fisico anche lui, in procinto di trasferirsi con tutta la famiglia a Sabaudia.
Non solo sono stati passati al setaccio i suoi tabulati telefonici, ma si sta indagando sui suoi ultimi anni in caserma, al 235° Reggimento Piceno, uno dei pochi in Italia dove si addestrano soldatesse. E proprio le soldatesse accompagnava il caporale Parolisi, a imparare a sparare al poligono delle Casermette, nella stessa zona dove è stato ritrovato mercoledì pomeriggio il cadavere di sua moglie.

Ce ne sono di incroci, di coincidenze, insomma, per poter immaginare che dietro l’omicidio possa esserci stata anche una folle gelosia femminile.
Per lui, per il marito di Melania, è stata un’altra giornata durissima. Ha dovuto accompagnare carabinieri e magistrati - il colonnello Patrizio, i pm Monti e Aloisi - sul pianoro di Colle San Marco, a ripercorrere i movimenti di quel maledetto pomeriggio. Si è avvicinato alla panchina di fronte all’altalena e ha cominciato: la bambina che gioca, Melania che s’allontana e lui che in realtà comincia le ricerche molto prima di quanto si pensasse, va subito al ristorante alla fine del viale e lì non la trova, fa il percorso a ritroso dalla lapide al chiosco e sono passati ormai una quarantina di minuti quando proprio al titolare del chiosco, Alfredo Ranelli disperato si rivolge. Sono le quattro e mezza, stanno per arrivare i carabinieri.

Sono stati utilizzati anche dei cani speciali, ieri mattina, speciali perché sono addestrati a scoprire tracce di sangue e purtroppo su quei misteriosi cinquecento metri non ne hanno trovate.

Solo nel primo pomeriggio sono ridiscesi tutti giù ad Ascoli, Salvatore Parolisi ha firmato tutti i verbali che c’erano da firmare ed è stato di nuovo ascoltato a lungo, fino quasi all’una della notte. Tecnicamente, dicono i carabinieri, rimane «sotto osservazione» anche se al suo fianco non c’è nessun legale, anche se la Procura non ha mai deciso di procedere a un formale interrogatorio.

Intanto vengono fuori altri particolari importanti dall’autopsia dell’altro pomeriggio all’Ospedale di Teramo. Delle 35 coltellate, ad esempio, si è saputo che alcune sono state inferte su Melania quando ormai era già morta. E le tracce rimaste sul cadavere dicono che non dovrebbero essersi trattato di un coltello da cucina, ma di una lama più piccola, magari a serramanico (e qui il pensiero ritorna a una mano di donna...).

Sembra da anticipare ulteriormente l’ora della morte. Non più tra mezzanotte e le tre, quindi dodici ore dopo la sua scomparsa, ma addirittura intorno alle sei, alle sette di lunedì pomeriggio. Sono le ultime indiscrezioni che arrivano dagli esami del professor Tagliabracci. Una parola decisiva, ovviamente, la diranno solo le analisi sui resti di cibo recuperati: quelli potranno dire a che punto era la digestione e quindi fissare il momento della morte.

La siringa conficcata nel petto di Melania rimane forse il più buio dei misteri di questo delitto. Nessuno ha davvero confermato che la donna possa essere stata narcotizzata, anche se un particolare importante è emerso: i resti di liquido trovati sono di colore rossastro, potrebbe trattarsi di sangue della povera donna, l’iniezione potrebbe esserci stata davvero.

C’erano solo uno zio paterno e un cugino, alle sei del pomeriggio, all’Ospedale di Teramo, quando la bara in larice chiaro è stata chiusa. Il feretro partirà da Ascoli lunedì mattina, per l’indomani alle 11 sono previsti i funerali a Somma Vesuviana, da dove Melani

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