DIRITTO AMMINISTRATIVO.MATTEO CORSINI LE FONTI DEL DIRITTO E LE DIRETTIVE SELF-EXECUTING.

Perugia 26 Aprile 2011 CORSERA.IT Studi,riflessioni e aggrionamenti per l'Ecniclopedia Universale di Scienze giuridiche a cura di Matteo Corsini.

Le Fonti del nostro ordinamento.

Consideriamo Fonti del diritto gli atti che producono norme del nostro ordinamento positivo,come la Costituzione,le leggi ordinarie o fonti primarie,decreti legislativi e decreti leggi,considerate fonti subprimarie equiparate alle leggi regionali,i regolamenti e altre fonti secondarie come le ordinanze in senso ampio.

I conflitti tra le Norme,sono risolti grazie alla loro medesima gemmazione-emanazione,vale a dire...

....che l'ordine gerarchico ne determina la competenza.

Le fonti sono obbligate a rispettare l'ordine gerarchico e una loro eventuale conflitto viene risolto a favore della norma di rango superiore.L'ordine gerarchico è infatti decrescente.Una norma inferiore che contrasta il costrutto di una superiore è da considerarsi illegittima.Allo stesso tempo le fonti si dispongono in un ordine che non è soltanto gerarchico,ma definito dalla comptenza delle singole fonti,come le leggi regionali nella legislazione esclusiva e delle fonti comunitarie.

La fonte opera in base al principio della competenza e prevale dunque anche a leggi di rango superiore,ma che non possiedono una specifica competenza nella materia specifica.Le leggi regionali nelle materie di loro competenza esclusiva,prevalgono sulle leggi statali,anche se le fonti comunitarie direttamente applicabili,prevalgono su quella legge nazionale contrastante.

Le fonti e le direttive self executing.

Nel Trattato CE art. 249, si riporta chiaramente, che le fonti comunitarie di diretta applicazione sono:

i regolamenti comunitari o leggi comunitarie e le direttive o leggi comunitarie quadro,che devono mantenere le seguenti caratteristiche,incondizionate nella loro applicazione,sufficientemente precise e specifiche,da non richiedere alcuna modifica applicativa da parte dello Stato membro,per le quali è comunque scaduto il termine per l'adeguamento dell'ordinamento nazionale.Con queste caratteristiche le direttive sono self-executing.

La Corte Costituzionale ha il compito di giudicare se la fonte di rango primario è vivida nel suo ambito di competenza,oppure abbia comportato delle violazioni,a cui in sede di impugnazione diretto dello Stato o edella regione o della questione sollevata incidentalmente-si chiede una verifica e nel caso di violazione la sua disapplicazione.

La Corte di Giustizia delle comunità europee è invece chiamata a giudicare (in via diretta e incidenteale) circa la validità e l'interpretazione delle fonti comunitarie vedi art. 230 e 234 del Trattato CE.

Quando si verifica il caso di contrasto tra una norma nazionale e una norma comunitaria prevalente,il giudice nazionale deve disapplicare la norma nazionale,poichè nell'ambito della sua competenza,la legge comunitaria è la sola applicabile.

Quando si verifica un contrasto tra norme primarie interne,il giudice dovrà rimettere la questione alla Corte Costituzionale ,affinchè quest'ultima dichiari l'illegittimità della norma incompetente.In seguito alla pronuncia di incompatabilità,il giudice nazionale potrà decidere la causa ignorando la norma incostituzionale.

Nel criterio di competenza delle fonti secondarie,come i regolamenti statali di diverse autorità,il giudice di legittimità delle fonti in violazione della propria competenza o di gerarchia,è quello amministrativo.

CORSERA.IT COPYRIGHT

 

 

 

  

 

 

Commenta questo articolo

Tutti i commenti