DELITTO CARMELA MELANIA REA L'ASSASSINO ERA L' AMANTE ? LOTTA FURIBONDA PRIMA DELLA MORTE

Ascoli Piceno 24 Aprile 2011 CORSERA.IT

Carmela Melania Rea ha lottato contro il suo assassino,prima di morire dissanguata dai colpi inferti con l'arma da taglio.

Dal chiosco alla pinetina,11 chilometri di mistero.

Un assassino che è riuscita a condurla tra i boschi,a portarla via dal chiosco,con una scusa forse banale oppure con la minaccia del coltello.Ma il sospetto più forte è che Carmela Melania Rea conosceva...

.....il suo assassino,questo è una deduzione plausibile,altrimenti le sue grida si sarebbero sentite e il marito sarebbe accorso in suo aiuto.Come sarebbe accorso in suo aiuto se Melania fosse stata minacciata da uno sconosciuto qualsiasi,troppo breve il percorso dall'altalena nel parco al chiosco.

L'assassino era nascosto dietro al Chiosco e scrutava Melania Rea e il marito.

L'assassino probabilmente,negli attimi precedenti alla sua sparizione,l'aveva minacciata di rivelare la loro relazione al marito e Carmela decise di salire in auto con lui,forse per una spiegazione,un ultimo bacio clandestino.Carmela Melania Rea non poteva immaginare che quelli sarebbero stati gli ultimi istanti della sua vita.

IN AUTOMOBILE CON IL SUO ASSASSINO PER GLI ULTIMI 11 CHILOMETRI DELLA SUA VITA.

Carmela Melania Rea,oltre ad essere una bella ragazza,era anche fisicamente molto robusta,un metro e ottanta di altezza,chi le avrebbe impedito di urlare e di fuggire? Soltanto la paura di se stessa,di poche parole,di un amante impazzito che voleva tenerla per lei,forse come ha deciso in un momento di rabbia,per sempre.

L'ASSASSINO LA SVASTICA SULLA SCHIENA,FORSE UN MILITARE.

La vita e la morte di Carmela Rea si è consumata in una manciata di minuti,proprio difronte al marito,che ignaro continuava a giocare con la bambina.L'assassino ha voluto portarla via proprio da lui,dargli prova di essere lui il primo nel cuore di Melania Rea.L'assassino voleva strapparla alla loro unione di una coppia perfetta,che si amava intensamente,una famiglia come poche si incontrano.Un assassino drogato,che infligge nel corpo di Melania Rea,la sua stessa sofferenza,quel vincolo mortale che ogni giorno si inietta sul suo corpo,droga o forse anche ormoni anabolizzanti.Anche la svastica incisa con il coltello sulla schiena,ci fa pensare subito ad un militare,a qualcuno che frequenta gli ambienti,forse un amico del marito di Melania.

L'assassino ha voluto cancellare per sempre ogni legame tra Melania e il suo giovane e aitante marito,forse colmo di odio e di invidia per il soldato,per la sua prestanza fisica,ma sopratutto per la loro relazione.Un assassino molto vicino alla famiglia,un amico di caserma,un militare,un fanatico del nazismo,delle armi,del combattimento feroce e del  corpo a corpo,proprio come accaduto con la sua giovane e bellissima vittima.

 

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MILANO - È stata uccisa nel bosco delle Casermette, in provincia di Teramo, lo stesso luogo è in cui il suo corpo è stato scoperto trafitto da coltellate Carmela Melania Rea, la mamma di 29 anni, scomparsa il 18 aprile dal colle San Marco (Ascoli Piceno) e rinvenuta uccisa due giorni dopo nella pineta abruzzese.

SOPRALLUOGO - Sabato durante un sopralluogo degli investigatori con un'unità cinofila sono stati scoperti un orecchino schizzato via, tracce biologiche (da cui si potrà risalire al Dna dell'aggressore) e quelli che fonti investigative ritengono «evidenti segni di colluttazione». Ci sono anche tracce di sangue (in un punto diverso da quello in cui si trovava il cadavere), che dimostrano l'uso di un'arma da taglio sul posto. Insomma, abbastanza per bloccare la salma della giovane donna che stava per essere restituita ai familiari per i funerali già fissati per martedì. A dare una svolta all'inchiesta (condotta in parallelo dalle Procure di Ascoli e Teramo) è stato oggi il fiuto di Atos, un pastore belga malinois del soccorso alpino della Guardia di Finanza dell'Aquila, specializzato per la ricerca in superficie, in valanghe e macerie di persone scomparse e dello loro tracce. Atos è stato portato stamane sul pianoro del San Marco, dove la giovane donna era salita con il marito Salvatore Parolisi, caporalmaggiore dell'esercito in servizio ad Ascoli, e la figlioletta di un anno e mezzo. Con il personale delle Fiamme Gialle ha battuto la strada dietro ad un'area giochi in cui Melania è sparita come nel nulla e dove non sarebbe stato trovato niente di particolare. Poi è stato portato 11 chilometri più su, nel territorio abruzzese, nella zona del Chiosco della Pineta, a fianco del quale il corpo martoriato della giovane donna era stato scoperto. E lì nei pressi ha fiutato le altre tracce di sangue, mentre è saltato fuori l'orecchino.

INQUIRENTI - Particolari ritenuti importanti dagli inquirenti, tanto che uno dei magistrati ascolani che seguono l'inchiesta, il pm Umberto Monti si è recato immediatamente sul posto. Molti ancora i punti da chiarire: segni sulle pareti di legno del chiosco, che però potrebbero essere stati lasciati dal lancio di qualche pietra e quindi non collegati al corpo a corpo tra Melania e il suo carnefice, lo stato del cadavere che non ha subito l'assalto di animali selvatici. Ma soprattutto potrebbe cambiare la dinamica ad oggi ipotizzata dell'omicidio: finora si pensava che la salma fosse stata portata nella pineta dopo la morte, poco prima del ritrovamento. Il decesso potrebbe essere avvenuto dopo qualche ora di agonia. Sul fronte delle indagini si continua a lavorare sulla vita di Melania e del marito, che abitavano da circa tre anni a Folignano. Ieri pomeriggio e ieri sera, fino oltre mezzanotte, lui è stato sentito dai carabinieri come persona informata sui fatti, insieme ad altri parenti per ricostruire il contesto familiare e delle frequentazioni della coppia, con attenzione anche all'ambiente di lavoro del militare, addestratore delle reclute femminili del reggimento Piceno. Sarebbe anche emersa una vecchia frequentazione extraconiugale di Parolisi, che però secondo le verifiche già fatte non avrebbe collegamenti con la tragica morte di Melania, mentre non avrebbe acquistato consistenza l'ipotesi di uno stalker che avrebbe preso di mira la ventinovenne. E già da oggi il colle San Marco, teatro della sparizione della giovane donna, comincia ad essere popolato dai gitanti e dalle loro tende in vista del 25 aprile, data in cui la città di Ascoli festeggia la Liberazione (è medaglia d'oro della Resistenza come primo Comune a ribellarsi ai nazifascisti) e San Marco. Ci saranno cerimonie al cippo dedicato ai caduti della Resistenza, dove di Melania si sono perse le tracce. (Ansa)

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