CARMELA MELANIA REA OMICIDIO PAROLISI MARCIRA' IN GALERA ADESSO

Ascoli Piceno 19 Luglio 2011 CORSERA.IT

Carmela Melania Rea Omicidio.Salvatore Parolisi è stato arrestato,le accuse sono gravissime omicidio volontario pluriaggravato vilipendio di cadavere in eventuale concorso con altri.Come dire che Salvatore Parolisi,se riconosciuto colpevole dell'omicidio della moglie,marcirà in carcere,perchè probabilmente non riuscirà ad ottenere alcuna attenuante al suo comportamento.

Inviato da Michele Brambilla dal Corriere della Sera. Salvatore Parolisi è stato arrestato per l'omicidio della moglie Melania Rea. L'ordinanza di custodia cautelare gli è stata notificata e il caporalmaggiore dell'esercito è stato prelevato dalla caserma Clementi di Ascoli dove era tornato a lavorare lo scorso lunedi. L'uomo, scortato dai carabinieri, è uscito da un ingresso secondario a bordo di un'auto senza contrassegni, che si è diretta verso la caserma dei carabinieri. Non risultano altre persone iscritte nel registro degli indagati. In caserma si trovano anche i legali di Salvatore Parolisi, Valter Biscotti e Nicodemo Gentile: entrando, assediati dai giornalisti che chiedevano un commento sull'arresto del caporalmaggiore dell'esercito, non hanno voluto rilasciare dichiarazioni.

ACCUSE GRAVISSIME - Omicidio volontario pluriaggravato dal vincolo di parentela e crudeltà (pena che prevede l'ergastolo) e vilipendio di cadavere in eventuale concorso con altri. Questi i reati contestati a Salvatore Parolisi, che aprono anche alla possibilità che le ferite post mortem sul cadavere di Melania siano state inferte da persona diversa rispetto al marito. Ipotesi che comunque gli inquirenti ritengono poco verosimile.

RELAZIONE EXTRACONIUGALE - Per i magistrati ascolani un ruolo importante nell'omicidio di Melania Rea l'ha avuto la relazione fra Salvatore Parolisi e Ludovica, la soldatessa conosciuta nel 235 Rav Piceno durante un corso di addestramento e della quale il caporalmaggiore era diventato amante. Molto importanti i messaggi scambiati su Facebook da Salvatore attraverso con l'avatar «Vecio alpino», precipitosamente cancellato il 19 aprile, all'indomani della «scomparsa» della moglie. Messaggi che sono stati recuperati grazie a una rogatoria internazionale e dai quali si percepirebbe la pressione che Ludovica faceva su Salvatore affinchè lasciasse sua moglie per dedicarsi esclusivamente a lei.

A PASQUA CON LUDOVICA - Il 23 aprile, a Pasqua, Salvatore Parolisi doveva recarsi a Roma per conoscere i genitori di Ludovica, che nel frattempo gli avevano già prenotato una stanza d'albergo. Emerge dalla ricostruzione fatta dai magistrati ascolani, condivisa dal gip Carlo Calvaresi che ha accolto la loro richiesta d'arresto. Quel giorno Parolisi si sarebbe dovuto presentare dall'amante già con la notizia che aveva lasciato la moglie. Nell'ordinanza del gip vengono evidenziati anche i comportamenti tenuti da Parolisi dopo aver denunciato la scomparsa della moglie. In particolare il fatto di non aver partecipato alle ricerche, ma di essersi piuttosto preoccupato di cancellare il profilo su Facebook col quale chattava con Ludovica.

ORDINANZA - Pericolo di inquinamento delle prove e di reiterazione del reato. Questi i motivi principali per cui il pool di magistrati ascolani Umberto Monti, Carmine Pirozzoli, Ettore Picardi e Cinzia Piccioni ha chiesto la detenzione in carcere per Salvatore Parolisi. Ad inchiodare il caporalmaggiore - secondo quanto si legge nell'ordinanza - sono stati i risultati dell'autopsia effettuata dai medici legali Adriano Tagliabracci e Sabina Canestrai, che hanno stabilito che Melania è stata uccisa proprio nel lasso di tempo in cui il marito dice che si trovava con Melania e la figlioletta a colle San Marco (Ascoli Piceno). Parolisi e la moglie uscirono dalla loro casa a Folignano tra le 14 e le 14.20 e lui ricomparve con la bambina, ma senza Melania, al pianoro intorno alle 15.30. Proprio in questo spazio temporale i medici legali hanno collocato la morte di Melania, avvenuta al Bosco delle Casermette come ha stabilito l'autopsia, ma anche lo studio degli schizzi di sangue.

 

ALLEGATE LE FOTO - Il gip del Tribunale di Ascoli Carlo Calvaresi, alle 88 pagine della richiesta di arresto per Salvatore Parolisi, ha aggiunto un altro paio di pagine con considerazioni personali sulla possibile dinamica dell'assassinio della giovane mamma di Somma Vesuviana. Allegate all'ordinanza anche le foto e le ricostruzioni corredate con tanto di didascalia fatte dai magistrati di Ascoli (erano a colori originariamente, sono in bianco e nero quelle nell'ordinanza) che testimoniano il percorso che Parolisi e la moglie avrebbero compiuto il 18 aprile, giorno della gita da Folignano a San Marco. Nell'ordinanza sono allegate anche le foto scattate dai ragazzi dell'istituto tecnico per geometri di Ascoli che il pomeriggio del 18 aprile erano anche loro al pianoro. Nelle istantanee scattate con i telefonini, non si vedono mai Salvatore, Melania e la piccola Vittoria, che il papà dice di aver fatto dondolare sulle altalene nell'attesa che la moglie tornasse dopo essersi allontanata per un bisogno fisiologico. Grande importanza in particolare viene data alle testimonianze delle persone sentite dai carabinieri durante questi tre mesi di indagini. Un paio almeno vengono ritenute assolutamente decisive per affermare che Melania non è mai stata il 18 aprile scorso a Colle San Marco e che Salvatore e la bambina vi sono giunti molto dopo rispetto all'orario indicato dal caporalmaggiore.

ACCOLTA LA RICHIESTA - Il gip di Ascoli Carlo Calvaresi ha accolto la richiesta della Procura, che chiedeva l'arresto del caporal maggiore dell'esercito per l'omicidio volontario aggravato della moglie Melania Rea. Parolisi sarà presto trasferito nel carcere di Marina del Tronto, nella periferia del capoluogo piceno.

«LA BAMBINA» - «E adesso come facciamo con la bambina?». È stata la prima preoccupazione di Michele Rea, il fratello di Melania, alla notizia dell'arresto di Salvatore Parolisi. Lo riferisce il legale della famiglia, l'avvocato Mauro Gionni, che ha appena parlato con i parenti della donna uccisa. La bambina è la piccola Vittoria, che porta lo stesso nome della nonna materna, e che dopo la morte della mamma è stata in parte con il padre, quando il lavoro glielo consentiva, e in parte con i Rea. A proposito dell'arresto del cognato, Michele Rea ha commentato: «Speriamo che possa essere la fine di un incubo. Ci auguriamo che si possa arrivare a chiudere questo cerchio - ha aggiunto - È una notizia che mi fa stare male, anzi malissimo».

TRASFERIMENTO DEGLI ATTI - Melania Rea, la 29enne di Somma Vesuviana è stata massacrata lo scorso 18 aprile con 33 coltellate nella pineta di Ripe di Civitella, nel teramano. Il suo cadavere era stato trovato due giorni dopo nel Bosco delle Casermette, nel Teramano. Poichè l'omicidio avvenne con certezza in Abruzzo, è scontato ora un trasferimento degli atti alla Procura di Teramo, che il gip potrebbe aver deciso contestualmente all'accoglimento della richiesta dei magistrati ascolani.

«ERA NELL'ARIA» - «Era nell'aria. Ora bisognerà leggere l'ordinanza del gip. Ma già dalla perizia medico legale emergevano grandi elementi a carico di Parolisi. L'arresto è la diretta conseguenza delle indagini sin qui svolte». È il commento del legale della famiglia Rea, l'avvocato Mauro Gionni.

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