CARMELA MELANIA REA OMICIDIO SANGUE NELL'AUTO DEL MARITO

Ascoli 28 Aprile 2011 CORSERA.IT

Un colpo di scena si aggiunge al mistero dell'omicidio della procace napoletana Carmela Melania Rea,la donna bellissima trovata cadavere nel bosco di Ripe di Civitella.Ma forse la donna non è stata braccata da un improbabile assassino,ma è caduta nella trappola improvvisa del suo killer spietato.

Carmela Melania Rea potrebbe essere stata uccisa per vendetta passionale?

Nell'auto del marito,Salvatore Parolisi, sono state ritrovate macchie di sangue....

  L'omicidio di Melania Rea è legato alla sua misteriosa scomparsa,avvenuta in pochi istanti,mentre il marito era intento a giocare con la figlia di 18 mesi.Omicidio passionale,di una donna contesa,troppo bella per rimanere fuori le attenzioni peccaminose degli uomini e le invidie delle donne.La storia di questa Sofia Loren di 29 anni,è purtroppo finita male,come nella trama del migliore dei gialli noir.

Eppure qualcosa non funziona nella dinamica della sua scomparsa,quella raccontata agli inquirenti dallo stesso marito Parolisi.Come ha fatto una donna giunonica come Melania a sparire senza lasciare traccia? Come ha fatto una donna astuta e intelligente come Melania a farsi braccare da un assassino nascosto dietro il cepusglio? Difficile immaginarla inerme e silenziosa,anche difronte alla lama di un coltello,con il marito a pochi passi da lei,con il chiosco aperto,con possibili visitatori.Più probabile immaginare che sia stata colpita a freddo,inaspettatamente,finita con un solo colpo,straziata senza una ragione plausibile.

Abbiamo tutti pensato,forse erroneamente,ad un probabile amante che l'avesse seguita,si fosse segnalato presente tra i boschi,pronto a raccontare la sua relazione al marito.Ma forse l'omicidio di Melania Rea non è andato così,al contrario.Ma lo sfondo di un omicidio passionale,avvenuto per semplice vendetta di un tradimento,ormai emerge a chiare note in qusta vicenda.Nessun serial killer,nessun improbabile orco dell'ultimo minuto,niente di tutto questo,semplicemente il cuore di una donna contesa tra alcuni uomini,forse da troppi nella  mente del marito Salvatore Parolisi.

Melania REA troppo bella per vivere senza problemi,troppo in evidenza in un piccolo paese,mentre avrebbe potuto reggere la scena anche in palcoscenici di ben più celebri.

Accade che allora qualcuno o qualcosa si impadronisca della tua vita,fino a volerla straziare,a renderla sua,a possederla,tanto è bruciante il dolore della sconfitta amorosa,tanto la violazione del suo corpo diventa un incubo ossessionante,fino al punto di volerla vedere morire,cadere sotto i fendenti spietati della lama assassina,distruggerle il viso,amato,accarezzato,sfigurato per sempre.

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Nell'auto di Parolisi, nel sedile davanti del passeggero, sono state trovate piccole tracce di sangue, che oggi saranno esaminate dai Ris di Roma assieme ai reperti recuperati sul luogo del delitto (il cellulare della donna, la siringa e il laccio emostatico, oltre ai pantaloncini corti e alla maglia che il marito indossava quel giorno). Da chiarire anche una frase che l'uomo ha detto agli inquirenti. Parolisi ha affermato che lui e Melania, una decina di giorni prima della scomparsa, erano stati nel bosco a Ripe di Civitella, dove poi la donna è stata trovata cadavere, e avevano avuto un momento di intimità. Una dichiarazione apparsa come un tentativo di mettere le mani avanti nel caso emergessero nel luogo tracce biologiche riconducibili all'uomo. Non ha invece fornito elementi il colloquio avuto dagli investigatori con una donna soldato in servizio a Verona, che tempo fa ebbe una relazione con Parolisi. Sospetti che l'uomo respinge: «Ho letto tante brutte cose su di me e la mia famiglia - ha detto -. Ma io agli inquirenti ho raccontato tutto, mi hanno rivoltato come un calzino...».

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