CRISI EURO MANOVRA FINANZIARIA BASTA ANDATE TUTTI A FARE IN CULO

Milano 15 Luglio 2011 CORSERA.IT di Matteo Corsini

Anarchia fiscale necessaria.Chiedono soldi non glieli diamo.Basta.

Siamo sull'orlo del baratro e non ce ne rendiamo conto,sono minuti snervanti prima del crack,in cui tutto si rompe,si spacca,come il ghiaccio in primavera ai primi raggi di sole intenso.Non c'è nessuno di noi che verrà risparmiato se la diga si rompe,se le onde del mare passeranno il frangiflutto,se l'inconsistenza di una manovra finanziaria,peggiorerà il corso della nostra economia traballante.Perchè una cosa è certa,il governo di Silivo Berlusconi,che aveva promesso agli italiani che non avrebbe aumentato le tasse,ha piazzato un colpo da 70 miliardi che pende come la lama di una ghiogliottina sul nostro capo.Un colpo basso,anzi un tradimento bello e buono,una manovra della vergogna.Sull'orlo del baratro ci stanno tutti gli italiani insieme e la manovra finanziaria ce li spinge dentro.Sono imposte e tasse per tutti,sono lacrime e sangue per tutti.Non c'è via di scampo nel paese inghiottito dalla penuria,l'arretratezza dei mercati,l'inutile shock che si voleva dare all'economia.Una pletora di aguzzini parlamentari che ha deciso di uscire dall'angolo della crisi,alla solita vecchia maniera,facendo inghiottire agli italiani una marea deprimente di imposte e tasse.Questi ultimi italiani che dovrebbero pagare il canone RAI per vedersi Augusto Minzolini scialaquare i nostri soldi con le carte di credito al festival del cinema ad Hammamet? Oppure continuare a mantenere la casta dei politici parlamentari avvocati che si oppongono alle liberalizzazioni? No,e' guerra aperta sul fronte dei cittadini nei confronti dello Stato,anzi di questa compagine governativa di buffoni e inetti,di incapaci e corrotti.Basta andate tutti a fare in culo.

aderisci al VAFFANCULOTAX e invia il tuo sms di sdegno a redazione@corsera.it

MILANO - Nuova ondata di nervosismo sul mercato finanziario italiano, nonostante il primo sì alla manovra pronunciato a maggioranza in mattinata. Piazza Affari - che secondo quanto riferiscono gli operatori continua a prediligere l'ipotesi di un governo tecnico, -interrompe la tregua con un ribasso dell'1,07% dell'indice Ftse Mib e le banche frenata dopo due sedute consecutive di recuperi. Il quadro si è complicato anche sul mercto dei titoli di stato, dove il rendimento dei Btp a 15 anni è salito al 5,90%: un record storico. Mentre la forbice tra lo stesso Btp decennale e il tedesco Bund è tornata ad allargarsi fino a quota 300 per poi assestarsi a 288 punti. Lo spread tra il Bund e il decennale greco avanzava in giornata a 1.446 punti, seguito da quello con il decennale irlandese a 1.175 punti.

BCE E FMI: ALLARME CONTAGIO - Su tutta Eurolandia si allunga intanto l'ombra di un contagio della crisi del debito . Un rischio, hanno sostenuto tanto la Bce quanto il Fondo Monetario, non riguarda necessariamente solo i paesi dell'area mediterranea o l'Irlanda. E al di là dell'oceano, non c'è meno preoccuopazione per il debito degli Stati Uniti. Il Fondo ha avvertito che per l'economia mondiale «i rischi al ribasso sono aumentati». E la Banca centrale europea ha chiesto una «azione decisa» sulle politiche di bilancio perchè «le circostanze sono molto difficili»

EURO STABILE, CORRE L'ORO - La moneta unica è rimasta sostanzialmente invariata a 1,4160 dollari. Mentre l'oro ha stabilito un nuovo record a 1.593,10 dollari l'oncia a Londra, mentre al Comex di New York è schizzato a 1.594,90 dollari l'oncia.

GIU' LE BANCHE E LE ASSICuRAZIONI- La «pagella» in arrivo venerdì per le banche europee non dovrebbe non dovrebbe tenere sulla graticola i gruppi italiani che persino il presidente della Fed, la banca centrale Usa, Ben Bernanke, ha definito «in buona forma». Tuttavia le vendite non hanno risparmiato Intesa Sanpaolo (-2,13%), Mps (2,12%), Bpm (-2,23%), Ubi (-2,71%) . Unicredit ha invece contenuto il calo allo 0,23% sebbene sia l'unica a non aver ricapitalizzato, almeno di recente.

NESSUN ACQUISTO DELLE FONDAZIONI- Si è vociferato nelle sale operative che lo sprint delle banche nelle sedute di martedì e mercoledì fosse sostenuto da mani forti, le fondazioni socie. Giovedì la smentita di Giuseppe Guzzetti presidente dell'Acri e della Cariplo: «Nessuna Fondazione è coinvolta direttamente o indirettamente nelle operazioni di acquisto allo scoperto di titoli delle banche partecipate - si legge in una nota - . In ogni caso Acri sollecita le Fondazioni associate perchè vigilino affinchè i loro titoli bancari non siano utilizzati per operazioni speculative».

Commenta questo articolo

Tutti i commenti