ARTE CONTEMPORANEA.MASSIMO GIANNONI LA DIMENTICATA CIVILTA' DEL LIBRO.

New York 1 Maggio 2011 CORSERA.IT a cura di Matteo Corsini critico d'arte e collezionista

Tra i figli dell'arte contemporanea,Massimo Giannoni, è una stella del firmamento,uno destinato a superare per invidia,qualsiasi rock-star.I cantanti sono testimoni del tempo,Massimo Giannoni,l'artista che affida al futuro l'anima del passato.

La sua pittura diventa ogni giorno più fluida,i suoi olii si amalgamano come trascinati via dalle intemperie del tempo,perchè il merito della sua arte,del suo credo mitologico,è quello di proiettarci nel futuro,rendendo sterile l'ultimo simbolo della civiltà antica:il libro.

Le sue librerie apocalittiche,che giacciono composte tra migliaia di volumi,spazzolati dal bianco e dal rosso,dalla fusione delle emozioni e dei colori,sono un fotogramma del passato e noi assistiamo allo spettacolo della estinzione....

della civiltà dei libri,come un'era glaciale,quella dove i dinosauri erano i sovrani.

Le Librerie di Giannoni, segnano il confine tra la civiltà del passato e il futuro,giacciono iridescenti e ammutolite,come musei delle forme e dei gesti,degli oggetti,ormai dimenticati.Guardiamo il tempo,guardiamo il nostro presente,come già fossimo oltre,nel futuro.

Il pregio di queste opere, è quello di aver fissato un momento del passaggio della nostra civiltà a quella ad Una Dimensione,marcusiana,dove le finalità e idealità dell'umanità anche nell'innovazione tecnologica,sono quelle del perfezionamento interiore,quel dialogo tra cuore e mente,da sempre obiettivo ultimo della cultura dell'uomo,delle sue speranze e dei sogni.

Siamo quassù,siamo oltre quell'orizzonte dei fuochi dei mille colori di una libreria,di un luogo di culto formale e culturale,che ormai si è abbandonata per sempre con l'avvento della civiltà dell'i-pad.

Stiamo viaggiando alla velocità della luce,e come fossimo alla finestra di un treno superveloce,guardiamo forse per l'ultima volta,i simboli,gli oggetti,che un tempo erano il paradigma,il contenitore di ogni nostro sapere.Oggi sono simboli abbandonati,inutilizzabili,anzi non sappiamo più cosa siano e cosa vi fosse scritto dentro,erano soltanto un mezzo di diffusione del sapere del mondo.Sono una vecchia locomotiva a vapore,la carcasse dei dinosauri che si nascondono nelle nostre conoscenze ancestrali.

Il flebile senso di solitudine e angoscia,ci avviluppa,ci rende sadici verso il nostro presente,perchè dobbiamo andare oltre,con ogni nostra forza,seguendo un destino,che fulminante di conduce altrove.

 

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Per Gentile Concessione Galleria Russo Roma-Milano 

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