RAVE PARTY INFERNALE LE QUATTRO BESTIE DI SATANA.

Empoli 27 Aprile 2011 CORSERA.IT

Assetati di sangue,appena riemersi dalle Porte dell'Inferno,quattro ragazzi si scagliano come belve feroci contro due ufficiali dei Carabinieri e li fanno a pezzi.

Un RAVE PARTY infernale che ha trasformato quattro giovani in bestie feroci,capaci di aggredire due carabinieri a colpi di spranga e bastoni,fino a ridurli in fin di vita.Rave party,chi li conosce,sa che sono degli scatoloni infernali,in cui la droga circola come l'alcol e le sperimentazioni chimiche diventano mix devastanti.I RAVE PARTY andrebbero banditi dal suolo pubblico italiano,perchè fonte di un' alterazione...

....psichica e fisica,di cui non conosciamo esattamente gli effetti,anzi oggi con orrore gli abbiamo visti.Le Quattro bestie di Satana uscite dal RAVE PARTY,hanno compiuto il loro gesto feroce e violento,come qualcuno gli avesse infilati giù lungo il pozzo del'Inferno,gli avesse fatti sedere accanto al Diavolo e i suoi accoliti in persona.

Un RAVE PARTY infernale, dove le Bestie di Satana emergono dagli Inferi,dove gli istinti più recoditi e feroci sono messi a nudo,disinibiti,resi possibili dalla droga,le alterazioni psichiche,la nevrosi somatica.Sono Diavoli,appaiono come diavoli incantati,ballano al ritmo infernale di un frastuono d'oltretomba.Sono esseri che non appartengono al mondo reale,ma a quello psichico e psicotico,dove le nevrosi diventano come gli incubi,il rituale macabro dell'Istinto di Morte il formidabile Thanatos,la liberazione degli istinti compulsivi.

Quello a cui abbiamo assistito è l'abnorme alterazione di questo processo psichico,la dinamica degli effetti di un RAVE PARTY,di un luogo di culto estremo e della persona del Diavolo,come incarnazione della ferocia e dellodio contro se stessi e il mondo.RAVE PARTY da bandire,serve una norma,che ne prescriva la pena detentiva di 20 anni a chiunque ne organizzi uno a base di farmaci e droghe.

 

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GROSSETO - Nella cella numero due, al primo piano della casa circondariale di via Saffi, centro storico di Grosseto, Matteo Gorelli, 19 anni, sta accovacciato su uno sgabello arrugginito e guarda il soffitto con un'espressione assente. Maglione rosso scuro, un grosso cerotto sulla fonte, è già l'ombra dello spietato aggressore dei due carabinieri. Ha appena incontrato l'avvocato d'ufficio Francesco Giambrone e per la prima volta ha pianto. «Come stanno i carabinieri? Ditemi come stanno, vi prego», ha domandato più preoccupato per se stesso che pentito. E quando il legale gli ha chiesto il numero di cellulare della mamma, ha avuto una reazione strana. «No, non voglio che sappia che cosa è successo. Parli con il mio babbo», ha sussurrato in lacrime. Nessuno gli ha detto ancora che suo padre, per ora, non vuole vederlo. «Mi vergogno di incontrare mio figlio - dice François Gorelli, una vita onesta da «spurgatore di tombini» sulle strade di Empoli, separato dalla moglie -. Perché se è vero quello che mi hanno detto e che ho letto sui giornali che cosa gli posso dire a questo figlio? Come faccio a guardarlo negli occhi? Qui ci sono due ragazzi perbene, eroi, i carabinieri, che lavorano sulla strada, come me. E qualcuno li ha colpiti come carne da macello. Prima di vedere Matteo voglio andare a chiedere perdono ai militari e alle loro famiglie. Lui ora deve stare in carcere».

La mamma di Matteo Gorelli, Irene Sisi, non ha ancora compiuto 36 anni. È stata una madre bambina, difende suo figlio come può: «Non va in giro ad accoppare la gente - dice - però se è vero che ha fatto quel che ha fatto... Voglio parlarci, voglio sentire lui». La droga in auto? «Non lo so, siamo una famiglia di impiegati non di spacciatori». E l'alcol? «Sabato sera eravamo a cena e lui ha rifiutato anche la birra che gli offriva mio fratello: "Lascia perdere, zio, devo guidare" gli ha risposto».

Il paletto da recinzione usato per l'aggressione (Ansa)
Il paletto da recinzione usato per l'aggressione (Ansa)
Nell'ordinanza di convalida dell'arresto il gip ha scritto che il ragazzo ha compiuto un gesto di «ferocia inaudita, con spietatezza e lucidità» ed è dunque un soggetto di «altissima pericolosità». Dopo un giorno in isolamento, Gorelli è stato trasferito in una cella di sei metri quadrati con altri tre detenuti. Lo ha incontrato Mauro Romanelli, consigliere regionale dei Verdi. «Da anni studio le problematiche giovanili e il gesto di questi ragazzi mi ha colpito profondamente - spiega Romanelli - sono qui per capire non per giustificare. Se ha sbagliato deve pagare sino in fondo. Però io mi batto perché ragazzi "normali" non compiano più crimini come questi».

Già, quattro ragazzi «normali». La ragazzina di 16 anni è studentessa all'Iti di Empoli come Matteo e gli altri due minorenni hanno un lavoro nel bar e nelle pescheria dei genitori. I familiari sono disperati. Non sapevano del rave party, non immaginavano i loro figli capaci di una violenza così tremenda. «Il nostro pensiero va ai carabinieri», hanno fatto sapere tramite i loro avvocati.
Le condizioni dei due militari, ricoverati in rianimazione all'ospedale Le Scotte di Siena, sono stazionarie. Antonio Santarelli, 43 anni, è ancora in coma farmacologico dopo essere stato operato per un grosso ematoma al cervello. «È in pericolo di vita, ma speriamo di salvarlo», dicono i medici. Domenico Marino, l'altro carabiniere, rischia di perdere l'occhio destro.

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ignoranza | 28 Aprile 2011 - 16:26
vogliamo vedere come l'informazione non pubblica cose scomode...pubblicate il mio