CARMELA MELANIA REA OMICIDIO EROINA NELLE CANNE DEI FUCILI

Napoli 26 Maggio 2011 CORSERA.IT

Il movente della morte di Carmela Melania Rea?

Non soltanto il sesso,ma forse il mix esplosivo del sesso e della droga assieme,che allora giustificherebbe un atto così violento come quello di un omicidio.

Droga,semplicemente e puramente eroina che arriva dall'Afghanistan nei fucili dei soldati dell'Esercito italiano.

(ANSA) - 1 Aprile 2011.ROMA - Sostanze psicotrope, a quanto pare circa mezzo chilo di droghe leggere, sono state trovate in alcuni contenitori di militari italiani rientrati dall'Afghanistan. Lo stesso Esercito ha denunciato il fatto ...

....all'autorità giudiziaria. "La Forza armata -sottolineano allo Stato maggiore- confida che i responsabili vengano individuati e perseguiti con rigore poiché è inaccettabile che azioni tanto deplorevoli compiute da singoli, possano sminuire gli ottimi risultati raggiunti da migliaia di soldati".

 continua all'interno

Nessun serial killer,nessun mostro,ad uccidere Carmela Melania Rea ma un marchio di fabbrica,quello della camorra.

Carmela Melania Rea omicidio.Traffico di droga nell'Esercito italiano.Marco Callegaro morto suicida a Kabul.Il cerchio si chiude nella concomitanza dei fatti accaduti e vediamo quali sono.

Carmela Melania Rea viene uccisa il 18 Aprile,il cadavere viene ritrovato nel bosco delle Casermette,accanto al poligono di tiro dei militari di stanza al 235° Reggimento Piceno.Sul corpo della donna rimane conficcata una siringa e lasciato un laccio emostatico.Dettagli che fin dall'inizio hanno fatto immaginare che qualcuno avesse voluto inquinare la scena del delitto.

In realtà ad oggi,quei particolari fino a ieri insignificanti,oggi assumono in significato sinistro,forse un monito per tutti coloro che conoscono particolari del traffico di stupefacenti attraverso veicoli militari e come testimoniato dallo stesso Esercito,tramite container militari.

Quanti chilogrammi di eroina arrivano dall'Afghanistan in questi contenitori?

 Da quanto tempo va avanti questo traffico? Il Capitano Marco Callegaro,suicidto il 25 Luglio del 2010 a Kabul,aveva forse scoperto qualcosa?

L'Esercito italiano ha denunciato l'accaduto,ma anche qui ci domandiamo se la magistratura militare ha avviato un'indagine sul traffico di stupefacenti dall'Afghanistan,oppure anche questa volta lo ha considerato un semplice episodio?

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 Il pm che coordina le indagini, Alessandra Burra, conferma la notizia. Nel dettaglio, la prima quantita' di droga, 362 grammi, e' stata ritrovata il 27 marzo casualmente da un armiere, che ha denunciato l'episodio. Il secondo quantitativo, 167 grammi, e' stato ritrovato il 29 marzo dagli investigatori, ma nessuno si e' presentato nell'armeria a ritirare la droga.

"La notizia del ritrovamento di un quantitativo di sostanza stupefacente nascosto nelle canne dei fucili rientrati nelle casse dall'Afghanistan nella caserma Feruglio degli alpini della Julia di Venzone richiede un immediato intervento da parte dei vertici militari". Lo dichiara Luca Marco Comellini, Segretario del Partito per la tutela dei Diritti di Militari e Forze di polizia (Pdm).

"Sono numerose negli anni le notizie di questo tipo riportate dai mezzi di informazione - continua Comellini - che in alcuni casi hanno riguardato anche il traffico di armamenti destinati alla malavita organizzata".

"Questo ultimo episodio - conclude - rende evidente la necessità che anche i trasporti dei materiali militari che rientrano nel territorio italiano, provenienti dalle zone dove operano i contingenti delle missioni internazionali, siano assoggettati ai controlli da parte degli organi di polizia addetti al controllo doganale perché se in questa occasione si è trattato solo di un modico quantitativo di droga nessuno può sapere se sia un "caso isolato" oppure la "riservatezza" dei trasporti militari abbia coperto anche altri traffici illegali.”

PARMA- Circa mezzo chilogrammo di hascisc è stato scoperto nei fucili “rientrati” dalla missione in Afghanistan alla caserma di un reggimento appena rientrato. Le notizie trapelate sono frammentarie perché lo

stesso procuratore di Tolmezzo, Giancarlo Buonocore, non ha inteso né confermare né smentire la notizia nei particolari. Si è soltanto limitato a dire che «c’è un’indagine molto delicata in corso». Il primo ritrovamento risale a qualche giorno fa ed è stato del tutto casuale: i fucili contenuti nelle casse rientrate dal Paese mediorientale dovevano essere smistati alle armerie e così sono stati notati i primi 360 grammi della sostanza stupefacente. L’indagine è scattata immediatamente e a occuparsi del caso sono stati i finanzieri della Tenenza di Gemona. Coordinate dal sostituto procuratore Alessandra Burra, titolare dell’inchiesta, le fiamme gialle sono poi state affiancate dal carabinieri della Compagnia di Tolmezzo. Il secondo ritrovamento dell’hascisc non è stato invece casuale, ma frutto dell’investigazione avviata dagli inquirenti. Nel primo caso la droga era nascosta nelle canne di otto fucili e in nove altri involucri. In quattro fucili erano invece infilati i sacchetti del secondo ritrovamento. Secondo le poche notizie trapelate finora, non ci sono ancora persone sottoposte a indagine. Anzi, gli inquirenti si stanno muovendo attraverso gli accertamenti tipici di attività investigative del genere e quindi l’attesa sembra essere il miglior alleato per loro. Per esempio, si stanno verificando eventuali episodi precedenti e ovviamente sarà monitorata la situazione. Com’è prevedibile, finanzieri e carabinieri coordinati dal pm Burra hanno ricostruito i movimenti delle casse di armi utilizzate regolarmente dall’Esercito italiano in Afgha

PARMA- Circa mezzo chilogrammo di hascisc è stato scoperto nei fucili “rientrati” dalla missione in Afghanistan alla caserma di un reggimento appena rientrato. Le notizie trapelate sono frammentarie perché lo stesso procuratore di Tolmezzo, Giancarlo Buonocore, non ha inteso né confermare né smentire la notizia nei particolari. Si è soltanto limitato a dire che «c’è un’indagine molto delicata in corso». Il primo ritrovamento risale a qualche giorno fa ed è stato del tutto casuale: i fucili contenuti nelle casse rientrate dal Paese mediorientale dovevano essere smistati alle armerie e così sono stati notati i primi 360 grammi della sostanza stupefacente. L’indagine è scattata immediatamente e a occuparsi del caso sono stati i finanzieri della Tenenza di Gemona. Coordinate dal sostituto procuratore Alessandra Burra, titolare dell’inchiesta, le fiamme gialle sono poi state affiancate dal carabinieri della Compagnia di Tolmezzo. Il secondo ritrovamento dell’hascisc non è stato invece casuale, ma frutto dell’investigazione avviata dagli inquirenti. Nel primo caso la droga era nascosta nelle canne di otto fucili e in nove altri involucri. In quattro fucili erano invece infilati i sacchetti del secondo ritrovamento. Secondo le poche notizie trapelate finora, non ci sono ancora persone sottoposte a indagine. Anzi, gli inquirenti si stanno muovendo attraverso gli accertamenti tipici di attività investigative del genere e quindi l’attesa sembra essere il miglior alleato per loro. Per esempio, si stanno verificando eventuali episodi precedenti e ovviamente sarà monitorata la situazione. Com’è prevedibile, finanzieri e carabinieri coordinati dal pm Burra hanno ricostruito i movimenti delle casse di armi utilizzate regolarmente dall’Esercito italiano in Afghanistan e rientrate a Venzone, quindi individuando le persone che si sono occupate dello sbarco e del trasporto fino alla caserma friulana. Nei due sequestri di hascisc che finora hanno caratterizzato l’inchiesta, la sostanza stupefacente era avvolta nel naylon in modo da poter essere facilmente inserita e nascosta nelle canne dei fucili.

nistan e rientrate a Venzone, quindi individuando le persone che si sono occupate dello sbarco e del trasporto fino alla caserma friulana. Nei due sequestri di hascisc che finora hanno caratterizzato l’inchiesta, la sostanza stupefacente era avvolta nel naylon in modo da poter essere facilmente inserita e nascosta nelle canne dei fucili.

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