DIRITTO CIVILE.MATTEO CORSINI SCIOGLIMENTO E RISOLUZIONE DEL CONTRATTO PARATOMICO.

ROMA 23 APRILE 2011 CORSERA.IT Studi,aggiornamenti e riflessioni di diritto civile per l'Enciclopedia universale di Scienze giuridiche a cura di Matteo Corsini.

Il contratto ha forza di legge tra le parti,ma può essere sciolto per mutuo consenso e dissenso oppure per cause ammesse dalla legge.

Sciogliemento e risoluzione.

Lo scioglimento del contratto ha un significato tecnico giuridico molto sfumato rispetto alla risoluzione e cerchiamo di capirne i motivi:

l'obiettivo di ogni contratto,è quello di stabilire un regolamento di interessi,al fine di rendere operanti delle norme che hanno fonte nella autonomia delle parti e che regolano i rapporti tra di loro,anche rispetto ai contratti tipici.Questo risultato che noi indichiamo come "vincolo contrattuale".

 

Quando gli effetti di un contratto cessano,significa che lo stesso si è sciolto,ovvero il rapporto tra le parti viene meno,poichè le norme funzionali all'economia di quel medesimo contratto,al fine di regolare i reciproci interessi,non sono più operanti.

Ma anche nell'annullamento del contratto,abbiamo potuto verificare,che il vincolo diventa inefficace,malgrado prima lo fosse,e dunque le parti diventano libere.Ma tecnicamente non sarebbe corretto sostenere che un contratto annullato si sia sciolto.Infatti,la sentenza di annullamento consiste nell'accertamento di un "difetto originario dell'atto" e conseguenza di un provvedimento che rende inidoneo lo stesso atto a produrre effetti giuridici.La sentenza di annullamento provoca l'estinzione del contratto,come se questo non fosse mai venuto alla luce.

Quando si verifica una causa di scioglimento,come il mutuo consenso a sciogliere il contratto o una condizione risolutiva o la risoluzione stessa,l'atto di autonomia non viene scalfito,poichè si incide direttamente sul rapporto contrattuale,togliendo "la forza di legge" a quelle regole con cui le parti hanno disciplinato i loro interessi.

Nello scioglimento, il legislatore ha dunque previsto la sua reatroattività,come nella condizione risolutiva,in accordo diciamo con l'interesse delle parti,che è quello di cancellare per quanto possibile ogni effetto del contratto,come se lo stesso non fosse mai stato efficace.Rispetto all'annullametno,dunque,lo scioglimento di un contratto è cosa ben diversa,proprio nell'esplicitazione della regola che fa sempre salvi i diritti acquisiti dai terzi (art. 1458 c.c.)

La parola contratto,dunque,può assumere significati diversi o indicare vicende diverse,sia per la nullità o l'annullamento dello stesso,oppure per la risoluzione.Nelle prime due espressioni, il contratto assume la veste di atto giuridico,mentre nel secondo come rapport giuridico tra le parti,costituente l'effetto tra le parti.Le prime due, sono vicende che nascono dai difetti dell'atto contrattuale e che costituiscono ipotesi di invalidità,la terza è una vicenda che nasce da disfunzioni del rapporto contrattuale e che costituisce un'ipotesi di scioglimento.

Il vincolo contrattuale può essere destituito per due ordini di cause:

A)perchè il titolo è eliminato ab origine,fallato fin dalla sua nascita,ovvero rientriamo in questa fattispecie nel campo dell'invalidità;

B)perchè fermo restando il titolo(ovvero l'atto che è valido) vengono meno le conseguenze,ovvero quei diritti e gli obblighi che nascono dal contratto,sinteticamente il rapporto contratuale,e quin entriamo a pieno titolo nel campo degllo scioglimento.

Lo scioglimento o risoluzione, dal latino solvere, del contratto può essere frutto non solo di disfunzioni,ma semplicemente di una scelta delle parti.Il mutuo consenso o dissenso,previsto dall'art. 1372 c.c.,non sarebbe altro che un successivo accordo delle parti di sciogliere il contratto.

Nel contratto ricordiamo che fin dalla stesura del suo regolamento,può contenere clausole che ne determinano il suo scioglimento,come la condizione risolutiva o la clausola risolutiva espressa,che opera nella risoluzione per inadempimento.

LA RISOLUZIONE NEI CONTRATTI  PARATOMICI A PRESTAZIONI CORRISPETTIVE.

La risoluzione del contratto,opera in rutti quei contratti a prestazioni corrispettive e conferma la modalità di scioglimento dello stesso atto,secondo quanto disposto dagli articoli 1453 c.c. 1463 c.c. 1468 c.c.,che sono dei veri a propri contratti di scambio ,nei quali la prestazione di ciascun contraente ha causa nella prestazione dell'altro,quella che io descrivo  come "paratomia" della relazione contrattuale.

IL DIFETTO NELLA  PARATOMIA.

Nel rapporto che nasce da questi due contratti,può verificarsi un difetto funzionale del sinallagma.Una disfunzione che può intervenire quando una delle parti non adempie alle prestazioni previste,o quando la prestazione diventa impossibile per causa non "imputabile al venditore".Oppure quando la ragione dello scambio si altera ineluttabilmente in ragione di una alterazione dell'onerosità di una parte rispetto all'altra.

Questi sopra descritti sono i casi classici di risoluzione disciplinati nel capo XIV del titolo II,ovvero inadempimento ex art 1453 c.c.,impossibilità sopravvenuta ex art. 1463 c.c. e per eccessiva onerosità ex art. 1467 c.c.

Alle tre fattispecie son comuni gli effetti dello sciogliemento del contratto,che la legge diversifica soltanto in merito alla risoluzione per inadempimento,poichè ricordiamo che la risoluzione ha effetto reatroattivo tra le parti,malgrado se il contratto fosse del tipo ad esecuzione continuata o periodica,(come nella locazione),l'effetto della risoluzione non lo colpirà ex tunc,ovvero non si stenderà alle prestazioni già eseguite,(cfr. art. 1360 2° comma,per la condizioni risolutiva e l'art. 1372 c.c.2° comma per il recesso unilaterale).

RICORDIAMO che la risoluzione è inopponibile ai terzi e quindi non pregiudica i diritti acquisiti da questi art 1458 c.c. 2° comma.Si annota che la legge non distingue riguardo alla posizione dei terzi,fra buona fede o malafede,titolo oneroso o titolo gratuito.

Il significato della regola non è dunque l'affidamento ma una ragione oggettiva:il contratto è nato validamente e quindi i suoi effetti si sono estesi nel trasferimento o nella costituzione di diritti a favore di terzi.Lo scioglimento incide sul rapporto ed ha effetto soltanto tra le parti.

Se confrontiamo con quanto asseiro, anche la risoluzione del contratto plurilaterale,ci accorgeremo che la formula testualmente usata per l'annullamento e nella nullità, è simile e funzionale,tanto che:

" il venir meno del rapporto verso uno dei contraenti non determina la risoluzione dell'intero contratto,salvo che la partecipazione mancata debba,secondo le circostanze,considerarsi essenziale(art. 1459 c.c.)." (cit.Zatti Colussi)

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